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Per il cavallo di Nix

 

Come passa il tempo, sembra ieri che ti vedevo succhiare il latte da tua madre...
Ho visto i tuoi primi passi quando, ancora sporco del sangue di tua madre, a fatica cercavi di sostenerti sulle zampe ancora deboli... ed ora eccoti, un cavallo bellissimo, uno stallone secondo solo a quello dell'imperatrice.
Quante ne abbiamo viste, caro Pegaso...

Ricordo quando siamo arrivate a Kolise: la kioskas era attaccata dai ribelli.
Dalle alte mura fortificate piovevano frecce, e la terra era bagnata dal sangue di centinaia tra amazzoni e ribelli.
Per noi che abbiamo sempre vissuto in pace, trovarsi di fronte ad un campo di battaglia fu uno shock.
Mia madre mi raccontava delle guerre che aveva combattuto, ma le sue storie sembravano remote avventure di un tempo che fu, non una drammatica realtà così viva e reale.
Attaccammo i ribelli alle spalle, prendendoli di sorpresa: il loro capo non seppe nemmeno come morì: mi lanciai su di lui staccandogli la testa con un solo fendente della mia spada, mentre osservava da posizione sicura (o almeno così lui credeva) ed impartiva gli ordini su come gestire l'attacco.
Lottammo con tutte le nostre forze in quella battaglia, molte di noi non rividero l'alba.
Ma alla fine quegli animali si ritirarono... oramai rimasti senza guida, non erano che bestie mandate al macello, e spezzare le loro fila fu relativamente facile.
 

Quando entrammo a Kolise, gli sguardi di tutti erano per noi: un'amazzone così giovane, in sella ad un destriero di fuoco, tanto era il sangue che tingeva il tuo pelo candido al punto di farti sembrare una creatura innaturale.
Fummo sommerse di applausi e subito ricevute dalla Madras, che ci ringraziò, ci offrì un buon pasto ed un posto per la notte.
Mi stupii della sua reazione quando le raccontai la nostra storia, anzi... della sua non reazione.
Ella sapeva infatti già tutto, mi disse che conosceva mia madre:
.
Qui si interruppe il racconto della saggia Kolise e nonostante la mia insistenza si rifiutò di dirci altro.
Uscii quando le altre già dormivano, e mi diressi verso il tempio.
Volevo pregare la grande dea di accogliere in paradiso le mie valorose sorelle morte in quella storica battaglia.
Piansi tutta la notte sui corpi delle amazzoni che non ero riuscita a proteggere.
Fu lì che incontrai per la prima volta la somma sacerdotessa Hashepsowe.
Fu lei a darmi la forza di rialzarmi e riprendere la fiducia che andavo perdendo.
Pregammo a lungo insieme e mi disse:
.
Se ne andò in silenzio come era venuta, lasciandomi sola, ma con la consapevolezza di non mollare e continuare a lottare fino a quando la pace non sarebbe tornata su Arcano.
La mattina stessa, seguii Diamante in un massiccio attacco in forze nell'accampamento dei ribelli, che colti ancora nel sonno vennero massacrati.
Solo uno di loro fu lasciato in vita, con un messaggio da portare al suo padrone: o la resa o la morte.
I tatuaggi che porto sulle spalle e sulla schiena ricordano quella battaglia.
Perché mi hai lasciata Pegaso... non avresti dovuto sacrificarti per me, stupido cavallo, avresti potuto scappare... e invece mi hai difesa, riparandomi col tuo corpo da un dardo avvelenato scoccato da una balestra nel folto della foresta.
Amico mio, non sarai morto invano, sarai vendicato.
Hai la mia parola.

 

Nix

     
     

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