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La morte di Astianatte

 

Era successo, oh mio Dio, era successo.
Quello che tanto temeva, per cui aveva pregato mille volte che non s'avverasse era, invece, accaduto.
La sua ragione di vita, la sua Dea, il suo respiro, la sua anima, la sua luce, il suo paradiso, il suo inferno, la sua Minerva... Era morta!

Camminava frettolosamente per la sua casa... l'avevano lasciato solo, appena lui aveva finto di essersi calmato.
Aveva urlato e scalpitato, rotto un paio di denti a Nabil e gonfiato la faccia a Over, ma loro l'avevano stretto ancora di più.
Poi aveva fatto la persona calma e seria e loro l'avevano lasciato, ma in quel momento lui non si sentiva affatto come aveva fatto credere ai due ingenui.
Iniziò a scaraventare le sue polveri sulle mura.
Una nuvola velenosa si alzò dai contenitori rotti, un'esalazione che avrebbe ucciso chiunque nella Kioskas, tranne due persone, lui e Lokat.
Non ne poteva più di stare lì dentro, prese quello che doveva prendere e si affacciò sullo stipite della porta.
Non avevano lasciato nessuno, bene, poteva andare.
Iniziò a correre, poi si rese conto che così facendo avrebbe destato dei sospetti quindi prese a camminare con falsa normalità.
All'improvviso si fermò, nel centro della Kioskas.
Prima di fare il grande passo, doveva fare un'altra cosa.
Si diresse verso la casa dove ora aveva trovato rifugio sua figlia, Heaven.
Bussò alla porta, e gli venne ad aprire Ariel.
- Ariel, dov'è la tua padrona?-
Il Daimon che aveva ancora gli occhi gonfi di lacrime lo guardò, stupita di trovarlo lì e disse:
- Non c'è... E' uscita con Raf e Morgana, mi sembra che dovessero andare da Asiram-
Bene, era quel che voleva sentire, il comandante dei guerrieri di Ardes non c'era, l'unico che avrebbe potuto capirlo e fermarlo.
- Posso vedere la bambina?- disse il mago speranzoso.
- Certo- rispose Ariel, stupita di quella richiesta, era normale che lui potesse vederla, essendone il padre.
Astianatte entrò dentro e si diresse verso la culla che era ben in vista.
La piccola aveva il volto un po' cupo, ma appena vide il padre s'illuminò, come se ne riconoscesse amore ed autorità, e un sorriso schiarì il grigiore di quel visino.
Il mago la guardò a lungo, somigliava alla madre, quasi completamente...
Solo gli occhi erano i suoi, bicolore?
Le posò un bacio sulla fronte e salutò Ariel, che rimase perplessa da quello strano comportamento.
S'incamminò verso le mura della città, le più alte.
Arrivò lì e guardò il cielo, il luogo dove lei certamente, ora, riposava.
Calde lacrime gli rigavano il volto bruno, afferrò il suo pugnale dal manico di giada e cosparse di polvere la lama.
L'unica funzione di quella polvere era farlo soffrire di più, per provare almeno un quindicesimo del dolore provato dall'amata nel compiere l'estremo sacrificio.
Guardò di nuovo l'azzurro spazio su di sè, poi la lama iniziò a penetrare nel suo stomaco, lentamente, sempre di più, fin quando al posto della volta celeste arrivò un grande buio...
L'ultimo pensiero di Astianatte fu:
- Sto arrivando, amore mio........

...... il volto di Minerva era lì vicino a lui, poteva quasi toccare le mani che lei gli porgeva, quando si sentì trascinare indietro.
Si risvegliò nel suo letto,madido di sudore, con lo stomaco che gli bruciava.
Il suo maestro era li e vegliava su di lui.
- Pazzo - disse l'ex demone - sei un pazzo -
Astianatte lo guardò con gli occhi dell'odio
- Perchè... perchè mi ha fermato -
- Perchè non è giunto ancora il tuo momento, stupido -
- Se ti riferisci a mia figlia è in buone mani, e lo sai meglio di me -
Lokat rise di gusto
- No, non mi riferisco a tua figlia, so benissimo che non potresti accudire una bambina. Parlo di tutti quelli che ti vogliono bene e che ti rispettano -
- CHI?- urlò Astianatte nel suo giaciglio - chi può mai amare un fannullone casinista come me -
Ci fu un attimo di silenzio, poi nella stanza entrò la piccola Liù, la piccola amazzone portata nella Kioskas da Asiram.
Appena vide Astianatte sveglio gli si buttò al collo e cominciò a piangere.
- Io non voglio che te ne vai, capito? Tu non devi morire perchè io ti voglio bene, e non solo io, anche Asiram, Trillian, Ariel, Morgana, Raf, Bersek, Daire, Alexis, mia sorella, tua sorella. Tutti noi abbiamo bisogno di te, non puoi morire... ti prego -
La voce rotta dai singhiozzi di Liù toccò il cuore di Astianatte, che capì, capì quanto voleva restare in vita, e soprattutto capì che doveva farlo, per parlare di lei ai futuri abitanti della Kioskas, perchè il suo ricordo non si perdesse nel vento.
Lokat interruppe quel momento con il suo solito fare
- Io vado Liù, lo lascio nelle tue mani, tra un po' arriverà Psiche -
- ok - disse la frollina asciugandosi le lacrime agli occhi-.
Lokat uscì fuori, dove lo aspettava Berserk.
- Come sta?- disse il mercenario
- Bene amico mio - rispose l'ex demone - ti devo ringraziare per avermi avvisato -
- Devi ringraziare Ariel che mi ha detto di aver visto Asti strano, del resto tu lo conosci meglio di me e solo tu puoi sapere cosa gli frullava nella testa -
- Bhe... comunque grazie lo stesso -
Lokat rimase un po' pensieroso, poi aggiunse:
- Sai Bers, non voglio togliere niente a te e Ariel o a tutte le altre coppie della Kioskas, ma secondo me non ci sarà mia una storia d'amore più bella di quella tra Astianatte e Minerva -
- Già - annui Bers - si narrerà anche nel futuro, la storia d'amore tra il mago della polvere e la sacerdotessa dell'acqua -
I due amici si incamminarono verso la piazza, mentre il sole tramontava di nuovo sulla Kioskas.

Astianatte

     
     

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