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La
visione
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Capitolo 1
Era ormai buio quando rientrai nella mia capanna.
Ero talmente soddisfatto... la caccia con Morgana mi aveva fatto
riempire i pozzi di ghiaccio (profondi 10 metri e ricoperti di
paglia per mantenere il freddo) di drakor, e soprattutto mi aveva
fatto conoscere un nuovo guerriero, Eman... e anche la fermentazione
del succo di uva era perfetta.
Stanco, mi ero appena buttato sul letto quando Berserk bussò alla
mia porta, sembrava una mandria di cavalli al galoppo...
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Miseria, mi ero dimenticato dell'appuntamento che avevamo
per fargli assaggiare in anteprima il succo d'uva!!
Feci uno sforzo, raccolsi le mie forze e gridai:
"Eccomi amico, dammi il tempo di cambiare la casacca".
Appena uscito, ci avviammo verso le mie cantine segrete che ora non lo
sono più.
Era quasi l'alba, ancora non avevo chiuso occhio, fitte lancinanti
sembravano divertirsi a giocare a nascondino nella mia testa...
"saranno stati i barili che mi sono scolato con Berserk o era
qualcos'altro ...?"
Sapevo bene cos'era, non potevo fare a meno di ripensare all'incontro
con Nusuth vicino alla sorgente...
Morgana ed Eman erano tornati alla Kioskas, io volevo cacciare ancora un
po’ di Drakor...
Aveva i capelli bagnati tutti all'indietro e gocce d'acqua imperlavano
il suo volto, sembrava una regina e pronunciai solamente poche parole
... balbettai qualcosa per ringraziarla prima di salutarla e tornare
alla mia capanna.
Era troppo forte per me quell'incontro, mi aveva aiutato quando ancora
non mi conosceva, ne avevo sentito parlare ma non immaginavo ...
La mia mente corse indietro nel tempo come un raggio di luce fino al
quel RICORDO, all'esperienza ... della via nascosta.
Capitolo 2
Ero arrivato da pochi giorni nella Kioskas di Kolise, conoscevo
pochissimi abitanti e ... la mia anima era ancora impregnata del
"veleno" della società della Global Director.
Nella mia testa ancora risuonavano frasi del tipo:
"Perfetto agente Robert" (Robert era il mio vecchio nome) "ancora una
volta si è dimostrato il migliore e al di sopra delle nostre più rosee
aspettative".
Il successo, il prevalere sugli altri erano per me i segni del potere e
del comando ...
Il primo simbolo del potere che dovevo conquistare su Arcano era il
fregio EXTREME.
Iniziai dunque "l'addestramento", spedito superavo ogni prova e il mio
cuore era sempre più pieno di orgoglio e superbia.
Ma nel bosco di Matek il ragno rosso della sorgente soggiogò la mia
mente, e la mia intelligenza rimase prigioniera del mio cuore.
Vagavo per il bosco... dovevo risolvere l'enigma, erano giorni ormai che
ripetevo gli stessi sentieri e... niente.
Ormai ero stanco, e solo la paura di fallire per la prima volta nella
mia vita mi dava la forza di continuare... senza riuscire.
Avevo perso ormai, non potevo accettare questa sconfitta e avevo deciso
di tornare alla capanna per prendere le mie cose e tornare a vivere da
solo.
Ma la forza che nell'intimo mi aveva fatto lasciare prima il mio lavoro
per Arcano, e poi la vita in solitudine per servire l'imperatrice, aveva
deciso diversamente.
Ad un tratto arrivai nella radura dove spesso mi fermavo per riposare,
quando a fianco di un grosso tronco di albero vuoto vidi un sentiero:
"Strano, sono passato di qui decine di volte e non l'avevo mai visto".
Dopo un attimo di titubanza imboccai il sentiero e percorsi pochi passi.
Un'atmosfera diversa mi circondava: il silenzio sembrava più silenzio,
il verde più verde, mi girai credendo di vedere l'albero e la radura, ma
non c'erano più.
La strada che si apriva dinanzi ai miei occhi era una lunga distesa
pianeggiante ricchissima di vegetazione, e...
"Non capisco... la strada è pianeggiante, ma la mia schiena si piega per
dare forza ai muscoli delle gambe, le mie gambe si piegano come se
stessi salendo una ripida salita... sembra che invece di fare una
passeggiata stia scalando un ... sì, il monte invisibile! Ora ricordo,
che stupido, il ..."
Capitolo 3
"Che stupido... Il rapporto della GD Q12WA parlava di una montagna
invisibile che pochissime persone conoscevano su Arcano. Mm ... se non
ricordo male il rapporto parlava anche di strane situazioni, di scoperte
particolari e di un grandissimo mistero."
Intorno a me tutto sembrava essersi fermato, il movimento del sole,
l'aria e perfino lo scorrere del tempo.
Solo una cosa continuava a crescere: la stanchezza.
Avevo già finito l'acqua, purtroppo mi ero dimenticato di riempirla alla
sorgente dove avevo incontrato Nusuth.
Continuavo a camminare, ma sentivo che le forze mi stavano abbandonando
e non so quanto avrei potuto resistere.
"Devo raggiungere la cima, devo resistere"
Non avevo più l'aspetto del guerriero forte e superbo, la fatica e il
dolore mi avevano ridotto a strisciare sul terreno.
Sentivo le forze che mi venivano a mancare sempre più e ricordo "non
posso ... morire qui", le ultime parole prima di svenire.
Non so quanto tempo rimasi in quello stato, ormai avevo perso ogni
cognizione, quando lentamente riaprii gli occhi.
Vedevo davanti l'azzurro forte del cielo, la lingua toccando le labbra
si riempì di polvere... alzai il capo, raccolsi le mie braccia vicino al
corpo per appoggiarmi alla terra ed iniziare a tirarmi su.
Man mano che mi sollevavo da terra, il mio sguardo sempre più iniziava a
passare dal cielo e scendere fino alla terra, realizzai che mi trovavo
sul bordo come di una roccia.
Una volta in piedi feci più di un passo indietro, mi girai intorno e
vidi che mi trovavo su uno spiazzo poco più largo della piazza dei
mercanti, e non si vedeva nessuna strada intorno ad esso.
Non sentivo più la stanchezza, mi avvicinai nuovamente ai bordi dello
spiazzo e una vista di unica bellezza appariva ai miei occhi.
Vedevo chiaramente in lontananza proprio dritto davanti a me la Kioskas
di Kolise e il fiume che gli scorre a fianco, lontano sulla destra
riconoscevo la kioskas di Ylea.
Abbassai lo sguardo e quasi sotto di me vedevo invece una Kioskas più
grande che non conoscevo, costruzioni bellissime che circondavano un
castello che sembrava ricoperto di miara quanto splendeva... che fosse
la Kioskas Imperiale?
Rimasi senza fiato ad ammirare il panorama: sembrava di essere su
un'isola dove il mare era il cielo turchese ...
Capitolo 4
In piedi, le gambe ben salde sul ciglio della montagna, il busto eretto
che sembrava slanciarsi verso la profondità del cielo, le spalle tese
leggermente curve all'indietro con il torace dilatato come se il cuore
dovesse uscire dal mio corpo, le braccia allargate con le mani aperte e
i palmi rivolti verso l'alto come se l'energia vitale dell'universo
venisse da esse raccolte, fissavo il colore turchese del cielo.
Il vento, salito d'intensità, accarezzava il mio volto e come un sospiro
profondo faceva danzare misteriosamente le punte dei miei capelli,
accompagnate dallo sventolare del mio mantello.
Ero un tutt'uno con l'universo, non c'era più differenza tra il mio
corpo e la mia anima.
Come una goccia d'acqua nell'oceano, la sua energia fluiva attraverso le
mani nella mia anima, e da lì ritornava nell'universo attraverso i miei
occhi.
In questo continuo processo, liberandosi da tutti i pensieri negativi
accumulati nella mia vita, essa (la mia anima) si purificava.
Quando la prima lacrima iniziò a solcare il mio volto, un pensiero si
affacciò timidamente alla mia mente quasi chiedendo il permesso...
"Lisana" (che secondo i rapporti ricevuti era la più potente strega di
Arcano) "qual era la frase che aveva pronunciato e le spie avevano
ascoltato di nascosto?".
La mia mente cercava tra i ricordi delle migliaia di rapporti preparati
e letti fino a quando, soddisfatta, fece emergere una frase:
"Sali sulla cima della montagna e piangendo chiedi una visione".
I pensieri sparirono nuovamente dalla mia mente, le lacrime adesso
solcavano entrambe le guance e dal cuore saliva con purezza la richiesta
della visione....
Davanti ai miei occhi, nel blu intenso del cielo, vidi sorgere dalla
linea dell'orizzonte un punto luminoso di colore argento in movimento
verso la cima della montagna.
Mentre si avvicinava, vedevo quel punto prendere sempre più la forma di
un essere fatato sempre più scintillante.
Lo scintillio assomigliava al movimento di migliaia di api come
impazzite di fronte ad un fiore pieno di nettare.
Si fermò davanti a me, sopra i miei occhi, dovetti alzare lo sguardo e
sollevare il mento per fissarlo e continuare a contemplarlo.
In questa dimensione di eterna serenità, sentii una voce
"Io sono la Signora d'Avalon e delle nebbie e sono colei che dona le
visioni. Tu, Licht, sei stato chiamato dallo spirito di Arcano per
servire l'imperatrice Nimira, a te sarà donato un cuore puro per essere
GRANDE NELLE PICCOLE COSE E UMILE NELLE COSE GRANDI. Queste parole
resteranno scolpite nella tua Anima e questo amuleto sarà la prova di
questa visione".
Con la stessa velocità con cui la visione arrivò così scomparve, e
mentre la vedevo scomparire all'orizzonte un sonno profondo calò sul mio
corpo.
Al risveglio mi ritrovai nella radura a fianco del tronco cavo da cui
avevo visto il sentiero misterioso, ma che ora non c'era più.
Avevo sognato?
Ma sentivo che una nuova consapevolezza era sorta nel mio cuore e,
quando la mia mano accarezzando il viso scese intorno al collo, uno
strano amuleto si trovava legato intorno ad esso. "Non era un sogno ..."
Licht
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