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Il sangue
delle rose
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Racconto scritto in
chat da Sianna, Lelf, Licht, Armorica e Ryot
Elaborato e sistemato da Sianna |
Il mattino
è freddo e la neve caduta nella notte ricopre tutta la kioskas.
I piccoli cristalli di ghiaccio gelati dal freddo pungente fanno
brillare il bianco mantello che ricopre tutte le cose.
Licht e Armorica escono dalla loro capanna e insieme si avviano lungo il
brumoso paesaggio.
Licht si volta verso la sua compagna e sorridendo le dice:
“Armi, se riusciremo a trovare nel bosco una rosa rossa da donarti posso
essere considerato l'uomo più fortunato del mondo".
Armorica un po’ intirizzita appoggia una mano sulla spalla del suo
amato:
“Senti Licht, se questo è il tuo modo per chiedermi di andare nel bosco
a quest’ora come posso dirti di no?? Lo sai che ti accompagno sempre
volentieri”.
Dal Tempio, una figura incappucciata si muove attraverso la coltre
argentata della notte e si avvia anch’essa verso il bosco dicendo tra se
e se:
“Spero proprio di trovare quelle radici che mi occorrono, altrimenti
sarà tutto vano”.
La giovane donna è seguita da un dragone che le chiede seraficamente:
“Sianna, permettimi di seguirti nella ricerca delle erbe, sarei felice
di poterti aiutare in un mattino come questo, il freddo è pungente e la
neve caduta di certo non rende la strada molto agibile, soprattutto
nella foresta”.
“Lelf, mio amato, ho bisogno di camminare... ne ho proprio necessità, da
quando il peso della creatura affatica le mie ossa sento il bisogno
impellente di far assorbire alle mie membra energia vitale”.
“Bene, mia sacerdotessa, una camminata non ci farà male, ma sarà meglio
portarci dietro il cavallo, ci sarà utile quando dovremo trasportare ciò
che troveremo”.
Sulla groppa del fido Aronne, Licht e Armorica galoppano assieme e si
avviano verso il bosco superando i guerrieri infreddoliti di guardia al
portone est.
Licht ha saputo da un suo amico mago che esiste un roseto che fiorisce
alla prima nevicata invernale ed ha deciso di cogliere la rosa più bella
per la sua amata e fargliene dono.
Viaggiano entrambi a dorso dello stesso destriero; il guerriero sa che
alla giovane amazzone piace cavalcare tra le sue braccia ed il bosco non
è lontano e, anche se Licht sa che può essere un’imprudenza terribile la
sua, quella mattina di buon'ora decide di commetterla per amore della
sua Armorica.
Mentre camminano l’uno a fianco dell’altra, Sianna e Lelf parlano degli
eventi che hanno turbato la loro vita.
Il giovane dragone non può perdonare la Dea che la sua sacerdotessa
adorata serviva e la ragazza non può capire il dolore del suo amato per
lei.
La Dea è una madre amorevole che sa sempre cosa sia giusto per le sue
figlie.
“Sai Lelf, stanotte la Dea mi è apparsa in sogno e mi ha annunciato
grandi cambiamenti; devo cercare una cosa e lo devo fare ora che le
energie si concentrano, ora che la vita è potente e si specchia
nell’aurora del mattino”.
“Così ti si è mostrata di nuovo in sogno... spero non abbia annunciato
nessun cattivo presagio.. ti ha forse parlato della creatura?”
La sacerdotessa sistemandosi il pesante mantello dice:
“Questo ci sarà dato saperlo a suo tempo”.
Licht è sereno... felice di poter fare una sorpresa ad Armorica, va a
cercare una rosa sotto la neve per la sua amata e ne sente il calore sul
petto, ne sente il respiro che riscalda la gelida aria, ma questo
purtroppo si rivela più tardi un grande errore.
Ormai sono vicini al luogo indicato dal mago e Licht dice ad Armorica:
"Chiudi gli occhi Amore".
L'amazzone chiude gli occhi, ma solo per un istante… infatti non può
fare a meno di ammirare la
splendida visione che le si para davanti: al limite degli alberi si
schiude una radura resa bianca dalla neve caduta, ed al suo confine uno
schizzo di colore rosso intenso, vivace…. le rose, le rose che il mago
aveva preannunciato!
Armorica non ne aveva mai viste di così belle, ed un'emozione così
intensa la pervade, che una lacrima scende dal suo viso.
“Pensi che ci voglia ancora molto prima di arrivare dove crescono le
erbe che stiamo cercando?
Ormai ci siamo spinti fino nel folto della foresta, non è molto prudente
continuare. Ci conviene risalire a cavallo e rientrare prima che la
creatura ti possa provocare sofferenza qui nella foresta...”.
Con lo sguardo di chi da tempo non trova pace ai suoi pensieri la
sacerdotessa dice:
”Lo so Lelf, da troppo ormai non mi sento bene; la creatura che porto in
grembo mi fa passare le pene dell’inferno notte e giorno e non penso che
questo sia un buon presagio... anzi, sono certa che essa porterà solo
sventure sul nostro amato popolo”.
”Per te seguire le indicazioni della tua dea sarà pure importante ma,
come ti ho detto più volte, per me sei più importante tu”.
“Sangue sul trono della dea del sangue”...
Dalla voce spezzata di Sianna giungono parole agghiaccianti e ancor
prima di proferire l’ennesima parola la giovane sacerdotessa cade a
terra priva di sensi, ma il suo dragone è pronto a sorreggerla, come
sempre ha fatto e sempre farà.
Licht asciuga la lacrima che come una perla scende sul viso di Armorica,
ferma il cavallo, scende e poi abbracciandola l'aiuta a scendere e si
avvicinano al roseto.
Il profumo è intenso e il caldo colore rosso riscalda i loro cuori.
Licht si abbassa per raccogliere una rosa e darla ad Armorica quando un
rumore sospetto attira la sua attenzione, la mano corre veloce all'elsa
mentre da dietro gli alberi dei ribelli escono allo scoperto
accerchiando Licht e la bella amazzone.
In quel momento l'incanto si spezza…… il paesaggio diviene
improvvisamente livido, lunare.
Il silenzio intenso è rotto solo dai respiri dei due che si fanno sempre
più affannosi….
Il respiro di chi sa di non avere scelta, di non poter scappare da una
sorte avversa…. e contemporaneamente il dolore di pensare all'altro,
alle proprie spalle, che vorrebbe proteggerti ma non può.
Una frase esce dalle labbra di Armorica:
"Vai, Licht…. prendi il cavallo e vai. Non puoi lasciare i tuoi uomini
senza un comandante. Se resisto…. tornerai a prendermi!".
Lelf, preoccupato per Sianna ormai al suolo, richiama a sé Ombra e gli
chiede di stargli accanto.
Solo quando vede che non arriva si volta di scatto: qualcosa ha attratto
la sua attenzione, è immobile a fissare il folto della foresta ed il suo
pelo lucido lascia trasparire nervosismo.
Se c'è qualcosa che lo preoccupa più di ciò che sta accadendo a Sianna,
devono trovarsi di fronte ad un pericolo: non ci sono altre spiegazioni
per quel suo comportamento.
Un flebile rumore si propaga da dietro un albero che possono udire solo
grazie ai sensi ormai allertati dal comportamento di Ombra.
Sianna si volta di scatto e dice:
“Lo senti, lo senti anche tu Lelf? Questo è l’urlo della morte... questo
è il male che sta invadendo Arcano”.
Per quanto il dragone tenda il suo orecchio fine, non è in grado di
sentire il turbamento dell'animo della sua compagna ma, percepisce
chiaramente, da grande guerriero che è, il clangore delle spade.
“Sianna, non siamo soli, siamo circondati! Non so cosa tu riesca a
sentire, ma le mie orecchie percepiscono rumori di armature...... e se
la morte sta già urlando è perché pregusta le anime che le donerò se dei
ribelli hanno osato tanto da spingersi fin qui...”.
Sianna si domanda spaventata se ciò che aveva sognato sia una mortale
visione a specchio sulla realtà imminente e, scuotendo la testa per
allontanare quei malefici pensieri, dice:
“Possibile che siano giunti dinanzi alle porte del sacro tempio…. mio
dio, siamo circondati, non posso restare qui… devo andare”- e poi
comincia a correre disperatamente.
Nemmeno il suo compagno riesce a fermarla, anche se l’avverte del
pericolo imminente e la segue nella sua corsa disperata verso la
battaglia.
Nel frattempo, Licht indietreggia fino a ritrovarsi spalla a spalla con
Armorica; i suoi occhi sono fissi sui nemici, la mente che cerca
velocemente vie di fuga ma non ne trova.
Forse, correndo verso Aronne come suggerisce la sua compagna, ce la
potrebbe anche fare.
Il guerriero si volta verso la sua amata e dice:
“Credo che non me ne andrò. Sai, i miei guerrieri potrebbero
sopravvivere senza il loro comandante... ma lui, senza di te, no".
Il primo dei ribelli avanza tirando un fendente verso Licht che para il
colpo e a sua volta attacca colpendo l’uomo al petto, ed è questa la
scintilla che scatena la battaglia.
I ribelli levano le loro grida di guerra e si buttano su di loro.
Armorica pensava di conoscere il sentimento della paura, ma non aveva
idea che potesse essere così forte da paralizzare anche i pensieri.
L'amazzone non si era resa veramente conto di quello che stava accadendo
finché non sente il rumore del fendente di Licht.
Ora… solo ora realizza che si tratta di vivere o morire, e se deve
morire lo farà con onore.
La spada comincia a roteare danzando sopra la testa di Armorica, che con
un urlo furibondo colpisce l'uomo che le si para davanti.
Lo colpisce ad un braccio e con un calcio lo butta a terra…. e poi via,
sopra di lui, lo colpisce ancora… ed ancora.
Poi, girandosi, corre incontro ad un altro che vuole sorprendere Licht
alle spalle.
Sianna corre e si sente pervasa da una fitta angoscia.... qualcuno la
chiama, qualcosa le dice che la sua vita sarà mutata al limite della
radura, e non può certamente ignorare ciò che sente nel cuore.
Lelf segue Sianna in quella sua corsa spericolata, si stanno dirigendo
nel punto dal quale scaturiscono quei rumori di battaglia.
Appena raggiunge le spalle della sacerdotessa e manda lo sguardo oltre,
vede ciò che gli si para davanti: dei ribelli stanno attaccando.
Con la coda dell'occhio guarda il suo fido compagno che corre al suo
fianco e gli fà cenno, con un rapido movimento della testa.
Ombra annuisce e volge la sua corsa nella stessa direzione di Sianna...
tocca a lui il compito di proteggerla.
Lelf proseguendo nella corsa si dirige nella mischia per cercare di
deviare i colpi dei ribelli e, al grido di "sterminio", si avventa su
uno di loro con un’arcata di spada dal basso all’alto.
Il ribelle cade senza fiatare... gli resta oscuro il volto di colui che
gli ha procurato la morte, ma lo vedranno i suoi compagni quando
moriranno uno a uno per mano della sua potente spada.
I nemici sono molti e la neve rende più difficili i movimenti che sono
più lenti.
Dopo i primi colpi che hanno ucciso alcuni ribelli ed hanno fatto
colorare la neve di rosso, gli altri si sono avvicinati: il il loro
fiato lo si sente arrivare fin sul viso.
Ma ecco che Licht nota i fregi di un dragone che escono dal bosco, e i
suoi colpi iniziano a far cadere teste nemiche e avverte il nervosismo
dei ribelli.
Armorica non riesce più a distinguere nitidamente le figure… la rabbia
l'ha accecata a tal punto che non ragiona più lucidamente.
Si sente una stupida per il rischio che Licht sta correndo per colpa
sua, e combatterà fino all'ultimo respiro, anche se il braccio comincia
a dolerle… forse un colpo, forse una ferita… non vuole nemmeno guardare…
quando si accorge della presenza di amici che potrebbero aiutarli.
Sianna si sente inutile; senza armi, senza forze, con la magia
inutilizzabile perché la creatura le confonde ogni senso e le oscura le
visioni, nonché la voce della sua amata madre e dea.
Sente però che ha una missione da portare a termine in quel luogo di
morte, e il suo dovere innanzitutto è quello di proteggere chi ama e
rispetta, di donargli la sua forza e tenacia, il suo amore, e di
infonderlo anche a coloro che si trovano a combattere per Arcano.
Pensa: “Nulla dovrà fermarci, solo la morte”.
Lelf sa che la magia di Sianna è potente ed il fido Ombra può
proteggerla dagli attacchi nemici, ma se saranno eccessivi probabilmente
anche lui si troverà in difficoltà.
Con questo pensiero nella testa, che fa crescere in lui preoccupazione e
rabbia, si spinge ancora più a fondo nella lotta.
I primi nemici non sembrano molto forti ma si sbaglia, la debole
retroguardia lascia spazio a degli abili
combattenti che si precipitano sulle loro prede.
Quando è abbastanza vicino al centro della mischia riesce a scorgere i
fregi di un'amazzone ed il volto dell’amico Licht che si difende.
Più avanza, più i fendenti nemici sono precisi e letali... ringrazia di
possedere una spada abbastanza robusta da permettergli di parare anche i
colpi più violenti.
Con non poco dispendio di forze e tempo riesce infine a farsi largo fra
i ribelli, facendone cadere il più possibile sulle ormai cremisi nevi;
più ne muoiono mentre si addentra fra le loro fila, meno se ne ritroverà
addosso una volta al centro.
Raggiunto il centro della battaglia e gli amici in difficoltà, Lelf si
mette a fiancheggiarli nella lotta con l'unico pensiero nella mente di
terminare il più presto possibile quella carneficina e portare in salvo
la sua Sianna.
Da un’altura, Ryot ascolta con piacere i rumori della battaglia, il
piacevole suono dei metalli che cozzano l’uno sull’altro, le grida di
dolore che lo fanno sentire vivo...
La furia degli eventi fanno rifiorire in lui l’odio che ancora nutre per
molta gente e il suo lato oscuro prende il sopravvento.
“Vivere ignobilmente o morire con onore?”- questo si chiede il cuore del
conte poco prima di udire un grido a lui famigliare.
Non pensa più a nulla e, in men che non si dica, si ritrova a correre
nella neve verso il centro della battaglia ove vede una parte del suo
gruppo e alcuni amici immersi in uno scontro furibondo e mortale.
Estrae la spada e la daga contemporaneamente ed emette un grido
agghiacciante prima di gettarsi nella mischia.
I suoi fendenti potenti e spaventosamente precisi piombano sui
dissidenti e sugli ignobili guerrieri che si sono permessi di sfidare
Arcano e il suo popolo e mietono morte e dolore ovunque.
Terribili colpi vengono inferti dal dragone alato e ai suoi piedi cadono
membra orrendamente mutilate e quant’altro riesce a raggiungere la sua
micidiale arma.
“Devo portare in salvo i miei compagni, devo distruggere tutti i
ribelli, devo tornare a respirare l’odore acre del sangue!”.
Invisibile come il vento tiepido dell’estate, la giovane sacerdotessa si
avvicina al tenace guerriero di Betris e gli sussurra:
“Sono qua, figlio mio. La tua dea ti protegge e veglia sui tuoi! La tua
strada è ancora lunga nelle terre di Arcano e la tua vita mi è preziosa.
Con la tua spada vincerai, con la forza dell’amore salverai chi ami”.
Licht vede Armorica emettere una smorfia di dolore e il suo respiro
farsi pesante, poi vede atterrito che dal braccio dell’amazzone flotta
copioso un fiotto di sangue.
Sospinto da un senso di protezione, si avvicina alla sua compagna ma,
con piacevole sorpresa, si accorge che non è la donna ad avere bisogno
del suo aiuto, ma i ribelli.
Un dragone si sta aprendo un corridoio per raggiungerli e con sollievo
Licht vede che si tratta di Lelf.
Quest’ultimo appare al fianco del guerriero di Betris e dell’amazzone.
In tre si possono difendere meglio, e il fragore dell’acciaio si accende
improvvisamente sulle spalle dei nemici.
Inoltre, si accorge che anche un altro dragone, ben noto per la sua
crudeltà e potenza, li sta spalleggiando e miete poderosi colpi di lama
sotto i quali i malcapitati ribelli cadono come mosche.
I tre si scambiano un veloce sguardo d’intesa:
“Amicizia, coraggio, follia”...
Come scintille nei loro occhi queste parole li incitano ulteriormente ad
attaccare quei pochi superstiti tra i ribelli.
“Chi sta guidando le nostre lame?”- è l’unico pensiero che si insinua
nella mente di Licht.
Nel momento in cui l'amazzone pensa di non potercela più fare, sente una
voce….. una voce che seppur non rivolta a lei si fa largo nella sua
mente…
Può sentirla nitidamente….. la riconosce subito, è Sianna.
"Allora… pensa Armorica…. se Sianna è qui io non posso morire… noi non
possiamo morire."
E guardando negli occhi i suoi compagni capisce che è giunta l'ora di
chiudere i conti, di mettere la parola fine a quello scempio, ed un
grido ancora più forte esce dalle sue labbra:
"Onore… per Nimira!!".
La sacerdotessa si siede a terra e incomincia ad oscillare con il suo
corpo stremato dal freddo e dalla fatica.
Alza le mani verso il fulcro della battaglia e dalle sue labbra si
levano al cielo le parole della dea della speranza e della compassione:
“Nella notte di Arcano i 4 elementi si sono uniti: fuoco, aria, terra e
acqua… dalla morte nasce la vita e dalla vita nasca l’amore!!!”- e,
senza quasi nemmeno accorgersene, Sianna entra nelle anime dei guerrieri
e li spinge verso l’estremo sacrificio in nome della vittoria.
Una terribile espressione di piacere si dipinge sul volto di Lelf,
mentre i suoi fendenti precisi e mortali squarciano le gole dei nemici.
Sarebbe molto meglio per quelle anime dannate non vedere la luce
demoniaca che sprigionano gli occhi del dragone ma, sfortunatamente per
loro, la vedono e capiscono che non hanno più scampo.
Un rumore famigliare colpisce la sua attenzione, uno sbattere d’ali
vorticoso; sa di chi sono quelle ali, è il tipico rumore prodotto dal
movimento del conte.
In un attimo di sollievo, Lelf solleva il braccio con cui sorregge la
spada in posizione di difesa con un gesto ampio che gli permette di
strofinarsi il viso, e gli occhi che finora erano rimasti al buio ora
possono rivedere la luce.
La sacerdotessa sa che nulla fermerà il volere della dea e che la rabbia
cieca della madre di Arcano si abbatterà sui ribelli.. e voltandosi
verso i suoi amici e fratelli dice:
“Questa è la fine, torneremo vinti o vincitori!”.
I ribelli, o quello che ne resta, sono in preda al terrore e buttando le
armi si gettano in una folle corsa verso il folto del bosco.
La battaglia è finita, Licht e gli altri appoggiano nel silenzio le armi
a terra sostenendo così i loro corpi.
Si guardano tutti negli occhi dicendo nei propri cuori:
“Vivi siamo vivi”...
Ma Ryot, non pago del sangue e della morte seminata, si mette ad
inseguire i rivoltosi.
Lo lasciano andare pregando per le anime dei sopravvissuti al massacro.
Armorica grida forte il nome di Sianna.
Nel tentativo di appoggiarsi alla sua spada conficcata nel terreno,
Armorica è caduta in ginocchio.
Il braccio ormai non lo sente più… solo il richiamo di Sianna, la sua
luce, il suo calore l'hanno sostenuta fino a quel momento.
Lentamente si volta verso le rose… non può essere accaduto tutto questo
per delle stupide rose che un mago aveva predetto in fioritura fuori
stagione.
C'è, ci deve essere un'altra ragione!
Solo ora ad Armorica è chiaro il disegno e comprende…
Rivolgendosi a Licht dice:
"E' arrivato per te il tempo di parlare con Sianna… ti sta chiamando,
Licht".
Il conte Ryot ha un paio di teste in ogni mano e ride saporitamente; è
tutto lordo di sangue e i suoi lunghi capelli corvini sono madidi di
sudore.
Pianta la spada in terra, getta uno dei suoi macabri trofei sotto i suoi
piedi e ride sguaiatamente mentre frantuma il cranio inerte del nemico.
Poi corre verso la sua amica Sianna e le chiede se tutto va bene.
Sianna annuisce, ma le si legge in volto che è stremata e che la
battaglia l’ha provata più di quanto le sue forze le permettessero.
Rivolgendosi al conte dice:
“Ryot, i tuoi trofei mi ricordano ciò che è stato e ciò che presto
partorirò, quindi non mettermi queste immonde creature dinnanzi!”.
Il conte getta lontano le teste dei ribelli e guarda Sianna con occhi
colmi di dolce compassione e d’affetto.
Ella lo conosce bene e, accarezzandogli il capo, dice:
“Il tuo cuore, guerriero solitario, ha vinto la tempesta della tua
anima”.
Quando tutto si chiude nel silenzio, la mente di Lelf ritorna alla
realtà e i pensieri si focalizzano su Sianna che è protetta dal fedele
Ombra... ma come sta ora?
Licht si sente chiamato da Sianna, e anche se non ne ode la voce le si
avvicina; i due si fissano intensamente e il guerriero sta pensando a
quello che un tempo aveva chiesto alla sacerdotessa:
"Conquista la mia fiducia e il mio cuore avrà trovato la sua guida”.
Prende le mani di Sianna e s'inginocchia solennemente al suo cospetto
come davanti all'imperatrice e, portando la mano della giovane sulla sua
guancia, le dice:
"Amica mia, il cuore di Licht ti chiede se vuoi diventare la stella del
suo spirito.”
Sianna guarda il guerriero e gli dice:
“La dea veglia su di te e ti protegge, la tua vita le è preziosa e il
suo disegno nei tuoi confronti spazia tra i siderali regni d’Arcano. Se
lo vorrai sarò con te… sempre! Sarò la tua guida”.
"Sì Sianna, lo voglio... e questi amici saranno i testimoni mentre
Armorica ne sarà il sigillo, e a lei affideremo il messaggio affinché i
nostri scribani ad Arcano conoscano questi fatti e li rendano immortali
con le loro penne".
La sacerdotessa estrae un piccolo ma affilato pugnale da sotto la manica
sinistra e traccia un piccolo taglio all’altezza della linea del cuore
sulla sua mano poi, prendendo la mano del guerriero, lo ferisce in egual
modo e unisce le mani in un patto che andrà per sempre oltre la vita e
la morte.
Il conte fa finta di non seguire ciò che sta avvenendo nella sua mente,
un unico ricordo scalda il suo cuore… quello della battaglia e del
sangue.
L'amazzone ancora in ginocchio tenta di rialzarsi, ma non avendo più le
forze necessarie per riuscirci da sola, si guarda intorno e grida a Ryot:
"Dammi una mano…."
Il Conte si avvicina sghignazzando, come solo lui sa fare, per
l'insolita posizione di Armorica, e l'aiuta ad alzarsi.
Si stanno allontanando quando Armorica gli chiede:
"Senti Ryot, mi porteresti una di quelle rose?…….. Sai, è per quelle che
siamo qui…..!!!"
E, guardando il Conte, l'amazzone pensa che mai più rivedrà una tale
espressione sul suo volto… e dopotutto ne vale la pena.
Il conte sbuffando va verso le rose e squadrandole sceglie la più bella
secondo i suoi criteri rozzi e barbari.... ossia quella con più spine.
Spezza le escrescenze, dona il fiore ad Armorica e con un sorriso
tiratissimo stampato in viso dice:
"Era la più bella..... fanne tesoro".
Lelf, avvicinatosi a Sianna, le chiede come si sente e se ha bisogno
d’aiuto per tornare verso il tempio, ma poi le dice:
“Gli avvenimenti appena trascorsi hanno sfiancato tutti noi ma tu, mia
dolce compagna, non avresti dovuto assistere a tanto orrore”.
La sacerdotessa stanca e stremata rassicura il suo dragone che sta bene
e che, dopotutto, quelle erbe che cercava non le servono più… ha un
compito ora da rispettare.
Ryot torna ad aiutare l’amazzone e, resosi conto che la donna non riesce
a stare in piedi da sola, la solleva e la prende in braccio.
Armorica guarda in faccia il Conte, lordo di sangue e fango, e pensa che
non è poi così tremendo da vicino... ma gli dice ugualmente con tono
seccato:
”Mettimi giù, brutto animale… come ti permetti!!!".
Lelf ride e, avvicinandosi al conte con aria di scherno come due amici
che si rimbeccano a vicenda, gli dice:
“Hai sempre maniere gentili, vero?”.
La donna non riesce a camminare molto bene, ma cercando di mascherare il
dolore si avvicina a Licht e gli dice:
"Che ne pensi di questa rosa…. Lo sai che se non si chiamasse più rosa…
non perderebbe il suo profumo… ora è tua!".
Licht osserva la rosa rossa... il profumo è intenso, il colore rosso
vivo come il sangue che scorre nei nostri cuori...
Fissa la sua amata compagna e poi si avvicina al suo viso e le dice:
"Infinitamente".
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