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La svolta
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Il cielo azzurro
brillava quella mattina di gennaio, il sole era tornato a
risplendere dopo l’ultima nevicata.
Nonostante tutto si percepiva ancora il freddo, l’aria frizzante
tipicamente invernale si stagliava sul mio viso, mentre in groppa a
Thunder, il mio destriero, raggiungevo Kolise.
Mi aspettava Daire, cui avevo affidato gli oggetti rimasti nella mia
vecchia abitazione nel quartiere delle Roka, poche cose che non ero
riuscita a portare via subito. |
Erano accaduti molti avvenimenti che avevano sconvolto la
mia vita in breve tempo, forse anche troppo.
Ero entrata a far parte delle amazzoni Roka, lo stesso gruppo cui
apparteneva la mia madre adottiva, iniziavo ad inserirmi nella Kioskas e
a farmi nuove amicizie... ma dopo pochi mesi mi hanno trasferito nella
Kioskas Imperiale e sono stata promossa al grado di Guardia Imperiale,
un onore che non mi sarei mai aspettata.
Ho dovuto interrompere legami che avevo iniziato ad approfondire, anche
se ora ho lo stesso qualche amico.
“Hai ragione Thunder, penso troppo... Fermiamoci qui, ormai è mezza
giornata che siamo in viaggio”.
Scesi dal cavallo e mi sdraiai a terra, dovevo ancora percorrere molta
strada prima di arrivare a Kolise e una pausa avrebbe giovato sia a me
che alla mia cavalcatura.
“Stare da sola mi porta inevitabilmente a pensare, amico mio. Ma guarda
a che livelli mi sono ridotta: parlo al cavallo! Si vede che ho bisogno
di stare insieme con altre persone, vorrà dire che uno di questi giorni
parteciperò ad un party di Mirigow... che ne dici?”
Tanti avvenimenti avevano sconvolto la mia vita, ma ne stavo aspettando
uno che mi avrebbe sorpresa quando meno me lo sarei aspettata.
Mi addormentai con questi pensieri e mi svegliai solo poche ore dopo.
“Ho dormito troppo, non so se arriverò prima di sera, non è molto
prudente rimanere nel bosco dopo ciò che è successo”.
Stavo per montare in sella quando un impercettibile rumore mi fece
sobbalzare... estrassi velocemente la mia spada, Dragonfire, e rimasi ad
attendere che uscisse allo scoperto.
Non poteva essere un animale, non si sarebbe mai avvicinato così tanto
ad un essere umano.
Forse la decisione di rimanere li ad attendere non era una delle più
brillanti, o magari ero io che mi allarmavo per niente.
”Crac, frush”... eccolo, si sta avvicinando.
Grazie a questo suo spostamento avevo individuato dove si nascondeva.
Uno scatto... e si ritrovò con la lama della mia spada puntata alla
gola.
”Vieni fuori, non nasconderti o la lama non si fermerà alla gola”- lo
intimorii.
“Amazzone, sono io. Non mi riconosci?”- usci dalle fronde di mirice un
giovane, alto e possente, biondo e con gli occhi di un azzurro
profondo... sembrava che avessero rubato al cielo un po’ della sua
vernice.
”Dardel, ti sembra il caso di giocarmi uno scherzo del genere?”
Ero seccata, ma molto felice che non fosse qualcun altro.
Io e Dardel c'eravamo conosciuti una sera in taverna, in compagnia di
tanti guerrieri e amazzoni.
Lui è un esploratore di Vulcar.
Ultimamente questo settore ha molto lavoro da svolgere, dopo l’assemblea
popolare richiesta da Ylea si sono verificati sempre più attacchi delle
Darkayer.
“Dimmi, come mai sei da queste parti? La Kioskas Imperiale è abbastanza
distante, stavi venendo a Kolise?”- mi chiese l’esploratore.
”Si Dard, devo ancora portare delle cose nella mia nuova abitazione,
stavo andando da Daire a ritirarle”.
“Stavo tornando anche io, se vuoi ti accompagno, così sei più sicura”.
“Ti ringrazio, finalmente potrò conversare con qualcuno che non sia il
mio cavallo”- e iniziai a ridere, forse una reazione dovuta alla
tensione accumulata qualche istante prima.
Durante il tragitto conversammo di molte cose, non mi sentivo così bene
da tanto tempo.
Quella giornata fu l’inizio della svolta che aspettavo impaziente.
Alexis
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