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Cavallo da aiutare

L'altro giorno, mentre parlavo con Kristal e gli altri che c'erano nella piazza, ad un certo punto arrivò Falcos, il mio comandante, che disse a me e agli altri che il cavallo con una stella nera di Kleopatra era stato rapito da un commando di ribelli che si erano intrufolati nel territorio dell'Imperatrice per dimostrare che loro potrebbero entrare quando vogliono.
Io, infuriato per questa notizia, mi proposi come volontario per riprendere il cavallo e riportarlo nelle stalle delle amazzoni di Zaira senza neanche un graffio.

Falcos mi diede fiducia e io non volevo di certo deluderlo!
Lascia tutti in piazza mentre io mi diressi a casa mia per prendere il minimo necessario: lo zaino con un poco di provviste, una tenda, una lanterna e la mia spada.
Decisi di partire la mattina all'alba, così andai a letto presto.
La mattina successiva indossai la mia armatura e presi tutto quello che avevo preparato la sera prima.
Mi diressi verso Kolise dove alcuni hammers avevano accennato ad alcuni spostamenti al di fuori della kioskas diretti verso il fiume Kruill, ma nessuno era mai andato a vedere!
Dopo queste notizie importanti per la mia caccia mi incamminai verso il fiume.
Dopo altre due ore di cammino si era fatto mezzogiorno e, sulle sponde del fiume, si vedeva un pezzo di percorso di fango umido.
Mi diressi verso quel punto e notai molte impronte di umani e di un cavallo.
Forse stavo procedendo bene.
Ad un certo punto sentii strusciare per terra, come se fosse qualcuno che trascinasse qualcosa di pesante.
Mi nascosi dietro dei cespugli lì vicino.
Dopo pochi minuti vidi arrivare un uomo che si trascinava a fatica sulla sponda.
Mi avvicinai con spada in pugno, per evitare un attacco di sorpresa, ma poi vidi che in quelle condizioni neanche l'essere più bellicoso potrebbe fare qualcosa.
Non appena mi vide arrivare davanti ai suoi occhi, cercò di prendere un pugnale dalla sua borsa, ma le forze l'abbandonarono prima di ogni tentativo di difesa.
Gli prestai le prime cure con delle erbe medicinali che mi porto sempre con me.
Dopo pochi minuti si svegliò e mi disse:
- Chi sei? Dove sono andati? -
- Sono Gidan, guerriero di Caliur, mandato dal comandante Falcos per recuperare un cavallo della kioskas di Kolise - dissi - ma non so di chi tu stia parlando; forse se ti spieghi meglio riesco a capire!-
Dopo aver ripreso padronanza della sua mente confusa mi disse:
- Erano in 20, di cui uno era sopra un cavallo e comandava gli altri di uccidermi a suon di bastonate; non seppi cosa fare e iniziai a scappare, ma per mia sfortuna inciampai in una radice di un albero e allora mi riempirono di botte -
La mia ira venne fuori e, mischiata al mio coraggio, nessuno mi poteva più fermare...
Attaccare un uomo inerme e soprattutto in molti contro uno è un'azione di vigliaccheria inaudita!!! Costruii un piccolo giaciglio per far mettere sopra l'uomo fin quando non si fosse ristabilito.
- Vai verso nord, e in quella direzione forse riuscirai ad acciuffare quei marrani che mi hanno aggredito - disse l'uomo.
Lo ringraziai e, accertato che stesse più o meno bene, mi incamminai verso la direzione indicata.
Dopo poche ore di cammino tutto già si faceva più complicato.
C'erano varie tracce che portavano verso Ylea e verso l'altra sponda del Kruill.
Mentre pensavo alla direzione da prendere dissi a me stesso:
"Uffa, ora dove vado?? Non mi dire che devo andare verso Ylea; sarebbe suicidio puro..."
Ma ad un tratto una traccia: tracce di cavallo che non andavano nè ad Ylea, nè dall'altra parte del Kruill; andavano verso una parte interna del territorio dell'Imperatrice.
Le tracce si fermarono davanti ad un cespuglio dopo pochi chilometri.
Cercai per tutto il territorio circostante per cercare un ingresso, ma senza risultato.
Visto che ormai si era fatto quasi buio, decisi di accamparmi lì vicino.
"Finalmente potrò riposarmi dopo una giornata così faticosa; però ancora non mi spiego come abbiano fatto a sparire nel nulla?! Va bene, non importa, domani mattina vedrò cosa potrò fare".
Detto questo, mi adagiai su un giaciglio, fatto di rami e foglie, per dormire comodamente quella notte; ma non fu tanto tranquilla quella notte.
Dopo circa tre ore che mi ero addormentato, fui svegliato da un rumore di cavalli che andavano ad una velocità pazzesca.
Aprii gli occhi con spavento e cercai di capire da dove provenisse quel rumore.
Dove prima c'era quel grande cespuglio, ora c'era una strada su cui stavano passando una quindicina di uomini a cavallo.
"Ma che succede? Il grande cespuglio che fine ha fatto? Potatura o nascondiglio?"- pensai.
Dopo che l'orda ebbe finito di fare tutto quel chiasso vidi che il grande cespuglio si stava riformando velocemente.
"Mi devo muovere, sennò dovrò aspettare che ritorni quell'orda".
Mi gettai al di là del cespuglio in via di ricrescita che, dopo pochi secondi, ritornò come lo vidi io all'inizio.
Non appena entrai, vidi uno spettacolo che risparmierei a tutti di vedere.
Uomini e donne crocifissi e sventrati con corvi che mangiavano le parti interne delle loro budella...
"Chi può commettere uno scempio simile? Non è l'opera di un essere umano questa; no di certo! Nessuno sarebbe in grado di avere tale crudeltà!"
Tra i cadaveri c'era anche un bambino che era stato ucciso da poco.
Il territorio circostante era stepposo e arido e con rovi che delimitavano la strada che finiva ad una casa in fondo.
Cercai di non farmi scoprire ma un congegno, di cui non ne avevo mai visti di simili, fece un suono strano che fece volare via tutti i corvi e due uomini si affacciarono dalle finestre della casa.
- Chi va là? Come sei riuscito ad entrare?- dissero con voce alta.
- Sono un guerriero di Caliur, mi chiamo Gidan e voglio vendicare le morti di questi innocenti!-
Si misero a ridere come se avessi raccontato una barzelletta.
Infuriato, dissi:
- Se avete fegato uscite di lì, e dopo non avrete più da ridere!-.
Con queste parole saltarono magistralmente dal cornicione delle finestre e uscirono fuori delle specie di grandi artigli da gatto.
Erano alti circa 1,70 m e dalla loro agilità capii che non erano avversari da sottovalutare.
- Siamo guardie-killer delle truppe ribelli e tu di certo non ci fai paura - disse uno dei due.
Io mi predisposi per la difesa uscendo la mia fida spada.
- Per l'onore di Nimira e per la mia sete di vendetta vi trasformerò in carcasse da dare ai corvi!- dissi infuriato!
Iniziarono a girarmi intorno con una velocità impressionante; mi ritrovai ferite che neanche sapevo da chi fossero state causate.
Dopo il primo attacco si fermarono e dissero:
- Sei un po' confuso o sbaglio?? Hai qualche graffio qua e là, ma tutto sommato stai ancora in piedi! Sei uno che non si arrende facilmente vero?-.
Le ferite sprizzavano sangue come se fossero ferite di guerra; non capivo come ci fossero riusciti.
Mentre loro facevano gli sbruffoni, e quindi non vedevano cosa stessi per fare, lanciai la spada nel petto di uno di loro.
Lo colpii in pieno!
- Gaber NO! Questo non lo dovevi fare; hai ucciso il mio fratello di sangue mentre stava distratto! Ora morirai!- disse e io risposi:
- Mai distrarsi in battaglia, questo può succedere ai pivelli!-
Gli insegnamenti di Bers mi sono serviti pur a qualcosa!
Mentre si avvicinava velocemente, mi inginocchiai, e quando arrivò a distanza quasi ravvicinata gli buttai della polvere mischiata a sassi negli occhi così da darmi il tempo di andare a riprendere la spada dal corpo di quel viscido ribelle.
- Ti ho giocato, stupido, ed ora la tua ora sta per giungere; vedo già la signora della morte che ti sfiora le spalle con la sua dolce mano - dissi.
E lui invece di attaccare buttò una sfera per terra che si aprì e ne uscì una nube viola.
Dopo pochi secondi una raffica di vento la spazzò via, e lui non ci fu più.
- Maledizione, mi è sfuggito! Pazienza... vorrà dire che la sua vita è più lunga di quanto me l'aspettassi!-
Mi avvicinai al corpo di Gaber, il killer morto, e gli presi gli artigli e quel che mi potesse interessare.
Dopo di ciò mi avvicinai alla casa; era una casa che sembrava quasi che stesse per crollare, un'unica entrata e al lato una scuderia.
La casa non mi interessava. quindi mi diressi alla scuderia.
Trovai due cavalli, che forse erano dei killer, ma non trovai il cavallo che cercavo.
Quindi presi i due cavalli e, arrivati all'entrata del cimitero degli innocenti, il groviglio di cespugli si aprì magicamente (forse perché stavo sopra un cavallo dei ribelli), e ne lasciai andare uno così che non dovesse più avere come padroni degli sporchi assassini come i ribelli.
Le tracce dei cavalli usciti dal cimitero erano ben visibili e allora le seguii.
Dopo circa due ore di ricerca mi ritrovai di fronte ad un piccolo villaggio senza alcuna insegna.
Con spada in pugno entrai nel villaggio e nessuno mi venne ad accogliere nè ad attaccare.
Ciò mi insospettì molto.
Andai nella taverna cittadina e,dopo aver messo il mio cavallo in un posto sicuro, entrai nella taverna.
Lì sentii dei rumori strani provenienti dal bancone dell'oste.
- Chi è là? Esci fuori senza fare mosse strane!-
Dopo le mie parole uscì un bambino che tremava solo al guardarmi.
- Signore, abbia pietà di me! Non ho fatto nulla!-
Il senso di colpa mi invase la mente per aver urlato in quel modo, quindi per tranquillizzarlo gli dissi:
- Calma figliolo, sono un amico mandato dall'imperatrice Nimira! Dove sono gli altri e i tuoi genitori? -
Il bambino, non sapendo se fidarsi o meno, non mi rispose.
- So che sei spaventato e sfiduciato, ma non avere timore!-
Omai l'avevo tranquillizzato e così si avvicinò a me!
- Dimmi ragazzo, cosa è accaduto?- gli domandai.
- Hanno attaccato il villaggio, e io sono l'unico superstite. Stavo giocando a nascondino e mi diressi fuori dal villaggio. Quando ritornai per vedere perché nessuno arrivava a cercarmi, vidi il villaggio pieno di sangue e dolore! Tutti, i miei genitori, i miei amici, i miei nonni! Sono morti tutti!-
Il bambino, in preda alla disperazione, scoppiò in lacrime e si gettò tra le mie braccia come se lo facesse con suo padre per trovare conforto e ricovero!
- Come ti chiami?- gli chiesi.
- Redgar, il mio nome è Redgar! E tu come ti chiami? Sei un guerriero vero?- mi rispose.
La pace ritornò sul suo volto e gli risposi:
- Sì, sono un guerriero e mi chiamo Gidan. Vengo dalla kioskas di Klivia. Hai qualcuno da cui poter andare a vivere?-
Redgar scosse la testa in modo negativo e allora gli dissi:
- Io ho una casa a Klivia... se ti va potremmo andarci a vivere insieme, che ne dici?-
Vidi la vita che riemergeva in lui, con le lacrime agli occhi mi rispose di sì con la testa.
Allora lo presi in braccio e insieme uscimmo dalla taverna.
Non appena aprii la porta della taverna, non ci fu una bella sorpresa ad attendermi.
Il killer era tornato, ma stavolta con i rinforzi.
- Redgar, vai dentro la taverna e nasconditi; non farti vedere e se qualcuno si avvicina uccidilo con questo - diedi al ragazzino un pugnale e lui si infilò immediatamente nella taverna.
- Chi si rivede... è una strana coincidenza ritrovarsi, vero cavaliere errante?? Non ho dimenticato l'affronto e il dolore che hai causato per la morte di Gaber! Ora tu meriterai ciò che avresti dovuto meritare molto tempo fa!-
Mentre mi assicuravo che Redgar fosse al sicuro, il killer si avventò su di me con le sue mani taglienti. Mi colpì di striscio per fortuna, ma il dolore era atroce.
- AHHHHHH, maledetto! Ma con questa mossa hai decretato la tua fine!-
Detto questo uscii la spada e gliela conficcai in piena spina dorsale, facendola uscire dall'altra parte.
Cadde morto per terra mentre io barcollavo per il dolore.
Ad un certo punto un uomo si avvicinò su un cavallo con una stella nera disegnata sulla fronte.
- Chi siete voi che sedete sul cavallo dalla stella disegnata?- domandai.
- Porta rispetto ad un comandante delle truppe dei ribelli, stupido seguace di Nimira - rispose lui.
- Non mi importa chi tu sia, ma per tua informazione stai per essere sconfitto da Gidan. Un guerriero senza macchie nel suo passato che protegge l'Imperatrice e tutti coloro che la rispettano. Tu hai fatto uccidere tutti gli innocenti di questo villaggio ed hai privato un ragazzino della gioia di vivere con i suoi genitori. Questo atto di crudeltà e vandalismo verrà punito con la tua morte... e la morte di tutti coloro che hanno versato il sangue di questi innocenti -.
Dopo queste parole iniziai il massacro.
Cinque uomini mi attaccarono e uno dopo l'altro li uccisi; ma non con la mia esperienza, non con la mia rabbia, ma lo feci con passione e amore verso un mondo migliore e senza peccati.
- Non è umano questo essere! Costui uccide senza rimorso e con passione! Non vogliamo morire per causa sua!-
Con queste parole di un ribelle, molti si diedero alla fuga, ma il loro comandante invece restò immobile e con un ghigno beffardo in faccia.
Scese da cavallo e lo legò ad un palo li vicino e fatto ciò si posizionò al centro della strada principale.
Anch'io mi posizionai di fronte a lui, anche se ancora dolorante per il colpo subito prima dal killer.
- Vedo che il coraggio non ti manca; anche se sei gravemente ferito non molli la presa. Mi complimento con te! Ho bisogno di una guardia personale, visto che quelle vecchie le hai uccise! Che ne diresti di far parte delle truppe ribelli? Avresti un posto d'onore nel mio gruppo! Che ne pensi?-
Dopo questa proposta io gli risposi:
- Cosa??? Tu, traditore della tua terra, vuoi che io tradisca come te tutte le persone che mi vogliono bene e che mi considerano un amico? Vuoi che rinunci alla carica di Caliur che tanto arduamente ho guadagnato? E soprattutto vuoi che rinunci all'affetto di un ragazzino appena salvato e che mi considera una guida da seguire? Io non ti donerò mai la mia spada per dirigerla contro una di queste cose!-.
- E' da parecchio tempo che non incontravo un avversario così forte e pieno di vita. Sarò contento di vedere sulla mia ascia il tuo sangue di cavaliere errante -.
E allora uscì fuori una strana ascia!
Mai vista una simile!
Quest'arma aveva alle estremità due asce bilaterali!
Rimasi impietrito di fronte a quell'arma di morte e distruzione.
Ma lui sicuro di avere la vittoria in pugno si mise a parlare con me:
- Hai mai visto un'arma del genere? L'ho rubata ad un orco che vagava nelle savane del sud in cerca di una creatura per farne la sua cena. Fu lui a far da cena a piccole creature mangia-carogne. Viene volgarmente chiamata "l'Ascia dell'Orco"; io la chiamerei "L'?Ascia dell'Omicidio"-.
Detto questo pensai che sarebbe stato un bel regalo per bers che sicuramente ne avrebbe fatto buon uso contro i ribelli.
- Io penso che tu ti stia pavoneggiando troppo! Perché invece di parlare non combatti? Sono stanco di sentire puzza di fogna uscire dalla tua bocca, essere ignobile!-
Dopo questa aperta sfida si lanciò contro di me ed io prontamente l'aspettavo con la mia fida spada.
L'ascia aveva una potenza inaudita; se venivo beccato da un solo colpo mi avrebbe sventrato.
Quindi cercai di schivare più colpi possibili.
Dopo pochi minuti il comandante si fermò per riprendere fiato e quindi anch'io.
"Se l'ascia è così pesante vuol dire che in questi momenti di pausa è sfinito, quindi avrei l'opportunità di ucciderlo"- pensai.
Nel secondo attacco la sua velocità aumentò.
Di attacco in attacco la sua velocità raddoppiava.
Al quinto attacco mi colpì di striscio alla mano destra, dove tenevo la spada, e così persi la spada che, una volta per terra, venne buttata, con un calcio del mio nemico, lontana dalla mia portata.
- Questo per avermi fatto perdere tutto questo tempo e tutti questi uomini validi. Muori cavaliere di Nimiraaaaaaaaaaaaaa!.... Noooooooo! Ad un passo dalla vittoriaaaaaaa!-
Non capii cosa fosse successo.
Mentre si accasciava a terra morto, la figura di Redgar si faceva più visibile!
Con il pugnale che gli avevo donato aveva ucciso quel traditore con un colpo mortale alle spalle.
- Redgar, mi hai salvato la vita. Con questo gesto ospitarti e farti da tutore fin quando lo vorrai sarà oltre che un dovere anche un onore. Ora vieni, andiamo a casa finalmente -.
Con queste parole lo abbracciai per pochi secondi e dopo di ciò presi il cavallo che avevo nascosto e il cavallo con una stella nera e tutti e due in groppa ci incamminammo verso Klivia.
Ci impiegammo mezza giornata quindi era ormai tardi per riportare il cavallo nelle scuderie delle amazzoni di Zaira, quindi decisi di tenerlo io fino alla mattina successiva.
- Come ti sembra la casa Redgar? Ti piace? Certo non è una grandissima reggia ma ci si può vivere -
Redgar rispose allora:
- Veramente è meglio di quanto mi aspettassi! Per me andrà bene!-
Riportai il cavallo nelle scuderie di Zaira e poi andai a fare rapporto a Falcos che mi chiese:
- Allora Gidan, come è andata la tua prima missione? Ci sono stati problemi?-
Ed io gli risposi:
- Veramente mi aspettavo una missione un po' più difficile di questa!-

Gidan

     
     

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