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Cronache dal Nord

 

Alcune settimane fa decisi di allontanarmi dalla Kioskas, avevo bisogno di stare solo, di riflettere su quello che mi stava accadendo.
Così in una fredda mattina mi diressi verso le stalle, sellai Zefiro ed uscii dalle porte in direzione nord.
Volevo raggiungere il bosco degli Eterni per incontrare il vecchio druido che vi dimora e chiedere a lui consiglio.

Avevo lasciato Black Angel nel sonno, mi rendevo conto che era un atto da codardo, ma non avevo il coraggio di spiegarle cosa mi stava succedendo.
Da parecchi giorni ero ormai in viaggio quando, attraversando la piana del drago, calò improvvisa una nebbia fittissima.
Attraverso quel velo grigiastro e lattiginoso ad un tratto intravidi una figura che mi veniva incontro; fermai prontamente Zefiro, interdetto da quella strana apparizione: chi mai poteva essere tanto folle da attraversa quella landa desolata senza una cavalcatura?
"Salve Dark Angel"- mi salutò l'uomo.
Indossava un mantello con un cappuccio che gli ricopriva completamente il volto.
"Come fai a conoscere il mio nome?"- gli risposi sorpreso, portando la mano alla spada.
"Io, so molte cose. Conosco anche i tuoi desideri più reconditi."
"Sei forse un mago o uno stregone?"
"Sì e no, ma piuttosto dimmi: qual è la cosa che più vorresti al mondo?"
"Se sai tutto di me, conoscerai già anche la risposta."
La nebbia si dissolse rapida come era sopraggiunta e per un attimo credetti di essere impazzito. Dinanzi a me non c'era più l'uomo con cui avevo parlato, ma Aurora.
Mi sorrise e i suoi dolci occhi per un attimo si illuminarono, poi cadde a terra svenuta.
Mi precipitai subito al suo fianco, le sollevai il capo accarezzandole dolcemente il viso: scottava e il suo corpo era percorso da brividi continui; doveva avere una febbre altissima.
Senza porre altro indugio la issai sulla sella e presi posto dietro di lei dirigendomi alla capanna del saggio druido.
Quando vi giunsi, egli era sulla soglia che mi attendeva.
"Presto, porta dentro la ragazza, non dobbiamo perdere tempo."
Immediatamente feci come mi aveva ordinato: entrai nella sua casa e adagiai Aurora sul giaciglio che il vecchio aveva preparato.
"Adesso esci e aspettami fuori".
Di nuovo obbedii senza fiatare, conoscevo da anni quel druido e sapevo bene che se qualcuno poteva fare qualcosa per lei, quel qualcuno era lui.
Il tempo passava lento e mille pensieri mi attraversavano la mente, poi finalmente al tramonto il druido uscì.
"Angel"- cominciò con tono grave - "Purtroppo la situazione è disperata, io posso fare ben poco per Aurora."
"Allora se tu non puoi fare nulla, non c'è alcuna speranza. L'ho appena ritrovata e già devo perderla."
"Non ho detto questo, esiste una remota possibilità, ma non posso assicurarti nulla e soprattutto devi essere pronto a quello che ti attende."
"Sono pronto a tutto, dimmi solo ciò che devo fare!"
"Per cominciare devi sapere che colui che ti ha riportato in vita Aurora è stato Daghot il demone, ti ricordi di lui?"
Mi ricordavo benissimo di quel mostro, era stata una delle battaglie più dure della mia vita e ancora mi chiedevo come avessi fatto ad ucciderlo.
"Sì, mi ricordo di lui, ma l'ho ucciso."
"No, non lo hai ucciso. Lo hai solo relegato in un'altra dimensione da cui può uscire solo in forma incorporea, ma può fare ancora del male. Ti ha ridato Aurora solo per vendicarsi, perché è sicuro che non troverai il modo di salvarla."
"Forse ho capito, ma esiste un modo per ucciderlo in modo definitivo?"
"Sì, un modo esiste" - fece una pausa guardando lontano, poi riprese - "Devi recarti all'estremo nord, nelle terre degli Hyranhi, cerca la grotta della luna e quando l'avrai trovata inoltrati in essa e cerca il talismano di Hyagzareth; quando lo avrai trovato torna da me, ed io farò tornare nel nostro piano il demone e tu avrai la possibilità di ucciderlo definitivamente e riavrai la tua Aurora."
Ora, cari amici, sono nuovamente in viaggio, con la speranza di poter ritornare presto fra di voi.

 

Dark Angel

     
     

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