|
Racconto
di Primavera
 |
Su un prato in primavera.. ora il
tempo non conta |
Selenia:
‘’Ho perso un sogno stamani, lo cercavo in un cassetto ma forse avrei
dovuto mettere sotto sopra l’intero armadio o forse tutta la stanza.
L’ ho cercato ma alla fine non ho più tentato.
Non l’ho fatto per scappare.. mi è convenuto non credere di poterlo
trovare, sarei diventata pazza sapendo che in realtà, tra briciole di
tempo, dopo solo piccoli passi di lancetta, forse non mi sarebbe più
servito. Avevo paura che il sogno si sarebbe potuto rivelare diverso
dalla sensazione che avevo avuto di esso.
Avevo pensato che camminare di sogno in sogno rendesse folli e
insegnasse ad amare…‘’
Pensa e i suoi occhi sembrano, in un attimo solo, attraversare un intero
oceano.
Selenia: ‘’.. ora non vorrei amare. I tagli ricuciti non sono ancora
cicatrizzati.‘’
Thoronghil: ‘’Chiudi gli occhi per un attimo. Fa che quest’attimo appaia
infinito, immedesimalo nel suono della primavera, nei suoi profumi,
vedrai il tuo sogno, senza ferirti, il tuo desiderio ti farà
sorridere.‘’
Un fiore è sospinto dal vento, carezza un filo d’erba e una farfalla si
solleva in volo verso un fiore diverso. Un ramo si piega e un uccellino
cinguetta il suo buongiorno. Il suono della natura esordisce nel suo
concerto che si insinuerà nell’anima.
Thoronghil: ‘’Shh! Non dire nulla ora che hai aperto gli occhi. Guarda
in un punto dove il sole non ti accechi là in cielo. Guarda oltre la
montagna e sorridi il tuo sogno.‘’
Anche lui si siede e vedendola sorridere sorride anch’egli, guarda oltre
la montagna e si sente scosso da un fremito.
Selenia: ‘’Ti voglio bene!‘’ (un sorriso le si allarga sul volto)
Thoronghil: ‘’Anch’io te ne voglio… prendimi la mano!"
I loro sorrisi si dissolvono e per un frangente rimangono in silenzio,
malinconici, e quando la malinconia inizia a pesare:
Selenia: “Non vedo più nulla oltre la montagna. I sogni svaniscono. Ma
rimane la sicurezza del tuo calore, questo tuo modo di stringermi
dolcemente a te e.. sono felice. Ci credi? (non vuole una risposta, già
ne ha una nel cuore). Mi sento protetta e per una volta ancora, dopo
troppo poche, veramente amata."
Si avvicina e gli posa le labbra su una guancia. Lo bacia. Lo guarda e
una lacrima le riga il viso scivolando verso la sua bocca.
Thoronghil: “Ti amo dello stesso amore che prova una farfalla per il suo
fiore…
… in un certo senso sono indivisibili, così vicini, così inseparabili,
che l’uno allontanato dall’altra non avrebbero senso, non creerebbero la
bellezza ma solo il terrore della perdita."
Si rattrista, avrebbe voluto amarla più dell’amore stesso, avrebbe
voluto stringerla all’infinito, sarebbe cresciuto con lei e sarebbe
appassito insieme al suo cuore.
Si guardano e non distolgono lo sguardo, come se avessero letto i loro
pensieri, e ora si sfidano, sfidano quella tristezza. Entrambi stanno
scrutando l’altra anima e entrambi si dicono parole che non potrebbero
diventare suoni. Solo l’intesa regala loro le risposte dovute e il loro
sorriso è sincero.
Ma la voce rompe quell’intesa per un attimo, quasi che il cuore volesse
delle conferme.
Thoronghil: “Avresti il coraggio di volare via dal tuo fiore? Lo
lasceresti appassire negandogli la tua forza?"
Lei accenna un sorriso. Gli occhi le si illuminano.
Selenia: “Forse! Forse scapperei via dal mio fiore per paura di perdermi
in esso.. uhm, ma così, potrebbe succedere che debba ritornare da lui
solo quando sarà morto e morirei io stessa senza averlo potuto
abbracciare per l’ultima volta.
Ma forse parlerei ancora con lui, senza badare al tempo e lo saluterei
con un bacio. Sarebbe più dura, ma me ne renderei capace."
La risposta in un certo senso lo aveva atterrito, non riusciva a capire
a fondo il senso di quelle parole.
Thoronghil: “Ne sei sicura? Non tremano forse di paura i tuoi occhi?"
Selenia: “Forse! Ma ora ho la mia certezza e la tua mano. Le certezze
mutano continuamente… forse mentirei soltanto e i nostri cuori hanno
bisogno delle proprie verità.."
Thoronghil: “Se ti baciassi scapperesti?"
Selenia: “No, perché se mi baciassi nel momento in cui senti di doverlo
fare, lo accetterei, ma forse di direi di non farlo mai più.
Sarebbe troppo doloroso non poterti vedere più e pensare a quell’attimo."
Thoronghil: “Se tu mi dicessi di non farlo mai più (sospira), lo
accetterei, seppure so già che il mio cuore da quell’istante avrà una
ferita da dover rimarginare.
Ti voglio troppo bene per ingannarti e causarti una nuova ferita…
..ucciderei la mia forza per far gioire la tua bellezza, credimi."
La natura è silente, sta favorendo l’amore. Lei lo guarda, si avvicina e
lui la bacia. Questa volta non hanno paura. Entrambi, ora, sanno che se
l’indomani avessero dovuto farlo ancora, se fossero dovuti fuggire, le
loro mani sarebbero rimaste strette l’una nell’altra.. per molto tempo
ancora.
|