|
Le tre
spade
 |
Parte 1
Un leggero colpo sulla finestra mi svegliò totalmente, era mattina
inoltrata ed io rimanevo ancora disteso nel letto.
Sentii le voci dei bambini confondersi nell'aria.
Come era più felice la loro vita senza pensieri nè preoccupazioni! |
Ero stato anche io bambino ma ormai era passato molto,
troppo tempo.
Guardai fuori dalla finestra, la primavera stava spingendo via il freddo
inverno, lentamente colorava gli alberi con fiori multicolori,
riscaldava l'aria fredda e anche i cuori delle persone.
Presto anche la primavera avrebbe preso possesso di questa stupenda
terra per poi cedere all'avanzata dell'estate, poi dall'estate l'autunno
e infine di nuovo il gelido inverno.
Così sarebbe andata avanti la vita, in un circolo naturale di stagioni,
in un equilibrio quasi magico che il mio mondo aveva ormai scordato.
Da quando ero qui ad Arcano avevo potuto riscoprire cosa sia veramente
madre natura.
Poche erano le differenze con il mio mondo, ma la più grande era nello
stile di vita semplice e sincero.
Ed ora tutto questo rischiava di essere distrutto dall'avidità
dell'uomo.
Non lo avrei mai permesso.
Mi alzai lentamente per evitare di svegliarla, erano ormai diverse notti
che dormivamo insieme ma ancora non mi ero totalmente abituato all'idea
di avere qualcuno accanto al mio risveglio.
Mi diressi nella piccola camera che poteva essere considerata uno studio
e aprii il piccolo ripostiglio nascosto.
Tirai fuori il baule con cui ero arrivato qui ad Arcano e lo aprii senza
fare rumore.
C'erano tutti i miei averi, i miei ricordi, armi mai usate, una vecchia
divisa, alcuni monili.
Lentamente tirai fuori Nenya e mi misi ad osservarla... era antica,
molto antica, antica come Naraya, la mia spada.
Il filo era perfetto come sempre, lucente e perfettamente bilanciata.
Aveva un manico in avorio bianco con delle strane incisioni sopra, alla
fine dell'elsa c'era un dragone bianco con al posto del cuore un
diamante purissimo.
Mi voltai e vidi Keth che mi osservava.
"Bella spada, dalla forma si direbbe una Katana, pregevole fattura, dove
l'hai trovata?"
"E' una lunga storia, se vuoi te la racconto ma dovrai mantenere il
segreto"
"Sarò muta come una tomba, lo sai che di me ti puoi fidare."
Si sedette a fianco a me e le porsi la spada, la cominciò ad esaminare e
mano a mano vidi crescere il suo stupore.
"Veramente una bell'arma, e veramente stupendo anche il diamante che ha
incastonato"
"Non ci pensare nemmeno"
"Per chi mi hai preso, mi sarei fregata tutta la spada, mica solo il
diamante"
"Spiritosa, allora la vuoi sentire questa storia o no?"
"Si"
Cominciai a narrarle quella che io conoscevo come la leggenda delle Tre
Spade piovute dal cielo.
Parte 2
"Tutto iniziò molti anni fa in un lontano pianeta dell'Unione.
Io non ero ancora nato, così come non lo erano neanche i nostri padri
chiunque essi fossero.
In un tempo remoto la leggenda parla di una grossa scia in cielo, una
scia che andò a schiantarsi su una montagna sperduta vicino alla casa di
tre fratelli.
Un abile guerriero, un misterioso mago, ed un instancabile fabbro.
Così almeno dice la leggenda.
Sentendo il tremendo urto, i tre si recarono a vedere cosa era successo,
trovarono un grosso blocco deforme di un materiale sconosciuto, lo
presero e lo portarono a casa loro.
Era difficilissimo da lavorare, quasi indistruttibile, ma con costanza e
un pizzico di fortuna il fabbro riuscì a forgiare quello strano metallo.
Tre lame furono create, una per ogni fratello: Nenya, una stupenda
Katana dal manico bianco, divenne la compagna del mago; Vilya, la prima
ad essere stata forgiata, una sciabola dal manico dorato, divenne la
compagna del più vecchio dei tre fratelli, il fabbro; per ultima fu
creata la spada che divenne la compagna del guerriero, il suo nome era
Naraya."
"Quindi tu vorresti dirmi che la tua spada..."
"Lasciami finire Keth, poi risponderò a tutte le tue domande"
I tre vissero per diversi anni ancora insieme poi, quando i tempi
cambiarono, furono costretti a partire e a separarsi.
Erano invecchiati mentre le loro lame erano rimaste tali e quali al
primo giorno, non avevano perso il filo e non erano nè arrugginite nè
scalfite.
La storia ora diventa molto confusa però per quanto ne so io i tre si
ritrovarono dopo qualche anno.
Il mago li informò che il materiale di cui erano fatte era, oltre che
molto resistente, anche immune a qualsiasi tipo di magia, come lui
stesso aveva costatato.
I fratelli allora considerarono l'enorme potere che le armi avevano e
decisero di evitare che fossero usate nel modo sbagliato.
Scelsero tre purissime gemme, così pure da non lasciare insensibile
neanche il più freddo dei cuori, e le incastonarono nelle else delle
spade.
Un diamante bianco sul cuore del Dragone di Nenya, uno zaffiro blu su
Vilya ed un rubino rosso al centro della croce di Naraya.
"Ma non ha ne croci nè rubini la tua spada."
"Infatti è nascosto da un copri elsa particolare, io ho scoperto che
quella che si vede non è la vera elsa della mia spada solo quando mi fu
mostrato dal mio maestro. Diceva che non era saggio girare con una gemma
simile in mostra"
Parte 3
I fratelli fecero un rito, un incantesimo, non so cosa fosse comunque
rinchiusero parte della loro essenza in quelle gemme in modo tale che
chiunque avesse un giorno trovato le Tre Spade non avrebbe potuto usarle
per scopi malvagi.
"Mi vorresti dire che queste lame hanno un'anima? Ma mi hai presa per
una credulona?"
"Non so se sia un'anima o se sia solo suggestione, resta il fatto che
sono ancora nascosti tutti i loro poteri."
Le Spade furono nascoste e per anni se ne perse notizia.
Il tempo passava, la tecnologia avanzava e la magia perdeva forza, ormai
non vi credeva più nessuno.
Dopo diversi secoli dalla morte dei fratelli le spade ricomparvero.
Naraya era in possesso di mio padre, è l'unica ricordo che ho di lui e
di mia madre insieme a questo ciondolo.
Vilya ancora non è stata ritrovata, mentre Nenya era in possesso del mio
maestro.
Lo incontrai mentre vagavo dopo la disfatta di Litania, lo sfidai e ne
fui sconfitto.
Decise di allenarmi e anche di raccontarmi la storia della spada che mi
portavo dietro.
Grazie a lui sono diventato così abile.
Poco prima di morire mi fece dono di questa lama dicendomi di custodirla
e di riunirla alle sue sorelle e di riporla in un luogo sicuro, dove non
avrebbero mai più fatto male.
Un giorno quando troverò anche Vilya forse seguirò le parole del
maestro, per ora però non farò nulla."
Presi la katana e la riposi nel baule che richiusi subito dopo.
Keth mi fissava stupita e un po' dubbiosa sul mio racconto.
"Scusami, ma se tu sei in parte un mezzo demone come fai ad usarla?"
"La gemma contenuta in Naraya dovrebbe impedire che essa sia utilizzata
per scopi poco nobili, però il sangue di mio padre scorre in me, forse
unitamente al copri elsa che nasconde la gemma mi permette di usarla.
Ad esempio Nenya non l'ho mai potuta adoperare sia perché era del mio
maestro, e solo lui ne era degno, sia perché mi rifiuta.
Ho tentato una volta di usarla in battaglia ma era diventata pesante e
rovente.
Un giorno forse riuscendo ad abbandonare la mia metà demoniaca riuscirò
anche ad usare Nenya."
Riposi il baule nella nicchia segreta del muro e andai a fare colazione
insieme a Keth.
Per tutto il tempo non parlò assorta nei suoi pensieri, poi ad un
tratto:
"E se cercassimo anche la terza spada? Ma soprattutto se cercassimo una
persona in grado di usarla a pieno? Sarebbe un'ottima cosa contro i
ribelli, se la leggenda è vera chissà quali altri poteri hanno."
"Quando fai così mi spaventi, sai Keth, quella luce nei tuoi occhi
preannuncia solo guai, ad ogni modo ci devo pensare."
Finimmo di fare colazione ed uscimmo a passeggiare lungo le strade
primaverili della kioskas, Naraya riposava come sempre dietro alla mia
schiena nel suo fodero.
Chissà, forse un giorno sarei riuscito ad usare tutti le sue capacità,
per ora potevo solo sperare e ringraziare quel dono di mio padre che
tante volte mi aveva salvato la vita.
Shadow
|