bordo_op.gif (351 byte)

Il sangue delle rose

 

Racconto scritto in chat da Sianna, Lelf, Licht, Armorica e Ryot

Elaborato e sistemato da Sianna

Il mattino è freddo e la neve caduta nella notte ricopre tutta la kioskas.
I piccoli cristalli di ghiaccio gelati dal freddo pungente fanno brillare il bianco mantello che ricopre tutte le cose.
Licht e Armorica escono dalla loro capanna e insieme si avviano lungo il brumoso paesaggio.
Licht si volta verso la sua compagna e sorridendo le dice:
“Armi, se riusciremo a trovare nel bosco una rosa rossa da donarti posso essere considerato l'uomo più fortunato del mondo".
Armorica un po’ intirizzita appoggia una mano sulla spalla del suo amato:
“Senti Licht, se questo è il tuo modo per chiedermi di andare nel bosco a quest’ora come posso dirti di no?? Lo sai che ti accompagno sempre volentieri”.

Dal Tempio, una figura incappucciata si muove attraverso la coltre argentata della notte e si avvia anch’essa verso il bosco dicendo tra se e se:
“Spero proprio di trovare quelle radici che mi occorrono, altrimenti sarà tutto vano”.
La giovane donna è seguita da un dragone che le chiede seraficamente:
“Sianna, permettimi di seguirti nella ricerca delle erbe, sarei felice di poterti aiutare in un mattino come questo, il freddo è pungente e la neve caduta di certo non rende la strada molto agibile, soprattutto nella foresta”.
“Lelf, mio amato, ho bisogno di camminare... ne ho proprio necessità, da quando il peso della creatura affatica le mie ossa sento il bisogno impellente di far assorbire alle mie membra energia vitale”.
“Bene, mia sacerdotessa, una camminata non ci farà male, ma sarà meglio portarci dietro il cavallo, ci sarà utile quando dovremo trasportare ciò che troveremo”.

Sulla groppa del fido Aronne, Licht e Armorica galoppano assieme e si avviano verso il bosco superando i guerrieri infreddoliti di guardia al portone est.
Licht ha saputo da un suo amico mago che esiste un roseto che fiorisce alla prima nevicata invernale ed ha deciso di cogliere la rosa più bella per la sua amata e fargliene dono.
Viaggiano entrambi a dorso dello stesso destriero; il guerriero sa che alla giovane amazzone piace cavalcare tra le sue braccia ed il bosco non è lontano e, anche se Licht sa che può essere un’imprudenza terribile la sua, quella mattina di buon'ora decide di commetterla per amore della sua Armorica.

Mentre camminano l’uno a fianco dell’altra, Sianna e Lelf parlano degli eventi che hanno turbato la loro vita.
Il giovane dragone non può perdonare la Dea che la sua sacerdotessa adorata serviva e la ragazza non può capire il dolore del suo amato per lei.
La Dea è una madre amorevole che sa sempre cosa sia giusto per le sue figlie.
“Sai Lelf, stanotte la Dea mi è apparsa in sogno e mi ha annunciato grandi cambiamenti; devo cercare una cosa e lo devo fare ora che le energie si concentrano, ora che la vita è potente e si specchia nell’aurora del mattino”.
“Così ti si è mostrata di nuovo in sogno... spero non abbia annunciato nessun cattivo presagio.. ti ha forse parlato della creatura?”
La sacerdotessa sistemandosi il pesante mantello dice:
“Questo ci sarà dato saperlo a suo tempo”.

Licht è sereno... felice di poter fare una sorpresa ad Armorica, va a cercare una rosa sotto la neve per la sua amata e ne sente il calore sul petto, ne sente il respiro che riscalda la gelida aria, ma questo purtroppo si rivela più tardi un grande errore.
Ormai sono vicini al luogo indicato dal mago e Licht dice ad Armorica:
"Chiudi gli occhi Amore".
L'amazzone chiude gli occhi, ma solo per un istante… infatti non può fare a meno di ammirare la
splendida visione che le si para davanti: al limite degli alberi si schiude una radura resa bianca dalla neve caduta, ed al suo confine uno schizzo di colore rosso intenso, vivace…. le rose, le rose che il mago aveva preannunciato!
Armorica non ne aveva mai viste di così belle, ed un'emozione così intensa la pervade, che una lacrima scende dal suo viso.

“Pensi che ci voglia ancora molto prima di arrivare dove crescono le erbe che stiamo cercando?
Ormai ci siamo spinti fino nel folto della foresta, non è molto prudente continuare. Ci conviene risalire a cavallo e rientrare prima che la creatura ti possa provocare sofferenza qui nella foresta...”.
Con lo sguardo di chi da tempo non trova pace ai suoi pensieri la sacerdotessa dice:
”Lo so Lelf, da troppo ormai non mi sento bene; la creatura che porto in grembo mi fa passare le pene dell’inferno notte e giorno e non penso che questo sia un buon presagio... anzi, sono certa che essa porterà solo sventure sul nostro amato popolo”.
”Per te seguire le indicazioni della tua dea sarà pure importante ma, come ti ho detto più volte, per me sei più importante tu”.
“Sangue sul trono della dea del sangue”...
Dalla voce spezzata di Sianna giungono parole agghiaccianti e ancor prima di proferire l’ennesima parola la giovane sacerdotessa cade a terra priva di sensi, ma il suo dragone è pronto a sorreggerla, come sempre ha fatto e sempre farà.

Licht asciuga la lacrima che come una perla scende sul viso di Armorica, ferma il cavallo, scende e poi abbracciandola l'aiuta a scendere e si avvicinano al roseto.
Il profumo è intenso e il caldo colore rosso riscalda i loro cuori.
Licht si abbassa per raccogliere una rosa e darla ad Armorica quando un rumore sospetto attira la sua attenzione, la mano corre veloce all'elsa mentre da dietro gli alberi dei ribelli escono allo scoperto accerchiando Licht e la bella amazzone.
In quel momento l'incanto si spezza…… il paesaggio diviene improvvisamente livido, lunare.
Il silenzio intenso è rotto solo dai respiri dei due che si fanno sempre più affannosi….
Il respiro di chi sa di non avere scelta, di non poter scappare da una sorte avversa…. e contemporaneamente il dolore di pensare all'altro, alle proprie spalle, che vorrebbe proteggerti ma non può.
Una frase esce dalle labbra di Armorica:
"Vai, Licht…. prendi il cavallo e vai. Non puoi lasciare i tuoi uomini senza un comandante. Se resisto…. tornerai a prendermi!".

Lelf, preoccupato per Sianna ormai al suolo, richiama a sé Ombra e gli chiede di stargli accanto.
Solo quando vede che non arriva si volta di scatto: qualcosa ha attratto la sua attenzione, è immobile a fissare il folto della foresta ed il suo pelo lucido lascia trasparire nervosismo.
Se c'è qualcosa che lo preoccupa più di ciò che sta accadendo a Sianna, devono trovarsi di fronte ad un pericolo: non ci sono altre spiegazioni per quel suo comportamento.
Un flebile rumore si propaga da dietro un albero che possono udire solo grazie ai sensi ormai allertati dal comportamento di Ombra.
Sianna si volta di scatto e dice:
“Lo senti, lo senti anche tu Lelf? Questo è l’urlo della morte... questo è il male che sta invadendo Arcano”.
Per quanto il dragone tenda il suo orecchio fine, non è in grado di sentire il turbamento dell'animo della sua compagna ma, percepisce chiaramente, da grande guerriero che è, il clangore delle spade.
“Sianna, non siamo soli, siamo circondati! Non so cosa tu riesca a sentire, ma le mie orecchie percepiscono rumori di armature...... e se la morte sta già urlando è perché pregusta le anime che le donerò se dei ribelli hanno osato tanto da spingersi fin qui...”.
Sianna si domanda spaventata se ciò che aveva sognato sia una mortale visione a specchio sulla realtà imminente e, scuotendo la testa per allontanare quei malefici pensieri, dice:
“Possibile che siano giunti dinanzi alle porte del sacro tempio…. mio dio, siamo circondati, non posso restare qui… devo andare”- e poi comincia a correre disperatamente.
Nemmeno il suo compagno riesce a fermarla, anche se l’avverte del pericolo imminente e la segue nella sua corsa disperata verso la battaglia.

Nel frattempo, Licht indietreggia fino a ritrovarsi spalla a spalla con Armorica; i suoi occhi sono fissi sui nemici, la mente che cerca velocemente vie di fuga ma non ne trova.
Forse, correndo verso Aronne come suggerisce la sua compagna, ce la potrebbe anche fare.
Il guerriero si volta verso la sua amata e dice:
“Credo che non me ne andrò. Sai, i miei guerrieri potrebbero sopravvivere senza il loro comandante... ma lui, senza di te, no".
Il primo dei ribelli avanza tirando un fendente verso Licht che para il colpo e a sua volta attacca colpendo l’uomo al petto, ed è questa la scintilla che scatena la battaglia.
I ribelli levano le loro grida di guerra e si buttano su di loro.
Armorica pensava di conoscere il sentimento della paura, ma non aveva idea che potesse essere così forte da paralizzare anche i pensieri.
L'amazzone non si era resa veramente conto di quello che stava accadendo finché non sente il rumore del fendente di Licht.
Ora… solo ora realizza che si tratta di vivere o morire, e se deve morire lo farà con onore.
La spada comincia a roteare danzando sopra la testa di Armorica, che con un urlo furibondo colpisce l'uomo che le si para davanti.
Lo colpisce ad un braccio e con un calcio lo butta a terra…. e poi via, sopra di lui, lo colpisce ancora… ed ancora.
Poi, girandosi, corre incontro ad un altro che vuole sorprendere Licht alle spalle.

Sianna corre e si sente pervasa da una fitta angoscia.... qualcuno la chiama, qualcosa le dice che la sua vita sarà mutata al limite della radura, e non può certamente ignorare ciò che sente nel cuore.
Lelf segue Sianna in quella sua corsa spericolata, si stanno dirigendo nel punto dal quale scaturiscono quei rumori di battaglia.
Appena raggiunge le spalle della sacerdotessa e manda lo sguardo oltre, vede ciò che gli si para davanti: dei ribelli stanno attaccando.
Con la coda dell'occhio guarda il suo fido compagno che corre al suo fianco e gli fà cenno, con un rapido movimento della testa.
Ombra annuisce e volge la sua corsa nella stessa direzione di Sianna... tocca a lui il compito di proteggerla.
Lelf proseguendo nella corsa si dirige nella mischia per cercare di deviare i colpi dei ribelli e, al grido di "sterminio", si avventa su uno di loro con un’arcata di spada dal basso all’alto.
Il ribelle cade senza fiatare... gli resta oscuro il volto di colui che gli ha procurato la morte, ma lo vedranno i suoi compagni quando moriranno uno a uno per mano della sua potente spada.

I nemici sono molti e la neve rende più difficili i movimenti che sono più lenti.
Dopo i primi colpi che hanno ucciso alcuni ribelli ed hanno fatto colorare la neve di rosso, gli altri si sono avvicinati: il il loro fiato lo si sente arrivare fin sul viso.
Ma ecco che Licht nota i fregi di un dragone che escono dal bosco, e i suoi colpi iniziano a far cadere teste nemiche e avverte il nervosismo dei ribelli.
Armorica non riesce più a distinguere nitidamente le figure… la rabbia l'ha accecata a tal punto che non ragiona più lucidamente.
Si sente una stupida per il rischio che Licht sta correndo per colpa sua, e combatterà fino all'ultimo respiro, anche se il braccio comincia a dolerle… forse un colpo, forse una ferita… non vuole nemmeno guardare… quando si accorge della presenza di amici che potrebbero aiutarli.

Sianna si sente inutile; senza armi, senza forze, con la magia inutilizzabile perché la creatura le confonde ogni senso e le oscura le visioni, nonché la voce della sua amata madre e dea.
Sente però che ha una missione da portare a termine in quel luogo di morte, e il suo dovere innanzitutto è quello di proteggere chi ama e rispetta, di donargli la sua forza e tenacia, il suo amore, e di infonderlo anche a coloro che si trovano a combattere per Arcano.
Pensa: “Nulla dovrà fermarci, solo la morte”.
Lelf sa che la magia di Sianna è potente ed il fido Ombra può proteggerla dagli attacchi nemici, ma se saranno eccessivi probabilmente anche lui si troverà in difficoltà.
Con questo pensiero nella testa, che fa crescere in lui preoccupazione e rabbia, si spinge ancora più a fondo nella lotta.
I primi nemici non sembrano molto forti ma si sbaglia, la debole retroguardia lascia spazio a degli abili
combattenti che si precipitano sulle loro prede.
Quando è abbastanza vicino al centro della mischia riesce a scorgere i fregi di un'amazzone ed il volto dell’amico Licht che si difende.
Più avanza, più i fendenti nemici sono precisi e letali... ringrazia di possedere una spada abbastanza robusta da permettergli di parare anche i colpi più violenti.
Con non poco dispendio di forze e tempo riesce infine a farsi largo fra i ribelli, facendone cadere il più possibile sulle ormai cremisi nevi; più ne muoiono mentre si addentra fra le loro fila, meno se ne ritroverà addosso una volta al centro.
Raggiunto il centro della battaglia e gli amici in difficoltà, Lelf si mette a fiancheggiarli nella lotta con l'unico pensiero nella mente di terminare il più presto possibile quella carneficina e portare in salvo la sua Sianna.

Da un’altura, Ryot ascolta con piacere i rumori della battaglia, il piacevole suono dei metalli che cozzano l’uno sull’altro, le grida di dolore che lo fanno sentire vivo...
La furia degli eventi fanno rifiorire in lui l’odio che ancora nutre per molta gente e il suo lato oscuro prende il sopravvento.
“Vivere ignobilmente o morire con onore?”- questo si chiede il cuore del conte poco prima di udire un grido a lui famigliare.
Non pensa più a nulla e, in men che non si dica, si ritrova a correre nella neve verso il centro della battaglia ove vede una parte del suo gruppo e alcuni amici immersi in uno scontro furibondo e mortale.
Estrae la spada e la daga contemporaneamente ed emette un grido agghiacciante prima di gettarsi nella mischia.
I suoi fendenti potenti e spaventosamente precisi piombano sui dissidenti e sugli ignobili guerrieri che si sono permessi di sfidare Arcano e il suo popolo e mietono morte e dolore ovunque.
Terribili colpi vengono inferti dal dragone alato e ai suoi piedi cadono membra orrendamente mutilate e quant’altro riesce a raggiungere la sua micidiale arma.
“Devo portare in salvo i miei compagni, devo distruggere tutti i ribelli, devo tornare a respirare l’odore acre del sangue!”.

Invisibile come il vento tiepido dell’estate, la giovane sacerdotessa si avvicina al tenace guerriero di Betris e gli sussurra:
“Sono qua, figlio mio. La tua dea ti protegge e veglia sui tuoi! La tua strada è ancora lunga nelle terre di Arcano e la tua vita mi è preziosa. Con la tua spada vincerai, con la forza dell’amore salverai chi ami”.
Licht vede Armorica emettere una smorfia di dolore e il suo respiro farsi pesante, poi vede atterrito che dal braccio dell’amazzone flotta copioso un fiotto di sangue.
Sospinto da un senso di protezione, si avvicina alla sua compagna ma, con piacevole sorpresa, si accorge che non è la donna ad avere bisogno del suo aiuto, ma i ribelli.
Un dragone si sta aprendo un corridoio per raggiungerli e con sollievo Licht vede che si tratta di Lelf.
Quest’ultimo appare al fianco del guerriero di Betris e dell’amazzone.
In tre si possono difendere meglio, e il fragore dell’acciaio si accende improvvisamente sulle spalle dei nemici.
Inoltre, si accorge che anche un altro dragone, ben noto per la sua crudeltà e potenza, li sta spalleggiando e miete poderosi colpi di lama sotto i quali i malcapitati ribelli cadono come mosche.
I tre si scambiano un veloce sguardo d’intesa:
“Amicizia, coraggio, follia”...
Come scintille nei loro occhi queste parole li incitano ulteriormente ad attaccare quei pochi superstiti tra i ribelli.
“Chi sta guidando le nostre lame?”- è l’unico pensiero che si insinua nella mente di Licht.
Nel momento in cui l'amazzone pensa di non potercela più fare, sente una voce….. una voce che seppur non rivolta a lei si fa largo nella sua mente…
Può sentirla nitidamente….. la riconosce subito, è Sianna.
"Allora… pensa Armorica…. se Sianna è qui io non posso morire… noi non possiamo morire."
E guardando negli occhi i suoi compagni capisce che è giunta l'ora di chiudere i conti, di mettere la parola fine a quello scempio, ed un grido ancora più forte esce dalle sue labbra:
"Onore… per Nimira!!".

La sacerdotessa si siede a terra e incomincia ad oscillare con il suo corpo stremato dal freddo e dalla fatica.
Alza le mani verso il fulcro della battaglia e dalle sue labbra si levano al cielo le parole della dea della speranza e della compassione:
“Nella notte di Arcano i 4 elementi si sono uniti: fuoco, aria, terra e acqua… dalla morte nasce la vita e dalla vita nasca l’amore!!!”- e, senza quasi nemmeno accorgersene, Sianna entra nelle anime dei guerrieri e li spinge verso l’estremo sacrificio in nome della vittoria.

Una terribile espressione di piacere si dipinge sul volto di Lelf, mentre i suoi fendenti precisi e mortali squarciano le gole dei nemici.
Sarebbe molto meglio per quelle anime dannate non vedere la luce demoniaca che sprigionano gli occhi del dragone ma, sfortunatamente per loro, la vedono e capiscono che non hanno più scampo.
Un rumore famigliare colpisce la sua attenzione, uno sbattere d’ali vorticoso; sa di chi sono quelle ali, è il tipico rumore prodotto dal movimento del conte.
In un attimo di sollievo, Lelf solleva il braccio con cui sorregge la spada in posizione di difesa con un gesto ampio che gli permette di strofinarsi il viso, e gli occhi che finora erano rimasti al buio ora possono rivedere la luce.

La sacerdotessa sa che nulla fermerà il volere della dea e che la rabbia cieca della madre di Arcano si abbatterà sui ribelli.. e voltandosi verso i suoi amici e fratelli dice:
“Questa è la fine, torneremo vinti o vincitori!”.

I ribelli, o quello che ne resta, sono in preda al terrore e buttando le armi si gettano in una folle corsa verso il folto del bosco.
La battaglia è finita, Licht e gli altri appoggiano nel silenzio le armi a terra sostenendo così i loro corpi.
Si guardano tutti negli occhi dicendo nei propri cuori:
“Vivi siamo vivi”...
Ma Ryot, non pago del sangue e della morte seminata, si mette ad inseguire i rivoltosi.
Lo lasciano andare pregando per le anime dei sopravvissuti al massacro.
Armorica grida forte il nome di Sianna.
Nel tentativo di appoggiarsi alla sua spada conficcata nel terreno, Armorica è caduta in ginocchio.
Il braccio ormai non lo sente più… solo il richiamo di Sianna, la sua luce, il suo calore l'hanno sostenuta fino a quel momento.
Lentamente si volta verso le rose… non può essere accaduto tutto questo per delle stupide rose che un mago aveva predetto in fioritura fuori stagione.
C'è, ci deve essere un'altra ragione!
Solo ora ad Armorica è chiaro il disegno e comprende…
Rivolgendosi a Licht dice:
"E' arrivato per te il tempo di parlare con Sianna… ti sta chiamando, Licht".

Il conte Ryot ha un paio di teste in ogni mano e ride saporitamente; è tutto lordo di sangue e i suoi lunghi capelli corvini sono madidi di sudore.
Pianta la spada in terra, getta uno dei suoi macabri trofei sotto i suoi piedi e ride sguaiatamente mentre frantuma il cranio inerte del nemico.
Poi corre verso la sua amica Sianna e le chiede se tutto va bene.

Sianna annuisce, ma le si legge in volto che è stremata e che la battaglia l’ha provata più di quanto le sue forze le permettessero.
Rivolgendosi al conte dice:
“Ryot, i tuoi trofei mi ricordano ciò che è stato e ciò che presto partorirò, quindi non mettermi queste immonde creature dinnanzi!”.

Il conte getta lontano le teste dei ribelli e guarda Sianna con occhi colmi di dolce compassione e d’affetto.
Ella lo conosce bene e, accarezzandogli il capo, dice:
“Il tuo cuore, guerriero solitario, ha vinto la tempesta della tua anima”.
Quando tutto si chiude nel silenzio, la mente di Lelf ritorna alla realtà e i pensieri si focalizzano su Sianna che è protetta dal fedele Ombra... ma come sta ora?

Licht si sente chiamato da Sianna, e anche se non ne ode la voce le si avvicina; i due si fissano intensamente e il guerriero sta pensando a quello che un tempo aveva chiesto alla sacerdotessa:
"Conquista la mia fiducia e il mio cuore avrà trovato la sua guida”.
Prende le mani di Sianna e s'inginocchia solennemente al suo cospetto come davanti all'imperatrice e, portando la mano della giovane sulla sua guancia, le dice:
"Amica mia, il cuore di Licht ti chiede se vuoi diventare la stella del suo spirito.”

Sianna guarda il guerriero e gli dice:
“La dea veglia su di te e ti protegge, la tua vita le è preziosa e il suo disegno nei tuoi confronti spazia tra i siderali regni d’Arcano. Se lo vorrai sarò con te… sempre! Sarò la tua guida”.

"Sì Sianna, lo voglio... e questi amici saranno i testimoni mentre Armorica ne sarà il sigillo, e a lei affideremo il messaggio affinché i nostri scribani ad Arcano conoscano questi fatti e li rendano immortali con le loro penne".

La sacerdotessa estrae un piccolo ma affilato pugnale da sotto la manica sinistra e traccia un piccolo taglio all’altezza della linea del cuore sulla sua mano poi, prendendo la mano del guerriero, lo ferisce in egual modo e unisce le mani in un patto che andrà per sempre oltre la vita e la morte.
Il conte fa finta di non seguire ciò che sta avvenendo nella sua mente, un unico ricordo scalda il suo cuore… quello della battaglia e del sangue.

L'amazzone ancora in ginocchio tenta di rialzarsi, ma non avendo più le forze necessarie per riuscirci da sola, si guarda intorno e grida a Ryot:
"Dammi una mano…."

Il Conte si avvicina sghignazzando, come solo lui sa fare, per l'insolita posizione di Armorica, e l'aiuta ad alzarsi.
Si stanno allontanando quando Armorica gli chiede:
"Senti Ryot, mi porteresti una di quelle rose?…….. Sai, è per quelle che siamo qui…..!!!"
E, guardando il Conte, l'amazzone pensa che mai più rivedrà una tale espressione sul suo volto… e dopotutto ne vale la pena.

Il conte sbuffando va verso le rose e squadrandole sceglie la più bella secondo i suoi criteri rozzi e barbari.... ossia quella con più spine.
Spezza le escrescenze, dona il fiore ad Armorica e con un sorriso tiratissimo stampato in viso dice:
"Era la più bella..... fanne tesoro".

Lelf, avvicinatosi a Sianna, le chiede come si sente e se ha bisogno d’aiuto per tornare verso il tempio, ma poi le dice:
“Gli avvenimenti appena trascorsi hanno sfiancato tutti noi ma tu, mia dolce compagna, non avresti dovuto assistere a tanto orrore”.
La sacerdotessa stanca e stremata rassicura il suo dragone che sta bene e che, dopotutto, quelle erbe che cercava non le servono più… ha un compito ora da rispettare.

Ryot torna ad aiutare l’amazzone e, resosi conto che la donna non riesce a stare in piedi da sola, la solleva e la prende in braccio.
Armorica guarda in faccia il Conte, lordo di sangue e fango, e pensa che non è poi così tremendo da vicino... ma gli dice ugualmente con tono seccato:
”Mettimi giù, brutto animale… come ti permetti!!!".
Lelf ride e, avvicinandosi al conte con aria di scherno come due amici che si rimbeccano a vicenda, gli dice:
“Hai sempre maniere gentili, vero?”.
La donna non riesce a camminare molto bene, ma cercando di mascherare il dolore si avvicina a Licht e gli dice:
"Che ne pensi di questa rosa…. Lo sai che se non si chiamasse più rosa… non perderebbe il suo profumo… ora è tua!".
Licht osserva la rosa rossa... il profumo è intenso, il colore rosso vivo come il sangue che scorre nei nostri cuori...
Fissa la sua amata compagna e poi si avvicina al suo viso e le dice:
"Infinitamente".

 

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)