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L'albero
cavo
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KADIYA
Vi racconterò la storia di un vecchio albero dal tronco cavo,
vissuto per secoli o forse millenni ai confini della grande foresta,
vigile custode del mistero racchiuso in quella terra ardua da
penetrare. |
Elfi, maghi e cavalieri aveva visto passare sotto le sue
fronde rigogliose; con la sua ombra aveva loro alleviato le fatiche di
un viaggio spesso lungo e periglioso; aveva concesso ai viaggiatori
erranti un fresco rifugio e un gradito refrigerio, amico e alleato
fedele di mille e mille imprese.
Quante volte, nel corso del tempo, aveva augurato buona fortuna agli
eroi di un giorno e aveva accompagnato col suo verde spirito di linfa e
di corteccia i loro pensieri, regalando una speranza di vita e salvezza
nella cupa foresta dei desideri infranti.
Non era come tutti gli altri alberi che dimoravano in quel bosco fitto
di sogni e di pericoli, di desideri ambiziosi e di mortali delusioni: si
ergeva al centro di una dolce radura, appena al di fuori dalla foresta,
sotto lo sguardo cupo delle creature dell'oscurità, che crescevano ed
estendevano le loro ruvide radici poco lontano da lui, ma che ancora non
lo potevano raggiungere.
L'erba fresca del prato ondeggiava fluida come l'acqua dell'oceano
lontano, agitata dal vento caldo dell'estate.
Le foglie del vecchio albero riflettevano il luccichio dorato del sole
all'alba e coloravano dei riflessi del bronzo e della porpora l'aria
sonnolenta della mattina.
Un rumore sordo di zoccoli ruppe ad un tratto il silenzio incantato
della radura e risvegliò lo spirito attento degli alberi della foresta.
Il vecchio gigante dalla corteccia grinzosa aspettò che la intrepida
viaggiatrice scendesse dal suo stanco destriero e si sedesse, sfinita,
all'ombra dei suoi rami possenti, e che il cavaliere dalla lucida
armatura la seguisse in silenzio, smontando anch'egli dalla sua fiera
cavalcatura e fermandosi poco lontano, come in silente attesa.
PERSEO
Il Cavaliere pareva esser uscito dai racconti di fiaba, un'armatura
splendente d'un metallo nobile dal chiaro colore, il viso coperto da
quell'elmo piumato, viaggiava su di un cavallo bianco,bardato di
preziosi finimenti, un grande spadone portava , color d'oro e argento,
con un nome inciso sulla lama.
La fanciulla, ferma all'ombra dell'albero, aveva vesti lunge, molto
curata, un viso grazioso, e un pugnale alla cinta.
I due fra loro non fan cenno di parlare, ma sembra che essa viaggi con
scorta del Cavaliere.
L'albero guarda i due, tanti ne ha visti, sente il silenzio fra loro, ma
capisce che qualcosa nel cuore li accomuna..
Per meglio riparare la fanciulla dal risveglio del sole, muove le fronde
sopra, che ora fan più ombra.
Certo gli alberi non han voce, ma non questo, lui parlava a chi sapeva
ascoltare, ma per ora continuava a guardare..
"Quanti Amori ho visto nascere, ed ognuno d'essi mi ha lasciato un
ricordo, un sorriso che ha fatto crescere i miei rami, anche se tante
cose brutte mi accaddero innanzi, mai persi la vitalità d'esser albero
felice, come quell'elfo che un tempo passava regalandomi la felice
musica che faceva... questo l'abero pensava..
"Cavaliere... scusatemi, avete un sorso d'acqua?" disse la fanciulla con
grazioso fare...
LYALA
Senza pronunziar parola il cavaliere tese alla fanciulla un piccolo
otre.
Ella dopo aver bevuto si alza e si avvicina ai cavalli.
"Forse dovremmo riprendere il cammino,Signore. Che ne pensate?"
"Milady riposate ancora un pò. La strada da fare è lunga e sicuramente
piena di pericoli che ci attendono".
Intanto il grande albero ascoltava i loro discorsi e non poteva fare a
meno di notare gli occhi del cavaliere, erano verdi e quando il suo
sguardo si posava sulla fanciulla acquistavano una luce particolare, che
li faceva assomigliare alle fronde di una foresta quando i raggi del
sole ci passano attraverso.
La donna, invece aveva gli occhi di un colore strano, non ben definito.
Alla luce del sole prendevano una sfumatura di verde, altre volte si
avvicinavano al colore dell'ambra, sempre con un qualcosa che si agita
sul fondo.
Nel complesso, però, molto tristi.
L'albero si chiedeva dove potessero essere diretti. Nella direzione che
si accingevano a prendere si trovava solo l'inizio della foresta oscura,
dominio delle tenebre e di chissà quali altre creature.
Abbassò i suoi rami ancora un pò, come a volerli proteggere da quel
pericolo che avvertiva poco distante.
KADIYA
Un fremito sembrò cogliere il terreno morbido e putrescente nel folto
della foresta.
Le creature centenarie le cui radici nodose sorbivano il succo di quella
terra nera e malsana, assaporandone lentamente l'acre liquore furono
d'un tratto inebriate dal flusso improvviso di linfa scura che risalì
nelle loro vene coriacee d'albero.
La terra della foresta dei sogni infranti era di nuovo viva, della sua
inquietante vitalità e si preparava ad accogliere i desideri dei due
ignari visitatori, per stravolgere la loro mente e nutrire delle loro
speranze e della loro vita le sue membra fameliche.
Il tempo sembrava essersi fermato.
Il cavaliere dall'armatura splendente non trovava le parole per
rivolgersi alla dama dallo strano cipiglio.
La distanza tra i due sembrava incolmabile, quasi quanto la strada che
li avrebbe condotti all'interno della foresta.
L'albero che li osservava benevolo non poteva fare a meno di percepire
la strana tensione che avvolgeva entrambi, la sensazione inespressa di
un desiderio intenso e represso, di un bisogno forte e prepotente.
Nei loro volti si coglieva una speranza alle soglie della rassegnazione,
come l'attesa di qualcosa che sembrava impossibile da realizzare.
Il vecchio guardiano della foresta conosceva bene ormai quella
situazione, tante volte aveva visto i sogni degli uomini guidarli nel
fitto del bosco tetro... e perderli.
Ma questa volta era diverso....
LYALA
La fanciulla assisa ai piedi del grande albero chiuse gli occhi per un
momento, un dolce alito di vento muoveva appena le sue chiome. Il
cavaliere non riusciva a distogliere lo sguardo da quel dolce viso.
"pensate che ci siano speranze di trovarlo ancora in vita?" chiese la
fanciulla senza riaprire gli occhi.
"Non so Milady" disse il cavaliere "La speranza vi conduce verso questo
viaggio denso di pericoli, non la certezza"
"Perchè avete deciso di accompagnarmi, allora? Secondo voi la speranza
che mi sostiene è vana?"
Mentre pronunciava queste parole, una lacrima comparve tra le ciglia
della fanciulla con gli occhi ancora chiusi, ma venne cancellata ancor
prima riuscire a discendere attraverso il viso.
"Mia signora, mai avrei potuto lasciarvi intraprendere questo viaggio da
sola, poichè ero convinto che nulla e nessuno vi avrebbe mai fatto
cambiare idea."
A quel punto la fanciulla si alzò.
"Dobbiamo andare, è inutile indugiare ancora" così dicendo si avvicinò
alla sua cavalcatura e dopo una rapida carezza e dolci parole sussurrate
all'orecchio del fiero animale salì in sella.
Anche il cavaliere salì sul suo cavallo e si mise al fianco della
ragazza; ella si girò con uno sguardo abbracciò tutto quello che si
lasciava alle spalle, quasi a volerlo imprimere in maniera indelebile
nella sua mente, poi con uno sguardo fiero e posizione eretta incitò per
prima il cavallo verso la foresta oscura.
KANDI
L'estate è arrivata anche qui, nella laguna incantata di Fantasy.
Esco dalla mia baracca, in cerca di un po' di fresco... farò una
passeggiata fino al grande albero cavo.
E' una radura dolcissima, e quell'albero così insolito sa di antico e
misterioso, sa di storie tristi e serene, vissute dai tempi dei tempi...
E sembra avere un'anima.
Mentre mi avvicino, sento un rumore di zoccoli in lontananza...
Ferma, osservo le figure che avanzano...una graziosa dama, ed un
cavaliere... chi mai saranno?
La fanciulla scende da cavallo, sembra sfinita...e l'albero la accoglie
dolcemente per farla riposare, alleviandole la calura con lo stormire
delle sue fronde.
Il giovane le porge da bere gentilmente... sussurrano, non sento le loro
parole... ma lei sembra triste, tanto triste...e nessuno dei due sembra
sapere con esattezza in quale luogo si trovano, i loro occhi sono
smarriti.
Attendo in silenzio, incerta se avvicinarmi ed accoglierli o se invece
lasciarli alla loro intimità, che pare appena nascente, nell'abbraccio
del grande albero...
Ad un tratto, sembrano prendere una decisione, salgono in sella...
Oh, no...si dirigono verso la buia foresta, regno di Doomdark, il
Signore dei non-morti.... perchè? Che cercheranno mai?
Li vedo sparire nell'intrico oscuro di quei rami con angoscia,
tremando...
Non ho mai osato oltrepassare quella soglia...
Aiutali, Grande Saggio che governi queste terre incantate, veglia su di
loro...
LYALA
Il cavaliere si volta anch'egli per guardare ciò che si lasciavano alle
spalle, e vede una donna ferma alle soglie della radura che li guarda
allontanarsi con occhi preoccupati. Si volta e prosegue al galoppo per
raggiungere la sua compagna, la donna che ha deciso di seguire in questa
folle missione. Forse torneranno, ma sicuramente ciò che li attende
cambierà radicalmente le loro vite.
Ammira il galoppo sicuro dell'amazzone, non un rimpianto nel lasciare la
vita agiata alle sue spalle, non un'indecisione.
E lui ha scelto di seguirla. Ha posto la vita al suo servizio, giurando
di servirla e di proteggerla, ma anche di aiutarla nella ricerca della
verità, celata all'interno della foresta oscura, come un'altra verità
ben nascosta in fondo al proprio cuore.
I pensieri della donna sono un turbine di emozioni. E' successo tutto
così in fretta, la sua decisione di partire alla ricerca di Elias, che
non dava più notizie da parecchi giorni, troppi ormai. Le parole di suo
padre per farle cambiare idea, le lacrime di sua madre mentre lei
preparava da sola le poche cose per il viaggio. Non aveva voluto nè
scorta nè servitù per affrontare quel viaggio, solo la benedizione dei
suoi genitori e l'aiuto del cavaliere che la seguiva. A lui non aveva
potuto dire di no, anche se in questo momento non voleva indagare sulle
ragioni che l'avevano spinta ad accettare la sua compagnia, ma era
felice che fosse lì con lei.
Sapeva che una forza misteriosa li attendeva all'interno della foresta e
che questa potente magia le aveva sottratto il suo Elias, ma ora lei era
pronta a combatterla. Il mago di corte le aveva dato un amuleto che
portava appeso ad una lunga catena, lo poteva sentire a contatto della
sua pelle in prossimità del suo cuore. L'unico contatto con il mondo che
si lasciava alle spalle; lei principessa di un Regno colpito da una
magia oscura e maligna che il dolce Elias pensava di sconfiggere, Elias,
suo unico fratello ed erede al trono.
KANDI
Sono spariti nel folto della buia foresta...
Incerta, torno sui miei passi...
Chiederò a Xar di condurmi a Prin, troverò senz'altro qualcuno disposto
a venire con me, non possiamo abbandonarli così...ma non so nemmeno se
li ritroveremo più... Il Prinmarket è affollato come al solito.
Cerco qualche volto amico... forse nella locanda...
Sì, eccoli!!!
Principedemone, Ladidani, Black Wolf...tutti fanno una sosta volentieri
a Prin.
Skywalker li intrattiene dissetandoli, mentre Blue Shadow ha provveduto
a rifornirli del necessario per le loro baracche.
Xar porta incessantemente passeggeri che partono ed arrivano. Aspetterò
un po' qui...che voglia di rivedere tutti!
Mi avvicino al tavolo, e racconto dei due sconosciuti...
Principedemone è già in piedi, pronto a partire...i suoi occhi hanno un
bagliore, quasi un'eccitazione...
Sorrido dentro di me...la lotta, la sfida sono già dentro di lui, di
nuovo...
Ed altri si uniscono a noi.
Sono pronta anch'io, li condurrò all'albero cavo ed incontro alla nuova
avventura senza nessun timore...la loro forza e la loro amicizia mi
abbracciano, e capisco ancora una volta che non sarò mai più sola,
qui...
KADIYA
Nel folto della foresta due occhi acuti fissavano il sentiero.
Nulla sfuggiva allo sguardo felino, nulla di ciò che non fosse lì da
secoli, cullato dal torpore dell'immutabilità.
Da tempo immemorabile creature umane non avevano più messo piede nel
profondo della boscaglia; a parte quel ragazzo, poche settimane prima.
E ora di nuovo, due visitatori, un uomo e una donna, a piedi conducevano
per le briglie i loro destrieri dai ricchi finimenti, superando ogni
ostacolo che le insidiose creature della foresta frapponevano al loro
cammino.
Nel loro portamento si leggeva fierezza e decisione, la volontà ferrea
di arrivare fino in fondo, di sfidare il destino.
Ma nello sguardo di entrambi il demone poteva intuire una vena di
incertezza, un sottile rigolo di paura che ben presto sarebbe cresciuto
ed avrebbe inondato i loro cuori come un torrente in piena.
Ma non ora, non ancora.
Silenzioso come la brezza d'estate la creatura della foresta si spostò,
tenendosi ad una certa distanza dai due avventurieri, ma senza smettere
mai di posare i suoi occhi famelici e sanguinari dai loro giovani corpi
ignari.
LYALA
Arrivo accaldata al Prinmarket, ho finito praticamente tutto alla
capanna, e poi ho bisogno soprattutto di ritrovare i miei amici. Entro e
i miei occhi hanno bisogno di qualche istante per abituarsi alla fresca
penombra del Prin.
Ad un tratto li vedo, stanno in un angolo, ci sono Kandi, Principedemone,
Blacky e Ladidani. Hanno tutti uno sguardo attento mentre ascoltano
Kandi che parla; mi avvicino e sento che stanno parlando di attraversare
la foresta oscura, regno dei non-morti. Un brivido mi pervade ma il mio
cuore è con loro, non potrebbe essere altrimenti.
PRICIPEDEMONE
Le parole di Kandi risvegliano in me qualcosa, non riesco bene a mettere
a fuoco, ma so che questi ragazzi avranno bisogno di me e dei miei cani,
si vogliono avventurare su un terreno di cui non conoscono le insidie e
nemmeno io, se è per questo, ma io sono stato l'unico a tornare dal
regno dei morti...Forse non sono nemmeno sicuro di essere vivo...
- Preparate quanto serve per alcuni giorni, - Dico all'improvviso e la
voce che parla non sembra la mia - Aspettatemi qui, ci rivedremo al
Prinmarket al tramonto, ho bisogno di alcune cose prima di iniziare
questo viaggio... -
Li guardo uno ad uno negli occhi, vedo la loro generosità e il loro
coraggio, ma non hanno idea di cosa troveranno...
Forse sarà l'ultima avventura, ma non gliela lascerò vivere da soli,
andrò con loro, forse qualcuno riuscirà a tornare...
So già che è inutile tentare di farli desistere, meglio non preoccuparli
prima del tempo...
Lo temevo...
Quelle teste calde sono partite senza aspettarmi...
Avevo bisogno di certi strumenti e certe pozioni, non si può
attraversare la foresta oscura senza le adeguate protezioni...
Chissà se sopravvive ancora quel vecchio albero ai limiti della
radura?...
Potrebbe dirci qualcosa, tanto tempo fa, una vita fa, mi parlò..
Non ricordo bene come fu, forse in un'altra vita, forse in un altro
mondo...
Perchè il mio passato riemerge così a fatica?
Cosa ho voluto dimenticare?
Faccio un cenno. Ares ed Ambra annusano l'aria e si avviano, sanno chi
stiamo seguendo...
Controllo che le sacche siano ben fissate sulla sella e monto...
Al piccolo trotto il mio cavallo s'avvia sulle piste dei cani...
L'aria ha uno strano odore, oscuri presentimenti m'incupiscono l'anima a
dispetto dello splendido sole e del cielo terso...
Ho indossato la cotta di maglia sotto la tunica, ma l'armatura era
troppo pesante e non avevo tempo di cercare un animale da soma, ho con
me solo la spada, il pugnale fissato ad una gamba e la balestra appesa
alla sella con i suoi dardi...
LADYDI
Mah ... io sarei rimasta a Prin ancora un pò.
Sono stanca ... in fondo sono appena arrivata da Quir, un riposino me lo
sarei gustato veramente!
Ma Kandy dice che i due sconosciuti avevano dei visi molto
spaventati.... che sono molto giovani ..... che sembrano aver un grosso
problema da risolvere .....
Si, ma .... entrare nella foresta da soli ...... in quella foresta, poi
... Kandy .... che gran trascinatrice!! Ha trovato le parole giuste per
farci muovere.
Certo che, quando Kandy si mette in testa qualcosa, non si riesce
proprio a fermare!!
Però devo essere sincera: sono contenta di stare con questa compagnia!
Mi sento al sicuro con loro .... e sono sicura che non ci saranno
ostacoli insormontabili per noi.
Ma ... al Prinmarket c'era anche Principedemone con noi .... e ora ? Non
lo vedo più, ma dove sarà andato ?
Sono sicura che al momento giusto lui ci sarà; è un tipo strano, ma
affidabile!!
Poveri giovani, chissà quale sarà la loro storia !!
Spero di trovarli presto ... in buona salute!
LYALA
Siamo arrivati al limitare del bosco. Ci fermiamo sotto il grande albero
cavo nella radura. Anche gli altri sono silenziosi, manca solamente
Principedemone che sono sicura arriverà prestissimo guidato dai suoi
amici cani.
Sento una voce.....ma non è quella di nessuno dei miei amici. Cosa.....?
"Ciao Lyala, sono io, l'albero. Non riconosci più la mia voce?"
Guardo in alto e vedo le sue fronde muoversi anche se non c'è vento.
Come al solito sono l'unica a sentire la sua voce.
Lo guardo e gli chiedo se ha visto i due giovani diretti verso la
foresta oscura "Si" mi risponde "Si sono fermati a riposare sotto le mie
fronde. Ho notato che la ragazza era molto triste ma determinata, il
cavaliere invece, si sarebbe buttato nel fuoco per lei. Ma la foresta
nasconde pericoli che non sono in grado di affrontare. Io non so bene
cosa sia, ma vi si nascondono presenze inquietanti.
Anche voi dovrete stare attenti, ma con voi portate la luce, chi se non
coloro che hanno sconfitto l'Orda degli Incubi li potrà aiutare?"
Ascolto l'albero e intanto guardo i miei amici e sorrido. Già, siamo
tutti qui, pronti per andare incontro ad una nuova avventura.
Mi volto e vedo arrivare Principedemone con i suoi cani che gli fanno
strada.
Ha preso la sua spada, ma non vedo l'armatura.....anche lui ha capito
che per quello che stiamo per affrontare non servirebbe.
Una brezza mi muove la veste, proviene dalla foresta oscura, e mi porta
strane voci....fatte di sospiri e lamenti.
KANDI
La foresta è davanti a noi, impenetrabile allo sguardo...
E noi siamo qui...un po' d'angoscia dentro, ma la certezza d'aver vicino
la forza e la determinazione di Principedemone...
Anche Ares e Ambra stentano a proseguire...
Io ancora esito, guardando la radura dietro di me, sperando che qualcun
altro ci raggiunga.
Ripenso alle parole di Blue..."Kandi, non possiamo seguirvi ora, Sky ed
io abbiamo tanto da fare qui... ma ti prometto che qualcun altro verrà
al più presto... De'nalia non vorrà mancare, ed ora è con Zan...e Black,
anche lui impegnato in una non meglio chiarita contesa.
Lasciate una traccia del vostro passaggio, vi troveremo..."
Se Dissidio fosse con noi... De'nalia saprebbe come raggiungerci, c'è un
legame fra di loro, un legame speciale.
I cani avanzano, Principedemone è con loro... hanno sentito qualcosa...
Ares sta ringhiando piano.
La foresta è tutto intorno a noi, già si sta richiudendo alle nostre
spalle.
Non so se è solo un'impressione, la mia, ma mi sembra di sentire una
voce che ci chiama, dalla limpida radura appena lasciata...
LYALA
I due giovani procedevano a piedi, guidando per le briglie i loro
cavalli.
Non parlavano, ma avvertivano entrambi una presenza che li seguiva con
sguardo malevolo.
La giovane avvertiva l'amuleto bruciare contro la pelle dei suoi seni,
sembrava possedere vita propria. Quando ad un tratto udì una risata
sinistra provenire dal folto della foresta. Avvertì qualcosa che tentava
di penetrare la sua mente, di sottometterne la volontà. Con un grido la
ragazza portò la mano all'amuleto che ormai bruciava intensamente, e
simultaneamente il cavaliere portò la sua alla spada.
"Che succede Milady?"
Ma la sensazione provata ormai era scomparsa, e l'amuleto già andava
raffreddandosi "Qualcosa di oscuro abita questa foresta, cavaliere;
qualcosa che non ha nulla di umano. Ha sfiorato la mia anima e un gelo
si è impossessato di me.
Ma qualcosa lo ha disturbato e si è ritirato. Per il momento il pericolo
è passato".
DE'NALIA
I giorni scorrono come sabbia tra le dita, scanditi da alba e tramonto,
in luoghi dove può percepire solo l'odore muschiato del verde e il canto
lontano di qualche strano volatile. De'nalia si agita nel sonno, vede
immagini che vedono altri occhi e rivive la sua morte per mano di un
amico. Sente dentro di se una parte che le è aliena, una parte umana...
e lei la rifiuta. Più volte è sul punto di ripudiare il suo nome, il
dono di un umano molto amato, e di smettere di essere De'nalia tornando
ad essere solo la Donna Leone. Ruggisce alla Luna e stormi di uccelli
scuri si alzano in volo nel cielo notturno.
Molto tempo fà, aveva desiderato essere una donna umana, e adesso, che
lo è più che mai, le sembra di essere infettata e la bestia che è in lei
grida, graffia e distrugge per rimanere in vita.
Sa che deve allontanarsi da tutti... andare là dove il suolo è raramente
calpestato da piedi umani. L'unica presenza che accetta è quella di Xar
che più volte la trasporta su spiagge sempre più lontane. Finalmente
arriva ai bordi di una foresta primordiale, la violenza selvaggia di
quella natura inviolata la stordisce. Gli alberi altissimi ornati da
liane filamentose oscurano quasi il sole e la giungla intricata di
piante promette pericoli insidiosi.
Finalmente ricorda la via della Bestia. La foresta insidiosa tendeva
trappole e preparava ogni giorno nuove sfide quasi fosse in competizione
con la Donna Leone e intendesse prima o poi averne la meglio. De'nalia
sentiva la sua parte felina farsi sempre più forte e il legame che aveva
con l'umano chiamato Dissidio era sempre più debole. I piatti della
bilancia si stavano riequilibrando e la sua anima ferita riacquistava la
purezza della gente Leone. A volte uccideva le sue prede anche senza un
motivo e un reale bisogno, solo per veder il loro sangue scorrere e
dimostrare la sua supremazia alla foresta stessa che ormai sembrava un
essere vivente con una mente propria.
Una notte mentre saltava sicura da un albero all'altro lasciando
volontariamente dei solchi profondi nei tronchi con i suoi possenti
artigli sentì un richiamo irresistibile, un ordine che il suo sangue
animale dovette obbedire. Seguì la pista che l'istinto le aveva indicato
finchè non arrivò ad una radura su cui si ergeva una alta costruzione di
pietra nera. Gli enormi blocchi di pietra grezza erano quasi coperti da
piante rampicanti e il monolito emanava un aura di antichità nell'ordine
degli eoni. Un portale sormontato da due gargoyle intagliati nella
stessa pietra la invitavano ad entrare nell'oscurità del tempio.
Dalle tenebre brillarono un paio di occhi obliqui animati da una
selvaggia furia insaziabile e una forma felina e flessuosa come un
serpente si erse su di lei. Non ebbe bisogno di proclamare il suo
possesso sulla foresta perchè De'nalia percepì la sua natura diabolica
come se fosse qualcosa di palpabile sentendo la sua rabbia, il suo
desiderio di morte e la potenza che lo avvolgeva.
La Donna Leone fu certa che sarebbe stato un buon maestro. Il demone
Bestia valutò la creatura che impudentemente si era introdotta nella sua
tana, ne riconobbe la bestialità e fiutò l'arrogante e brutale abilità
con cui si era imposta su ogni altro essere della foresta. Fu certo che
sarebbe stata una buona compagna.
Da qualche altra parte dell'arcipelago Dissidio si svegliò con un urlo
da un incubo orribile di cui ricordava solamente due occhi diabolici che
brillavano nel buio.
DISSIDIO:
E' notte fonda... ma... non riesco a dormire... ...il letto è soffice,
ed il caldo non è eccessivo, eppure... Oooohh... è tutta colpa di quella
gatta... Da quando abbiamo sconfitto gli incubi non l'ho più vista,
però... adesso non riesco più a dormire, o meglio... ...posso dormire
solo quando lei fa altrettanto... ...e siccome quella scellerata ha
deciso che il giorno c'é troppo caldo per cacciare, ha deciso di tenermi
sveglio tutte le notti !!
Eh... mi fa sentire un vampiro a continuare così, però... se la notte ha
deciso di cacciare allora è meglio ch'io cambi le mie abitudini...
...potrei fare un po'di allenamento, perché no ?
Mentre salgo gli scalini che portano alla soffitta la mia mente mi porta
alla battaglia appena conclusa... a come essa mi ha cambiato... ero un
ragazzo pieno di paure ed insicurezze, ma la vittoria sugli incubi mi ha
aiutato a soffocarle... quasi del tutto.
...e in più... il periodo in cui De'nalia ha condiviso il mio corpo è
stato molto importante, perché il suo spirito animalesco mi ha aiutato a
liberare la rabbia repressa da anni... nel modo giusto...
Eccomi quassù... era da un mucchio di tempo che non sguainavo la
spada... è il momento di riprendere naturalezza con l'arma... farla
diventare parte del proprio colpo... Colpire ! Perseverare ! Migliorarsi
!
...Molti giorni sono passati da allora... è di nuovo notte... ed è tempo
di riprendere gli allenamenti... riflesso nella lama rivedo un volto che
non è più quello che conoscevo... è più maturo... più sicuro... e nei
miei occhi... ecco gli artigli di De'nalia... le carezze di Kandi... il
sorriso
provocatorio di Zan... la figura rispettosa di Black Wolf... gli occhi
di ghiaccio di Principedemone... le frecce di Blue Shadow... l'aura di
Skywalker... il saio del Saggio... Ladidani e... molte altre cose...
Voi, siete tra i pochissimi che ho avuto la gioia di chiamare amici...
Cosa state facendo in questo momento ?
Siete già all'erta nell'attesa della prossima battaglia...... ?!?
...mentre questi interrogativi echeggiano per la mia mente sopraggiunge
un bruttissimo presentimento ! Da quando De'nalia è stata ospitata nel
mio corpo avverto delle sensazioni che prima non ero in grado di
concepire... qualcosa di cupo e triste si stà avvicinando a queste terre
con velocità spaventosa... e la minaccia sembra provenire da altre
isole... non lontano da questo arcipelago !
Non c'é più bisogno di aspettare... è meglio muoversi questa notte
stessa... Kandi, amici, aspettatemi...
...Sto arrivando
KANDI
Ci giriamo tenendoci per mano, Lyala, Ladidani ed io...e vediamo
giungere qualcuno trafelato.
Dissidio!!!
Certo, è lui...anche se il suo viso ha perso quell'espressione un po'
infantile, qualche ruga gli segna la fronte aggrottata...e gli occhi...
hanno qualche cosa che sembra non appartenere a lui.
Lo stringiamo in un abbraccio, raccontandogli tutto. ed insieme
raggiungiamo Principedemone, che sta seguendo i cani e già sembra far
parte di un'altra dimensione...
GLENAA
E' notte....dovrei essere nel mio letto, al caldo, dentro la
capanna.......
E invece mi trovo fuori, a vagare fra gli alberi, come una sonnambula.
Sono nell'isola da pochi giorni, ma mi trovo bene, e da quando sono
arrivata è la prima volta che non riesco a dormire.... è strano, eppure
stanotte c'è qualcosa che me lo impedisce.
Sono una fata-guerriera e i miei sensi sono acuiti da anni di lotte al
servizio della mia regina.
La foresta intorno alle capanne è piena di rumori, ma sono solo animali.
Solo animali?.......no, c'è qualcos'altro, non riesco a capire.....
Il mio sesto senso mi sta mandando dei messaggi, ma sono confusi...
forse la pace e la tranquillità dell'isola mi hanno reso meno
ricettiva...
eppure devo capire!
Mi sposto, torno indietro verso le capanne, i messaggi nella mia mente
si stanno affollando, non devo lasciare che si confondano, devo riuscire
a decifrarli, uno alla volta.
Ecco.... qualcosa comincia a delinearsi, c'è un pericolo, non so cosa
sia, ma c'è qualcosa che minaccia le isole.
Un gruppo si sta preparando a combattere.
Mi ritrovo nella capanna, prendo la mia spada....non pensavo mi sarebbe
servita così presto! Esco di nuovo, nella notte, ora non sento più il
freddo.
Attraverso la foresta, fino all'altro villaggio dell'isola. qui i
messaggi nella mia mente diventano più forti e chiari.
Lyala! ecco la sua capanna......è vuota. Lei è una del gruppo.
Stringo la spada al fianco, sento la lama fredda.
Chi c'è insieme a lei? Cosa sta succedendo? Devo andare, devo aiutarli.
Ecco un'altro nome si fa strada nella mia mente......
Kandi, ma c'è anche qualcun altro, non riesco ad afferrare i loro nomi.
Un soffio di vento gelido mi passa tra i capelli, sento che il pericolo
è vicino.
Esco dalla capanna di Lyala.......Devo raggiungerli, forse anche loro mi
hanno sentita e mi stanno aspettando.
Ma dove sono? Stringo di nuovo la spada e mi concentro sulla direzione
da seguire.......
Cerco i pensieri di Lyala, devo riuscire a mettermi in contatto con lei
per sapere dove sono.
TARAS
Anche io ho sentito che nel nostro villaggio stava accadendo qualcosa.
Una ninfa mi ha detto che a Egos c'era bisogno del mio aiuto. Purtroppo
sono tornato nel mio Regno per sconfiggere un grande demone che stava
torturando e mangiando i miei sudditi. Mi son dovuto trasformare in
delfino e poi in un'Aquila Reale per seguilo nella sua dimora. Un lungo
viaggio pieno di insidie, durante il quale ho dovuto mio malgrado
distruggere tutto ciò che mi si è presentato davanti per intralciare il
mio cammino. Arrivato ai piedi della dimora del Demone, una fata bianca
mi ha detto che quella poteva essere la mia ultima battaglia e che il
mio popolo poteva rimanere senza Re.
Ho dovuto rischiare, sono entrato, migliaia di anime dannate,
imprigionate tra le mura degli inferi, mi supplicavano, mi chiedevano la
libertà, con il cuore affranto ho dovuto continuare il mio cammino.
Entrato in un antro buio, apparentemente vuoto e freddo, dopo una Grande
bestia si è presentata al mio cospetto.
Aveva il corpo di un drado e un volto umano terrificante, che poi si è
trasformato nel volto di un demone. Con l'aiuto dei miei poteri e della
spada incantata donatami da un guerriero in altri tempi, sono riuscito a
sconfiggerlo e a presentarmi finalmente davanti al demone che cercavo.
Lui non era sorpreso di vedermi. Sapeva che lo avrei seguito e che sarei
riuscito ad arrivare fino a lui. Il suo sapere è pari alla sua grandezza
e il libro degli inferi gli ha detto che non doveva e poteva
sconfiggermi.
Così mi ha chiesto un accordo, mi ha chiesto di essere al suo fianco per
sconfiggere e conquistare gli altri popoli confinanti al mio. Ho
rinunciato!
Il mio popolo non sarà mai alleato con lui e con nessun altro essere
maligno. Sono andato via e mi ha promesso che tornerà ma per ora ho
salvato la mia gente. Ora sono qui con voi per continuare il mio viaggio
nel vostro mondo. Spero di potervi aiutare miei vicini. Le stelle ci
parlano, vi aiuterò a comprenderle se sarete vicini al mio cuore
DE'NALIA
La rude violenza della Foresta sollecitava la parte animalesca della
Donna Leone, che giorno dopo giorno riprendeva la sua forza mentre
l'umanità... quella presenza aliena, tormentosa e dolorosa come una
ferita aperta si indeboliva sempre di più. Il sottile piacere di
abbandonarsi all'istinto primitivo e al lato più oscuro della sua anima
aveva innescato un circolo vizioso da cui la donna bestia non sapeva...
non voleva più uscire. Di queste emozioni selvagge il demone si
compiaceva e avendola sottoposta più volte a prove crudeli infine si
guadagnò il ruolo di alfiere del mostro il giorno in cui la Donna Leone
cessò di pensare al modo degli umani. L'antica creatura felina, aveva in
sè brandelli d'anima simili a quelli fiere e riconosceva in lei
un'alleata così una notte la convocò nel tempio di pietra e con il
complesso linguaggio animale fatto di ruggiti, soffi, odori e movimenti
le ordinò di seguire due umani, un maschio e una femmina. Dopo averli
terrorizzati avrebbe ferito la donna, in modo non mortale ma grave.
La Donna Leone digrignò le zanne che brillarono al buio e si rallegrò di
giocare al gatto con il topo con avversari diversi dalle creature della
Foresta.
LYALA
E' giunta ormai la sera, il cavaliere ha scovato una radura nel folto
della foresta e sta preparando il fuoco per la notte. La fanciulla sta
togliendo i finimenti ai loro cavalli cosicchè anch'essi possano
riposare. Accarezza le loro criniere, sussurra dolci parole nelle loro
orecchie... sono molto nervosi da quando si sono addentrati nella
foresta.
Molti rumori si odono al limitare della radura, la fanciulla si chiede
se si tratta solamente di animali o qualcos'altro è appostato nella
foresta per spiarli.
Il suo amuleto non si è mai raffreddato del tutto da quando la foresta
si è chiusa su di loro, non è sicuramente un buon presagio.
"Mia Signora, vi prego, venite a riposare accanto al fuoco, sarete
stanca del viaggio"
"Si cavaliere, mi sento sfinita, ma è meglio organizzare dei turni di
guardia. Se non vi spiace io farei il primo."
"No, tocca a me e a me solo montare la guardia, mai potrei permetterlo
ad una fanciulla"
"Ora basta cavaliere!" Il tono della donna si era fatto imperioso, di
una persona abituata da sempre al comando "Non dimenticate che oltre ad
essere una fanciulla sono anche una guerriera, addestrata al pari dei
cavalieri. Nessuno mi è secondo nell'uso di una spada o nel colpire
qualsiasi bersaglio con le mie frecce."
"Come volete, Milady, a voi il primo turno di guardia" così dicendo
chinò il capo, sia in segno di rispetto, sia per celare quanto le parole
della donna lo avessero profondamente ferito.
"Non volevo essere così dura con lui" pensò la giovane principessa "Ma
non sono mai stata brava a dimostrare i miei sentimenti. Quando voglio
bene a qualcuno e lo stimo non riesco a fare a meno di diventare
aggressiva. Domani devo trovare il modo di farmi perdonare,"
Con questi pensieri prese la spada e si accomodò al limitare della
radura. La notte ormai era intorno a loro e qualcos'altro era appostato
nell'oscurità e li spiava.
La notte ormai è giunta, il nostro gruppo decide di approntare un
bivacco per passare la notte. Si assegnano i turni di guardia, io ho il
primo, ma tanto so già che starò comunque sveglia tutta la notte per
riuscire a parlare con le mie amiche stelle. Soprattutto con Desiderio,
ho bisogno della sua guida per trovare i due giovani.
Gli altri si accingono a riposare, sorrido guardando come ognuno si
prepara per la notte. Chi si tiene vicino la spada, che il suo arco, chi
ancora, come Principedemone, si tiene vicino i suoi splendidi cani.
Ancora pochi attimi e poi è il silenzio, un silenzio carico di attesa;
Desiderio mi avverte che altri due prodi alleati ci stanno cercando per
unirsi al nostro gruppo. Mi concentro, la mia mente cerca di stabilire
un contatto, eccola posso sentire la forza del suo animo. Anche lei mi
sta cercando, la fata guerriera che da poco ha preso dimora nell'isola
di Egos. Sono felice, spero che il contatto che abbiamo stabilito la
conduca fino alla radura del grande albero, ai confini della foresta che
conduce al Regno dei Non-Morti.
"Desiderio ti prego aiutami, so che un altro valoroso ci stà cercando,
ma non riesco a stabilire un contatto. Forse con il tuo canto riuscirai
a guidarlo fino a noi prima che l'alba del nuovo giorno offuschi il tuo
bagliore."
E come sempre la mia dolcissima amica Desiderio accorre in mio aiuto, il
suo canto si leva più forte di ogni altra voce all'orecchio di chi può e
vuole sentirlo. Ti aspettiamo, cavaliere o principe raggiungici al più
presto.
PRINCIPEDEMONE
Il cane rosso avanzava nel folto della foresta a passo spedito, le
orecchie aguzze dritte in attenzione, gli occhi come braci infuocate
scrutavano le ombre proiettate dalla notte.
La sua attenzione era concentrata su un particolare odore, il
principedemone gli aveva ordinato di trovare due giovani umani e di
proteggerli, lui sarebbe arrivato presto con Ambra...
Improvvisamente gli odori aspri della malvagità e della magia si
mischiarono all'odore dei giovani e dei loro cavalli...
Ares percepiva la bramosia e la fame della creatura.
Il grande dobermann si fermo, i suoi occhi acuti, il naso fremente e le
orecchie tesi ad individuare il nemico, la pelle fu percorsa da un
brivido e il pelo si erse dritto sul colle, le spalle e lungo la colonna
vertebrale...
Già sentiva la frenesia della battaglia...
Vide il bivacco dei due giovani, la ragazza era sveglia al limitare
della radura, una posizione pericolosa...
Non lontano da lei, un'ombra enorme e minacciosa, senza fare rumore Ares
s'avvicinò alla creatura, la quale, tutta presa nell'ansia della sua
fame, aveva pensieri, ammesso che pensasse, solo per la sua vittima
designata...
Ora il grande dobermann vibrava per l'impazienza, era pronto a scattare,
ma la creatura non si muoveva...
Poi la situazione precipitò.
La ragazza volse le spalle al bosco e s'avvio verso il centro della
radura, l'essere infernale balzò fuori dal suo nascondiglio e Ares
attaccò.
Ebbe appena la visione di due grandi corna, di un corpo massiccio e
peloso, poi le sue zanne si chiusero sulla gola taurina.
Lo slancio del cane fece cadere in terra l'essere, prima che potesse
reagire gli artigli di tutte e quattro le zampe di Aresw avevano
inflitto ferite ovunque, ma il demone riuscì a rialzarsi, Il grande
dobermann non lasciò la presa, i denti sempre più affondato nel collo
dell'avversario...
Un paio di zampe usate come braccia presero a percuoterlo violentemente,
anche queste erano provviste di artigli.
Il bruciore delle ferite costrinse il cane a cambiare tattica, sempre
mordendo il collo fece una piroetta e riuscì a far perdere ancora
l'equilibrio al demone, poi cominciò a scuotere selvaggiamente la testa
per lacerare le carni e spezzare l'osso del collo...
Il sangue del demone aveva un gusto orribile, Ares desiderava farla
finita il più in fretta possibile, un altro colpo del demone lasciò una
scia umida e dolorosa sul fianco del cane.
Improvvisamente un fiotto di sangue eruppe nelle fauci di Ares dal collo
del mostro.
Subito Ares fece un balzo indietro e si frappose tra il mostro e la
ragazza che ancora sorpresa aveva appena impugnato la spada...
Il demone si rialzò, lo sguardo furente pronto ad attaccare...
Ma ormai aveva sia la carotide che la giugulare tranciate dal morso del
cane, il suio cervello primitivo se ne accorse prima del cuore, il
mostro perse l'equilibrio e piombò pesantemente a terra...
Ancora pochi secondi e morì...
Ares si rilassò, una zampa posteriore non era più in condizione di
essere usata normalmente e si sentiva debole, stava perdendo sangue...
Era anche pieno di lunghe ferite, se pure non molto profonde...
Si voltò verso i due giovani...
Notte, non dormo.
Questo bosco ha qualcosa di spettrale, non si sentono gli animali...
E quel fuoco sembra fatto apposta per richiamare i nemici, anche se le
sue braci sono morenti...
Ares è via, l'ho mandato avanti, a vedere di trovare i due giovani e a
proteggerli, Ambra è nervosa...
Nell'oscurità distinguo le ombre dei miei compagni...
Ambra è in piedi ora, tutta concentrata in attenzione, anche io avverto
qualcosa...
L'elsa della grande spada mi scivola nella mano e sono pronto a estrarre
l'arma, io non sento nulla ma Ambra freme, forse vuole andare...
Un cenno secco e il cane s'accuccia, spero che non sia successo nulla ad
Ares, questi cani sembrano comunicare telepaticamente, vorrei andare ma
sarebbe una pazzia cavalcare all'impazzata nel buio di questa sinistra
foresta...
Meglio aspettare l'alba...
GLENAA
I rumori della notte nella mia mente si fanno più forti, per un attimo
mi impediscono di concentrarmi.
Poi piano piano sento che si affievoliscono, fino a ridursi ad un lieve
ronzio...... ecco adesso nella mia mente è arrivato il silenzio, quel
silenzio che mi permette di usare tutta la mia concentrazione in
un'unica direzione...... la mente di Lyala.
Finalmente l'ho raggiunta, anche lei mia ha sentito e mi sta indicando
la strada fino al loro gruppo.
C'è qualcuno vicino a lei, che la sta aiutando a raggiungere le nostre
menti.
Le nostre? allora qualcun altro ha sentito il gruppo e sta cercando di
unirsi a loro..........
Ecco, la direzione, il luogo dove congiungermi a loro, immagini si
stanno affacciando alla mia mente, dei nomi....... La radura del grande
albero ai margini di una foresta, la foresta che conduce al regno dei
Non-Morti.
Comincio a muovermi, cercando di mantenere il contatto con la sua mente,
per farmi guidare nel cammino.
Adesso è più semplice, posso anche ascoltare i rumori della notte,
mentre cammino sento i fili dell'erba bagnata intorno alle caviglie.
C'è una brezza leggera che ogni tanto mi sfiora le spalle, adesso
percepisco la presenza di altre menti, ma non le cerco, presto li
raggiungerò, ed allora saprò chi sono.
La spada al mio fianco mi sfiora le gambe, la lama è fredda.
Ormai non dovrebbe mancare molto alla radura.......... ancora pochi
minuti di cammino........ Cosa succede?..... sento di nuovo il pericolo
ma non è quello che mi ha portata fin qua, è troppo vicino, per una
attimo sento qualcuno che canta poi il canto si spezza
all'improvviso.....
Comincio a correre, c'è solo un piccolo tratto di bosco che ancora mi
nasconde alla vista la radura, ancora pochi metri, il folto degli alberi
resta alle mie spalle e di fronte a me la radura del grande albero.....
Alla mia sinistra, poco lontano, qualcun altro sta uscendo dal bosco.
E' il Re Taras, era lui l'altra persona che stava correndo qua, che ho
percepito nella mente di Lyala. Oltre l'albero, in fondo alla radura sta
accadendo qualcosa.
Mi fermo un attimo, per cercare di capire, con lo sguardo abbraccio
tutta la radura, ci sono 7, no 8 forse, persone, ci sono dei cani, e al
margine della foresta qualcuno o " qualcosa" sta combattendo. Sento
nell'aria l'odore aspro del male, l'elsa della mia spada è diventata
calda, la stringo, mentre mi lancio attraverso la radura.
Percepisco Taras alla mia sinistra che sta correndo nella mia stessa
direzione. Adesso riesco a distinguere le figure vicino alla foresta.
Un uomo in piedi è il più vicino a me, di spalle, non vedo il suo volto,
una fanciulla, proprio al margine della foresta e un demone e un cane di
fronte a lei stanno lottando; la lotta è giunta al termine. Vedo il
demone che si ferma per una frazione di secondo e poi cade pesantemente
a terra.
Il cane resta fermo, ancora teso nell'atteggiamento del combattimento,
poi si siede e si lecca le ferite, si alza di nuovo, e zoppicando si
avvicina all'uomo in piedi..........
E' ancora di spalle....... Eppure..... quelle spalle, quel cane..... li
ho già visti in passato, ma dove?
Si sta girando, ma il suo viso è in ombra, non riesco ancora a vederlo,
cerco di leggere nei miei ricordi ma...... qualcos'altro si sta muovendo
nella foresta.
Cosa?...
DE'NALIA
L'uomo chiamato Principedemone si voltò verso i due e vide il cavaliere
con gli occhi spalancati dalla sorpresa mentre brandiva la spada stretta
convulsamente.
Glenaa arrivò in quel momento, quasi delusa di non aver partecipato alla
lotta.
"Che diavoleria è mai questa!? E tu chi sei?" Chiese il giovane
guerriero al misterioso sconosciuto che li aveva aiutati.
Prima che potesse avere una risposta, un'ombra scura rimasta occultata
tra i cespugli colpì un balzo verso la dama, che durante la lotta era si
era allontanata dai uomini. Artigli affilai come rasoi recisero la
tenera carne e la pelle bianca della donna che lanciò un grido
straziante. Il nemico ricadde sull'erba e con un nuovo balzo fu di nuovo
nel folto della foresta. La dama si accasciò al suolo davanti agli
sguardi inorriditi dei tre.
Principedemone capì che dietro alle due bestie c'era una mente
calcolatrice... che aveva distratto i due con il mostro cornuto... per
fargli abbassare la guardia e colpire la donna.
Quello a cui non riusciva a credere era l'identità della seconda bestia
che aveva ferito la donna... malgrado i movimenti rapidissimi aveva
distinto chiaramente una lucida criniera leonina "De'nalia... ma come è
possibile?"
Glenaa era chinata sulla donna cercando con le sue arti di fermare
l'emorragia sotto gli occhi affranti del cavaliere.
"Non ci riesco... questi non sono artigli normali... forse c'è del
veleno...la ferita non è profonda... ma non riesco a fermare il sangue!"
La dama era pallida, con il volto lucido e imperlato di suore inspirò
cercando di parlare.
"Cavaliere... io...devo confessarti alcune cose..." sussurrò verso di
lui.
La bestia arrestò la sua corsa e si acciambellò sull'alto di un ramo
leccandosi la zampa imbrattata di sangue.
Il Demone della foresta le comparve davanti compiaciuto. Quanti dei suoi
servi avrebbe scatenato contro gli intrusi?
GLENAA
Non credo di riuscire a salvarla, posso di alleviarle il dolore e
sperare che riesca a superare la notte, allora forse potrò fare qualcosa
di più.
Mi allontano da lei, vuole parlare al cavaliere......
Mi volto lentamente, cercando con gli occhi la figura dell'uomo con i
cani, è di nuovo nell'ombra, quasi volesse celarsi hai miei occhi....
Perchè?.... Non riesco a trovarlo nei miei ricordi, eppure sono sicura
che c'è.
Mi avvicino al gruppo di uomini e donne, nel frattempo è arrivato anche
Re Taras, il gruppo ci stava aspettando....
Mentre mi avvicino continuo a guardare l'uomo nell'ombra, cerco la sua
mente ma mi trovo di fronte ad una porta chiusa...... mi sta sfuggendo,
non mi permette di entrare......d'accordo aspetterò... si sta
avvicinando l'alba e presto il buio lascerà il posto alla luce
allora......
Sono di fronte agli altri compagni, riconosco Desiderio, era lei che
cantava, Lyala che con la sua mente mi ha condotto fin qui. Kandi e
Dissidio.
" Cosa sta succedendo? Ho sentito l'odore del male stanotte e il soffio
gelido della malvagità, mi hanno condotto fino a voi amici. Ma vorrei
capire qualcosa di più di tutto questo. E chi sono la Dama e il
Cavaliere, sono con voi?"
DISSIDIO
Finalmente è tornata la notte... mentre tutta la gente si è accampata,
decido di lasciare il gruppo per seguire il mio scopo... non sò di cosa
parlano... non sono di certo qui per la dama e il cavaliere... non li
conosco, e non è mia abitudine dare fiducia ad estranei... per quel che
mi riguarda possono pure essere sbranati dai lupi!
C'é qualcosa che mi ha spinto qui... è come se stessi cercando una parte
di me che avevo smarrito chissà quando... anzi, è come se un frammento
della mia anima, riconoscesse in questa foresta il suo ambiente
naturale...
Basta indugiare... è il momento di entrare ! Il terreno è ancora umido,
nel sentiero... e i dolci suoni della natura mi fanno compagnia mentre
mi avvicino al buio profondo... la mano destra è sempre pronta a
scattare per sguainare la spada, ma ho la sensazione che non ne avrò
bisogno...
"C'é qualcosa dietro quel cespuglio!" prima che potessi capire da che
direzione sarei stato attaccato, ecco che la bestia è subito alla mia
caviglia! Sento i suoi aguzzi canini che mi penetrano nella gamba, e i
suoi artigli che mi graffiano, ma... prima che riesca a girarmi...
l'animale si è già placato... ha riconosciuto il mio odore, e mi
riconosce come amico. E' un piccolo lupo... adesso non è più aggressivo,
si è calmato e si è accucciato piano piano... anch'io mi siedo accanto a
lui e rimetto la spada nel fodero... osservo i suoi grandi occhi neri...
cosa avrà spinto questo lupo a calmarsi ? Cosa ha riconosciuto in me ?
PRINCIPEDEMONE
E così ora ci siamo riuniti ai due giovani...
La ragazza è ferita, anche Ares e almeno due demoni sono in giro nel
buio della foresta....
Uno sembrava De Nalia, possibile che la donna leone ci abbia tradito
così?
Mi volto a guardare il gruppo, sono presi a parlare tra loro, forse sono
un po' scioccati...
Vediamo Ares...
Ha delle ferite brutte e profonde, dalla sacca della sella estraggo ago
e filo e ricucio le ferite più ampie, il cane non fa una piega ma si
vede che soffre...
Ha perso molto sangue, domani probabilmente non starà in piedi...
Gli spalmo sulle ferite un unguento, eviterà che s'infettino, ora c'è da
sperare che anche gli artigli di quel mostro non fossero avvelenati...
"Lyala..." Chiamo " Passate un po' di questo unguento sulle ferite della
ragazza, non servirà contro il veleno, ma contro i batteri si... Io
torno al tramonto, trasportate il cane sul mio cavallo... Vi lascio
Ambra..."
Non do tempo alla donna di replicare, mi volto, mi avvolgo strettamente
nel mantello e mi avvio verso il folto della foresta.
Le tracce sono nitide, non si è curata di cancellarle, è chiaro che non
era in sè, se era De'Nalia...
Sento l'odore della magia e anche un altro odore, molto più concreto...
Ecco qui...
Le feci del mostro...
Che puzza e che schifo...
Ma cosa mangia?
Questo tronco...
Ha i segni delle unghie ed è macchiato di sangue, il sangue della
ragazza...
Con circospezione alzo la testa verso i rami superiori...
Non molto in alto una figura sembra dormire acciambellata...
LYALA
Guardo Principedemone che si allontana e mi affretto a portare
l'unguento alla giovane donna ferita.
E' successo tutto così in fretta, qualche minuto prima era tutto
tranquillo e dopo un attimo il finimondo. Il mio animo si fà triste
pensando alla figura che è balzata dal folto della foresta e ha ferito
questa fanciulla. Con la mente cerco di chiamarla, di mettermi in
contatto con il suo spirito felino, De'Nalia dove sei? Cosa ti è
successo?
Mi riscuoto dai miei pensieri e guardo la donna, i suoi lineamenti sono
molto belli anche se in questo momento sono contratti da una profonda
sofferenza; il giovane cavaliere che l'accompagna si avvicina:
"Come sta? Pensate che si rimetterà?"
"Non so darvi una risposta, se gli artigli del demone non erano
avvelenati si rimetterà molto presto. In caso contrario......ma noi
faremo comunque il possibile.
Ora ditemi cavaliere, cosa ci fate in questa foresta? Sicuramente
conoscete i pericoli che vi si nascondono"
"Questa donna è principessa di un regno che si trova sul continente a
Sud delle vostre isole. Il suo regno è stato colpito da una potente
maledizione: da 3 anni i bambini maschi che nascono nel nostro regno
hanno un destino terribile ad attenderli. A nessuno di loro è concesso
il dono dell'intelletto......sembra strano, ma non riescono ad imparare
a parlare, a camminare e a mangiare da soli. Tutto questo perchè il
nostro Re si è rifiutato di mandare in sposa sua figlia, la principessa
che ora giace tra le vostre braccia, ad un mago molto potente ma
dall'animo oscuro. Lei ora ha diciannove anni, allora ne aveva appena
sedici, era una bambina. A nulla sono valse poi le suppliche del nostro
Re e l'intervento dei maghi di corte. Poco me di un anno fa il Principe
Elias, fratello della Principessa Ariele questo è il suo nome, è partito
alla ricerca del luogo dove viveva il mago. Sapevamo che avrebbe
attraversato questa foresta e quando non ha più avuto sue notizie, la
Principessa Ariele ha deciso di seguirlo, armata come vedete della sua
spada e di un talismano fornitole dal mago di corte. A nulla sono valse
le suppliche della madre e le minacce del Re suo padre, era ormai decisa
a partire anche da sola. Ha ricevuto un'educazione che spesso è
riservata agli uomini, bravissima con la spada e con l'arco, conosce
anche una strana lotta che un cavaliere giapponese.....Samurai li
chiamano nella loro terra, le ha insegnato. Io ho deciso di seguirla per
proteggerla.....e purtroppo ho fallito."
"Non crucciatevi Cavaliere, purtroppo ciò che vi ha attaccato è qualcosa
da cui difficilmente si riesce a difendersi."
"Ma voi chi siete?" domanda il giovane
Sorrido.....chi siamo? E' difficile rispondere a questa domanda
"Il mio nome è Lyala, abito nell'isola di Egos. Uno strano potere mi è
stato donato, quello di parlare alle stelle e di avere da loro risposte,
consigli.....a volte ordini. Sono loro che mi hanno avvisato del
pericolo imminente, pericolo che anche i miei compagni hanno avvertito.
Così abbiamo deciso di partire alla vostra ricerca per offrirvi il
nostro aiuto. Questi sono i miei compagni ora lascerò che ognuno di loro
si presenti......ma Cavaliere qual è il vostro nome?"
"Il mio nome è Akeda"
TARAS
Come ospite in questo Regno, avevo promesso a me stesso e ai miei Dei di
non intervenire con i miei poteri durante le battaglie o i dissidi del
popolo di Abel Wakaam. Ma questa notte il richiamo del cuore di Lyala e
degli abitanti del villaggio mi ha costretto a correre in aiuto.
I Demoni sono nemici terribili anche nel mio Regno, e nessuna promessa,
seppur sacra, poteva impedirmi di sentire l'odore del male e di correre
in aiuto del bene. Una notte diversa, un'aria diversa, il male programma
sempre bene il momento e il modo di agire. Gli alberi, gli animali, la
terra e l'aria di Fantasy avvertono il male e tutto sembra fermarsi.
Vedo un serpente strisciare e paralizzare la propria preda con il suo
sguardo, vedo il serpente affondare nella carne della preda e
paralizzarlo con il suo veleno.
E' un avvertimento, l'avvertimento che il Demone da per annunciare
quello che sta per succedere.
Usando i miei poteri solo per percepire il richiamo del cuore di Lyala e
la mente di Glenaa, scorgo Glenaa alla mia destra che corre, veloce, e
con la spada arroventata dalla voglia di combattere.
Mi trasformo in un Aquila e volando alto vedo le mie amiche stelle
attendere che qualcosa succeda, che il Demone venga sconfitto. Sono
preoccupate, come non mai, chiedo alla stella più vicina di illuminare
con luce intensa il luogo della battaglia, e scendo in picchiata con gli
artigli pronti verso il Demone.
Il Demone sente che qualcuno o qualcosa si sta avvicinando a lui, un
attimo di esitazione consente al cane di affondare le sue zanne, ma un
Demone non è fatto di carne, ben altro occorre per abbatterlo.
Le mie ali si muovono velocemente, ma non basta, pochi secondi
basteranno al Demone per sconfiggere il cane, la vita dei sudditi di
Abel è in pericolo e il mio cuore non può permetterlo.
Devo ricorrere ancora ai miei poteri. L'ospitalità di Fantasy merita la
mia totale devozione e amicizia, invocando Kazahm, il mio amico fulmine,
entro in lui e mi lancio verso il Demone.
Ai sudditi di Abel ogni creatura del mio Regno è invisibile se gli Dei
non decidono il contrario. Io stesso Re di Taras, sono stato reso
visibile da Kiria, la fata inviata dalla Dea Iris per darmi la luce agli
occhi di Fantasy, dopo aver annunciato al Re Abel il mio arrivo.
A cavallo del fulmine, entro nel Demone. Vermi, serpenti, creature che
strisciano e altre che urlano sanguinanti prigioniere del Demone. Il mio
istinto mi chiede di liberarle ma non c'è tempo, devo fermare il Demone
prima che sia troppo tardi, devo raggiungere l'anima del serpente che
gli da vita e devo soffocare la sua sete di sangue.
Il Dio Serpente Kisss, il Dio che mi trovò, ancora infante, sulle acque
del fiume sul quale fui abbandonato, mi ha dato il potere di stroncare
l'anima di un serpente, sia esso mandato dagli inferi.
Tutto questo avviene in pochi istanti, il tempo occorrente al mio
istinto, al mio sguardo, alle mie mani, ai miei poteri, non è pari al
tempo reale. Tutto accade in pochissimi istanti.
Un attimo dopo, Lyala, Glenaa, l'uomo in piedi e il cane, vedono il
demone accasciarsi e rimanere immobile. Esco dal Demone, Kazahm è stato
ancora una volta mio compagno di battaglia, torna nel cielo ad attendere
di potermi stare al fianco in altre battaglie. Le mie amiche e sorelle
stelle mi guardano felici di poter illuminare la natura ridente di
questa terra.
Ma tutto è accaduto perchè la forza che animava il mio cuore era
alimentata dall'unione delle forze dei cuori di Lyala, Glenaa, di Ares
il grande Dobermann che aveva combattuto il Demone e che lo aveva
indebolito, consentendomi di soffocare in fretta la sua anima.
Non potevo intervenire se non con il consenso degli Dei, ma ho dovuto
per il bene di Fantasy.
Andrò dagli Dei ed esporrò quanto accaduto e le ragioni del mio
intervento. Loro capiranno.
GLENAA
Per un attimo il silenzio è totale, sembra tacere anche la notte, ma è
solo un attimo poi l'uomo con il cane chiama Lyala, che va verso di
lui... quella voce.......una voce che viene dal mio passato, un uomo che
viene dal mio passato....... .aspetterò.
Frattanto Dissidio si è allontanato dal gruppo, è entrato nella foresta.
Kandi si gira verso di me " no, non sono insieme a noi, anche se penso
che siamo arrivati fin qui per loro" risponde alla mia domanda.
Un fruscio, vedo l'uomo che saluta Lyala, si avvolge nel mantello e si
allontana inoltrandosi nella foresta.
Lyala si avvicina alla Dama ferita e al cavaliere. Parla con lui per
qualche minuto poi ci fa cenno di avvicinarci.
Andiamo verso di lei " Questo è Akeda " dice " e la dama è la
principessa Ariele" poi ci racconta la loro storia. Al termine del
racconto restiamo un attimo in silenzio pensando al coraggio della
principessa e alla sue triste sorte. Alzo gli occhi a est cercando di
scorgere qualcosa che mi annunci l'arrivo dell'alba. Se riesce a passare
la notte posso raccogliere le erbe che mi servono per curarla. Vanno
raccolte con la luce del giorno perchè sortiscano l'effetto voluto.
Abbandono i miei pensieri al suono della voce di Kandi " Salve Akeda, io
sono Kandi...."
PRINCIPEDEMONE
Cosa fare?
La notte sta già lasciando il posto al giorno, la foresta lentamente si
rianima ma, da quel poco di cielo che riesco a scrutare attraverso le
cime degli alberi, sarà una giornata di pioggia.
De'nalia è lì, ammesso che sia lei, potrei attaccarla e catturarla, ma
avere a che fare con quella gattaccia non è piacevole se si tratta di
lottare; se aspetto che si svegli per seguirla si accorgerà di me, i
suoi sensi sono fin troppo affinati e io non mi faccio un bagno da
giorni...
Eheheheh...Al più mi scambierà per un caprone puzzolente, eppure devo
fare qualcosa, forse la cosa migliore è aspettare che si svegli e
provare a parlare con lei...
Pianto in terra la grande spada, infilo il pugnale nello stivale destro
e mi raccolgo nella posizione del loto, in attesa...
KANDI
Sono accadute una miriade di cose all'improvviso, ancora stento a
capire...
Guardo quel giovane corpo di donna disteso a terra, ed ancora una volta
rimpiango d'essere solo una piccola, insignificante umana, senza
coraggio...
Mi avvicino al giovane Cavaliere...
"Salve, Akeda, io sono Kandi...
Sono a Fantasy da poco, ma questa sarà la mia Terra da ora in poi. Vi ho
visti da lontano mentre riposavate sotto le fronde del grande albero, e
poi mentre vi addentravate in questa foresta, ma non ho saputo far nulla
per fermarvi...ho avuto paura ad avvicinarmi, questo è il regno dei
non-morti!!!
Lyala mi ha raccontato la storia della Principessa Ariele, e del suo
popolo...
Akeda...quando sono arrivata qui ho conosciuto un uomo, durante le mie
scorribande con un'amica..."
Già...De'nalia...sei stata la mia prima amica, compagna fidata contro
tutti i nemici incontrati nel nostro cammino, ed ora...ora che cosa sei?
Perchè...ed un nodo mi serra la gola...
"Quest'uomo vestiva un saio, ed abitava in una Rocca che si ergeva a
dominare tutto il giardino e le terre intorno...ed era un mago, un
potente mago...
Era posseduto da una forza malvagia, un potente demone...
E' dunque proprio lui il crudele mago che andate cercando?
Colui che ha gettato l'orribile maledizione sul popolo di Ariele per non
averla avuta in sposa?
Akeda...se davvero si tratta di lui, nulla avete più da temere, quell'uomo
è cambiato ora...
Abbiamo sostenuto tante lotte, ma alla fine abbiamo vinto la guerra, i
demoni che lo imprigionavano sono stati sconfitti, egli è tornato ad
essere il Grande Saggio, e vi aiuterà!
Ma dobbiamo prima uscire da qui, da questo regno sconosciuto, dove lui
nulla può...
Da questa foresta oscura e malvagia, dove pare che si sia concentrato
tutto il male che abbiamo cacciato da Fantasy...
E ce la faremo, noi saremo ancora una volta tutti salvi..."
E davvero lo penso, mentre guardo ad uno ad uno i volti dei miei
amici...
Sì, ce la faremo....
GLENAA
Kandi si allontana da Akeda, mi avvicino "Ciao Akeda, adesso tocca a me
presentarmi, io sono Glenaa, una Gwragedd del Galles, una Fata-guerriera.
Possiedo molte arti magiche e la conoscenza della medicina.
Anche la mia spada ha poteri magici. Abito nell'isola di Egos, sulle
montagne. Sono arrivata in queste terre da pochi giorni, ma so che ci
resterò per molto tempo, forse per sempre. Farò il possibile per salvare
la tua Principessa ma dobbiamo aspettare il giorno. Ho sentito il male
che si avvicinava a queste terre, e mi ha portata fin qui per unirmi al
gruppo dei miei compagni. Purtroppo sono arrivata troppo tardi, e poi
nessuno si aspettava un secondo attacco." Mi allontano da loro e lascio
che si avvicini Ladidani. Kandi e Lyala sono andate a controllare Ares,
che si è addormentato, vinto dalla stanchezza e dalle ferite.
Vado verso di loro "Kandi, so che dobbiamo allontanarci da questo posto,
siamo troppi vicini al male; ma le ferite della ragazza peggioreranno se
torniamo a Fantasy, il viaggio è troppo lungo, troviamo un posto più
sicuro di questo e fermiamoci ad aspettare il giorno"
DE'NALIA
Il principe oscuro cerca aguzzare la vista attraverso le tenebre. La sua
cagna freme per la frustrazione di non potersi gettare in una caccia
senza pietà.
Il Principe vede una forma su uno dei tronchi più alti... con una lunga
coda che si muove sinuosamente... e accanto a lei una sensazione come da
anni non provava più.
Percepiva alcuni rimasugli di una presenza demoniaca dotata di un
intelligenza feroce che niente aveva a che vedere con il mostro che
aveva affrontato.
Dal'alto della grande quercia, la Donna Leone è furente anche se ha
portato a termine la sua missione. Il brandello di anima umana che è in
lei urla di sdegno e orrore e lei non può fare a meno di udirne gli
echi. Aveva pensato di uccidere questa nuova parte di se unendosi al
demone della foresta ma si era dimostrata più forte del previsto. Il
Demone rispondeva agli ordini di qualcuno che chiamava Il Maestro...
chissà perchè aveva dovuto solo ferire la donna... non sarebbe stato più
sbrigativo ucciderla subito?
LEDIDI
"Cavaliere ....."
Non mi ha sentito.
"Cavaliere ....."
Ancora niente ... ma chissà a che starà pensando; è così assorto ...
"CAVALIEREEEEEEE"
Ecco, finalmente si è accorto di me.
Mi guarda; ha il viso stanco e preoccupato.
Beh ... lo capisco; anche se non lo conosco mi sembra facile immaginare
il suo stato d'animo.
"Cavaliere, mi presento: mi chiamo Ledidi."
Continua a guardarmi; il suo sguardo mi sembra familiare.
"Non preoccuparti per la principessa Ariele, sta già meglio. Poco fa si
è svegliata ed ha chiesto di te.
Ma è ancora troppo debole per muoversi .... non possiamo permettere che
si affatichi troppo.
Lasciamola qui a riposare in compagnia di ....."
Mi prende la mano e mi fà cenno di tacere.
"Non conosci la principessa Ariele. Non si fermerà fintanto che non avrà
trovato suo fratello ..... e sappiamo che non sarà una impresa facile!!"
"Ma ......" vorrei fargli capire che è tutto molto irragionevole, che
non possiamo farcela se non ci rinforziamo, che una principessa ferita
al seguito non può che rendere tutto più difficile .....
"Lo so a cosa stai pensando, Ledidi, ma non possiamo perdere tempo ... o
sarà troppo tardi ......."
Non capisco bene ..... ma mi fido di quello che mi dice. E voglio
aiutarli, questi due giovani. Ma come?
Ma ... che sta succedendo? Mi sembra che stia arrivando qualcuno di
corsa .... mi pare Kandi ....... che ci sia ancora un pericolo in
agguato?
KANDI
Mi guardo attorno...ho parlato a lungo con Akeda, ed ora ho la
sensazione che manchi qualcuno...
Dissidio!!!
Ma dov'è andato Dissidio?
Non c'è più... sono preoccupatissima, non si sentiva affatto bene
ultimamente, era così strano...
Cerco di mantenere la calma, tutti sono già angosciati a sufficienza, ma
non posso fare a meno di comunicare loro la mia ansia, e forse...la voce
è un po' troppo alta, mentre lo chiamo...
DISSIDIO:
Il suono della battaglia si faceva strada dentro di me... una musica
leggera di tamburi e violini accelerava sempre più il ritmo fino a
generare frenesia per la nuova guerra.
Il mio pensiero era alla spada e a come l'avrei usata per ferire il
nemico... il pensiero di averlo tra le mie mani, di poter decidere della
sua vita, vita o morte in un attimo era qualcosa che mi eccitava e mi
attirava incredibilmente...
...l'istinto assassino è quasi animale, ed è straniero al mio corpo,
anche se ormai mi è familiare più della pietà...
Eppure sento che in me ci sono degli equilibri stravolti, e devo
incontrare l'essere complementare per sperare di ripristinare me stesso,
e rendere normali entrambi... ma... è davvero questo ciò che voglio ?
L'animale non aiuta l'uomo a renderlo più sicuro ? E l'uomo non riesce a
frenare l'istinto scriteriato della bestia ?
E' importante per me rivedere la donna-leone... ancora una volta vorrei
specchiarmi nei suoi occhi profondi e leggere nella sua anima...
De'nalia... sto venendo da te !
LYALA
L'alba di un nuovo giorno ci coglie ancora increduli nella radura. La
principessa è ancora priva di conoscenza, ma i tratti del suo viso si
sono distesi e la sofferenza ha abbandonato il suo viso, lasciandola ad
un sonno profondo. Anche Ares sembra che stia meglio, è fantastico
questo animale, anche se estremamente provato resta sempre all'erta. Gli
artigli del demone, evidentemente non erano avvelenati.
Akeda, mi si avvicina. Vedo che non si sente a suo agio con noi. Gli
sorrido e lui inaspettatamente ricambia il mio sorriso, la ruga sulla
fronte si distende e lui sembra incredibilmente giovane.
Gli faccio cenno di sedere accanto a me e lui mi accontenta.
"Cos'hai giovane cavaliere che ti tormenta?" gli chiedo
"Mi sento così inutile, Signora"
"Ti prego, chiamami Lyala, tra noi amici ci chiamiamo tutti per nome"
"Quindi mi considerate vostro amico?"
"Certamente, perchè non dovremmo"
"Avrei dovuto proteggerla, essere io ferito al suo posto.....e invece.
Sapete, ci conosciamo fin dall'infanzia; il Re suo padre mi ha accolto
nella sua casa, perchè ero rimasto orfano, mi ha allevato quasi come un
figlio e mi ha nominato Cavaliere. Quando Elias è partito non mi ha
permesso di accompagnarlo, diceva che era importante che io restassi
accanto ad Ariele, per proteggerla, così l'ho seguita in questo pazzesco
viaggio, ma non sono stato capace di proteggerla. Ho fallito!"
Mentre pronunciava queste parole, vedevo affiorare nei suoi occhi la
profonda sofferenza e angoscia provata.
"Mio caro Akeda, non credo che avresti potuto far di più. Ho avuto
l'impressione che la creatura che ha attaccato la Principessa Ariele non
ha colpito la prima persona che capitava sulla sua strada, ma anzi, che
avesse fatto proprio di lei il suo bersaglio. Nessuno poteva prevederlo,
neanche tu. L'importante ora è far riprendere le forze alla principessa
e poi riprendere il cammino."
Vedo i suoi occhi guardare insistentemente la mia fronte. Sfioro con una
mano il segno inciso su di essa e sorrido.
"Guardi questo?" chiedo
"E' un segno curioso, sembra quasi un marchio a fuoco"
"in un certo senso lo è. E' il ricordo di una passata avventura, e anche
il legame che ho con le stelle. Mi avverte dei pericoli e mi permette di
scrutare la notte alla ricerca di persone amiche.....come voi" poi un
altro pensiero mi attraversa la mente. Zan dove sei? mi sembrava che
anche tu avessi risposto al mio appello ma ancora non ci hai raggiunti.
Ora più che mai abbiamo bisogno del tuo aiuto.
GLENAA
Cerchiamo un riparo, ma restiamo nella radura, in una zona più sicura,
non possiamo far affrontare il viaggio alla principessa, non in quelle
condizioni, sarebbe troppo pericoloso per lei.
Con la mente ascolto il suo respiro, sembra tranquillo, si è
addormentata. Mentre tutte noi siamo tese in ascolto di ogni minimo
rumore proveniente dall'oscurità della foresta.
Finalmente ad est il cielo comincia a schiarirsi, passando piano piano
dal nero della notte all'azzurro intenso dell'alba e la luce comincia a
diffondersi sulla radura.
Guardo le mie compagne, nella luce dell'alba leggo la stanchezza nei
loro occhi, dovuta non alla notte insonne, ma alla tensione di quelle
ore. Lyala sta parlando ancora con Akeda. Ledidi è si è seduta vicino
alla principessa e Kandi è preoccupata per qualcosa. La luce si fa più
intensa, quasi a ricordarmi ciò che devo fare, è il momento di
raccogliere le erbe per le ferite della principessa, una volta applicate
nel giro di due ore potremo finalmente muoverci da lì.
Mi volto verso la foresta, i raggi del sole non l'hanno ancora raggiunta
e in questo momento sembra ancora più pericolosa e perversa.
Perversa sì, perchè quella foresta è viva, ha una mente malvagia, sento
di nuovo quel soffio gelido sulla nuca. E' l'ora di muovermi. " io vado
a cercare le erbe che mi occorrono per curare Ariele, sarò di ritorno
fra poco, se si sveglia nel frattempo, fategli bere questo ", porgo una
boccetta a Ledidi, la più vicina a lei e mi allontano.
Non devo faticare troppo per trovare ciò che mi occorre, e non perdo mai
di vista il gruppo. Ares si è svegliato e sembra non aver risentito
della lotta di questa notte, il suo sguardo è vigile e sta fiutando
l'aria.
Anche ariele si sveglia, Ledidi si abbassa su di lei, da qui non vedo
molto bene, ma probabilmente le starà facendo bere l'infuso che le ho
lasciato.
Ritorno verso di loro, mi avvicino ad Ariele e senza parlare, comincio a
scoprirgli le ferite, e a medicarle con le erbe. Adesso dobbiamo solo
aspettare un pò, e poi ci muoveremo da lì. Mi volto verso le mie
compagne, dobbiamo parlare, e decidere come muoverci.
Kandi è preoccupata per Dissidio, Lyala ha detto che qualcun altro
doveva raggiungerci, e poi c'è lui, l'uomo dei cani, la voce dal mio
passato, è entrato nella foresta alla ricerca della belva che ha
assalito Ariele. Non possiamo tornare indietro tutte, qualcuno deve
rimanere, dobbiamo decidere chi accompagnerà Ariele e Akeda a Fantasy
per poi tornare in fretta nella radura dove le altre resteranno in
attesa, quindi ci addentreremo insieme nella foresta.
KANDI
Sento le mie amiche che parlano con Akeda... pensano di portare Ariele a
Fantasy, ha bisogno d'aiuto...
Ma non riesco a distogliere il pensiero da Dissidio, da Principedemone...
dove saranno?
Una forza mi spinge verso il punto dove li ho visti allontanarsi... e mi
incammino, cercando di non pensare al mio cuore che batte con violenza,
alla paura che mi attanaglia...
I passi sempre più veloci...
Sto correndo, ora, incurante dei rami più bassi che tentano di sferzarmi
il viso, e mi si aggrappano alla tunica come scheletriche mani...
Eccolo, Dissidio... lo chiamo, non mi ascolta...
Lo raggiungo, con un ultimo sforzo, cercando di fermarlo...
Ad un tratto, tutti e due scorgiamo Principedemone, accovacciato a terra
come in attesa.
Qualche cosa mi trattiene dal chiamarlo, e d'istinto mi fermo, seguendo
il suo sguardo verso la cima dell'albero che lo sovrasta...
Una forma familiare... De'nalia!!!
E' lassù, bella come sempre, ma ancor più selvaggia, sempre più belva e
meno donna.
Mi avvicino, piano piano...Lei mi ha sentita... gli occhi fiammeggianti
fissano i miei...
Principedemone si alza di scatto, correndo verso di me,
gridando..."Ferma, ma che fai? Scappa!!!! Dissidio, vattene di qui, e
porta via anche lei!"
De'nalia ha uno scatto...sta rapidamente pensando a cosa fare, poi
spicca un balzo ed è fra noi...per un lungo momento immobile...un
ringhiare sommesso le esce dalla bocca socchiusa, e ci guarda...guarda
me e Dissidio...
Un gesto della mia mano ferma Principedemone, che già era scattato
sfilando la spada che aveva piantato a terra.
"Aspetta, ti prego..." Si ferma, ma è pronto a colpire.
Dissidio ed io muoviamo un passo verso di lei, ancora incapaci di
parlare...
Lo sento tesissimo, come se aspettasse questo momento da tanto,
tantissimo tempo, per riunirsi in qualche modo a lei...
Mi avvicino piano piano..."De'nalia..." le sussurro...
KADIYA
Il sangue di Ares si raggrumava sul tronco scarnificato di un albero
ormai morto, emblema perenne del tetro sapore della foresta dei desideri
infranti.
Una macchia scura come la notte, densa come la paura, si spandeva
sull'erba poco lontano, nel luogo dove la principessa Ariele era stata
ferita.
Il suo sangue nero penetrava lentamente nel terreno morbido, che lo
accoglieva con ingordigia, quasi a voler dissetare la propria brama di
vita.
E ancora, il succo dolce e aspro del siero vitale della principessa si
mischiava agli umori immondi del demone che proprio lì aveva trovato la
morte.
Un fremito lieve e sensuale scosse allora il terreno nella foresta: un
fremito di piacere.
Finalmente di nuovo l'anima oscura della foresta tornava ad assaporare
il dolce succo del dolore e della morte: non importava che il sangue
fosse anche quello di una sua creatura, il demone mandato a colpire la
fanciulla.
Ciò che contava era che il sangue di nuovo ricopriva le labbra turgide
della foresta in un abbraccio lordo e lascivo.
Ma era solo l'inizio, aveva avuto solo un piccolo assaggio di ciò che
sarebbe stato suo.
Aveva chiamato a raccolta alcune delle sue scure creature, i demoni.
Li aveva attratti con la sua forza primigenia, col suo odore di putrido
e di antico; li aveva lusingati con i suoi miasmi e la sua rassicurante
oscurità.
Li aveva resi suoi schiavi.
Ed ora li stava usando.
Il dolore delle creature innocenti era il suo aperitivo, per questo
aveva accolto con concupiscenza l'arrivo della dama.
Aveva fatto in modo che il demone la ferisse, senza ucciderla, per poter
assaporare per gradi le delizie della sua sofferenza, prolungando nel
tempo la sua agonia ed il proprio piacere.
Ma non c'era solo questo.
Il frutto più delizioso, il piacere più sottile e profondo che il cuore
scuro della foresta si stava preparando a gustare era il tormento
nell'anima della donna-leone;il suo perdersi nel male più grande, la
sconfitta della donna contro l'istinto dell'animale.
Si può dire che persino il dolore della principessa, il sapore della sua
pena e della sua futura morte, fosse solo un mezzo per raggiungere lo
scopo più grande, l'anima nera della donna-leone..... così come solo un
mezzo per attirare adesso De'nalia e farla sua era stata la morte di
quel giovane pricipe, un anno prima.... Elias.
DE'NALIA
La Donna leone apre gli occhi ambrati e le sue pupille verticali trovano
subito una figura poco distante dal grande albero su cui era salita.
Si getta nel vuoto e atterra sull'erba flettendo i muscoli elastici. Il
demone non aveva dato ordini riguardo agli altri intrusi... L'odore di
quest'uomo è familiare.
La prospettiva di una lotta ad armi pari la alletta e la sua lingua
rosea passa sulle labbra pregustando il suo prossimo pasto. Preda dei
suoi istinti primordiali, vede nell'uomo misterioso la parte umana di sè
che vorrebbe eliminare. Forse divorando lui quella parte sparirà tornerà
ad essere libera.
Principe demone mantiene la posizione del loto ma i suoi occhi si aprono
e fissa senza paura la bestia che un tempo aveva conosciuto come De'nalia.
Un sordo ruggito prorompe dalla gola della Donna leone e le sue zanne
esposte allo sguardo non promettono niente di buono.
DISSIDIO
Eccomi, finalmente, al luogo dello scontro. La donna-leone si muove con
disinvoltura ai piedi dell'albero come se fosse al centro di un ring...
Principedemone è in disparte, e osserva la scena con freddezza.
De'nalia ha percepito la mia presenza, ed è impaziente per l'inizio
dell'inevitabile confronto. Kandi si avvicina pericolosamente, e
Principedemone la richiama... De'nalia non sembra infastidita da questa
intrusione, e guarda la donna con orgogliosa indifferenza.
Mi avvicino con prudenza, ed è inutile parlare, perché vedo negli occhi
di De'nalia l'esigenza di uccidermi per sconfiggere la sua parte
umana... abbiamo già capito che è iniziata la battaglia, ma entrambi
sappiamo che un solo colpo potrebbe essere mortale... la mia spada è
sguainata e la agito per tenere la donna-leone lontana... lei sguscia
velocemente da una parte all'altra dell'albero, ma i suoi occhi restano
incollati ai miei.
La gatta sostiene lo sguardo fino a farmi sentire a disagio... è
impaziente di affondare i suoi artigli nel mio corpo, ma non mi
disturbano questi suoi atteggiamenti... la lama della mia spada cerca
sangue, e non posso più resistere all'impulso guerriero che "l'unione"
mi ha trasmesso.
Devo essere io a sferrare il primo colpo ! Cerco di affondare
all'altezza del suo cuore, ma De'nalia è veloce e riesce ad aggirarmi.
Mi allontano e cerco di prevedere da dove proverà a colpirmi... De'nalia
mira alle gambe, ma mentre mi scanso, agilissima si è aggrappata ad un
ramo dell'albero e mi scruta da lassù...
La lotta è appena all'inizio, ma De'nalia sembra distratta dalle parole
di Kandi...
KANDI
De'nalia è risalita sull'albero, inaspettatamente...
Non credo sia la paura che le ha impedito di affrontarci e sbranarci, la
spada di Dissidio non può averla spaventata così.
Lei... forse ha ricordato, ha letto qualcosa negli occhi di Dissidio, o
nei miei... sta prendendo tempo...
Approfitto di quest'attimo, velocemente trascino Dissidio indietro, con
me, e fuggiamo cercando di nasconderci nel sottobosco.
Lui mi segue docile, sembra attonito...non si aspettava che De'nalia
rimandasse l'assalto.
L'aveva vista scattare, e credeva che quello scatto fosse verso di
lui... forse un celato desiderio di finirla, finalmente... di liberarsi
in un modo o nell'altro di quella assurda prigionia della sua mente...
forse anche di morire...
Ma io non glielo permetterò.
Mentre torniamo verso il gruppo guardo Principedemone... la sua bocca è
sigillata, ma gli occhi mi dicono di andare, pieni di forza e
determinazione... e mi infonde sicurezza.
DE'NALIA
La Donna Leone li guarda andar via. Nascosta tra le foglie si domanda
perchè non ha tagliato la gola alla donna e divorato i due uomini. Il
richiamo del Demone Bestia la culla insidioso cibandosi dell'adrenalina
che le scorre nelle vene. Non dovevano interrompere la caccia! Non
dovevano!
Nell'aria sente il sapere ferroso del sangue della dama e la Donna Leone
percepisce anche il suo odore di morte.
C'era qualcuno, molto tempo fà che le aveva dato un nome... un nome
dimenticato... ma lei è una bestia e gli animali non hanno bisogno di un
nome per sapere chi sono. Scuote la testa come per liberarsi di un
pensiero fastidioso. Sà quello che vuole.... li seguirà e quando l'uomo
chiamato Dissidio sarà vulnerabile lo squarterà e trarrà dalle sue
viscere ciò che le apparteneva e che le è stato rubato e finalmente le
urla nella sua testa si placheranno.
La voce del Demone le parla ancora... e le ordina di uccidere il
Cavaliere... di strappargli il cuore e di lasciarlo sul grembo della
Dama. Il Demone vuole spezzare la sua resistenza fisica e mentale e
inebriare la Donna bestia con fiumi di sangue innocente, finchè non si
sarà spinta troppo oltre per tornare indietro e la sua anima furiosa
sarà ridotta ad un pezzo di carbone arso troppo velocemente.
La Donna Leone soffia di sdegno! Prima sarà Dissidio...
LYALA
Sto parlando con Akeda ma una sensazione non proprio piacevole mi
attraversa la mente. Per un attimo, ma solo per un attimo, sono riuscita
ad entrare in contatto con la mente di De'Nalia, le immagini che vi
erano celate mi fanno rabbrividire. Ho visto il Giovane Akeda ferito a
morte ai piedi dell'affranta principessa Ariele.
Ma non è stato tanto questo a farmi rabbrividire, quanto l'altra
presenza che sta manovrando la mente di De'Nalia. La volontà di un
essere che racchiude in sè la malvagità assoluta sta tentando di rendere
schiava la Donna Leone.
"De'Nalia" chiamo con la voce della mente, la cerco nel folto della
foresta, so bene che lei mi sente, ma non so se mi risponderà o se le
sarà impedito.
"De'Nalia, la tua volontà è più forte di quella del demone. Combattilo,
lui ti vuole solamente rendere sua schiava, un burattino nelle sue mani.
Non credo che sia questo il tuo destino. Tu sei l'espressione
dell'indipendenza, nessuno potrà mai vincere la tua volontà"
Spero che il mio appello le sia arrivato. Vedo la principessa Ariele che
sta tornando piano piano tra noi. Bene non appena si sarà ripresa
decideremo la direzione da prendere.
PRINCIPEDEMONE
La donna leone mi ha evitato; questo mi fa sentire meglio.
Mentre meditavo qualcosa mi ha toccato l'anima:
Stavo per battermi e forse uccidere un'amica!.
Non importa in cosa l'abbia trasformata il demone, abbiamo combattuto
insieme e non mi ha fatto nulla...
E' il demone che devo trovare, Ares è ferito gravemente e la pagherà, ma
sarà lui a pagarla...
Il bosco sembra chiudersi minaccioso su di me, ho il cuore pesante e
sono molto stanco ma devo trovare quel mostro, forse De'nalia si può
ancora salvare.
Sferro le redini del cavallo e mi avvio, la magia dei demoni puzza, lo
troverò...
La puzza del demone è sempre più forte, non mi sento più tanto sicuro,
vorrei i miei cani con me, ma questa volta potremmo anche non
sopravvivere...
La mia grande spada sembra un macigno per quanto pesa... perchè queste
sensazioni?
Che sia un presentimento?
Il bosco trattiene il respiro al mio passaggio, alberi e piante sembrano
consapevoli della trasformazione che sta avvenendo in me.
Oggi questa terra imparerà perchè mi chiamano il principedemone...
L'aria diventa sempre più fredda e ferma, calpesto un tappeto di foglie
morte, gli stessi alberi hanno un aspetto malato e triste...
Improvvisamente lo vedo, la sua massa putrescente è di fronte a me, mi
aspetta...
Snudo la grande spada e mi calo la visiera.
Smonto da cavallo e con una pacca lo allontano, lui non può affrontare
il demone...
La bestia malvagia mi guarda e freme, avverto la sua cupidigia e la sua
sete di sangue, oltre alla sua puzza...
Cominciamo a valutarci girando in tondo, lui è enorme e massiccio,
potrebbe schiacciarmi solo con la sua mole, inoltre è provvisto di
artigli lunghi e acuminati oltre che di una notevole dose di magia e la
sua pelle è spessa e coriacea...
Forse sarà la mia ultima battaglia, ma non morirò da solo...
Il demone esita, forse avverte il potere della mia spada o quello dei
miei secoli e capisce che non deve sottovalutarmi, "colpisci per primo"
diceva il mio precettore moltissimi anni fa...
Scatto in avanti e il taglio della mia spada si abbatte sul braccio
proteso del demone...
Antichi Dei!
Un colpo che avrebbe tranciato un tronco lo ha appena scalfito...
Ma vedo il suo sangue e gli ho fatto male, ora starà molto più
attento...
Il demone sembra esitare ancora, cerco d'incalzarlo ma ora è svelto,
riesce ad evitare i miei colpi...
Sta evocando la magia, vedo la mia spada diventare brillante, è il mio
scudo, se il suo potere non basta sono morto...
Alle mie spalle un rumore di fronde e di passi in corsa...
Mi volto e do una rapida occhiata: Dissidio!
"Che ci fai qua? RaGAZZO VA VIA...Questa battaglia è solo mia..."
Mentre parlo un lampo di energia si sprigiona dal demone de si abbatte
su di me, o meglio sulla spada che lo attrae e imprigiona.
sento il calore, la guardia sembra sul punto di sciogliersi, ma devo
tenerla...
Cado in ginocchio... IL demone ha troppa energia, non ce la farò...
Le mie mani!
Si stanno ustionando!
Oramai è solo calore ed agonia, non vedo più...
Improvvisamente tutto cessa, tranne il dolore...
Cado sui gomiti e alzo lo sguardo:
Dissidio ha piantato la spada nel fianco del demone e lo ha distolto da
me.
Ma ne paga subito il fio...
Il demone lo colpisce con il braccio e lo sbalza lontano, in quell'attimo
raccolgo tutte le mie forze e mi avvento brandendo la mia grande spada,
ormai non sento più le mani, ma non importa, questo demone deve cessare
di esistere.
Stavolta il mio colpo penetra profondamente nell'addome del demone.
Ora è infuriato, si sfila dal fianco la spada di dissidio e mena un
colpo dal basso verso l'alto...
Arretro fissandomi istupidito il moncherino del mio braccio sinistro, un
fiotto di sangue sgorga nel vuoto là dove c'era il mio polso...
Il mostro ne approfitta e gettato la spada di Dissidio cerca il corpo a
corpo, un colpo come una mazzata mi solleva da terra e volo per tre
metri prima di arrestarmi contro un tronco.
Il dolore mi avvolge da tutte le parti, la spada mi è caduta.
Il demone si avvicina per finirmi, vedo la sua espressione, sta già
assaporando il gusto del mio sangue...
In un lampo di lucidità afferro il pugnale dallo stivale, barcollo
incontro al mostro, perdo sangue, troppo, tra poco morirò, forse mi
resta un solo colpo...
Un altra mazzata di quelle braccia enormi, riesco a pararla col
moncherino, tanto dolore su dolore non fa differenza..
All'improvviso il demone barcolla e cade a sua volta...
Dissidio sul mio cavallo...
L'ha fatto impennare e colpire il demone alla schiena...
L'ultimo attacco...
Sono sulla schiena del demone, gli pianto il pugnale nel collo e tento
d'inchiodarlo al suolo...
" Dissy! La mia spada...Piantagliela all'altezza del cuore, presto!" sto
urlando, ma la mia voce la sento appena " Non lo terrò per molto..."
Poi esiste solo lui e gli ultimi aliti della mia vita che lo inchiodano
a terra...
Non mi accorgo del momento in cui Dissidio pianta la spada nel demone,
solo, all'improvviso, questo s'inarca e, ancora, vengo sbalzato
lontano...
Non sono ancora morto...
Dissidio è inginocchiato vicino a me e mi guarda, non oso pensare al mio
aspetto...
" Dissy...Ragazzo..." Mormoro, so che ormai la mia voce è ridotta ad un
filo e spero che il giovane mi senta " La mia mano...Mettimela vicino...Ti
lascio la mia spada e il mio cavallo...E il mio titolo..."
Il ragazzo mi guarda un po' preoccupato:
" Non morire principe..." sussurra, ma si alza e va a cercare la mia
mano.
Oramai non sento più dolori e vedo solo una macchia luminosa indistinta,
forse questa volta la mia maledizione mi lascerà...
Dissidio torna vicino al corpo del principedemone con la mano
insanguinata stretta nel pugno...
Il principe è morto, il suo cuore non batte più.
S'inginocchia accanto all'uomo antico dal volto giovane e delicatamente
gli posa la sua mano mozzata sul petto...
Mentre piange, tra sè, dissidio prega...
Non lontano, nella radura dove la principessa sta ancora lottando con la
morte, all'improvviso i due dobermann annusano l'aria e cominciano ad
ululare in modo straziante...
GLENAA
Ariele si sta riprendendo, è ora di farli tornare indietro.
Non so come mai, ma sento che anche Akeda è in pericolo, forse più di
lei.
Il giorno ormai è alto, Kandi è andata in cerca di Dissidio.
Ledidi è ancora vicino ad Ariele, sarà lei ad accompagnarli a Fantasy, e
a lasciarli alle cure e sotto la protezione dei sui abitanti.
Lyala ed io l'aspetteremo qui, sperando di veder tornare anche gli
altri.
Prepariamo una barella con dei rami e il mantello di Akeda, per poter
trasportare Ariele senza troppi disagi.
L'attacchiamo dietro ad uno dei cavalli, sono pronti per andarsene,
almeno a Fantasy saranno al sicuro. Sento più forte l'odore del
male.......
Mi avvicino a Lyala e insieme guardiamo le tre figure che si allontano.
Non parliamo, ognuna persa nei suoi pensieri. Cosa sta succedendo nella
foresta sento di nuovo il vento gelido e l'odore fetido della malvagità.
Forse anche Lyala lo percepisce, perchè si volta verso di me, quasi
volesse dirmi qualcosa ma resta in silenzio, e in silenzio ci guardiamo,
per alcuni istanti poi ci giriamo di nuovo verso la foresta, verso quel
buco nero che sembra contenere tutto l'odio e la malvagità del mondo.
Stringo la spada, forse dovremmo entrare anche noi, non so decidermi,
non serve a niente starsene qua in mezzo alla radura, dovremmo entrare
anche noi, forse gli altri hanno bisogno di aiuto, non è un solo
pericolo quello che sento. C'è molto di più di ciò che abbiamo visto
finora, ci sono diverse creature nascoste nel buio, e tutte obbediscono
a qualcosa di più grande, un demone forse, un demone molto potente e
pericoloso.
Il male che sta creando non ha alcun fine, se non il male stesso. E
questo lo rende più forte ogni volta che i suoi servi uccidono o
feriscono.
Senza quasi rendermene conto, poso la mia bisaccia sull'erba, tiro fuori
due pugnali li infilo nella cintura, cerco ancora, il mio talismano. Lo
metto dentro il corsetto, sento il suo calore che mi scorre in tutto il
corpo. Mi volto verso Lyala e solo allora mi accorgo che anche lei si
sta preparando, abbiamo deciso di entrare. Sono pronta aspetto un cenno
da Lyala, ci avviamo a passi rapidi e mentre ci avviciniamo mi accorgo
che ora stiamo correndo. Ora sento chiaramente la mente perversa di
quell'essere, che si sta preparando per uccidere ancora.
LYALA
Io e Gleena la fata guerriera ci inoltriamo nel folto della foresta.
Siamo entrambe consapevoli che qui si deciderà il nostro destino e non
solo. La foresta si chiude su di noi con il suo abbraccio malevolo;
sento il segno che ho sulla fronte brillare ed emanare un forte
calore.....l'ultima volta che ho avuto segnali così forti è stato nella
lotta contro gli incubi.
Cerco Desiderio con la voce del pensiero, vorrei da lei un consiglio, ma
l'unica cosa che mi dice è:
"ATTENZIONE LYALA, STAI ANDANDO INCONTRO A UN GRANDE PERICOLO" poi più
nulla. Forse qualcosa le impedisce di parlare, la foresta sicuramente fa
da schermo e non riusciamo più a comunicare.
Vengo distratta dai miei pensieri da alcuni rumori provenienti dalla
foresta, si sta svolgendo una battaglia, proprio davanti a noi,
all'improvviso la scena che ci appare è talmente spaventosa che fatico
ad accettarla. Principedemone e Dissidio stanno lottando con un demone,
sembra che ne abbiano il sopravvento. Il Demone cade, è
sconfitto......ma NOOOOOO cade anche Principedemone, Dissidio lo lascia
per un attimo poi torna poggiandogli qualcosa sul petto, si sussurrano
qualcosa....poi dalla radura appena lasciata sento i guaiti sconsolati
dei due dobermann di Principe.
Accorro vicino al corpo di Principe, le lacrime stanno ormai scorrendo
copiose sul mio viso. Il mio simbolo che brilla sempre più sulla mia
fronte. Accarezzo quel volto, lo chiamo ma a nulla servono le mie
parole.....forse il potere delle stelle potrebbe fare qualcosa, ma poi
mi chiedo se sia proprio questo ciò che il fiero Principe
vorrebbe.......
PRINCIPEDEMONE
La mia maledizione ha colpito ancora, vedo il mio corpo giacere privo di
vita, è come un sogno, ma già conosco il doloroso risveglio...
Ora non posso più aiutare i miei amici, dovranno completare la loro
missione da soli e aiutare i due giovani nobili a tornare sani nel loro
regno...
I miei cani sanno cosa fare, anche se temo che Ares mi raggiungerà, ha
una brutta ferita e vedo la vita sfuggire dal suo corpo...
Ambra da uno sguardo al suo compagno e insieme s'avviano verso il luogo
dove giace il loro fratello a due zampe.
il cane marrone avanza a fatica su tre zampe ma segue la compagna senza
perderne il passo.
In pochi momenti sono presso la salma del principedemone...
Dissidio sembra impietrito, Kandi e Lyala piangono.
I due cani con delicatezza si intromettono tra principedemone e i suoi
amici, mentre Ambra bada che nessuno si avvicini troppo, Ares con il
muso fruga sotto la tunica del principedemone e ne estrae un sacchetto
che poi lacera con i denti e forza con il muso tra le labbra del
principedemone e poi ne lecca una parte anche lui...
Dopo un secondo una forte luce si leva dal petto di principedemone e del
cane e, tra gli sguardi sconvolti e stupiti degli altri, i due
scompaiono...
Lugubre si leva l'ululato di Ambra, oramai è rimasta sola...
LYALA
Li vedo scomparire insieme, Principedemone e Ares; Negli ululati di
Ambra sento tutto il suo dolore, passo un braccio attorno al collo del
dobermann e affondo il mio viso nel suo pelo morbido e piango, piango
insieme a lei per la perdita dei nostri cari amici.
L'amuleto brilla sempre più sulla mia fronte, ad avvertirmi che il
pericolo non è passato. Mi riscuoto, Ambra sceglie di mettersi al mio
fianco, non avrà più un padrone ma evidentemente mi ha scelta come
compagna di vita, ne sono contente, avrò comunque un ricordo di
Principe.
Il vero nemico è il mago, è lui che dobbiamo scovare e ridurre
all'impotenza.
Aspetto che i miei amici si ricompongano mentre le lacrime vengono
asciugate da una dolce brezza che soffia dal mare.
DISSIDIO
Il Principedemone ha deciso di sacrificarsi per salvare la vita di noi
tutti... si è comportato da eroe e mi ha permesso di sconfiggere il
demone... la battaglia è stata dura, ma non serve stare a terra a
compiangerlo... dobbiamo raccogliere le forze e andare nel regno della
principessa per sconfiggere il mago...
Raccolgo la spada del Principedemone e la ripongo nel fodero insieme
all'altra, in modo da formare una X nella mia schiena... il dobermann
Ambra si è avvicinato a Lyala, e pur guardandomi con occhi languidi,
sembra che abbia deciso di restare con lei... andiamo verso gli altri, e
gli annunciamo la triste notizia... decido di allontanarmi per stare un
po' da solo... mentre scruto il mare assorto nei miei pensieri, una mano
si posa sulla mia spalla... mi giro... è De'nalia, mi guarda e corre
via... forse la sua parte umana sta soffrendo come noi...
DE'NALIA
La Donna leone guarda l'accaduto con i freddi occhi di uno spettatore
inconsapevole. La vita, la morte, la rinascita .... tutto si fonde e si
ripete in un ciclo continuo che il popolo animale conosce da millenni e
accetta come parte dell'esistenza. Il corpo del Principe Demone e del
suo cane è svanito come se non fosse mai stato su questo mondo,
lasciando soltanto una chiazza di erba bagnata di sangue.
Il Cavaliere é in piedi con gli occhi allucinati fissi sul cadavere del
Demone della Foresta. Povero piccolo umano, pensa la Donna leone,
pensavi di compiere gesta eroiche, pensavi di guadagnarti fama e
onore... e invece il tuo cuore codardo è venuto allo scoperto.
Prova pena per lui, così come la proverebbe per un piccolo coniglio
spaurito finito tra i suoi artigli. Ancora una volta comprende le
debolezze del brandello di anima umana rannicchiato nel suo cuore
impavido e vorrebbe disfarsene. Il Demone che credeva invincibile, come
la forza primigenia della natura, era caduto sotto i colpi degli umani.
Era un buon maestro... ma non il migliore. De'nalia comincia a
sospettare di dover cercare le proprie risposte da sola...
Su una delle isole dell'arcipelago Lyala cerca di curare la Dama, il cui
corpo è ancora straziato dal potente veleno di cui erano intrisi gli
artigli della Donna Leone.
La donna umana è quasi esanime, pare che anche lei si stia preparando a
morire, il viso di un pallore mortale è sostenuto solo dal suo sguardo
determinato a vivere e a compiere la sua missione.
Dalla penombra della baracca di Lyala scaturisce un vapore malsano,
intangibile di colore grigio e nel fumo si materializzarono due forme.
La Dama gridò per il terrore di vedere suo fratello riflesso in quelle
ombre, il suo amato fratello vicino ad una figura ammantata di nero di
cui si vedevano sono due occhi rossi come braci luccicare nel buio.
"Aiutami sorella mia... salvami!"
La Dama ode la voce familiare e inorridita grida con le forze rimaste.
"Fratello! dove sei?"
"Vieni, ti prego vieni... il Signore di queste terre mi tiene chiuso
nella Fortezza sulla Rupe della Follia! "
"Io... io vorrei raggiungerti... ma non ne ho le forze..."
"Basta che tu lo voglia... Ti scongiuro... concediti allo Stregone sei
la mia unica speranza..."
"E sia..." disse lei con un filo di voce...
"NOOO!" gridò Lyala. La Sorella delle stelle aveva percepito
l'inganno... una subdola mossa che doveva essere evitata!
Il vapore inondò la stanza e quando svanì non lasciò niente dietro di sè...
Lyala e la dama erano sparite...
Nella Foresta di Darkness si ode un mormorio che lentamente diventa una
risata agghiacciate. Le foglie fremono, i corvi si alzano in volo, Il
cane sopravvissuto del Principe demone rizza le orecchie e guaisce.
La Donna Leone fissa curiosa il gruppo di eroi ancora stordito
dall'orribile battaglia contro il Demone che si è tenuta nella radura.
Ancora hanno nelle orecchie la risata agghiacciante del Signore di
quelle terre. Una risata trionfante poichè adesso ha la vita della Dama
e quella di Lyala.... ma loro non possono saperlo...
Dissidio si scuote dall'orrore e raduna i compagni. Cosa faranno? La
Donna Leone non sà e non vuole saperlo... la sua bestiale natura la
chiama altrove, lontana dalle questioni degli umani. Così... la sua
anima umana, l'intruso dentro di lei, finalmente la lascia... Un globo
di luce sgorga dal suo petto dorato brilla un attimo e poi ondeggiando
scompare tra le foglie....
Il Demone le aveva restituito l'ardore animale andato perduto con la
fusione con l'umano chiamato Dissidio.... in quanto a lui... avrà un
modo suo per convivere con la sua parte bestiale... o ucciderla...
Odora il vento... e questo le porta sentori conosciuti... quello del
pelo setoso della groppa di un centauro.
La Donna Leone ricorda adesso anche di avere un nome... De'nalia e che
era amica di un solitario centauro. Adesso non è che un'ombra nella
notte, niente più di un soffio di brezza.
LYALA
Mi guardo intorno. Un attimo prima mi trovavo con la Principessa Ariele
nella mia capanna, mentre ora ci troviamo entrambe in questa grotta.
Ariele piange sommessamente, non c'è più traccia della indomita
principessa nei suoi occhi.
"Elias dove sei?" Ma la sua voce rimbalza, con un eco insolente, tra le
pareti della caverna, unica risposta alla sua domanda. Ad un tratto una
risata che nulla ha di umano, risuona lugubre nella grotta.
"Bene mia cara Ariele, ci incontriamo di nuovo" mentre queste parole
risuonavano vicine, una nube di vapore verdastro si materializza davanti
a noi, e dissolvendosi lascia apparire due figure. Sento che il pianto
di Ariele si fa più angosciato ma non capisco perchè.
Il simbolo sulla mia fronte comincia a brillare, come sempre di fronte
ad un pericolo. I due si avvicinano e riesco a scorgere i loro volti.
Uno dei due è un vecchio, una corta barba bianca incornicia il suo viso
e i suoi gelidi occhi si fissano per un attimo nei miei, prima di
spostare la loro attenzione su Ariele.
"Bene Principessa, vedo che alla fine ha ceduto alle mie richieste e mi
ha raggiunto per divenire mia sposa"
Un lampo passa negli occhi della Principessa, e vedo riaffiorare tutta
la sua determinazione.
"Questo mai! Piuttosto la morte"
La mia attenzione si sposta sul secondo uomo, si tiene più in disparte,
ma nei suoi occhi brilla la stessa luce malvagia del vecchio. Si
avvicina ad Ariele che ancora non si è accorta della sua presenza, e
sfiora i suoi capelli con una mano.
"Sorellina", ma quest'unica parola che voleva essere gentile, suona alle
mie orecchie come un insulto.
"Elias, fratello mio" e così dicendo Ariele si getta tra le braccia del
giovane. Un brivido percorre la mia schiena. Sarebbe questo l'uomo per
il quale Principedemone ha dato la vita? Il simbolo sulla mia fronte
reagisce alla sua vicinanza inondando tutti della sua luce fulgida. Noto
che il vecchio, che a questo punto riconosco come il perfido mago, si
ritrae dalla sua luce, mentre Elias continua ad accarezzare i capelli
della sorella ancora stretta tra le sue braccia, ma i suoi occhi fissano
i miei con aria di sfida.
"Sorellina, so che hai fatto un lungo viaggio per raggiungerci, sei
stanca e hai bisogno di riposo. Vedrai ti abbiamo preparato un giaciglio
confortevole."
Lentamente Ariele si stacca dal fratello e lo guarda negli occhi,
capendo finalmente la verità. Era stata tradita dal suo stesso fratello
ed ora si trovava in balia della persona da lei più odiata. Consegnata
dal suo stesso fratello.
"Perchè?" quest'unica domanda echeggia nella caverna, rimbalzando di
parete in parete continuando a ripetersi ossessiva.
KANDI
Sento Dissidio che ci chiama, dice qualcosa...ma la mia mente è
altrove...
Ho visto l'agile figura di De'nalia scomparire dietro un cespuglio, ed
uno strano bagliore levarsi da là dietro...
Strana amica, io ti cercherò, non ti lascerò andare lontano, ho bisogno
di te...
Siamo state le prime ad incontrare il Mago, a lottare con lui, a credere
d'averlo vinto.
Tu sapevi darmi forza, mentre io forse ti davo un po' di dolcezza, che
mitigava la tua natura animale...
Non puoi andartene ancora, dobbiamo tornare là, dove la nostra avventura
su questa Terra ebbe inizio...dobbiamo aiutare queste sfortunate persone
e finire ciò che avevamo iniziato.
In fondo, tutt'e due sapevamo che sarebbe successo. La mia mente ritorna
a quel viso seminascosto dal cappuccio...
Era un inganno, quel sorriso enigmatico...o forse era davvero un momento
d'abbandono e d'amicizia?
Eccola...
"De'nalia, aspetta..."
Si volta...riconosce il suo nome, finalmente...
Incontro i suoi occhi, e comprendo tutto in un attimo... la sua voglia
di fuggire da noi, semplici umani, che non capiremo mai la vera natura
di un uomo-bestia...
Ed il suo unico desiderio, ora... cercare chi davvero può comprenderla
ed amarla, un altro essere come lei, con cui ritrovare se stessa.
Le sorrido e poi mi volto, incamminandomi verso gli altri... lei sa che
ho capito.
Ci rivedremo un giorno, Fantasy è la Terra di entrambe.
Dissidio, amici miei, eccomi!!!
Il Mago dovrà pagare per tutto questo dolore...
LYALA
La determinazione svanisce negli occhi di Ariele, mentre dentro di me
monta una furia incontenibile. Mai ho provato un sentimento così forte e
distruttivo. Neanche nella lotta con gli incubi. Ma il tradimento di
Elias nei confronti proprio di sua sorella.
"Rispondi alla sua domanda Elias, penso che tu glielo debba... Perchè?"
I suoi occhi si fissano gelidi nei miei, solo ora mi accorgo del loro
colore....sono gialli come quelli dei serpenti. Ed allora capisco che il
mago deve comunque aver compiuto qualche incantesimo anche su Elias, ma
sicuramente lui era consenziente, non si agita neanche l'ombra di un
rimorso dietro quello sguardo.
"Tu mi chiedi perchè?" Dice rivolto alla sorella, ma senza distogliere
gli occhi dai miei "Tu che sei sempre stata la preferita dei nostri
genitori e del nostro popolo. Io sono l'erede al trono, ma il popolo ama
te! Anche tu non mi hai mai considerato. Fin da piccola preferivi
giocare con Akeda, piuttosto che con me"
"Tua sorella non ha esitato ad affrontare un viaggio durissimo e
pericoloso pur di venirti a salvare, cos'è questo se non amore" gli
dico, e la mia voce è tanto dura che anche io me ne stupisco.
La risata di Elisa rimbalza di parete in parete nella grotta, e un
brivido freddo scorre nelle mia schiena. Non avverto nulla di umano in
quella risata.
"Illusa, lei non l'ha fatto per me, ma per il suo popolo, per salvarlo.
Però non ha accettato alcun sacrificio lei. Lo poteva salvare anche
senza avventurarsi in questa foresta, bastava che sposasse il mago, cosa
che per'altro ora sarà comunque costretta a fare.....e ti dirò di più,
noi piegheremo anche la tua volontà e tu diventerai non la mia
compagna.....ma la mia schiava!"
"Vedremo Elias, se ci riuscirete..... non vedi come il tuo potente mago
si è ritratto da me?"
Nel dire queste parole mi avvicino ad Ariele, la aiuto ad alzarsi e
cerco di approfittare dell'attimo di smarrimento di Elias per tentare
una improbabile fuga. Amici miei, dove siete? Sono davvero sola ad
affrontare questo orrore?
"Dove credi di andare?" è la voce del mago, si sta riavvicinando, tiene
tesa davanti a sè una sfera. La guardo stupita.....che incantesimo è mai
questo? Dalla sfera sembra fuoriuscire l'oscurità, così come da una
lampada sgorga luce. Capisco che la battaglia sta per avere inizio. Il
simbolo brilla intensamente, ma la sua luce viene oscurata quando entra
in contatto con le tenebre che fuoriescono dalla sfera del mago. Chiamo
a raccolta tutte le mie forze......Desiderio ti prego aiutami come hai
sempre fatto, e ancora una volta ricordo le sue parole.....io sono
solamente il mezzo. Devo fare il vuoto nella mia mente e permettere al
potere delle stelle di entrare in me e di servirsi di me. Amici miei,
ovunque siate, aiutatemi, unite le vostre menti a sostegno della mia,
ricreate il cerchio e mandatemi la vostra forza!
DE'NALIA
La Donna Leone si chiede quali prove metterebbero a nudo le sue
possibilità... Quale sfida potrebbe far tornare a scorrere l'Adrenalina?
Odore di magia... un sapore elettrico nell'aria, un incantesimo d'amore
e paura si stà scagliando in questi luoghi! E finalmente distingue di
sapore di Lyala, la sua essenza... ma ella non è qui.
Un sussurro spettrale solletica le sue orecchie "Amici miei, ovunque
siate, aiutatemi, unite le vostre menti a sostegno della mia, ricreate
il cerchio e mandatemi la vostra forza!"
L'istinto bestiale che la guida prende il sopravvento e De'nalia si
lancia verso l'umana di nome Kandi che, voltata di spalle, si stà
allontanando. La ghermisce senza pietà e la donna ha solo il tempo di
emettere un gemito soffocato.
"De'nalia.. perchè" chiede Kandi temendo che l'antica amica voglia
squartarla. Gli artigli aguzzi premono contro di lei.
La Donna Leone la alza come una bambola e a lunghe falcate raggiunge il
punto dove aveva sentito addensarsi il potere degli elementi.
Entrambe vengono avvolte da fasci di magia luminosa, volano incorporee
per chilometri ... e infine si materializzano in una sala oscura
dinnanzi alla triste figura del Signore di queste terre.
I suoi occhi inumani sembrano sezionare le due ospiti inattese. il
giovane che gli stà al fianco arretra d'un passo quando De'nalia
ruggisce di gioia perchè ha trovato un degno nemico.
Perchè ha portato con sè l'umana? Non sa dirlo... le vie dell'istinto a
volte incrociano quelle dell'anima e non sempre c'è una risposta...
Lyala spalanca gli occhi e vede che in parte le stelle amiche hanno
esaudito il suo desiderio.
KANDI
Sto per raggiungere Dissidio quando mi sento afferrare all'improvviso, e
rotolo a terra assieme alla mia assalitrice... De'nalia!!! Perchè...
I suoi artigli mi stringono, ma senza ferirmi, mentre corre... vuole
solo portarmi con sè, ma dove?
Ad un tratto una luce ci avvolge, ed ancor prima di capire cosa succede
ci troviamo in una grande sala buia...no, è una grotta...
Vedo Lyala, i suoi grandi occhi brillano nella penombra, felici di
riconoscerci... e Ariele...
E di fronte a loro due uomini...
Il più vecchio stringe una sfera fra le mani, da cui sembra uscire la
notte, con tutti i suoi orrori, ma la stella sulla fronte di Lyala emana
una luce intensa che la combatte.
Guardo il vecchio...non siamo alla Torre, nessun saio gli nasconde il
volto...
Questo non è il mago che abbiamo già incontrato, i suoi occhi sono
gelidi e malvagi...
Di colpo capisco...è Doomdark, il Signore della Valle dei non-morti!!
E' dunque lui, il perfido mago, colui che vuole Ariele, che ha mandato
la maledizione al suo popolo, e chissà di quali altre nefandezze si è
macchiato...
De'nalia freme, sento che sta scattando...
Con un balzo azzanna la gola del giovane uomo che sta accanto al mago,
approfittando del suo smarrimento nel vederci arrivare... e stringe...
stringe... mentre il sangue sgorga dalla gola della sua preda
inondandola...
Ariele mormora "Elias..." ma resta immobile...non cerca di
soccorrerlo... i suoi occhi non vorrebbero vedere ciò che accade...
Il corpo di Elias sta lentamente imputridendo...e lei capisce che già
era morto, da chissà quanto tempo...questo corpo non era più suo
fratello, ma soltanto un suddito del mago Doomdark...
La scena attrae l'attenzione del mago, e questo mi permette di
avvicinarmi a Lyala, e concentrare il mio sguardo nel suo, la mia mente
nella sua...e la luce della stella è fortissima ora...
Ariele si unisce a noi, ci prendiamo per mano formando un cerchio.
La sfera della notte scoppia fra le mani di Doomdark, colpita dal raggio
di luce.
Lui allarga le braccia, con rabbiosa sorpresa, e De'nalia di colpo è su
di lui... ancora una volta le piccole zanne afferrano una gola, e
stringono, mentre un ruggito di vittoria e di soddisfazione esce
sommesso...
Il mago crolla a terra, in un lago di sangue...
KADIYA
Gli occhi della notte si posano ora lievi sulla grotta.
L'intero universo sembra proiettarsi in quel luogo remoto e
inaccessibile, denso di dolore e di passione, ardente di rabbia e di
fuoco.
Gli artigli affilati della Donna-Leone fendono le carni del Mago, mentre
l'urlo muto del Male rimbomba nella mente di coloro che ora sanno.
Le lacrime della principessa Ariele si sono ormai asciugate di fronte
all'amara consapevolezza che la sua ricerca è ormai conclusa, che Elias
non è più.
Gli occhi trasparenti della dama non sono più velati dalla provvida luce
della speranza; solo una fredda determinazione è scritta nel suo sguardo
e, mentre il pensiero vaga inquieto e riconoscente verso coloro i quali
l'hanno aiutata e sostenuta in questa avventura, un'irrefrenabile
desiderio di vendetta si fa strada nel suo cuore.
La giovane avanza risoluta, i morbidi piedi scalzi lacerati dalla dura
pietra della grotta, ma il dolore del suo corpo martoriato scompare
cedendo il passo ad una forza insospettata.
Le ferite, che molti credevano mortali, si rimarginano miracolosamente
dalle sue membra delicate e, mentre i coraggiosi compagni di viaggio
osservano stupiti il suo lento e deciso incedere verso il Mago che giace
a terra inerme, un'impercettibile aura luminosa comincia a prendere
forma di fronte a loro.
Non è che un'immagine confusa e indefinita, ma ognuno dei presenti sa
leggervi qualcosa: il volto ora sereno di Principedemone, lo sguardo
acuto e fedele di Ares, le tenere sembianze di Elias, il vero Elias.
Mentre De'nalia, la Donna-Leone, con gli artigli e le zanne pregne del
sangue del Mago, solleva il volto per innalzare al cielo il suo
terrificante ruggito di vittoria la giovane Ariele si china di fianco a
lei a immergere le sue mani d'avorio nel liquido scuro, a saziare la sua
sete di morte e di vendetta.
Ma siamo nella terra dei Non-Morti, e quello che giace nella grotta
scarlatta è il signore di questo buio luogo di terrore.
La forma luminosa che prima era un'indistinta sorgente di ricordi e di
volti lontani è ormai definita, ora tutti possono vederla e
comprenderla.
Il vecchio Albero Cavo è lì nella grotta, comparso come per incanto in
quell'antro oscuro, le sue radici stanno frantumando la dura roccia,
mentre i rami forti e rigogliosi sgretolano il soffitto della caverna,
finchè il chiaro lucore dell'alba non investe l'intera scena, filtrando
dai pertugi scavati dalle sue forti membra.
D'un tratto il corpo esanime del signore dei non morti evapora nella
luce ambrata del mattino, lasciando attoniti i suoi nemici.
Una voce profonda come il tempo e verde come il bosco si fa strada nelle
menti dei presenti: "Venite a me, coraggiosi, posate i vostri cuori
intrepidi sotto le mie verdi fronde. Sono qui a portare un barlume di
luce in questa terra dimenticata, ad erigere una piccola roccaforte di
speranza nell'oscuro regno dei Non-Morti.
Ma badate! Questa non è la vostra terra e Doomdark non è affatto
sconfitto!"
Mentre la Donna-Leone, la principessa Ariele, la dolce Kandi e la
coraggiosa Lyala si avvicinano alla figura imponente dell'Albero una
scossa sembra agitare il terreno sotto i loro piedi e presto tutto si fa
confuso e indefinito.
Le donne sembrano cadere in un vortice di luce e di emozioni, nel breve
intervallo di un istante rivivono tutto ciò che è successo in quei
giorni concitati, esplorano i segreti meandri della loro coscienza, alla
ricerca di una riconciliazione con se stesse e con ciò che è loro
accaduto.
Finchè in un incalzante crescendo di sensazioni, si ritrovano ai margini
della Foresta dei Desideri Infranti, a terra, immerse nel verde
rassicurante della radura.
Dissidio, Akeda, Glenaa, Ledidi, Ambra, tutti i compagni accorrono,
timorosi e sorpresi.
Gli sguardi si incrociano, i cuori si avvicinano e si respingono, il
dolore e la gioia si confondono.
I conflitti si sanano o le distanze si scavano, chissà.
Ma questa è un'altra storia.
"Ognuno di voi cerchi la strada nel suo cuore", la voce profonda
dell'Albero riecheggia nel loro cuore, mentre il loro sguardo attonito
si posa sulla radura, il luogo dove una volta si ergeva un millenario
Albero Cavo, custode della foresta e dei Desideri di chi vi si
inoltrava.
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