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Cos'è
un'utopia
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C’era una volta un
uomo che abitava in un deserto; una sera, mentre seduto accanto al
fuoco osservava le stelle, gli si avvicinò un ubriaco.
Il nostro gli offrì di sedersi, quello non accettò, e rimanendo in
piedi disse: "Ho fretta!"
"Di andare dove?" Gli chiese divertito l’Uomo.
"Nel giardino" |
"Quale giardino? Io non vedo giardini, solo sabbia e
scorpioni, qui intorno."
"Ah, ma non è qui, - rispose quello - però ci devo andare di corsa!"
"Ma aspetta, insomma, non c’è niente fuori di qui, solo il deserto,
morirai!"
"Ho fretta ti dico!"
"Ma alla fine, dov’è questo benedetto giardino?"
"Da quella parte!" l’ubriaco indicò l’orizzonte buio.
"Ma dove esattamente?" chiese l’Uomo, curioso.
"Non lo so, non l’ho mai visto."
"E allora come fai a sapere che c’è?"
"Lo so. Insomma, dove pensi che siano sennò tutta l’acqua, i fiori, gli
alberi, gli animali che qui non ci sono? Saranno pur nascosti da qualche
parte!"
I due si guardarono in silenzio, poi, siccome l’Uomo era ammutolito,
l’ubriaco se ne andò borbottando.
Il nostro si sedette di nuovo, in silenzio.
"Matto, più di una castagna" sentenziò.
Il giorno dopo il sole venne a svegliarlo presto.
L’Uomo si guardò intorno, sperando di vedere l’ubriaco ("Chissà perché,
poi…" si chiese), ma non c’era proprio nessuno, nemmeno i pochi vicini
che aveva avuto la sera prima….
"Magari li ha convinti tutti, poi. Poveri idioti…… certo, sarebbe un bel
posto…… ma non esiste, non facciamoci illusioni…. però se lui ne parla
magari gliel’avrà riferito qualcuno…. avanti, su, lo sai che non c‘è
nessuno che abbia una fantasia più libera di quella di un ubriaco…… beh,
non tutti… e poi chi ha detto che fosse ubriaco? Magari era solo un po’
strano….. d’accordo, MOLTO strano…"
Fu con questi pensieri che raccolse le sue cose e si incamminò verso
l’orizzonte.
Il primo giorno ebbe la tentazione di voltarsi e rifare la strada al
contrario; il secondo giorno fu veramente sul punto di tornare da dove
era venuto; il terzo giorno, allo stremo delle forze, maledì l’ubriaco e
se stesso.
Avrebbe voluto tornare indietro, ma sarebbe morto sicuramente: così
continuò a camminare….. si addormentò come un sasso sulla sabbia.
Il giorno dopo aprì gli occhi sul deserto implacabile…. e vide davanti a
sé un cesto di frutta: allibito vi si gettò sopra, e lo spazzolò in
cinque minuti.
Poi si fermò a riflettere: "Se questo cesto è qui da qualche parte deve
pur venire! E nella mia terra non ci sono frutteti!"
Si rialzò, e riprese a camminare; due giorni dopo trovò una fonte che
sgorgava dal nulla, le cui acque erano dolci e chiare: quasi morto di
sete l’Uomo vi si immerse, e in un attimo si sentì meglio; raccolse un
po’ d’acqua in un otre, e continuò il viaggio.
Trascorsero quattro giorni, e l’Uomo si ritrovò davanti ad un curioso
animale….. un cavallo: vinto il timore iniziale l’Uomo capì subito cosa
si doveva fare con un cavallo (è un animale semplice, non ha bisogno di
libretto d’istruzioni), vi montò in groppa, e il cavallo trotterellò
verso l’orizzonte.
La settimana seguente l’Uomo e il cavallo incontrarono un albero, e un
piccolo spiazzo erboso: il cavallo potè brucare l’erba, e il nostro eroe
si mangiò due uova trovate in un nido, sull’albero.
Mentre erano lì, meraviglia delle meraviglie, incontrarono una carovana.
La carovana era povera, composta da molti gruppi familiari…. e
dall’ubriaco incontrato tanto tempo prima.
"Dove state andando?" Chiese l’Uomo.
"Stiamo andando nel giardino di cui ti ho parlato" Rispose l’altro.
"Posso unirmi a voi?"
"No, non puoi. Ma certo che sì, sciocco!"
l’Uomo si unì alla carovana; incontrarono altri viandanti, e diventarono
sempre di più.
In quel lungo viaggio il nostro conobbe una giovane donna gentile:
ebbero tre figli, e con questi continuarono il cammino.
Finalmente, un giorno, giunsero ad un cancello: oltre il cancello c’era
una città piena di luci e colori, di gente, di animali strani, di
fontane, di enormi banchetti…. i piedi di tutti scivolavano in un
tappeto d’erba verde morbido e spesso, che nascondeva gentilmente le
radici dei grossi alberi da frutto, all’ombra dei quali si riposavano
molti anziani: la carovana rimase immobile e allibita.
Poi il nostro Uomo, ormai diventato vecchio, fermò un abitante di quel
luogo fantastico: "Scusami, è questo il giardino meraviglioso di cui
tutti parlano?"
L’altro gli sorrise: "No, non è questo. Anche noi lo stavamo cercando,
ma ci siamo fermati qui……. è molto meglio del posto da cui siamo
venuti."
Detto questo sorrise un’altra volta e spalancò per loro i cancelli della
città: la carovana, delusa, entrò nella città……. e vi si stabilì,
attratta da tutte le meraviglie che la animavano.
Fu così che lì i figli dell’Uomo ebbero altri figli, che ebbero altri
figli…… e uno di questi ultimi ebbe una bambina.
Un giorno l’Uomo si sentì prossimo alla morte: dal suo letto mandò a
chiamare la bisnipotina, e le disse: "Questa città è molto bella. Ma non
ci sono unicorni, chimere, non c’è l’araba fenice, o acque canterine, o
frutti d’oro: so che c’è un giardino dove tutte queste cose sono realtà,
dove tutti sono felici, sempre…."
"Come lo sai, nonno?" - lo interruppe lei - "l’hai visto?"
"No, ma so che c’è. Altrimenti dove sono tutte queste cose di cui la
gente parla?"
La bambina rimase a guardarlo seria seria, indecisa se credergli o
offendersi per essere stata presa in giro.
Chiese: "E dov’è?"
"Verso il tramonto del sole."
"E come si fa a sapere di averlo trovato?"
"Quando lo troverai lo saprai. Ma se non lo troverai tu lo troveranno i
tuoi figli, i tuoi nipoti. Andrai a cercarlo?"
La ragazzina rimase in silenzio, poi sospirò un: "Sì, nonno."
E uscì.
Mentre camminava pensava: "Il nonno è proprio partito. Me l’aveva detto
lo zio…. partito partito.
Capita ai vecchi. Un giardino…. non esiste, e poi sto tanto bene qui.
Certo però che se esistesse sarebbe bello… chissà cos’è un’araba fenice…
ma è inutile, non esiste. Però il nonno è un uomo saggio, papà lo dice
sempre…. Forse il caldo gli ha bruciato il cervello…… ma lui viene da
posti ancora più caldi….."
La bimba si fermò.. e decretò con un sospiro divertito: "Matto, più di
una castagna"
Madras Myrt
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