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Ballata di Eterno Amore

 

I miei occhi ora son stanchi
come stanco e affannato è il mio corpo
sotto il peso delle tante primavere vissute.

Sono pochi ormai quelli che mi si avvicinano,
pensano, è vecchio cosa può darci?
Ma chi può giudicare
il cuore di un uomo anche se vecchio?

Quante cose ho visto nella mia vita
e più ancora esperienze vissute.
Uomini audaci
che amavan combattere,
potrei descrivere
di ogni singola razza
pregi e difetti,
meraviglie ed orrori .

Ma quello che più desidero narrare
è la storia di un amor mai visto
tra un uomo e una donna,
sopravvissuto nei candidi fiori
di un umile siepe di biancospino.

Guardate come trema la mia mano
e cosa dite della mia flebile voce,
impercettibile alito
che fa ardere la gola
e increspare le mie labbra.

Questo buon vino
dal rosso colore
e dal forte sapore
mi sarà sicuro sostegno,
schiarirà la mia gola
renderà la mia lingua più sciolta.

Dicevo di questo amore .
Tanto tempo fa,
nella terra di Klivia
dove i fiumi rendono fertili
le sorridenti colline
ricoprendole di verdi erbe
e colorati fiori
viveva Lei,
Armorica, che di quelle terre era
la più bella a vedersi;
i suoi occhi azzurri sorridevano
come quelli di una timida cerbiatta.

Di si tale bellezza femminile
nessuno poteva dire d'aver mai veduta
alcuna che l'eguagliasse.
Rivestita di morbide e candide vesti,
i lunghi capelli dorati le
coprivano il volto
scendendo selvaggi sulle sue spalle.

Le braccia al petto stringevano,
avvolta in una coperta di lino,
un indifesa creatura.
Ogni giorno, in piedi sull'uscio della sua casa
il suo sguardo lontano si perdeva
nell'ansiosa ricerca del suo sposo.

Trovatolo con amore lo ammirava,
sollevando la sua mano
in un delicato richiamo.
Con il sorriso sulle labbra
Licht si avvicinava.

Fiero nel suo portamento,
con il corpo umido di sudore,
simbolo di forza e virilità
a un dio assomigliava tanto era possente.
Vivevano felici, nonostante la guerra,
del calore dei loro cuori.

Perdonatemi .
questa lieve incertezza della mia voce,
comprendetemi .
se il ricordo si smarrisce tra mille emozioni.

Nulla più vi racconterò dei loro giorni felici
troppa nostalgia e rammarico
mi provoca quel periodo ricordare
senza la consapevolezza di averlo vissuto.

Ehm . ognuno può credere con fede,
che nulla in quel tempo mancasse loro
come si conviene in una favola.
. Ehm . Aspettate ancora un attimo
per riprendere il filo della storia,
ma un invisibile nodo lega la mia gola
un goccio di vino lo scioglierà.

Ah ora va meglio e vi parlerò
dei loro giorni di sofferenza e dolore causati
dagli eserciti invasori
arrivati dagli Stati dell'Unione
per invadere le terre dell'Arcano
in quella che le cronache definiscono
la Terza Era.

Nel sordo rullar di tamburi,
lugubre canto foriero di morte ed orrori,
gli araldi portavano il doloroso annuncio
reclamando gli uomini alle armi,
per difender a caro prezzo della vita
la propria terra.

Leggo nei vostri occhi,
che vi state domandando
se i messaggeri
arrivarono anche da Licht ed Armorica.
La risposta è si.

All'udir dell'invasione,
come tempesta la rabbia
si scatenò nelle sue vene
e il sangue balzò su bel viso.
Di nobili virtù era rivestito il suo cuor
coraggio e audacia non difettavano,
logica conseguenza fu
l'impugnare la spada . sigh!

Oh non è nulla
solo un pò di polvere nell'occhio.
Ecco vedete,
ORA non lacrimo più.

Licht dunque decise di difendere le sue terre.
Abbracciò la giovane sposa
stringendola a se in una morsa di amore.
Calde e copiose lacrime
rigavano il viso gentile di lei,
finendo la corsa sul petto di lui.

Poi dalla culla il pargolo afferrò
e le sue mani il cielo cercarono
in muta preghiera rivolta agli Dei.
Un ultimo saluto,
casto bacio di labbra ardenti d'amore
ma di timore tremanti.

Nelle braccia della moglie
suo figlio posò e
osservando il biancospino sulla collina,
le ultime parole le sussurrò:
era il loro segreto di amore.

Spronò il suo cavallo,
veloce correva sulla bianca via
che lo conduceva alla guerra.
Sassi sprizzavan scintille
polvere bianca silenziosa s'alzava,
polvere .

Molti furon gli scontri
prima della grande battaglia
e quando questa giunse,
levarono i corni il loro canto di guerra
gli eserciti marciarono decisi
impugnando l'acciaio e
agitando maliziosi vessilli.

Si scontrarono le prime avanguardie ondeggiando
e penetrando a fatica nelle schiere nemiche.
Allora una folata di gelido vento
attraversò le opposte armate.
Dietro, le fila serrarono i ranghi
compattandosi e divenendo un unico corpo.

In un rombo di tuono,
clangore di armi,
s'accese la vera battaglia tra grida e minacce.
Mentre l'acciaio urlò rabbia tutto il giorno,
mescolando il loro sangue alla polvere
migliaia di uomini non fecero più ritorno.

Fiumi d'inchiostro versati,
in pesanti trattati di pace
seppelliron i cadaveri di quella mortale battaglia.

Un ultimo goccio, ancora uno
per scioglier la mia lingua impastata poi .
vi parlerò del segreto custodito dal biancospino.

Passarono gli anni ed IO,
Shademar di Lokot
figlio di Licht il Valoroso ed Armorica la Superba,
vidi mia madre invecchiare
senza però sfiorire la sua bellezza.
La su anima si nutriva
alle sorgenti del suo segreto di amore

Solo in punto di morte,
quando stringevo le sue esili mani
e le lacrime solcavano il mio viso,
la sua calda voce mi sussurrò
la potente meraviglia.

E prima dell'ultimo respiro
vidi i suoi occhi brillar
come fiamma viva d'amor;
il suo sguardo mi oltrepassava.
Allargò le braccia,
io la vidi stringere l'aria,
come in tenero abbraccio
e le sue labbra schioccarono
un delicato bacio.

Fece scivolare la mano sinistra al suo fianco
mentre la destra sembrò stringerne un'altra
e pronunciò, sorridendo:
"Licht".
Poi . spirò.

Quel sussurro che prima ascoltai,
divenne vento imponente
eterna fiamma viva di amore
che ancora oggi
echeggia ed arde nel mio cuore:

"Armorica amor mio
... io ti attenderò senza mai stancarmi
sulla riva del mio oceano di amore.
Là, seduto all'ombra
del biancospino in fiore.
E quando verrà il tuo momento
insieme noi cammineremo,
mano nella mano e
uniti fra queste onde per sempre saremo".

 

Shademar

 
 

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