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Il tempio di acciaio

 

Nella giungla d'acciaio, i predatori sono tanti, troppi per poterli catalogare.
La stagione di caccia è aperta tutto l'anno, le prede hanno poche probabilità di sopravvivere.
Una delle prime regole che ho imparato a Nea Polis 4 è che c'è un solo modo per non morire in strada: non essere in strada.

Certo, questo vale per i terrestri, ma io vengo da Arcano, io sono il cacciatore.
In questo mondo dove tutto ciò che conta è ciò che possiedi, io ho fatto del mio corpo un tempio, e ho reso il mio spirito invulnerabile.
Il dolore è generato dal fastidio e dall'odio.
Io ho smesso di amare, e di conseguenza ho smesso di odiare.
Non conosco più il dolore, e non possiedo morale.
Mi limito ad utilizzare il tempo che il destino mi ha fornito, fin quando avrà la grazia di continuare a concedermelo.
Nel frattempo ... tanto vale divertirsi un po'.

* * *

Questa è la parte che preferisco del lavoro.
Il più delle volte ti ritrovi in buchi puzzolenti dove il tossico di turno consuma gli ultimi attimi della sua esistenza raschiando l'asfalto e vomitando l'anima, precludendosi ogni possibilità che questa possa salire in cielo.
Ma altre volte, come stasera, sei in posti come lo Snake Pit.
Adoro questo posto.
Un'antica religione terrestre parla di un luogo chiamato Paradiso, dove le anime dei giusti volano dopo la morte, per godere in eterno dei doni di Dio.
Un posto tutto di luce bianca, con angeli e arpe che suonano... una noia mortale.
Non so se questo Dio esiste, ma dovrebbe venire allo Snake Pit per vedere come è fatto il Paradiso.
Neon rossi illuminano il locale, come se tutto fosse bagnato nel sangue.
Musiche lente, contenenti messaggi subliminali di ogni sorta, annebbiano i sensi, aiutate dai fumi narcotici rosacei che si diffondono nell'aria.
Donne dai corpi oliati danzano sinuose dentro piccole gabbie appese al soffitto, al sicuro dalla folla di psicopatici seduta ai tavolini o al bar.
Stasera sono uno di loro.
Stasera mi godo lo spettacolo, devo aspettare che la "star" della serata abbia completato il suo numero, e portarla da Vincent.
Lui sa come godersela, la vita.
D'improvviso, una musica diversa, come di tamburi, si diffonde per la sala.
Le luci si spengono, e un unico fascio di laser illumina un piccolo palcoscenico.
Lei è già lì, voltata di spalle, nuda.
Il tatuaggio di un serpente la avvolge, strisciando sul suo braccio sinistro, percorrendole la schiena fino a morderle la caviglia destra.
La musica che accompagna la sua danza è antica, mi ricorda Arcano.
Striscia sul pavimento, si accarezza, fa passare la lingua dove è umanamente possibile.
I suoi gesti sono un invito, il suo sguardo è una provocazione.
Lo ammetto, ci ho pensato solo per un attimo, ad affondare la mia carne nella sua.
Solo un attimo, ma mi è sembrato un tradimento.
Devo ricordarmi di annullare anche questo.
Il desiderio rende vulnerabili, io non voglio più esserlo.
Ho fatto bene a pensare, lo spettacolo è finito senza che me ne accorgessi.
Butto giù di un sorso la mia vodka, e mi dirigo verso i camerini.
Entro senza problemi, il buttafuori mi conosce, sa perchè mi trovo qui.
Giungo ad una porta con una stella al neon.
Busso un paio di volte, entro senza aspettare che qualcuno mi risponda.
La stanza è spoglia, niente reggiseni, niente pizzi, trucchi, soltanto un tavolino, e un tizio malaticcio collegato attraverso uno spinotto craniale ad un computer.
"Sono venuta a prenderla" gli dico senza mezzi termini.
Mi risponde senza voltarsi, troppo concentrato nell'universo della Rete.
"Si, solo un attimo, ho quasi finito".
Si disconnette, e stacca la spina.
Estrae un chip dal computer, e me lo porge "Eccola, è tutta tua" mi dice sorridendo "buon divertimento" e fa per andarsene.
Incredulo, lo prendo per un braccio e lo fermo "Che scherzo è questo? Dov' è la ragazza?" gli dico minaccioso.
Mi osserva stupito. Poi sorride di nuovo.
"Ehi amico, non c'è nessuna ragazza, è un ologramma. Un ologramma interattivo, per essere precisi" si libera dalla mia presa "Il tuo amico Vincent si divertirà parecchio, te lo assicuro" e va via.
Rimango lì per alcuni minuti, osservando il chip.
Un ologramma.
Interattivo.
Inserisci il chip nel tuo computer, collegati, e facci quello che vuoi.
Un programma intelligente, che puoi vedere, toccare, sentire dentro ed attorno a te.
La Rete lo renderà reale per il tuo cervello, proverai le stesse emozioni, gli stessi brividi.
Con una connessione veloce, potrebbe addirittura sembrarti meglio della realtà.
Questo è il mondo di oggi, ecco come gli Stati dell'Unione hanno ovviato all'isolamento, alla solitudine, alla mancanza di affetto.
Vorrei poter credere che questa sia la ragione per la quale invasero Arcano, poter ricominciare daccapo in una terra vergine ed incontaminata.
Ma poi realizzo che volevano solo le nostre risorse, e farci schiavi.
Un ologramma interattivo ... ma si ... è proprio quello che si meritano.

 

Draven

     
     

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