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Il
battesimo del fuoco
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LICHT
Il sole era già alto nel cielo, quando con i miei guerrieri uscimmo
dal rione di Betris.
Incolonnati per due, sui nostri magnifici destrieri, avanzavamo
lentamente alzando un sottile filo di polvere dalle vie polverose.
Marciavamo come un unico corpo, un'unica anima e un solo spirito:
quello dei guerrieri di Betris. |
Era un onore comandare questi guerrieri; alla mia destra
cavalcava Eman cuore di ghiaccio, il suo odio per i ribelli l'aveva
fatto diventare un ottimo slinker e presto avrebbe avuto il fregio di
Extreme.
Subito dietro venivano Xanth, un guerriero che aveva combattuto molte
battaglie in altre terre, e Mohamed, che con le sue scimitarre
assomigliava alla figura di uno scorpione, ma sicuramente molto più
pericoloso.
Ecco poi Uait Bir, cacciatore solitario delle terre dei ghiacci, Shadow
e Pracmeide li conoscevo poco ma il mio istinto mi diceva che sarebbero
diventati ottimi guerrieri.
Erano mesi che ci addestravamo, ora ci aspettava l'ultima prova, la più
difficile: entrare nelle retrovie nemiche dove avremmo dovuto combattere
il nemico non con la forza e l'impatto di un uragano ma come un piccolo
rivolo d'acqua che seguendo le fessure del terreno vi penetra dentro
adattandosi alle sue curve e al suo percorso.
All'uscita della Kioskas Eman fermò la colonna e salutai la nuova
Madras, al suo fianco erano tutti i comandanti Nusuth, Myrt, Raf,
Diamante, Kethry...
Più dietro vidi il mio amico Archim che confabulava con Berserk, Eilan
stava scherzando con Lyin, Selenia che mormorava qualcosa a Morgana e
tanti altri visi familiari: Haruka, Kristal, Rypmav, Astianatte ...
Mi girai verso i miei uomini e vidi che una donna, Myriam, stava
affidando alle forti braccia di Uait sua figlia.
Lui l'alzò in cielo come per benedirla e ringraziare, la baciò sulla
fronte e la riconsegnò a sua moglie.
Rivolsi un pensiero a quella piccola... - "Tranquilla bimba, presto
rivedrai di nuovo tuo padre e sarai tra le sue forti braccia".
Mi girai verso Eman che diede l'ordine di proseguire ....
I cavalli ci avrebbero portati fino ai confini dei territori dove erano
insediati i ribelli, poi Aronne, il mio destriero, insieme agli altri
cavalli, avrebbero pascolato liberamente per aspettarci mentre noi
saremmo entrati nelle retrovie del nemico.
SHADOW
Avanzavamo lentamente lungo il sentiero seminascosto.
Il vento soffiava lieve e oltre al leggero respiro dei cavalli nulla si
udiva.
I loro zoccoli non producevano alcun rumore mentre scivolavano leggeri
sul terreno.
Erano delle bestie veramente belle e possenti.
Io non avevo mai combattuto per qualcuno, tanto meno in un esercito
ordinato.
Ero sempre stato un solitario e anche in quel momento mi sentivo
estraneo.
Il comandante Licht mi aveva detto che la differenza tra un soldato solo
e un soldato dell'esercito sta nel legame di fiducia che si crea tra i
membri del gruppo.
Io ero nuovo, arrivato da poco e non conoscevo quasi nessuno, come
facevo a fidarmi?
E come potevano fidarsi loro di me?
Ero sempre stato abituato a contare solo su me stesso.
La cosa però che più mi sconvolgeva era la fiducia che il comandante
riponeva in me e in tutti i suoi soldati, nuovi o vecchi che fossero.
Mentre continuavamo il viaggio ripensai al mio arrivo su questo strano
mondo, all'incontro con Aras e al motivo che mi aveva portato qui.
A volte la vita sa essere veramente strana ed imprevedibile, pensai
sospirando.
Continuavamo il nostro viaggio senza sosta.
Eravamo pochi ma motivati e avevamo un compito arduo, stanare e
distrarre il nemico.
Il rischio più grande era di non riuscire a resistere fino all'arrivo
degli altri gruppi.
Una cosa era certa: nessuno di noi si sarebbe mai arreso.
Si percepiva nell'aria una strana carica.
Da tempo attendevamo una missione in territorio nemico.
Era una missione di addestramento, ma che importava... ognuno di noi
aveva voglia di combattere contro i ribelli.
Chi per un motivo chi per un altro, eravamo tutti qui per aiutare
l'imperatrice contro i ribelli.
Mancava poco allo scontro.
Avremmo capito subito se questo breve periodo di addestramento era stato
utile o meno.
LICHT
Dopo una mezza giornata di cammino, arrivammo ai resti del vecchio
mulino e dissi: "Eman, questo è il posto indicato da Dardel oltre il
quale proseguire a cavallo diventa un rischio troppo grande".
Eman alzò il braccio destro, fermò il suo cavallo e lentamente abbassò
il braccio: era l'ordine di fermarci e scendere.
Mentre scaricavamo i cavalli e ci preparavamo per proseguire a piedi
Eman mi disse: "Ehi Licht, mi spieghi perché stamattina non hai salutato
Dardel?".
Con senso di stupore, aggrottando la fronte, risposi: "Non mi dire che
era nella piazza tra i comandanti e io non l'ho visto?"
"Certo Licht, era subito alla destra di Klara"- rispose Eman.
"Eman, questa volta l'ho fatta veramente grossa, speriamo che non mi
mandi qualcuno dei suoi regali speciali ... ancora ricordo quel nido di
drakor gettato dal camino nella notte mentre dormivo solo perchè mi
dimenticai di presentarmi a lui appena arrivato alla kioskas".
Ormai eravamo pronti, liberammo i cavalli nella verde pianura e ci
mettemmo in marcia verso la foresta.
Ero cosciente del fatto che non avevamo combattuto mai insieme, ma avevo
fiducia in questi guerrieri: sapevo che non si sarebbero tirati indietro
e se occorreva avrebbero dato la vita per un compagno in difficoltà.
Arrivammo ai bordi della foresta e feci cenno di avanzare non più uniti
e compatti, ma in ordine sparso.
Dopo i primi movimenti nella foresta un sorriso compiaciuto apparve sul
mio viso, li vedevo muoversi rapidi e veloci, le loro figure si
confondevano con le ombre del bosco, i loro passi con lo stormire delle
fronde e pensai:
"Ottimo, veramente ottimo, in caso di fuga sarà impossibile prenderci
nella foresta e sul territorio aperto... beh, ancora non avevo visto
destrieri più veloci dei nostri".
Ad un certo punto Uait Bir, il nostro "esploratore", avvistò una colonna
nemica e ci fece segno di seguirlo.
Ci portò in una radura mi si avvicinò: "Licht, che ne pensi di questo
posto per un agguato?"
Dopo aver osservato lentamente la radura risposi: "Direi che di meglio
non potevi scegliere: la colonna ha il passaggio obbligato, una volta
entrati non usciranno più"- e feci cenno di prendere posizione.
L'attesa non durò molto: dalla vegetazione entrarono prima i due in
avanscoperta che osservarono la radura senza accorgersi di nulla e
diedero ordine alla colonna di entrare.
Quando la colonna raggiunse il centro della radura, il lancio dei miei
due pugnali che colpirono a morte i due in avanscoperta fu l'ordine di
attacco e andai a coprire la via di fuga davanti alla colonna.
Mohamed e Uait Bir uscirono dal nascondiglio sotto le foglie, e mentre
Mohamed saltava sul carro uccidendo con le scimitarre i due conducenti,
Uait Bir si gettò nel mezzo della scorta posta davanti al carro e con la
spada iniziò ad abbattere i suoi primi ribelli.
Eman aggredì la colonna dietro il carro sul fianco destro e la sua
azione fu devastante, il suo odio verso i ribelli lo aveva trasformato
in una perfetta macchina di guerra.
Vidi un ribelle che stava fuggendo da dove era entrata la colonna, ma
all'improvviso Xanth si materializzò da dietro un cespuglio e fermò la
sua fuga.
Mentre eravamo impegnati nel corpo a corpo le mortali frecce di Shadow e
Pracmeide colpivano senza pietà i ribelli, senza mancare un colpo, e
soprattutto salvando le nostre vite dai colpi alle spalle dei ribelli.
Tutto durò pochissimi minuti e ... tornò subito la quiete.
Ci riunimmo tutti al centro della radura vicino al carro trasportato dai
ribelli, tutto era stato così veloce e semplice... forse qualche
sorpresa era in arrivo.
Uait fu il primo che si avvicinò allo sportello del carro che era chiuso
con una grossa catena.
Appena lo vidi che annusava l'aria mi disse: "Licht, c'è un odore strano
che esce da questo carro, sembra avere il gusto del ferro e mi dà un
leggerissimo prurito al naso".
"Polvere da sparo"- sussurrai -"allontanatevi dal carro!"
Il giovane Pracmeide: "Polvere cosa, capo?"
"Polvere da sparo ragazzi, serve per far funzionare gli spow".
Non potevo essere più dettagliato, ancora non conoscevano gli spow e il
loro funzionamento.
"Cerchiamo prima tra i ribelli morti qualsiasi cosa che ci possa essere
utile in questa sporca guerra e poi ci dedicheremo al carro"- ordinai.
Cominciammo a rovistare tra i resti della carovana in cerca di
informazioni o oggetti utili, speravamo di trovare qualche pergamena con
informazioni importanti... invece trovavamo solo corazze, armi e pezzi
di ribelli.
Ad un tratto mi si avvicinò Shadow con un oggetto e gli dissi
sorridendo: "Complimenti, hai trovato un vecchio spow buono solo per
darlo in testa a qualche ribelle".
Fu Eman a dirmi: "Licht, abbiamo terminato, purtroppo non abbiamo
trovato nessun documento, nessuna comunicazione".
Xanth aggiunse: "Certo che tutto questo è strano, non trovi Licht?"
"Sì, Xanth, troppo strano".
Nello stesso istante dal folto della foresta uscì Mohamed e ci disse che
intorno alla radura non c'era traccia di ribelli, ma questo non mi
rassicurò.
Ci avvicinammo tutti allo sportello del carro e diedi ordine a Shadow di
rompere con la sua spada la catena.
Legai una corda alla maniglia del portellone e l'altro capo ad una
freccia e ci allontanammo ai bordi della radura.
"Tieni Prac, lancia questa freccia e tutti a terra, credo che avremo una
bella sorpresa".
Vidi la freccia tirare tutta la corda e il portellone aprirsi
violentemente, pochi attimi e un boato invase la foresta.
Avevamo ancora il fischio del boato nelle orecchie quando parlai: "Era
una trappola ragazzi, e grazie a Uait l'abbiamo evitata, probabilmente
hanno circondato la zona e verranno a cercarci. Se scapperemo potremmo
andargli in braccio. Quindi nascondiamoci di nuovo intorno alla radura,
non penseranno mai che saremo rimasti qui e con il favore delle tenebre
non potranno mai trovarci".
Rimanemmo nascosti per ore ai bordi della radura fino a quando si
avvicinarono i primi ribelli e non vedendo i nostri corpi iniziarono ad
imprecare che non ci avevano trovato.
"Allora li abbiamo trovati?"- gridò uno, sembrava quello che comandava.
"No comandante Tanar, non li abbiamo ancora trovati, sembrano
scomparsi".
"Non è possibile, continuate a cercarli nella foresta... deve pur
esserci qualcuno, non sono mica fantasmi!"
Quel nome, Tanar, provocò in me un sussulto.
Avrei potuto uscire e ucciderlo, ma avrei messo a repentaglio la vita
dei miei guerrieri.
Dovetti soffocare il mio istinto e attendere.
Attendemmo che le tenebre calassero per bene.
Quando diedi l'ordine di tornare indietro, avevamo fatto una scoperta
troppo grande per nasconderla agli altri comandanti e a Klara: i carri
minati potevano essere un'arma molto efficace nelle mani dei ribelli.
L'ordine che diedi era tornare vivi ai resti del vecchio mulino, ognuno
sarebbe andato da solo.
Il primo a partire fu Uait Bir (ormai era lui il "nostro esploratore"),
poi in successione Xanth, Mphamed, Prac, Eman.
"Io e te andiamo insieme, dobbiamo parlare"- dissi a Shadow e aggiunsi
-"ma non ora, solo quando saremo fuori dalla foresta".
Era ancora buio quando uscimmo dalla foresta, questo ci avrebbe
consentito una maggiore sicurezza per raggiungere i resti del vecchio
mulino.
"Siamo usciti dalla foresta Licht, di cosa dobbiamo parlare?"- si
affrettò a dirmi denotando una certa preoccupazione.
"Shad, ti sei chiesto perché ti ho messo a tirare frecce?"
"Mah... forse perché gli altri erano più addestrati di me nel corpo a
corpo".
"Poteva essere uno dei motivi, ma non è il solo. Sicuro che non ti viene
in mente altro, Shad?"
Lo guardai e vidi che il suo sguardo si abbassava, i suoi occhi
divennero tristi e allora proseguii senza attendere una sua risposta:
"Ieri mattina, prima della partenza, mi hanno raccontato di un guerriero
vestito da mendicante che il giorno prima si dirigeva verso Krymenia. Io
non so se lì hai trovato quello che cercavi o ... lo hai perso per
sempre, ma a giudicare dai tuoi occhi direi che lo hai perso per sempre.
Shad, né io né altri potremo conoscere la profondità del vuoto lasciato
da quello che hai perso, né potremo mai riempirlo, solo tu puoi
esplorare quell'abisso... solo tu puoi riempirlo.
La nostra memoria, a volte vorremmo benedirla, altre maledirla... ma
senza di essa come potremmo avere la percezione del tempo che scorre?
Esso passerebbe via e noi inerti non ce ne renderemmo nemmeno conto, non
potremmo colorare la nostra vita e curare le ferite dell'anima". Attesi
qualche attimo e ripresi:
"Il motivo per cui ti ho portato in questa missione è perché voglio che
inizi ad esplorare quell'abisso per cercare di riempirlo ... il motivo
perché ti ho messo di copertura è perché hai una ferita alla spalla
destra e mi sarebbe dispiaciuto che ti accadesse qualcosa. Ho fiducia,
molta fiducia in te."
Iniziava ad albeggiare, si vedeva la sagoma del vecchio mulino e dei
nostri amici che avevano già recuperato i cavalli.
"Salve capo"- mi disse Eman -"ci stavamo preoccupando".
"Scusateci, è colpa mia, purtroppo ce la siamo presa comoda"- risposi.
Salimmo sui nostri cavalli ci lanciammo al galoppo verso la Kioskas.
Quando ci videro arrivare da lontano le guardie aprirono il portone
della kioskas e noi entrammo veloci nella nostra città.
Appena entrati in città incontrammo Kristal che ci disse:
"Buon giorno guerrieri, salve Licht, altri tre giovani guerrieri di
Betris sono arrivati tra voi. I loro nomi sono: Lokat, Ikarus e Shicun".
"Grazie Kristal dell'avviso"- e poi rivolgendomi a Shadow:
"Perchè non vai a prenderli per spiegargli la prima lezione, eh?"-
ammiccando con l'occhio destro - "e poi li consegni ad Eman che inizierà
ad addestrarli".
Lasciai liberi i miei guerrieri e mi diressi verso gli alloggi di Madras
Klara per avvisarla del pericolo dei carri imbottiti da polvere da
Sparo.
A sentire di tale pericolo la nostra Madras corrugò la fronte e assunse
un'aria preoccupata:
"Bene Licht, grazie di questa informazione, la darò subito agli altri
comandanti. Ora vai a riposarti per questa notte che dovremmo alzarci
presto per i preparativi di guerra."
SHADOW
Eravamo scampati alla trappola senza danni, ora dovevamo raggiungere il
punto di ritrovo.
Per rendere più difficile il nostro inseguimento ci saremmo divisi.
Il primo a partire fu Uait Bir: ormai era lui il "nostro esploratore",
poi in successione Xanth, Mohamed, Prac, Eman.
Ora toccava a me, quando Licht mi fermò dicendomi: " Aspetta Shad,
verrai con me: io e te dobbiamo parlare."
Rimasi sorpreso da quelle parole, inoltre non capivo perché avesse
quella faccia preoccupata.
Non mi piaceva la piega che stava prendendo la situazione.
Di cosa doveva parlarmi?
Usciti dalla foresta la notte ci permise di continuare il viaggio
spedito.
Gli chiesi cosa volesse.
"Shad, ti sei chiesto perché ti ho messo a tirare frecce?"
"Mah, forse perché gli altri erano più addestrati di me nel corpo a
corpo"
"Poteva essere uno dei motivi, ma non è il solo. Sicuro che non ti viene
in mente altro Shad?"
A quel punto capii cosa voleva, aveva saputo del mio viaggio a Krymenia,
doveva conoscere una di quelle amazzoni che mi avevano raccolto al
ritorno o forse mi aveva visto uscire di notte.
Cominciò a parlarmi, rimasi sorpreso da quello che mi disse.
Non era in collera con me per quello che avevo fatto, mi disse che
qualsiasi cosa avessi trovato o perso li giù la dovevo superare.
Disse che si fidava di me e che gli sarebbe dispiaciuto perdere un
futuro buon soldato, per ora bravo solo a fare casino.
Alla fine del discorso mi aveva fatto capire una cosa, quel vuoto che mi
aveva lasciato Krymenia andava colmato, al mondo poi c'erano tante cose
per colmarlo.
In quel momento la vera differenza fra un soldato di Betris ed un
guerriero solitario come lo ero stato io mi apparve evidente.
In una squadra ci si aiuta, se non possiamo fidarci di coloro a cui
dobbiamo affidare la vita allora che senso ha essere un gruppo?
Licht mi stava aiutando ad uscire dagli incubi del mio passato e a
prendere parte integrante nella nostra squadra.
Eh sì, perché quella ora era anche la mia squadra, anche se praticamente
tutti mi avevano già accettato... solo ora invece il mio animo mi
accettava.
Sarei sempre stato un guerriero solitario, ma il combattente solitario
dei Guerrieri di Betris.
Eravamo arrivati al mulino e tutti gli altri ci si avvicinarono
preoccupati.
"Salve capo"- disse Eman -" ci stavamo preoccupando"
"Scusateci, è colpa mia, purtroppo ce la siamo presa comoda"- rispose
Licht.
In poche ore di galoppo raggiungemmo la Kioskas.
Le guardie ci fecero entrare subito, stavo per tornare alla mia dimora
quando il Comandante prima di andare a riferire a Madras Klara mi disse:
"Ci sono tre nuovi arrivati: Lokat, Ikarus e Shicun... perché non vai a
prenderli per spiegargli la prima lezione, eh?"- e ammiccandomi con
l'occhio se ne andò.
Raggiunsi il campo dove i tre aspettavano.
"Buon giorno comandante, noi siamo i nuovi arrivi"
"Comandante io?"
Scoppiai a ridere: "No no ragazzi, io sono solo colui che dovrà
spiegarvi come funziona da queste parti! Il comandante è tutt'altra
persona, lo riconoscerete subito quando lo vedrete. Ora preparatevi,
cominceremo subito, ma ricordatevi che nessun soldato di Betris non
lascia mai un compagno in difficoltà."
In quel momento capii quanto stimavo il mio comandante e perché ero
rimasto ad Arcano, avevo trovato finalmente una casa con degli amici.
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