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Hashepsowe sconfigge Mirygow

 

Tenui pennellate di rosa rischiaravano l'orizzonte, mentre il blù cupo della notte si stemperava nell'indaco azzurrato dell'aurora.
Le gemme d'argento sbiadivano, offuscate dal fulgore dorato dei primi raggi di sole.
L'aria era limpida e frizzante e nessuna nuvola appannava la trama turchina del cielo.
Ero in cima alla Torre dell'Osservatorio Astronomico, dove avevo trascorso la notte ad interpretare i Segni: presagi di vita e di morte si erano alternati nella volta celeste, rivelandomi frammenti del Divino Disegno.
Il mio corpo, intorpidito dalla lunga notte passata all'addiaccio nel terrapieno della Torre, accolse con piacere il tepore dei primi raggi del sole.
Mi sporsi dalla terrazza, abbracciando con lo sguardo il bosco di querce intorno al tempio e la verde pianura che si estendeva al di là delle chiome degli alberi.
Una nuvola di polvere avanzava all'orizzonte.
Dopo pochi istanti, la nube rivelò i contorni di un cavaliere che procedeva al galoppo verso il tempio.
Mi affrettai a scendere dall'Osservatorio, per accogliere il mattiniero visitatore e mi fermai in attesa davanti al Portale del Tempio dei Sogni.
Aspirai a pieni polmoni il profumo della mimosa ancora rorida di rugiada, mentre la scintillante armatura del cavaliere si stagliava tra le querce.
Il misterioso individuo scese dal cavallo e mi raggiunse in pochi passi.
Con gesti lenti e misurati, si tolse l'elmo, rivelando una folta cascata di capelli castani ed il tenero incarnato di un viso di fanciulla.
"Mirygow Calis! - Il sorriso mi salì spontaneo alle labbra, nel riconoscere la giovanissima amazzone della Guardia Imperiale - Sono felice di vederti, pulcina! Qual buon vento ti porta al Tempio dei Sogni?"
"Ti cercavo Hashepsowe... - rispose la ragazza - La mia armata è accampata nella foresta. Per giorni e giorni abbiamo inseguito un gruppo di ribelli e soltanto ieri siamo riuscite a catturarli. Il nostro accampamento non è molto distante da qui e le mie compagne hanno bisogno di un giorno di riposo, prima di fare rientro alla Kioskas Imperiale. Così ho chiesto ed ottenuto licenza di trascorrere la giornata con te al Tempio ed eccomi qua!"
Il volto dell'amazzone era pallido e tirato, un solco profondo le scavava la fronte, e gli occhi pesanti e cerchiati rivelavano le fatiche degli ultimi giorni.
"Sei certa di stare bene?"- domandai preoccupata, carezzandole la fronte
"Sto bene, Hash... non ti preoccupare per me... - la giovane sorrise stancamente, scostando la mia mano con gesto orgoglioso - Ho soltanto bisogno di un momento di pace per ritemprare il mio spirito!"
"D'accordo, Mirygow... Come vuoi! - sorrisi a mia volta - E' una splendida giornata però e volevo approfittarne per andare a raccogliere erbe lungo la riva del Kruill... non è molto distante dal tempio. Vuoi venire con me o preferisci raccoglierti in preghiera nel Sacro Cerchio della Dea?"
"Vengo con te, Hashepsowe... ma lasciami pregare qualche minuto presso l'ara di Akthon!"
"D'accordo! Nel frattempo, passerò dalla cucina a prendere qualcosa da mettere sotto ai denti. Suppongo che più tardi potrebbe venirci appetito... Vieni!"
Entrammo nel tempio ed attraversammo insieme il peristilio.
Scortai l'amazzone fino ai sacelli della Sacra Cintura, aprii il Sacrario di Akthon/Loars e mi allontanai, lasciandola sola con il dio.
Dopo un'ora circa, rientrai nel sacrario di Akhton.
Sfiorai delicatamente la mano di Mirygow, per manifestare la mia presenza.
Poi accesi un pezzo di legno di sandalo sul sacro braciere e purificai me stessa, l'amazzone e l'intero Spazio Sacro.
Infine, per concludere la preghiera, deposi il tizzone fumante nel sacro braciere, che ardeva davanti alla statua di Akthon.
Poco dopo, Mirygow ed io cavalcavamo fianco a fianco lungo il sentiero che conduceva al fiume.
Al limitare del bosco, dove gli alberi si diradavano, lasciammo i cavalli liberi di pascolare e di abbeverarsi.
Il sole non aveva ancora superato la fitta barriera dei rami e l'erba conservava ancora l'umidità della notte.
"Ecco... Mirygow... - l'amazzone mi osservò con attenzione mentre mi chinavo a mostrarle una tenera piantina - Queste sono le foglie che mi servono! Se hai voglia di aiutarmi, te ne sarò grata, perchè devo raccoglierle prima che il sole faccia evaporare la patina di rugiada che ancora le ricopre: se non vengono raccolte ancora umide ed essiccate nel tempo della luna nuova, queste piante perdono le loro proprietà officinali..."
Mirygow annuì in silenzio e dopo qualche istante, si chinò al mio fianco ed imitò i miei gesti con destrezza.
In breve, le due sacche furono piene.
Ora il sole penetrava tra le fronde; Mirygow ed io eravamo stanche ed accaldate; ci scambiammo uno sguardo d'intesa, e dopo esserci liberate degli indumenti, corremmo insieme, nude, verso le sponde del Kruill: davanti a noi un piccolo specchio d'acqua limpido, come un'oasi di calma, interrompeva il corso spumeggiante del fiume.
L'erba lasciava il posto ad un'ampia spiaggia pietrosa.
Saltellammo sulle pietre e ci tuffammo nel fiume, ridendo e schiamazzando come due bambine.
Quando i nostri corpi, corroborati dalla meravigliosa energia dell'acqua, emersero grondanti dal fiume, ci asciugammo e ci rivestimmo.
Eravamo affamate e, pur se non era ancora ora di pranzo, decidemmo di consumare il nostro pic-nic sedute sui ciottoli levigati della riva.
Guardai il cielo e le ombre degli alberi che rimpicciolivano, man mano che il sole avanzava verso lo zenith.
"Vado a fare quattro passi!- annunciò Mirygow, dopo aver fatto onore al suo pasto - Vieni con me?..."
Scossi la testa, stiracchiandomi pigramente: era così raro che la Somma Sacerdotessa potesse permettersi il lusso di poltrire al sole!
I tiepidi raggi primaverili mi accarezzavano la pelle.
Gli insetti sciamavano ronzando intorno alla mia testa.
Un piacevole torpore invase i miei sensi e piano piano, quasi senza rendermene conto, scivolai in un sonno profondo, cullata dal chiacchiericcio gorgogliante del fiume.
Mi ero appena addormentata (o almeno così mi pareva), quando un grido acuto mi svegliò di soprassalto.
In un istante fui in piedi, pronta a combattere come una vera Sacerdotessa Guerriera!
Allarmata, mi slanciai nella direzione in cui avevo visto allontanarsi Mirygow Calis.
Con mio grande sollievo, la vidi avanzare sul sentiero, con la spada in pugno.
Sorrisi rinfrancata e rinfoderai la mia arma, senza accorgermi del bagliore rossastro che aleggiava nei suoi occhi.
"Che c'è pulcina?... ti ho sentita gridare! Che succed..."
Le parole mi morirono sulle labbra, mentre una orribile risata gutturale scaturiva dalla gola dell'amazzone, rivelando una chiostra di denti neri ed una lingua bifida che mi sbeffeggiava irridente.
Il bel viso di Mirygow era distorto da una smorfia grottesca e crudele.
Le pupille iniettate di sangue si rovesciavano nel bianco delle cornee, mentre il corpo della giovane si contorceva spasmodicamente, come se tentasse di liberarsi da un organismo parassita.
"Tu sai chi sono io, Hashepsowe... "- la voce cavernosa che gracchiava non apparteneva di certo all'amazzone!
Un brivido percorse la mia schiena...
Conoscevo fin troppo bene l'Entità che si era impossessata del corpo di Mirygow:
"Tu sei la Strega Oscura dell'Inverno... Morghul è il nome della Sovrana della Guerra e dell'Inganno! Perché hai preso il corpo di questa giovane? Non ti basta combattere ogni giorno dentro la mia mente? Non credi che i viscidi tentacoli del dubbio possano un giorno mettere radici anche nel mio cuore di donna?"
Una risata ancora più forte mi costrinse al silenzio:
"Tu sai bene perché, sacerdotessa! Il male si è ormai insinuato tra le colonne del tempio: la tua consorella Sianna sta per partorire il frutto dannato degli inferi. Mi sono servita del corpo di questa ragazza perchè tutto ciò che farai contro di me, lo farai a lei! Ed ora, Hashepsowe, prediletta degli altri tre volti della Madre, Sacerdotessa dei Due Mondi e Somma Sacerdotessa dei miei stivali... preparati a morire! Chiunque fissi il suo sguardo negli occhi della Morghul ha terminato il suo tempo!"
Una rossa lingua di fuoco scaturì dagli occhi vitrei che mi fissavano.
La mia veste prese immediatamente fuoco.
Avvolta dalle fiamme, mi slanciai verso l'unica possibile fonte di salvezza: il fiume!
Riuscii a gettarmi nel laghetto, poco prima che una seconda saetta mi riducesse in cenere...
L'orribile sfrigolio della carne bruciata (e la carne bruciata era la MIA!!!) mi stimolò a ragionare rapidamente.
Sapevo che non avrei potuto usare nessuna arma contro il corpo che conteneva lo spirito vivente della piccola Mirygow.
Dovevo tentare di aprire uno spiraglio di consapevolezza nel cervello dell'amazzone, ma dovevo farlo in modo tale che la Morghul lasciasse penetrare lo stimolo che avrei trasmesso.
Ricordavo come la giovane fosse stata fiera della sua vittoria contro Sandor nella Pugna Arcana e decisi di far leva sul suo orgoglio.
"Mirygow... sono Hashepsowe: il tuo nuovo avversario nella Pugna Arcana! Tu sai quali poteri possiedo: posso usare le arti marziali come le sacerdotesse guerriere del sentiero purpureo, oppure i poteri degli Elementi come le sorelle del Rosso sentiero! Non puoi battermi come hai battuto il cavalleresco Sandor. L'unica cosa che temo è la magia del tuo medaglione! Se catalizzerai in esso il potere del Fuoco, la purezza del tuo cuore riuscirà forse a sconfiggermi!!!"
La Morghul sorrise beffarda: invidia, gelosia e rivalità erano i suoi cavalli di battaglia!
Ero riuscita a distogliere la sua attenzione dal vero motivo per cui avevo istigato l'istinto battagliero della giovane!
Il corpo di Mirygow ebbe infatti un sussulto, le sue mani si contorsero spasmodicamente fino a che le dita non furono serrate intorno al medaglione del Fuoco.
La Morghul percepì che la volontà di Mirygow era focalizzata sulla fiamma della gloria e lasciò che l'orgoglio scorresse impetuoso, certa com'era che la prossima fiammata mi avrebbe annientata per sempre.
Ma il potere del medaglione era destinato ai puri di cuore e non avrebbe di certo sostenuto le oscure trame della Morghul!
Un fascio di fulgida luce scaturì da esso ed avvolse il corpo di Mirygow.
La Morghul gridò, accecata dal Potere della Luce!
Ora dovevo pronunciare l'esorcismo:
"Vade retro Morghul! Per il Potere della Luce di Sandor, che ora satura questo corpo di donna, io Hashepsowe, Somma Sacerdotessa del Tempio dei Sogni, ti comando di uscire da esso! Torna al tuo Antro Oscuro e più non immischiarti nelle faccende degli Uomini!"
Con un urlo agghiacciante, la demoniaca creatura si slanciò contro di me, riversandomi addosso ondate di odio terrificante.
Ma Mirygow continuava a stringere il medaglione e la luce continuò ad abbagliare la Strega Oscura.
Mi scansai, sbilanciando l'avanzata della Morghul, che barcollò e cadde con un sordo fragore nel fiume.
La pesante armatura si inabissò rapidamente nelle profonde acque del Kruill.
Ma dentro a quell'armatura c'era lo spirito della piccola Mirygow: non potevo lasciarla affogare!
Presi un bel respiro e mi tuffai negli abissi limacciosi del fiume, ben decisa a non riemergere senza di lei!!!
L'acqua gelida mi sferzò la faccia: spalancai gli occhi!
Pesanti nuvole nere si erano addensate nel cielo e violenti scrosci di pioggia si riversavano sulla piccola spiaggia.
Ero bagnata fradicia!
Mi alzai di scatto e mi guardai intorno: gli avanzi del nostro pic-nic erano sparpagliati sulla riva del fiume.
Preoccupata, mi misi alla ricerca di Mirygow: la trovai al limitare del boschetto con la schiena appoggiata ad una quercia, profondamente addormentata.
Mi accostai e la scrollai vigorosamente.
"Svegliati Mirygow... Dobbiamo andarcene da qui: sta piovendo!!"
"Ma che?... La pugna?... Sandor?... Il medaglione?... Hai vinto Hash!... - Mirygow era ancora confusa e dalle sue parole compresi che avevamo fatto lo stesso Sogno - Ma... E' stato solo un sogno!!"
"Già... - risposi ridendo - e guarda caso, ogni volta che usciamo per un pic-nic, va sempre a finire che piove!!!"

 

Hashepsowe

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