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Mirygow sconfigge Hashepsowe

 

Sono stranamente confusa questa mattina, forse perchè ho la certezza che non sarà un compito facile nemmeno per me, devota amazzone imperiale di Nimira, lottare e vincere contro la somma sacerdotessa Hashepsowe.
Cammino frettolosamente e non faccio altro che pensare a ciò che i miei saggi maestri e compagni di armi mi hanno sempre insegnato; mi dicevano sempre: "Ricordati Mirygow, in certe occasioni non si vince con la spada ma con il cuore".
Ecco, è in momenti come questi che vorrei trovare tutta la forza e la tenacia che un animo puro e splendente come il mio sa emanare, ma sento e sono conscia di avere dei limiti che non so ancora superare, e forse è per questo motivo che mi appresto a combattere, con la speranza di non perdere l'unica cosa davvero importante del mio essere: me stessa.
Mi incammino lungo le aguzze pietre della spiaggia che costeggia il Kruill e dentro di me continuo a pensare all'inutilità di questo combattimento.
Come posso io, figlia di Arcano e fedele alleata della sua imperatrice, scontrarmi con colei che protegge le nostre vite attraverso gli dei???
Io non ho altro che la mia spada e la mia intelligenza ma Hashepsowe, la somma, la benedetta dagli dei, ha la protezione del creato e l'amore di tutti noi.
Ecco, questo penso, mentre i miei piedi mi conducono passivi lungo le strade dello scontro.
Intravedo da lontano la sacerdotessa e la vedo sulla spiaggia, come intenta a parlare con il vento, e capisco che ciò che la lega alla terra è un legame ben più forte e inscindibile del mio con la spada.
Sono pronta ad affrontare anche questa prova; il mio è un cuore d'amazzone e pulsa di vita.
Raggiungo Hashepsowe che, come sempre, irradia serenità da ogni parte del suo corpo e, come mi è stato insegnato, le porgo il mio saluto rispettoso... ma poi sguaino la mia spada e mi metto in posizione d'attacco, aspettando che la mia avversaria muova verso di me per prima.
Astor, il mio compagno, ha combattuto e perso contro la somma non più di una settimana fa, e capisco che non c'è gladio o scudo che può proteggerti da colei che ha il favore della dea della battaglia e della morte.
Cosa fare?
Il mio spirito guerriero mi impedisce di arrendermi in favore di colei che viene protetta dagli dei ma, allo stesso tempo, mi continua a far pensare al fatto che Hash è a mani nude e non ha altra barriera se non la sua fede... e questa, come la si combatte?
Ed ecco che, all’improvviso, la sacerdotessa si scaglia contro di me ed estrae un pugnale dalla lunga e acuminata lama e mi ferisce l’avambraccio.
Un rivolo quasi impalpabile di sangue macchia la mia sotto cotta di pelle e mi induce a pensare che, dopotutto, questa non è poi una battaglia ad armi impari.
Negli occhi della mia avversaria leggo l’autentico furore che emanano i cuori puri, ma lei ancora non sa che anche la mia essenza è limpida, e quindi mi posso permettere di combattere in piena libertà.
Aspetto che Hash sferri la seconda mossa, la studio attentamente e, facendo tesoro delle esperienze passate, mi preparo ad accogliere nuove ferite ben più profonde di quelle procurate dalla spada.
La somma sacerdotessa ha la proprietà di infliggere al mio fiero orgoglio una dura lezione, ma la mia spada in compenso mi permetterà, se ne avrò l’occasione, di ricordarle che poche sono le creature capaci di vincere una amazzone imperiale.
La mia affilata compagna d’avventura riluce tra i riverberi del sole e il calore emanato dalle pietre aguzze che contornano il fiume lo rendono ancor più spettrale di quello che è.
La mi avversaria con uno scatto fulmineo mi butta a terra, ma non sa che, così facendo, ha commesso il più grande errore della sua esistenza.
Non appena il suo corpo sfiora il mio con una presa possente e decisa, le blocco le braccia e le impedisco di liberarsi.
Ma non c’è nessun senso nel combattere contro una sacerdotessa.
Loro non si difendono, loro non attaccano se non perché sono atterrite, loro non uccidono se non per estrema necessità.
Cosa ci faccio io, fedele compagna di Nimira, qui a giocare alla lotta con Hashepsowe, somma sacerdotessa del tempio dei sogni?
Non ho intenzione di allungare questa farsa… una sacerdotessa per combattere, anche se per gioco, dovrebbe essere istruita alla battaglia e non alle arti divinatorie, e io non conosco altra legge che quella della spada.
"Buon riposo amica mia"!
Con queste parole spedisco la saggia Hash nel mondo dei sogni; dopotutto lei ne è la custode ma io, grazie ai consigli del mio fido e scaltro dragone Astor, sono diventata esperta nell’arte della lotta a terra e quindi, con la semplice pressione del mio indice contro la sua tempia sinistra, ho messo fine al combattimento.
Ora però non la lascio sola; veglierò sul suo riposo di piccola guerriera e pregherò la madre sua di donarle un po’ di pace e serenità... e se poi la dea sarà benigna anche con me, forse mi infonderà quella forza che da tempo cerco per combattere e distruggere definitivamente, insieme alle mie compagne, le forze oscure che ammorbano Arcano e i suoi abitanti e, finalmente, tornerà la pace nei nostri cuori e io potrò dedicarmi un po’ di più al mio amato compagno.

 

Mirygow

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