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Pensieri di Diamante

 

Era l'alba di un giorno che non avrei mai voluto arrivasse... il giorno della morte della mia anima....
Le luci dell'aurora si intrecciavano come fili attraverso le fronde stanche degli alberi che facevano da cornice a quel viale.
Camminavo senza meta e sovrappensiero, quando mi resi conto che le mie gambe mi stavano conducendo al tempio.

Bucefalo, il mio bianco destriero, mi seguiva mentre tenevo le redini, lo guardai e notai in lui una strana agitazione che non gli riconoscevo.
Indugiai guardando, alla fine del viale, la colossale costruzione che racchiudeva in se tanta storia e preghiera..
Pensai alle sacerdotesse che ne avevano fatta una ragione di vita, pensai alle loro anime e ai loro cuori puri e sereni..
Pensai che in quelli risiedeva pace e verità...
Già, la verità... quella verità che per ognuno è la sola ..... quella verità tanto uguale e tanto diversa che ogni mente crede di possedere..
Le mie gambe si erano bloccate alla vista del tempio, mentre i pensieri continuavano a fluire nella mia mente.
I muscoli si irrigidirono e il completo di cuoio che indossavo prendeva anch'esso strane forme e colori.
Vidi attraverso gli alberi un mago allontanarsi; non riconobbi chi fosse, era troppo lontano ormai e la luce del giorno si stava alzando mentre il sole accecava la mia vista; decisi che se le mie gambe mi avevano portata li senza mio ordine era evidente che qualcosa dentro di me si era rotto.
Riflettei prima di proseguire...
Il tempio... continuai a fissarlo mentre i colonnati riflettevano ombre e luci come una magica danza.
Il giorno prima molte cose erano accadute e per nulla piacevoli, cose che mi avevano uccisa dentro.
Toccai con una mano l'elsa della mia fedele spada che tanti corpi aveva trafitto.
Con le dita accarezzai piano gli intarsi che la ornavano, ma neppure in lei riuscii a trovare consolazione.
Spostai con una mano le lunghe ciocche di capelli che mi avevano coperto il volto.
Gli occhi brillarono impercettibilmente...
Legai in una coda la chioma ribelle e serrai la mascella; con un abile balzo montai Bucefalo e con una sferzata lo lanciai al galoppo verso il tempio senza più nulla pensare.
Nella foga del galoppo mi accorsi solo all'ultimo momento di Licht che attraversava il viale e quasi lo travolsi, ma non mi fermai..
Sentii alle spalle Licht che urlava qualcosa, ma non ne distinsi le parole.
Il vento sul mio volto asciugava alcune gocce... di rugiada...
Sentivo solo che la mia anima era morta e in quel luogo mistico avrei potuto forse non certo farla rinascere, ma almeno avvicinarmi apparentemente a lei.
Ancora e ancora mi lanciai in quel convulso galoppare mentre il sole lacerava i miei occhi ormai troppo abituati al buio.
Non vedevo nulla e sentivo Bucefalo fremere sotto di me, ma mi fidavo di lui.
Si fermò dinnanzi all'ingresso del tempio..
Saltai giù, legai le redini di Bucefalo ad un albero e lentamente cominciai a salire la grande scalinata.
Gli occhi vedevano il portone..
Fremetti ma inesorabilmente continuai ad avvicinarmi ad esso..
Non sapevo cosa mi attendeva oltre quel portone.
Sapevo solo che dovevo oltrepassarlo.

 

Diamante

     
     

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