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La storia infinita

 

L'allodola si abbandona tra le mani affettuose della fanciulla,
La spada insanguinata si riposa al fianco del guerriero.
La ricamatrice insegue il suo destino sul telaio del tempo…
L'uomo vive ogni suo giorno morendo,
è dimentico del suo triste destino.

Ma più alta di tutti si libra l'aquila,
ne si attarda ad udir canti.
Come l'oracolo diserta le emozioni.
Il tempo nello spazio non conta il tempo.

Noi spiriti delle tenebre….
tramite l'uomo, che procede sulla terra con gli occhi alzati alle stelle,
troviamo vie che conducono alle più remote regioni della terra;
e dell'uomo, umile canna che cresce accanto alle acque cupe,
facciamo un flauto attraverso il cui cuore cavo effondiamo la nostra
voce un mondo fasciato di silenzio.

L'uomo abbagliato dal sole, l'uomo dal fragile cuore.
Vuole per il suo arco la via delle stelle
E le comete come frecce:
Vorrebbe con l'infinito conquistar l'infinito….
Ma poi quando giunge alla fine della breve stagione..
Trattiene un grido soffocato verso l'ignoto,
e giace nella buia dimora tra le braccia del suo Redentore.

Ora è la tra gli spiriti cinti di stelle che si incontrano nel cielo,
La nuda terra è la sua dimora, la terra il suo Trono,
Le sue mani, innumerevoli altre mani protese verso il cielo
Ora il suo spirito vorrebbe stringere ancor la bianca fiamma
Una novella vita dove amore trionfa.




Tristano 


 

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