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Resurrezione

Era ormai passato un bel po’ di tempo da quando ero tornato dall’inferno di Krymenia.
Per mia fortuna nessuno mi aveva fatto domande, così non dovetti spiegare a nessuno il motivo del mio viaggio.
Continuavamo gli addestramenti a ritmo serrato, spesso uscivamo anche in missione e così il tempo a disposizione per fare altro era poco.
Forse fu solo sfortuna e coincidenza o forse fu per volere della Dea, ad ogni modo quel pomeriggio il Comandante Licht ci diede un po’ di tempo libero.

Non sapevo che fare, così mi recai a bere qualcosa alla locanda in piazza, almeno avrei potuto ascoltare qualche storia direttamente dagli esploratori di ritorno dalla perlustrazione.
Mentre camminavo mi sentii chiamare:
“Shadow, Shadow, aspetta”
Mi voltai e vidi Lokat che sopraggiungeva, era arrivato da poco nelle file del comandante Licht ma già si era dimostrato molto abile anche se perdeva il controllo troppo spesso.
“Che c’è?”- Domandai in modo brusco: avevo un brutto presentimento e i brutti presentimenti mi mettevano di cattivo umore.
“Sempre incavolato eh?!?! Beh, comunque volevo dirti che alla locanda è arrivato qualcuno con delle grandi novità. Io sto andando a sentire, vieni anche tu?”
“Beh... non ho altro da fare quindi accetto l’invito, basta che offri tu: io ho finito la miara”
“Non ci penso proprio, ad ogni modo potrai scroccare da bere da Bers: sembra che abbia rimediato un altro carico di birra e l’oste lo ha pagato profumatamente”
Entrammo alla locanda e notammo subito Berserk di fronte ad un boccale ancora pieno.
“A quanti stai oggi?”- Gli domandai.
“E’ il primo, non ho voglia di bere, voglio solo affettare qualche ribelle. E ne avresti voglia anche tu…”- e mi indicò un tavolo dove c'erano tre amazzoni.
“Ma quella non è Morgana, non dovrebbe essere con il gruppo di Raf?”
“Si, ma è dovuta tornare per portare delle informazioni importanti direttamente a Madras Klara”
Brutta faccenda, pensai.
Bers non beveva, Morgana era ritornata e dall’espressione del volto capivo che le cose non andavano molto bene... e per finire la birra faceva schifo.
Mi avvicinai al tavolo e la salutai.
E pensare che la prima volta che ci incontrammo tentò di tagliarmi la testa, per fortuna che ora eravamo amici.
“Ciao Shad, come va?”
“Tiro a campare, tu invece mi sembri un po giù”
“Vorrei vedere te”- mi disse Crudelia, l’amazzone seduta a fianco di Morgana -“Come ti sentiresti se tua sorella fosse stata rapita e tenuta prigioniera da quegli schifosi ribelli”.
“E che ne so, non ho sorelle”- risposi.
“Allora pensa al povero Astianatte, il suo amore ora è prigioniero dei ribelli e lui pur vedendolo non ha potuto fare nulla. Avrai pure amato qualcuno nella tua vita?”
Qualcosa avvampò dentro di me.
Io avevo perso l’amore nei sotterranei di Krymenia per mano di un mercante ribelle, nessuno avrebbe mai dovuto provare quello che avevo provato io, nessuno più!!
“Sai che ti dico... ma và al diavolo, stai qui a parlare però non fai nulla per cambiare la situazione.”
In pochi istanti mi ritrovai lama contro lama con Crudelia, ci saremmo uccisi se Morgana non fosse intervenuta.
“Ha ragione lui, inutile compiangersi... io vado a riprendermi mia sorella”
Rimanemmo tutti di sasso a quelle parole.
“Beh, visto che ci sarà da fare a fette i ribelli vengo anche io, Morg”- Disse Berserk che dall’alto del suo boccale di birra aveva seguito tutta la scena.
“Allora ci sarò anche io, così se dovete uccidere qualcuno avete una lama in più.”
“Beh, se vengono Lokat e Bers vuol dire che ci sarà una bella mischia in cui divertirsi, anch’io sono con te Morgana, la mia Katana è al tuo servizio.”- disse Haruka.
“Verrò anche io, mica posso lasciarvi da sole con questi due maniaci"- poi rivolgendosi a me Crudelia sussurrò -“Questa volta il nostro scontro è sospeso, ma avremo modo di continuarlo”.
Non capivo se avevo trovato una nuova amica o un’altra lama che voleva amoreggiare con il mio povero collo.
Ancora mi domando perché avevo pronunciato quelle parole, forse per rabbia per quello che mi era capitato o forse non so, ad ogni modo oramai mi ero cacciato in un altro guaio e non potevo più tirarmi indietro.
“Verrò con voi, in fondo sono stato il primo a dire che era ora di cambiare le cose”
Ma perché non sto mai zitto!!!!
“Ok. Allora seguitemi, andiamo Da Astianatte, lui ci fornirà tutte le informazioni necessarie.”
Raggiungemmo la casa di Astianatte in poco tempo e come entrammo fummo tutti colti da stupore: a confortarlo c’era niente meno che la somma Hashepsowe!
“So perché siete qui e so anche che nessuno riuscirebbe a farvi cambiare idea, quindi io e Astianatte verremo con voi, lungo la strada ci raggiungerà anche mago Archim e allora saremo pronti per riprenderci ciò che ci è caro.”
L’unica che osò proferir parola fu Morgana -“Perdonatemi o somma, ma per voi uscire dalla Kioskas è un inutile pericolo.”
“Di voi pochi sono stati a Krymenia, chi non c’è stato invece consoce le storie che si raccontano, nessuno vorrebbe ritornarci o andarci... però siete qui pronti a tutto per una vostra compagna, se ora io non venissi con voi non sarei degna di essere sacerdotessa.”
“Come lei desidera ”- rispose Morgana.
“Io ho antichi ricordi del posto, Morgana ha le visioni che le manda la sorella. Non sarebbero sufficienti al nostro scopo, però la Dea ha voluto aiutarci mandando nel nostro gruppo una persona che conosce bene Krymenia, visto che ci è stato poco tempo fa.”
Mi resi conto solo in quel momento di avere tutti gli occhi dei presenti che mi fissavano.
“Ci sei stato? Quando? Perché?”
Tutte queste domande mi assalirono e l’unica cosa che riuscii a dire fu -“Non sono fatti vostri”.
Allora Hashepsowe ristabilì il silenzio e continuò a parlare
“Ognuno di noi deve, almeno una volta nella vita, conoscere il proprio inferno, e se riesce a sopravvivervi allora può dire di saper vivere veramente. Krymenia è stato il suo inferno. Non bisogna giudicare dalle apparenze, diceva un vecchio proverbio del mio pianeta natio”
Uhm... io guida di un gruppo eterogeneo di persone nel salvataggio di una Sacerdotessa... naaaaaaaaaa... non faceva per me.
Ad ogni modo loro contavano su di me, e chi ero io per deluderli?
“Va bene, vi dirò tutto quello che ho visto in quell’inferno”
“Non ora. Aspetta l’arrivo di Archim il mago, così non dovrai ripetere tutto due volte”
Non aspettammo molto e così io potei spiegare a tutti cosa avevo incontrato laggiù.
Tralasciai il motivo che mi aveva spinto a andarci e anche cos'era successo da Osis il mercante, ma ciò non preoccupò per niente i miei interlocutori: la cosa importante ora era sapere dove cercare.

Bene, era giunto il momento.
Al termine della discussione avevamo deciso di entrare da un tunnel secondario a Krymenia.
Da lì avremmo proseguito fino alle prigioni e una volta lì Morgana avrebbe dovuto trovare sua sorella sfruttando il legame che le univa.
Mancava poco ormai all’inizio di tutto ed io cominciavo ad essere preoccupato.
Chissà che reazione avrei avuto una volta entrato a Krymenia.
“Bene, ci siamo”- dissi.
“Lokat, Crudelia e Astianatte rimarrete qui, dovete proteggere Hashepsowe. Lei ci aiuterà da qui, sarà la nostra unica possibilità di fuga rapida, quindi dipendiamo da voi.”
“Tranquillo Shad, qui ci pensiamo noi”- Rispose Lokat.
Crudelia si limitò a guardarmi, poi mi sussurrò: “ Vedi di tornare vivo, voglio avere io il piacere di mozzarti la testa”
E te pareva… va beh, non era il momento di ripensamenti, era il momento di agire.
Scesi lentamente verso il tunnel, entrammo in silenzio e c’incamminammo verso le prigioni.
Io e Morgana eravamo alla testa del gruppo, Bers e Haruka coprivano le spalle mentre Archim al centro continuava a usare la sua magia per farci passare inosservati e per rimanere in contatto con Hashepsowe.
Ad un tratto sbucammo in un ampio salone, era leggermente illuminato e le grida di dolore riecheggiavano in tutta la sala.
Vidi Morgana accasciarsi per un attimo.
Dovevamo essere vicini.
“Bene, Morgana”- disse Archim -“Ora fortificherò il contatto mentale che hai con tuao sorella in modo che tu possa farti dire dove si trova, Hashe cercherà di alleviare il suo dolore in modo che tua sorella possa guidarti.”
Solo ora mi rendevo conto dell’abilità del mago.
Forse in tutto quel gruppo ero l’unico che non c’entrava nulla.
Seguimmo Morgana fino ad una cella, le fermai il braccio mentre cercava di aprirla -“So cosa provi amica mia, ma aspetta che controlliamo noi prima, sei già troppo provata.”
Insieme a Berserk scardinammo la porta e la scena che ci si presentò ci gelò il sangue.
Minerva era lì, legata come una bestia al muro, i segni delle sevizie ricoprivano il suo corpo quasi completamente nudo, era priva di conoscenza.
La mia mano si mosse da sola e con un fendente ruppi le catene.
“Che cavolo fai Shad, così attirerai le guardie, ma pork... per una volta che io riesco a controllarmi ti ci metti tu a fare chiasso”- mi strillò Bers. Si avvicinò a Minerva e se la caricò sulle spalle.
Morgana intanto era entrata e teneva stretta la mano della sorella -“Resisti sorellina mia, ora ci siamo qui noi.”
Uscimmo dalla cella quando arrivarono le guardie.
“Maledizione a me e alla mia ingenuità. Archim, portali fuori mentre io trattengo questa gentaglia.”
“Non posso, non riesco a sentire Hashepsowe, dobbiamo resistere insieme finché non ristabilisco il contatto.”
“Maledizione... Bers, proteggi Minerva a qualsiasi costo, al resto ci pensiamo noi”
“Ok”
Mi gettai contro le guardie in un sanguinoso scontro, i minuti passavano e vedevo la stanchezza comparire sul volto di Haruka e Morgana, chissà quanto potevamo ancora resistere.
Berserk, nonostante l’impiccio di Minerva sulle sue spalle, mieteva vittime con la sua possente ascia.
“Ci sono, separatevi dai ribelli ce ne andiamo”
“Ti pare una cosa semplice, Archim? Questi viscidi ribelli sono più appiccicosi del miele.”- Disse Bers.
“Andatevene, li trattengo io”
“Ma Shad, non potrai resistere a lungo da solo…”- disse Morgana
“Andatevene, non preoccupatevi per me, me la cavo sempre in un modo o nell’altro.”
“Ma Shad…”- replicò Haruka.
A quel punto Bers arrabbiato afferrò le due amazzoni e le portò vicino ad Archim, in un istante erano tutti scomparsi... che comodità la magia!
Bene. ero solo.
Mi guardai attorno, ero circondato.
“Bene, a quanto pare siete tutti contro di me?
Beh, non mi avrete vivo, statene pur certi”
Mi lancia nella lotta, per ogni colpo un guerriero cadeva e due lo sostituivano, era la fine.
La stanchezza mi attanagliò le gambe, le ferite cominciarono a diventare quasi insopportabili.
Indietreggiai fino a un burrone, sotto scorreva un fiume... beh, sempre meglio che finire prigioniero.
Mi gettai nel vuoto.
Un tonfo, acqua, rocce e poi più nulla.
Mi risvegliai vicino ad una casupola: qualcosa accadeva dentro il locale.
“Cavolo, ce ne hai messo di tempo a riprenderti! Beh, ora entra e dacci una mano, dobbiamo ancora salvare Minerva”
Archim mi diede una mano a rialzarmi.
Hashepsowe e gli altri erano stati attaccati da una pattuglia esplorativa, ma anche se con fatica avevano avuto la meglio.
Archim li aveva raggiunti insieme a Bers e compagnia e li aveva portati qui.
Poi era tornato a prendere me.
Ora in quella casa stava accadendo qualcosa di magico e unico, uno spiritello aiutava il gruppo d’amici che aveva rischiato la vita per salvare una loro compagna.
Il lifesong risuonava leggero nell’aria, l’amore e l’amicizia si facevano sempre più forti... un cerchio intorno a Minerva, anche Bers e Lokat aiutavano nonostante l’oscurità del loro animo.
Una magia più grande di qualsiasi altra stava prendendo vita, la magia dei legami umani.
Minerva aveva scelto il sentiero del ritorno e stava incamminandosi per ritornare tra i suoi amici, per ritornare viva tra noi.
Partecipavano tutti, tranne me.
Rimasi fuori dalla porta ad osservarli, i loro legami sarebbero stati più forti anche della morte.
Oscurità, luce, che importanza aveva... erano sette amici uniti da un qualcosa di più forte.
Li guardai un’ultima volta, unite in cerchio intorno a Minerva che lentamente cominciava a risvegliarsi.
Voltai loro le spalle e me ne andai, in fondo loro non avevano bisogno di me ed io non avevo bisogno di loro.
Lentamente, un senso di sconforto si impadronì di me: nella felicità del momento io riuscivo ad essere solo, perché ciò era quello che il destino mi aveva riservato.
“Addio amici miei, abbiate cura di voi e rimanete sempre uniti, qualsiasi cosa succeda. Un giorno forse anche io riuscirò a capire cosa sono i sentimenti e potrò finalmente tornare da voi per potervi stare a fianco.”
Sussurrai queste parole al vento e me ne andai.
Nessuno si accorse della mia assenza: Minerva era tornata.
Era Risorta.

Shadow

     
     

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