bordo_op.gif (351 byte)

Arrivo a Kolise

 

"E' arrivato il momento, Selenia".
Con queste parole mi accolse quel mattino la donna che fino a quel momento avevo chiamato mamma.
"Cosa volete dire, madre?"
Con le lacrime agli occhi Sophia mi spiegò che ella non era veramente mia madre, ma solo la donna che mi aveva allevata!

Era arrivato per me il momento di raggiungere il posto a cui ero stata predestinata.
"Io non voglio abbandonare voi né tantomeno Rod e i miei fratelli!"
Con il cipiglio che mi era tipico, cercai in tutti i modi di rifiutare quel destino che mi si poneva innanzi.
Ma non vi era nulla da fare... avrei dovuto raggiungere Kolise.
Questo nome mi procurava strani e oscuri presentimenti.
Kolise...
Ogni sera, prima di dormire, sin da piccolissima avevo sentito parlare di questo posto fantastico abitato da maghi, amazzoni e cavalieri.
Rod, l'uomo che consideravo mio padre, si sedeva accanto al letto e mi narrava di una giovane amazzone, dai lunghi capelli scuri, gli occhi di velluto e lo sguardo magico che avrebbe varcato i confini di quella terra magnifica, ma mai e poi mai avrei immaginato che quella bellissima amazzone sarei stata io.
Sophia mi avvertì che non avevo molto tempo per preparare le mie cose visto che, col giungere della notte, stava per arrivare la cavalcatura che mi avrebbe condotto a Kolise.
Non sapevo bene dove fossi diretta, ma mia madre mi rassicurò: avrebbe fatto tutto il cavallo giunto per me... mi avrebbe guidato lui.
Preparai le mie cose con gesti lenti cercando di pensare a cosa mi stava accadendo, non trovando spiegazione alcuna a tutto ciò.
Perché io?
Chi ero veramente?
Provai a chiedere spiegazioni a Sophia ma ancora una volta, triste, mi disse che non poteva aggiungere altro e corse via in lacrime.
Subito dopo entrò nella mia stanza Rod, aveva in mano una strana veste: un corpetto di cuoio, dei pantaloni di pelle e dei calzari alti e mi disse:
"Ecco Selenia, da oggi questo sarà l'abbigliamento per la tua nuova vita da Amazzone, tutto quello
che ti posso dire è che ad accoglierti ci sarà il comandante delle truppe in cui entrerai a far parte; la donna si chiama Myrt, sarà lei a spiegarti il resto".
Abbracciai Rod che, con gli occhi lucidi, mi scostò dolcemente e mi disse:
"Selenia. è giunto il momento, Fiona ti aspetta".
Quando uscii dalla casa rimasi senza fiato nel vedere il cavallo preparato per me, era di una regalità e di una vitalità sconvolgente.
Salii sul destriero dal mantello corvino come la notte che, emettendo un forte nitrito, partì senza esitazioni alla volta di Kolise.
Viaggiammo tutta la notte.
Ero talmente eccitata che non sentii la stanchezza e quando, al sorgere del sole, scorsi la sagoma delle mura di difesa di una cittadina, spalancai gli occhi dallo stupore.
Kolise era avvolta da una fitta nebbia che ne rendeva i contorni quasi magici.
Più ci avvicinavamo e più nitido si faceva ogni particolare.
Quando fummo abbastanza vicini da poter vedere le porte della città, intravidi un cavaliere che aveva un non so che di familiare.
La donna era alta, statuaria, con un atteggiamento fiero e altero; doveva essere per forza il comandante Myrt...

Selenia

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)