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Dispersa tra le nebbie

 

Avevo freddo, di questo ero sicura!
La nebbia mi aveva avvolto nel suo fitto mantello fatto di cristalli d'aria e acqua rarefatti e io, perduta tra le sue braccia, mi ero perduta."
"Ci sei?"- dissi ad un certo punto, rigirandomi in quella coltre impalpabile che occludeva alla mia vista mortale anche la mia stessa figura.

Una voce mi rispose dal nulla:
"Ci sono sempre stata e sempre ci sarò; io sono il tutto, l'uno e ti seguirò ovunque tu andrai".
"Ma perché Madre mi trovo qui, da sola, lontana da casa, in una terra che non è la mia?"
E la voce rispose ferma e rassicurante:
"Perché, figlia mia, ormai tu non appartieni più a questo mondo. Qui la tua opera è finita e le antiche sapienze sono state conservate, anche se nessuno nel mondo reale le rispetta più. Quindi devi trovare la tua strada e capire che le tue conoscenze vanno oltre il nostro mondo... oltre la vita".
Mi sentivo gelare, sentivo in qualche modo che non ero sola, sapevo di non esserlo almeno spiritualmente, eppure percepivo in me una liquida sensazione di vuoto... ero vuota!
"Madre"- dissi quasi esasperata da quel nulla che m’invadeva -"io ho bisogno di tutto ciò; io sono il nulla senza le mie leggi, il mio credo, il mio mondo ed ora, dopo tutti questi secoli d’amorevole servizio nelle tue mani mi abbandoni?".
Ecco, scese un silenzio tra noi che ora, con la lucidità della conoscenza, ancora non saprei descrivere.
Sentivo che il mio essere benché vitale ma incorporeo si stava mutando in un disperato tentativo di rimanere ancorata alla mia terra; l'unico mondo che mi avesse accolta e protetta fino a quel momento... eppure, sentivo che non sarebbe stato più così, che non avrei più solo vagato tra il tempo e lo spazio ma, io stessa, sarei divenuta tempo e spazio.
Senza aver nemmeno sentito in me la necessità di pronunciare queste parole, dissi alla voce nella nebbia, a colei che per secoli mi aveva protetto e amata:
"Sono pronta! Dimmi solo che strada dovrò scegliere".
"Figlia mia, ascolta le mie parole! Quando la nebbia del tuo cuore stanco e provato dal tempo troverà un varco apertosi dalla tua volontà di uscire dalla prigionia dei tuoi pensieri, allora vedrai la strada che dovrai intraprendere verso la tua nuova ed eterna vita... ma ricorda che il mondo che ti aspetta è fatto di tuoi simile che, come te, hanno a lungo sofferto ed amato e che ora sono alla ricerca della pace".
Non so se quelle parole udite altisonanti dalla voce di colei che per tutta la mia esistenza avevo creduto essermi madre, amica, consigliera e giudice fossero giunte alle mie orecchie ma, sicuramente, avevano aperto una insanabile ferita nel mio cuore.
Non sapevo dove ero diretta ma, senza nemmeno voltarmi un’ultima volta, verso quel nulla corporeo che mi parlava attraverso il velo dei mondi, incominciai a camminare e, con parole che sono trasmissibili solo con la forza del pensiero, dissi:
“A questo mondo la mia madre naturale, figlia del grande spirito e della grande Madre, regina del piccolo popolo dipinto nato con il nascere del tempo, mi affidò affinché divenissi somma sacerdotessa del culto degli antichi dei.
Il mio compito era quello di preservare i culti che nel tempo l’uomo cercava di cancellare tra eresie e superstizioni creando figure sacre che meglio si addicessero al suo piccolo e ingenuo spirito.
Ora qui il mio compito è finito e gli antichi culti rimangono indelebili nei cuori di coloro che credono e crederanno sempre nella potenza della grande madre.
Ora la mia strada è un’altra e la percorrerò come tu mi insegnasti all’alba della mia esistenza con forza ed amore.
Troverò fratelli e sorelle che come me hanno operato tra i mondi per creare una nuova terra, dove tutto è possibile e dove i diversi culti si fondono in nome della conoscenza, e tra loro troverò la pace che cerca il mio spirito.
Grande madre, accogli la preghiera di questa tua figlia che ti abbandona per seguire il suo destino; rendila ferma nelle sue scelte e aperta agli altri.
Donale capacità di comprensione e di guarigione delle anime e offrile la possibilità di riportare la fermezza del suo spirito anche nel nuovo mondo che l’accoglierà”.
Fu così che radiosamente illuminata dal mio spirito guida e confortata dalla forza del mio stesso amore giunsi fino alla terra di Arcano, e in essa trovai la mia nuova dimora, le mie nuove sorelle e i miei nuovi fratelli.
Ora, in questo mondo dove tutto è e sarà, troverò la mia pace e cercherò di diffondere e condividere le conoscenze che mi furono tramandate dal tempo del tutto e del nulla.
Non sentirò più paura e solitudine, non troverò più persone che mi additano come figlia del demonio e potrò vivere solo del mio essere fino a che la fiamma della mia esistenza non si estinguerà nella terra dalla quale sono nata.
Insieme a me, molti compagni vivranno storie, e da loro e per loro io creerò sogni ed emozioni perché questo è il mio io, perché questo è il mio compito e, insieme a me, fino a quando la Dea me lo concederà, camminerà lungo il mio sentiero un compagno fidato e ricco di grandi forze terrene e immortali, perché questo è il nostro destino.
Un giovane guerriero mi ha accolto tra le sue braccia quando ero sola e sparuta in questa meravigliosa ma nuova terra che è Arcano, mi ha nutrita, mi ha confortato quando la paura e la solitudine si impadronivano del mio cuore, ma sopra ogni cosa mi ha amata e mi ha protetta.
Lelf il dragone, che nel tempo visse dolori invisibili all’occhio umano, fece della giovane e sconosciuta sacerdotessa Sianna, colei che fu principessa dell’antico popolo dei Faeiri, la sua compagna di vita.
Ora i due si sono congiunti in questo mondo per rischiarare e percorrere insieme un lungo cammino, sostenendosi a vicenda e confortando le loro anime tormentate, ma questa è un'altra storia e non tocca a me narrarvela.

 

Sianna

     
     

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