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Le Streghe di Arcano

SELKIS

Da tempo ormai i miei occhi erano abituati al buio del mio studio: erano passati mesi da quando mi ero rinchiusa tra i libri, avida di sapere, cercando di aumentare sempre di più il mio potere.
Impegnavo così la mia mente, cercando di non pensare, cercando di mantenere la lucidità necessaria per accettare i cambiamenti che avevano sconvolto la mia vita.

 

Solo gli amici più intimi venivano ogni tanto a trovarmi e a portarmi qualche notizia dal mondo esterno.
Poi qualcosa è scattato in me, qualche parola che Kristal mi ha detto distrattamente, sorseggiando un infuso.
"Ormai le streghe sono attualmente il gruppo più numeroso di Arcano. Complimenti, Suprema, spero che saprai guidarle nel migliore dei modi".
E stamattina i raggi del sole sembravano chiamarmi fuori, così mi sono diretta verso il grande laboratorio che condividiamo con i Maghi.
Sette fanciulle erano lì, Aurora infondeva la sua nuova energia nelle armi destinate alle amazzoni, Lorien era appena tornata dai boschi portando erbe medicinali, Meyron e Mayleen invece utilizzavano come cavia per i loro esperimenti un povero guerriero, che era stato incapace di resistere al fascino delle due giovani streghe.
Il potente Aragon dava lezioni pratiche a Yrami e Esperya, mentre Miran, in disparte, studiava sfogliando pesanti libri impolverati.
Erano giovani, allegre, entusiaste della vita... splendide, giovani streghe, forza allo stato puro.
Mi ricordavano molto com'ero io anni prima.
Sapevo che la strada verso il Sapere sarebbe stata dura, e il mio compito era quello di aiutarle e guidarle.
Quando entrai nell'Antro interruppero il loro lavoro e si voltarono a guardarmi.
Ricambiai il loro sguardo e... "Beh, che avete da guardare? Al lavoro, ragazze!!!"
Selkis, Strega Suprema


MIRAN

Ero nell'Antro a consultare un vecchio libro sulle piante di Matek.
Alzai lo sguardo a causa di rumorosi passi di chi ha veramente deciso di entrare.
Colpa della mia terribile miopia, colpa della debole luce dell'Antro vidi solo un'ombra che avanzava decisa.
Mi alzai e, raddrizzando il collo intorpidito, riconobbi la Strega Suprema: Selkis.
Anche lei sembrava miope.
Il suo sguardo vagava affamato di immagini comprensibili.
D'un tratto esclamò: "Beh, che avete da guardare? Al lavoro, ragazze!!!"
Fui immediatamente pronta: non aspettavo altro.
I libri servono ma a volte sono una scusa: saperne abbastanza della Magia per poterla affrontare. Controllare, non essere colti da una domanda senza risposta.
Ma un libro è uno strumento, non è la Magia stessa.
Finalmente una Strega, una Strega Suprema che non mi dirà cosa fare e cosa essere ma mi farà domande senza risposta.
Mi dirà, con la sua splendida voce, cose che i libri fanno capire ma non sentire.
Miran

 

FAIRIE

Fairie alzò lo sguardo e sgranò gli occhi sbalordita.
Non sapeva chi fosse la donna appena entrata, era in Arcano solamente da pochi giorni, ma di una cosa era certa: era una strega e potentissima.
Da ogni suo gesto, da ogni sua parola traspariva autorità, sicurezza, fermezza....
Fairie sorrise.
La strega che chiamavano Selkis non l'aveva notata, o almeno così lei credeva, ma non le importava.
C'era tanto tempo per conoscersi e lei sapeva in cuor suo di aver trovato finalmente la guida che cercava da quando era nata.
L'essere che le avrebbe spiegato come usare i suoi poteri e che forse l'avrebbe aiutata a conoscere le sue misteriosi origini.
Con il cuore scaldato dalla dolcezza della speranza, riprese di buona lena a triturare le foglie di menta.
Fairie

     
     

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