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Trilogia - 2

Scontro



C'era una volta, tanto tempo fa... ops, ho sbagliato racconto, scusate.
È ancora mattina presto quando mi sveglio, il sole non è ancora sorto, per fortuna.
No, non sono un vampiro, dico per fortuna perché oggi ci sarà di nuovo un'eclisse.

Così decido di andarmene in una zona isolata del bosco, per evitare danni, prima del sorgere del sole.
Mi avvio così verso la zona più lontana e isolata che conosco, quando arrivo il sole è già spuntato ma l'eclisse ancora non è iniziata.
Poi, all'improvviso, senza avvisare, senza manco mandare na raccomandata o na telefonata di preavviso (maleducata) l'eclisse ha inizio.
Avverto dentro di me l'oscurità che tenta di emergere, ma stavolta ho con me il mio monile a spirale, e sembra funzionare.
Benché il demone tenti di uscire, il sigillo non si apre, ma il dolore è insopportabile, l'oscurità sta usando tutte le sue forse per sostituirsi alla mia volontà.
Così cerco di ostacolarla, tentando di mantenere la mia volontà, ma lo sforzo è terribile e il dolore non aiuta certo... però ce la sto facendo, forse riuscirò a superare l'eclisse senza cambiare.
D'improvviso (se po dì??) un rumore, mi volto ... pork... Ariel, mi ha seguito.
"Che diavolo ci fai qui?? Vattene"
"No"- risponde -"voglio stare con te e aiutarti"
"Vattene. ti ho detto"
Maledizione, parlare con lei mi ha distratto, e il demone è riuscito a prendere il controllo del braccio destro che ora, movendosi contro la mia volontà, afferra il monile, lo strappa e lo getta lontano nella foresta.
È finita, sento l'oscurità annullare la mia volontà e prendere il controllo, e stavolta è più potente del solito.
Alzo lo sguardo e guardo Ariel, spaventata, con occhi completamente neri, la pupilla, l'iride, la parte bianca (che non me ricordo come se chiama), tutto nero.
Sogghigno, scoprendo zanne che prima non avevo, mi accorgo di avere alle mani degli artigli e dai gomiti spuntano appuntite protuberanze ossee, la mia mutazione sta iniziando a manifestarsi anche fisicamente.
Perfino la mia voce è cambiata, ora è cupa, tetra, più rassomigliante ad un ringhio di animale che a una voce.
"Ho un conto in sospeso con te, Daimon, non credere che mi sia scordato il fatto che tu mi abbia impedito di distruggere il tempio, l'ultima volta! Nessuno può osare ostacolarmi, quella volta ero quasi riuscito ad annullarti, stavolta non fallirò..."



Riparazioni



Durante l'ultima eclisse ho procurato parecchi danni alla Kioskas.
Ho lavorato parecchio, per riparare il negozio di Asiram, e ho dovuto darmi parecchio da fare per rubare in giro tutta la merce che ho fatto credere di averle ricomprato con i miei risparmi (hemmmm).
Alla fine ho riparato tutto, me so fatto 2 baciok così ma ho risistemato ogni cosa.
Mi sono scusato con tutti, per i disagi che ho tirato in piedi.
Ed ora che finalmente posso riposare e bere, mi accorgo che, pure con questo strano ciondolo che mi hanno dato, sono ancora pericoloso per gli altri.
Così decido di andarmene, senza avvisare nessuno, dopo quello che ho combinato non credo se la prenderanno se li mollo senza avvisare.
Così raccolgo le cose, e mi avvio verso il portone, cercando di non farmi vedere... (cosa piuttosto difficile viste le mie dimensioni.. ma pork).
Quando arrivo esito, indeciso.
Questo posto mi mancherà.. e pure sta strana gente (seee strana, detto da me poi) e soprattutto mi mancherà Ariel..-"ma pork.. guarda come mi sono conciato. Adesso mi affeziono pure alle persone.... bha"- e rimango li .. indeciso se andarmene o no..

(il seguito non so se lo scrivo, ora che riprendo a lavorare non avrò molto tempo per farlo)
 



Addio



Quando la figura si allontanò nell'ombra... qualcun altro giunse a cavallo in quel luogo, si fermò e scese da cavallo.
Un cappuccio gli nascondeva il volto, così che nessuno capisse chi era.
Era privo di armi e un mantello ricopriva l'intero corpo, ma la sua corporatura faceva capire che si trattava di un forte guerriero.
Si avvicinò al punto dove la sacerdotessa si era immersa, estrasse da una sacca sotto il mantello uno strano cristallo, proveniente da luoghi lontani, luoghi in cui era stato prima di giungere qui... e lo gettò in acqua, pronunciando parole in una lingua antica e sconosciuta, come ultimo saluto ad un'amica.
Poi, dopo un breve silenzio, un'ultima parola... ADDIO....
Rimontò.. girò il cavallo e scomparve nella nebbia.
 

Berserk

     
     

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