bordo_op.gif (351 byte)

La visione

Capitolo 1

Era ormai buio quando rientrai nella mia capanna.
Ero talmente soddisfatto... la caccia con Morgana mi aveva fatto riempire i pozzi di ghiaccio (profondi 10 metri e ricoperti di paglia per mantenere il freddo) di drakor, e soprattutto mi aveva fatto conoscere un nuovo guerriero, Eman... e anche la fermentazione del succo di uva era perfetta.
Stanco, mi ero appena buttato sul letto quando Berserk bussò alla mia porta, sembrava una mandria di cavalli al galoppo...

Miseria, mi ero dimenticato dell'appuntamento che avevamo per fargli assaggiare in anteprima il succo d'uva!!
Feci uno sforzo, raccolsi le mie forze e gridai:
"Eccomi amico, dammi il tempo di cambiare la casacca".
Appena uscito, ci avviammo verso le mie cantine segrete che ora non lo sono più.
Era quasi l'alba, ancora non avevo chiuso occhio, fitte lancinanti sembravano divertirsi a giocare a nascondino nella mia testa...
"saranno stati i barili che mi sono scolato con Berserk o era qualcos'altro ...?"
Sapevo bene cos'era, non potevo fare a meno di ripensare all'incontro con Nusuth vicino alla sorgente...
Morgana ed Eman erano tornati alla Kioskas, io volevo cacciare ancora un po’ di Drakor...
Aveva i capelli bagnati tutti all'indietro e gocce d'acqua imperlavano il suo volto, sembrava una regina e pronunciai solamente poche parole ... balbettai qualcosa per ringraziarla prima di salutarla e tornare alla mia capanna.
Era troppo forte per me quell'incontro, mi aveva aiutato quando ancora non mi conosceva, ne avevo sentito parlare ma non immaginavo ...
La mia mente corse indietro nel tempo come un raggio di luce fino al quel RICORDO, all'esperienza ... della via nascosta.

Capitolo 2

Ero arrivato da pochi giorni nella Kioskas di Kolise, conoscevo pochissimi abitanti e ... la mia anima era ancora impregnata del "veleno" della società della Global Director.
Nella mia testa ancora risuonavano frasi del tipo:
"Perfetto agente Robert" (Robert era il mio vecchio nome) "ancora una volta si è dimostrato il migliore e al di sopra delle nostre più rosee aspettative".
Il successo, il prevalere sugli altri erano per me i segni del potere e del comando ...
Il primo simbolo del potere che dovevo conquistare su Arcano era il fregio EXTREME.
Iniziai dunque "l'addestramento", spedito superavo ogni prova e il mio cuore era sempre più pieno di orgoglio e superbia.
Ma nel bosco di Matek il ragno rosso della sorgente soggiogò la mia mente, e la mia intelligenza rimase prigioniera del mio cuore.
Vagavo per il bosco... dovevo risolvere l'enigma, erano giorni ormai che ripetevo gli stessi sentieri e... niente.
Ormai ero stanco, e solo la paura di fallire per la prima volta nella mia vita mi dava la forza di continuare... senza riuscire.
Avevo perso ormai, non potevo accettare questa sconfitta e avevo deciso di tornare alla capanna per prendere le mie cose e tornare a vivere da solo.
Ma la forza che nell'intimo mi aveva fatto lasciare prima il mio lavoro per Arcano, e poi la vita in solitudine per servire l'imperatrice, aveva deciso diversamente.
Ad un tratto arrivai nella radura dove spesso mi fermavo per riposare, quando a fianco di un grosso tronco di albero vuoto vidi un sentiero:
"Strano, sono passato di qui decine di volte e non l'avevo mai visto".
Dopo un attimo di titubanza imboccai il sentiero e percorsi pochi passi.
Un'atmosfera diversa mi circondava: il silenzio sembrava più silenzio, il verde più verde, mi girai credendo di vedere l'albero e la radura, ma non c'erano più.
La strada che si apriva dinanzi ai miei occhi era una lunga distesa pianeggiante ricchissima di vegetazione, e...
"Non capisco... la strada è pianeggiante, ma la mia schiena si piega per dare forza ai muscoli delle gambe, le mie gambe si piegano come se stessi salendo una ripida salita... sembra che invece di fare una passeggiata stia scalando un ... sì, il monte invisibile! Ora ricordo, che stupido, il ..."

Capitolo 3

"Che stupido... Il rapporto della GD Q12WA parlava di una montagna invisibile che pochissime persone conoscevano su Arcano. Mm ... se non ricordo male il rapporto parlava anche di strane situazioni, di scoperte particolari e di un grandissimo mistero."
Intorno a me tutto sembrava essersi fermato, il movimento del sole, l'aria e perfino lo scorrere del tempo.
Solo una cosa continuava a crescere: la stanchezza.
Avevo già finito l'acqua, purtroppo mi ero dimenticato di riempirla alla sorgente dove avevo incontrato Nusuth.
Continuavo a camminare, ma sentivo che le forze mi stavano abbandonando e non so quanto avrei potuto resistere.
"Devo raggiungere la cima, devo resistere"
Non avevo più l'aspetto del guerriero forte e superbo, la fatica e il dolore mi avevano ridotto a strisciare sul terreno.
Sentivo le forze che mi venivano a mancare sempre più e ricordo "non posso ... morire qui", le ultime parole prima di svenire.
Non so quanto tempo rimasi in quello stato, ormai avevo perso ogni cognizione, quando lentamente riaprii gli occhi.
Vedevo davanti l'azzurro forte del cielo, la lingua toccando le labbra si riempì di polvere... alzai il capo, raccolsi le mie braccia vicino al corpo per appoggiarmi alla terra ed iniziare a tirarmi su.
Man mano che mi sollevavo da terra, il mio sguardo sempre più iniziava a passare dal cielo e scendere fino alla terra, realizzai che mi trovavo sul bordo come di una roccia.
Una volta in piedi feci più di un passo indietro, mi girai intorno e vidi che mi trovavo su uno spiazzo poco più largo della piazza dei mercanti, e non si vedeva nessuna strada intorno ad esso.
Non sentivo più la stanchezza, mi avvicinai nuovamente ai bordi dello spiazzo e una vista di unica bellezza appariva ai miei occhi.
Vedevo chiaramente in lontananza proprio dritto davanti a me la Kioskas di Kolise e il fiume che gli scorre a fianco, lontano sulla destra riconoscevo la kioskas di Ylea.
Abbassai lo sguardo e quasi sotto di me vedevo invece una Kioskas più grande che non conoscevo, costruzioni bellissime che circondavano un castello che sembrava ricoperto di miara quanto splendeva... che fosse la Kioskas Imperiale?
Rimasi senza fiato ad ammirare il panorama: sembrava di essere su un'isola dove il mare era il cielo turchese ...

Capitolo 4

In piedi, le gambe ben salde sul ciglio della montagna, il busto eretto che sembrava slanciarsi verso la profondità del cielo, le spalle tese leggermente curve all'indietro con il torace dilatato come se il cuore dovesse uscire dal mio corpo, le braccia allargate con le mani aperte e i palmi rivolti verso l'alto come se l'energia vitale dell'universo venisse da esse raccolte, fissavo il colore turchese del cielo.
Il vento, salito d'intensità, accarezzava il mio volto e come un sospiro profondo faceva danzare misteriosamente le punte dei miei capelli, accompagnate dallo sventolare del mio mantello.
Ero un tutt'uno con l'universo, non c'era più differenza tra il mio corpo e la mia anima.
Come una goccia d'acqua nell'oceano, la sua energia fluiva attraverso le mani nella mia anima, e da lì ritornava nell'universo attraverso i miei occhi.
In questo continuo processo, liberandosi da tutti i pensieri negativi accumulati nella mia vita, essa (la mia anima) si purificava.
Quando la prima lacrima iniziò a solcare il mio volto, un pensiero si affacciò timidamente alla mia mente quasi chiedendo il permesso...
"Lisana" (che secondo i rapporti ricevuti era la più potente strega di Arcano) "qual era la frase che aveva pronunciato e le spie avevano ascoltato di nascosto?".
La mia mente cercava tra i ricordi delle migliaia di rapporti preparati e letti fino a quando, soddisfatta, fece emergere una frase:
"Sali sulla cima della montagna e piangendo chiedi una visione".
I pensieri sparirono nuovamente dalla mia mente, le lacrime adesso solcavano entrambe le guance e dal cuore saliva con purezza la richiesta della visione....
Davanti ai miei occhi, nel blu intenso del cielo, vidi sorgere dalla linea dell'orizzonte un punto luminoso di colore argento in movimento verso la cima della montagna.
Mentre si avvicinava, vedevo quel punto prendere sempre più la forma di un essere fatato sempre più scintillante.
Lo scintillio assomigliava al movimento di migliaia di api come impazzite di fronte ad un fiore pieno di nettare.
Si fermò davanti a me, sopra i miei occhi, dovetti alzare lo sguardo e sollevare il mento per fissarlo e continuare a contemplarlo.
In questa dimensione di eterna serenità, sentii una voce
"Io sono la Signora d'Avalon e delle nebbie e sono colei che dona le visioni. Tu, Licht, sei stato chiamato dallo spirito di Arcano per servire l'imperatrice Nimira, a te sarà donato un cuore puro per essere GRANDE NELLE PICCOLE COSE E UMILE NELLE COSE GRANDI. Queste parole resteranno scolpite nella tua Anima e questo amuleto sarà la prova di questa visione".
Con la stessa velocità con cui la visione arrivò così scomparve, e mentre la vedevo scomparire all'orizzonte un sonno profondo calò sul mio corpo.
Al risveglio mi ritrovai nella radura a fianco del tronco cavo da cui avevo visto il sentiero misterioso, ma che ora non c'era più.
Avevo sognato?
Ma sentivo che una nuova consapevolezza era sorta nel mio cuore e, quando la mia mano accarezzando il viso scese intorno al collo, uno strano amuleto si trovava legato intorno ad esso. "Non era un sogno ..."

 

Licht

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)