Kethry
sconfigge Falcos
Le semi finali per la prima Pugna Arcana, il grande torneo a cui
tutti gli abitanti di Arcano potevano partecipare, si svolsero per le
strade della Kioskas di Kolise.
Il mio avversario, Falcos, il Comandante dei guerrieri di Caliur, era già
lì da un pezzo quando io arrivai nella piazza principale.
Al centro di essa, la grande fontana più volte distrutta e ricostruita
nel corso delle varie battaglie o delle scaramucce tra guerrieri,
talvolta piscina per chi la sera aveva bevuto un bicchiere di troppo;
era lì bella ed imponente come sempre, coi suoi zampilli e le sue
grandi statue contorte che richiamavano alla mente miti e leggende del
passato.
Sapevo bene che Falcos era un avversario duro da battere, tra i vari
guerrieri era sicuramente uno dei pochi che stimavo veramente, ma non
per questo mi sarei lasciata vincere tanto facilmente.
Dopo un breve scambio di battute il duello incominciò e le spade si
incrociarono.
Dopo una serie di attacchi brevi e veloci in cui le nostre forze
sembravano equivalersi, io riuscii ad ottenere un po' di vantaggio
schivando rapidamente i colpi di Falcos e attaccando solo nei brevi
istanti successivi ai suoi fendenti, costringendolo a parare ed
indietreggiare.
Il combattimento si fermò un attimo e i nostri sguardi
s'incontrarono... per un momento, presa dalla battaglia, sentii un gran
fuoco ardermi dentro e lo stesso doveva essere accaduto a Falcos, perché
nei suoi occhi vidi una scintilla, o forse era solo un gioco di luci
causato dal sole che stava ormai tramontando.
Il chiarore iniziò progressivamente a scemare e in breve il crepuscolo
s'impadronì della kioskas, i colori iniziarono a perdersi nelle tenebre
a causa dell'assenza di luce.
Intanto io e Falcos attendemmo immobili il buio e solo quando le prime
fiaccole furono accese rincominciammo il duello.
Le lame tornarono ad incontrarsi e l'adrenalina a scorrermi nelle vene.
In questo nuovo round fu Falcos ad acquistare rapidamente vantaggio su
di me; eravamo entrambi stanchi e piccole goccioline di sudore bagnavano
le nostre fronti, ancora una volta però ci ritrovammo fermi in una
situazione di stallo.
Molti abitanti erano ormai confluiti in piazza per assistere allo
scontro dopo una faticosa giornata di lavoro; con la coda dell'occhio
notai tra loro alcune Amazzoni, guerrieri e anche qualche esploratore di
ritorno dalla perlustrazione.
Con forza e vigore inaudito Falcos attaccò nuovamente e a stento
riuscii a parare, le lame s'incrociarono ancora e per parecchi minuti
nessuno dei due riuscì a sopraffare l'altro, finché, all'ennesimo
attacco del mio avversario, persi la presa sull'elsa della mia spada.
Approfittando del vantaggio, Falcos mi colpì di taglio ad in braccio e
subito iniziò copioso a scorrere il sangue; la ferita non era grave, ma
avrebbe comunque lasciato una bella cicatrice che non sarebbe sparita
facilmente.
A quel punto Falcos ruppe il silenzio che si era creato tra di noi e mi
chiese se mi sarei arresa.
Naturalmente rifiutai, e lui s'offrì di farmi recuperare la spada o
almeno lasciare anche la sua per proseguire alla pari il duello, ma
rifiutai ancora: se dovevo vincere, avrebbe dovuto essere unicamente per
la mia abilità senza aiuti di alcun genere.
Per un po' il Comandante dei guerrieri di Caliur provò ad attaccare,
senza però metterci troppa forza, ma io schivai i colpi.
Infine anche lui gettò via la sua arma, era troppo cavaliere per
continuare uno scontro impari.
Il duello proseguì così, con una serie di calci, pugni e schivate
varie.
La stanchezza si faceva ormai sentire e la mia ferita inizia a bruciare
sempre più...
Nel tentativo di sferrare il mio attacco inciampai, però, su una pietra
e caddi pesantemente a terra.
Con uno scatto felino Falcos fu su di me, m'afferrò dalle spalle
tenendomi per il collo, le mie speranze di vincere stavano lentamente
svanendo.
"Questa volta devi proprio arrenderti!"- disse trascinandomi
per un breve tratto facendo sì che potessi alzarmi.
Quello fu il suo errore: con rapidità gli diedi una gomitata allo
stomaco che lo costrinse ad abbassare la guardia ed allentare la presa;
approfittandone, mi girai di scatto e gli diedi una serie di forti pugni
e un gran calcio di nuovo allo stomaco.
Falcos si piegò a terra, sferrai un ultimo pugno e, vedendo il sangue
che iniziava a scorrergli dal labbro, mi fermai e finalmente feci la
fatidica domanda:
"Ti arrendi?"
Stanco e ferito, annuì...
Anch'io, all'estremo delle forze, feci solo in tempo ad abbozzare un
lieve sorriso e poi mi lasciai cadere a terra accanto a lui, qualcuno
avrebbe poi pensato a soccorrerci.
Kethry
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