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Frammenti
di vetro scuro
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Il ragno si muoveva
implacabile tra i fili della ragnatela all'angolo del soffitto.
Io avevo un posto in prima fila per assistere a quello spettacolo:
ero steso sul letto, la faccia rivolta all'insù e le mani
intrecciate dietro la nuca. |
Dallo spiraglio della mia finestra entrava aria fredda,
gelida, di un mattino ancora scuro.
Io ero il ragno, e la ragnatela era la Kioskas.
Ma la ragnatela era ora come una prigione, e lo stesso ragno vi
s'impigliò, rigirandosi e rigirandosi fino a che non rimase incastrato,
e morì.
No, quello ero io, non il ragno.
Sognavo ad occhi aperti.. ero venuto per cercare denaro, e magari
potere, ma sopratutto per cercare protezione.
I ribelli erano gran brutti sciacalli, e non dimenticano i traditori..
ma di sicuro nessuno di loro avrebbe avuto il coraggio di venirmi a
cercare qui, nella tana del loro peggior nemico.
Ora la Kioskas era la mia prigione.
Chiusi gli occhi, ma l'immagine del ragno rimase impressa in me,
s'incrinò e si frantumò in mille frammenti di vetro scuro.
Sprofondai nel sonno.
E, come successe altre volte.... sognai del mio passato.
Tanti episodi, ogni frammento rappresentava uno stadio diverso della mia
vita, una vita a sé stante, dove io ero sempre leggermente diverso.
E interpretavo ruoli diversi.
Avvertii il dolce crepitare del fuoco nel caminetto: riconobbi la casa
dove vivevo durante la mia infanzia a Krymenia.
Era piccola, e spartana.
Riconobbi la porticina all'angolo, quella del ripostiglio dove Malten,
il mio patrigno, accatastava tutte le sue cianfrusaglie.... e dove io
andavo a rifugiarmi quando giocavo all'eroe che salva la principessa.
La salvavo sempre, e lei mi dava sempre un bacio e un dono, a volte una
spada, a volte un cavallo nero come la notte che poteva volare.
Malten era davanti a me rivolto con la schiena verso il camino.
Aveva ancora qualche capello, quindi dovevo essere molto piccolo.
Sul tavolo di legno grezzo erano poggiati alcuni rotoli di pergamena, e
i vestiti di Malten erano riposti accanto al fuoco, bagnati fradici.
Lui indossava una lunga tunica marrone, quella coi legacci sul colletto.
Doveva essersi imbattuto in una tempesta durante il suo ultimo viaggio.
Io ero seduto a gambe incrociate davanti a lui... mi guardai, ero tale e
quale ad ora.... ma Malten mi parlava come se avessi avuto 10 anni.
Come sono strani i sogni..
- Allora... è ora di lezione Kronall - disse, rovistando tra le
scartoffie.
In questo era molto diverso da tutti gli abitanti di Krymenia: Malten
metteva il sapere al primo posto, lo stesso valore che dava al saper
commerciare e al saper valutare gli oggetti.
- Oggi parliamo... degli Hari. Sai cosa sono? - disse severo.
Sapevo che lo faceva apposta, e volevo rispondergli, ma la mia mente da
bambino mi fece dire invece: - si... mostri cattivi che... -
Mi interruppe guardandomi male
- Non ti avevo detto di lasciar perdere quelle favole? Quando capirai
che la vita non è un sogno? - Intravidi una smorfia di dolore mentre lo
diceva.
- Guarda! - disse, scostando la tenda della finestra per farmi vedere
fuori - ecco cosa si diventa a forza di leggere quelle fandonie. -
Mi indicò un pover'uomo buttato sul ciglio della strada buia, una scena
quotidiana a Krymenia.
Il vecchio aveva metà del volto ustionata, e io rabbrividii.
- Il mondo vero è questo, Kronall. Non c'è nessun regno da proteggere.
Solo la tua vita! La tua vita! Tua e solo tua. - disse, e poi mi indicò
i vecchi rotoli di pergamena:
- Quello è il vero potere... devi ficcartelo in testa. Non sopravvivrai
se non hai qualcosa da offrire agli altri... io ad esempio, offro
oggetti, informazioni. Il vecchio Grolke offre donne. Marej forgia
spade. Tu cosa offrirai? Favole? -
Rimasi zitto: aveva completamente ragione, ma.... era così bello
sognare.
Da quel giorno, alla principessa iniziai a chiedere soldi invece di
baci.
Poi cominciai a snobbare le sue richieste d'aiuto.
La principessa morì più e più volte nel mio subconscio, ed io non la
salvai mai.
Malten soffriva nel dirmi quelle cose, ed io ero già così acuto da
accorgermene.
Ora le sue parole mi rimbombavano nel cervello.
- Gli Hari sono i nostri morti. Vivono sotto le nostre abitazioni..
quando seppelliamo qualcuno a noi caro, dopo due giorni e due notti egli
striscia sottoterra sino a raggiungere le nostre case. Se non lo fa,
allora non siamo degni della sua protezione. Per questo ogni sera
lasciamo del cibo e delle offerte davanti al camino: è un dono per i
nostri Hari, che in cambio ci proteggono.-
- Anche mio padre e mia madre sono là sotto? - dissi con gli occhi che
mi luccicavano.
- Sicuro - disse lui - ma attento: se offendi la loro memoria, di notte
si apriranno un varco da sotto terra e verranno a prenderti per
divorarti. Ricordali sempre nelle tue preghiere. -
Quella notte lasciai davanti al camino un quartino di vino speziato e
del formaggio.
Ci misi anche una coperta: dovevano aver freddo là sotto..
La mattina fui felice di non ritrovarli più lì.
- Visto? - disse Malten - i tuoi genitori ti proteggono -.
Ma fui alquanto stupito la mattina dopo, quando trovai la stessa coperta
che avevo messo davanti al camino sulle spalle del vecchio mendicante
ustionato.
Anche Malten aveva le sue favole.... solo che le mascherava come verità.
Capii più tardi che c'erano cose alle quali valeva la pena di credere
anche se erano false: Malten l'aveva fatto perchè io continuassi a
credere che i miei genitori mi volevano ancora bene.
Ma in realtà, ero figlio del desiderio di qualche sgualdrina, o di
qualche nobile che mi riteneva scomodo.
Continuai a fingere di credere agli Hari solo per non offendere Malten,
ma la verità era che avevo capito quanto era brutto il mondo troppo
presto e all'improvviso, senza nemmeno assaporare l'illusione tipica di
un bambino della mia età.
Quel giorno capii anche che Malten non era perfetto.
Mi svegliai di soprassalto, svegliato dalle grida del banditore, che
recitava la solita solfa con l'aggiunta del numero dei ribelli uccisi.
Poi una lode alla Kioskas e ai vari Guerrieri di Ardes e di Betris,
Amazzoni, etc.
Mi accorsi di aver lasciato inconsciamente cibo e offerte davanti al
camino la sera prima......
Kronall di Krymenia
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