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Il mio
arrivo ad Arcano
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Avevo vagato a lungo,
viaggiavo in groppa al mio cavallo Shirak da non so più quanto
tempo.
Il mio corpo era coperto di ferite e punture di insetti, erano
giorni che non riuscivo a riposare e le mie forze diminuivano di
minuto in minuto, sapevo che se non avessi trovato un aiuto al più
presto sarei crollata e la mia missione non sarebbe stata portata a
termine.
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Proprio quando avevo perso le speranze, quando la
pioggia, che cadeva ininterrottamente da giorni, era riuscita a
penetrarmi nelle ossa, mi ritrovai davanti ad un tempio e seppi che ero
salva!
Scesi da Shirak con notevole difficoltà e mi avviai alle porte, bussai,
ma quando nessuno mi rispose persi il controllo ed iniziai a implorare
gli dei che mi mandassero un aiuto.
La porta venne aperta da una sacerdotessa che iniziò subito a impartire
ordini verso qualcuno all'interno, così venni sorretta da un dragone e
portata al riparo nel tempio, venni fatta sdraiare su un letto che mi
sembrò la cosa più morbida che avessi mai provato, in fondo era troppo
tempo che dormivo sulla terra nuda!
Ero terribilmente preoccupata per il mio cavallo, sapevo che mal
sopportava stare fuori quando pioveva, chiesi perciò che lo accudissero.
I miei ricordi di quella notte sono confusi e frammentari, ma credo che
alle due donne apparissi sconvolta.
Le mie ferite vennero medicate, venni rifocillata con un brodo caldo, ma
il mio animo era ancora inquieto. Le due sacerdotesse cercarono di
scoprire da dove venivo, chi fossi, quale motivo mi aveva portato ad
Arcano e nei lampi di lucidità raccontai che venivo da Hattusa, ero
l'ultima discendente di una famiglia di maghi e streghe, e il mio
maestro mi aveva affidato un oggetto da consegnare alla principessa che
sapevo essere padrona di quelle terre. Credo che durante il mio racconto
caddi profondamente addormentata più di una volta.
Durante uno dei momenti in cui ero cosciente, capii che il mio Shirak
non si lasciava condurre, perciò dissi che bisognava grattargli
l'orecchio. Non mi resi conto che la mia agitazione cresceva sempre più,
la mia mente era concentrata sul cavallo e sulle bisacce che avevo
lasciato attaccate alla sella. Le due sacerdotesse mi fecero bere
qualcosa che mi fece crollare in uno stato di torpore dal quale mi
svegliai dopo molte ore.
Il mio risveglio fu improvviso, ed ebbi la certezza che qualcosa non
andava, sentivo i rumori di una lotta che si svolgeva nelle immediate
vicinanze, le urla delle due donne arrivavano alle mie orecchie
apparivano sconvolte, sapevo che avrei dovuto alzarmi ed aiutare, ma ero
troppo debole e non riuscivo a muovermi.
Quando mi resi conto che le cose sembravano precipitare, qualcosa attirò
la mia attenzione vidi che la sfera, da consegnare alla principessa, che
era stata tolta dalla sua custodia aveva iniziato a brillare e ad
emettere dei lampi.
Feci notare il particolare alla sacerdotessa più vicino a me e lei prese
la sfera in mano, quelli che a noi sembravano lampi iniziarono a colpire
i nemici che il dragone combatteva con l'aiuto di un guerriero che al
mio arrivo non avevo visto. Nel giro di poco tempo dei nemici rimasero
solo delle orribili chiazze viscide.
Ricordai che il mio maestro mi aveva raccomandato di bere la pozione
alle rose, che custodivo in un sacchetto riposto in una delle mie
bisacce, se la sfera avesse emesso bagliori, per questo chiesi che mi
preparassero la tisana.
Nonostante fossi ancora sconvolta per il susseguirsi degli eventi, capii
che avevo trovato delle persone che mi avrebbero aiutato a portare a
termine la mia missione.
Oggi posso dire che le due sacerdotesse Malung e Sianna mi sono vicine e
non fanno che aiutarmi con i loro consigli. Inoltre ho il sostegno del
dragone Lelf, di Mirygow, di Astor e, cosa più importante, c'è Falcos
guerriero di Caliur che mi accompagna lungo la strada.......
Ma questa è un'altra storia......
Hatshepsut
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