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Il dolore del cuore

Questa notte non sono tornata a casa nella kioskas di Nimira...
Ero troppo stanca per farmi a piedi tutta la strada, ed avevo fatto tardi in taverna.
La testa mi scoppia.
Penso di aver bevuto un po' troppo ieri sera, ma non sono i dolori fisici a torturarmi, piuttosto sento un intenso dolore nel petto.

Solo due persone sapevano dei sentimenti che provavo per Licht, e solo ora mi rendo conto di aver sbagliato a nasconderli...
E' stato lo stesso Licht ad informarmi del suo nuovo amore.
Una nuova amazzone, arrivata a Klivia da pochissimo, si chiama Armorica.
Io ho avuto il piacere di conoscerla, è una brava ragazza, buona, gentile, coraggiosa...
Forse la donna più adatta a lui..
Non so proprio come comportarmi...
Forse dovrei dimenticarlo, lasciarli stare, ma... come?
E' così doloroso.
Ancora una lacrima segna il mio viso, nascosta dalle gocce di pioggia che mi hanno inzuppato i vestiti e il mantello...
Il mantello?
Io non ho mai avuto un mantello del genere!
Lo guardo meglio e ricordo subito a chi appartiene
"Dardel...".
E' vero, la serata l'avevo passata con lui, ma era tutto così confuso... sicuramente non ero sobria, il sonno e la stanchezza hanno appannato i miei ricordi.
Tutto ciò che mi circonda sembra rispecchiare le mie sensazioni.
Dense nuvole grigie riempiono il cielo, l'aria fredda si insinua nelle fessure dei vestiti facendomi tremare, la visibilità è poca a causa della pioggia che continua incessante a cadere.
Forse farei meglio a trovare un riparo, ma non voglio farmi vedere in queste condizioni dai miei amici. Asiram.
Si, forse lei potrà aiutarmi, con i suoi consigli e le sue tisane.
Così mi incammino lentamente verso l'abitazione della mia vecchia amica, alla ricerca di conforto e di affetto.

Intorno a me il buio e il freddo.
Non sono sola, sento delle presenze maligne, mille occhi mi guardano avidamente dal profondo dell'oscurità.
Sento la loro fame, sento il loro odio.
Si avvicinano e mi circondano.
I miei occhi si abituano lentamente al buio e riesco a scorgere i loro profili.
Non sono umani, nè Hammers, nè Hibryans!
Sono esseri senza forma, viscidi e mostruosi.
Il loro alito è fetido e infesta l'aria insieme con il puzzo di carne marcia e di polvere.
Dove sono finita?
E' forse questo quello che chiamano inferno?
Questi mostri sono qui per divorarmi l'anima?
No! Non voglio!
Uno sgorbio, che doveva essere una zampa, mi afferra la caviglia e, mentre cerco di liberarmi da quella stretta, sento degli artigli affondare nella mia spalla destra.
Il dolore mi acceca... sono troppi, non riesco a combatterli..
- Aiutatemi!! Non mi lasciate sola! Vi prego! -
- Crysania, tu non sei sola...-
Questa voce... io la conosco bene.
Essa è accompagnata da luce bianca al cui interno si muove una figura pura e candida, fragile come un fore, ma con una forza d'animo grandissima.
Al solo suono della sua voce le bestie si dileguano, le mie ferite si rimarginano, la tranquillità invade il mio animo e il luogo si riempie di luce
- Madre...-
- Figlia mia, hai lasciato che bestie come la gelosia, l'invidia e la paura divorassero il tuo animo... perché?-
- Madre, la solitudine e la tristezza mi hanno portata qui... ho sbagliato... lo so.-
- Cry, tesoro mio! Non dire sciocchezze! Non sei affatto sola, c'è tanta gente che ti vuole bene!-
- Non è vero!-
- Come puoi dire che non è vero?! Io stessa ti sono sempre vicina, più di quanto imagini!-
- Io non ti vedo..-
- Hai per forza bisogno di vedermi? Non credere sempre e solo alle apparenze, guarda oltre, troverai le tue risposte.-
- Sì, ascolterò i tuoi consigli -
Vedo il suo dolce viso allargarsi in un sorriso e la sua immagine sparisce lentamente.
- Aspetta! Non andartene!-
- Figlia mia, è arrivata l'ora di ritornare.. nel tuo mondo c'è chi ti aspet... miao!-
- M-miao??-
Apro gli occhi e vedo il musetto di Ruben che si struscia su di me e che miagola preoccupato.
- Piccolino, cosa ci fai qui? Dovresti essere a casa alla kioskas di Nimira, come...-
- Cry! Sei sveglia finalmente!-
Mi sono svegliata su un letto "vagamente" famigliare.
La stanza è riempita dall'odore di zuppa proveniente dalla cucina, misto al profumo dei fiori freschi nel vaso di terracotta sul mobile accanto alla mia testa.
Sulle pareti sono appesi alcuni disegni a carboncino rappresentanti scene di vita quotidiana, strani animali e paesaggi naturali.
Il pavimento di legno è coperto da un tappeto finemente lavorato.
Dalla finestrelle sopra il letto la luce del sole illumina la stanza e una figura femminile dai capelli castani legati dietro il capo con un fermaglio d'argento, dalla pelle abbronzata e vestita dalla divisa da amazzone della guardia imperiale.
Mi guarda con preoccupazione.
- Mirygow! Che cosa ci faccio qui? Ricordo di essere andata a casa di Asiram...-
- Sei stata fortunata che io passassi di lì proprio allora!!! Asiram non era in casa ed io ti ho trovata a terra febbricitante. Ti ho portata qui insieme ad Alexis. Ma si può sapere come ti salta in mente di restare tutta la notte sotto la pioggia??? Pensavo fossi rimasta a casa di Dardel e invece...!! Mi hai fatta davvero preoccupare, lo sai??-
-Mpf..- ridacchio.
- Cosa c'è adesso??-
- Niente, è che mi ricordi mia madre... Comunque scusami Miry... hai ragione, mi sono comportata come una stupida, grazie per avermi soccorsa.-
I suoi occhi severi e preoccupati si addolciscono alle mie parole.
Miry si avvicina e ci abbracciamo affettuosamente.
"Madre, avevi ragione, ora capisco"
Finalmente dopo due giorni pieni di tristezza ritorno a sorridere.
Non sono più sola...

Crysania

     
     

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