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Incontri nel Giardino del Mago

DE’NALIA
Ahhh... che giornata calda...
Oggi non ho voglia di perdermi nei miei viaggi in queste terre, ho voglia solo di sdraiarmi al sole, stiracchiarmi pigramente e ascoltare le cicale che hanno già cominciato a cantare.
Con l’acqua non ho un gran rapporto, ed è un bell’impedimento per me se voglio passare da un isola all’altra...

Uhm... guarda qui! La mia criniera è piena di salsedine e il pelo dorato che mi riveste è tutto arricciato! Prima o poi dovrò costringermi ad imparare a nuotare.
Basta! Io mi fermo qui, in questa bella radura contornata da cespugli curati di ginestre e piccole aiuole di viole...
Hey! Ma questo è il giardino del Mago! Strano.. tutte le volte che mi lascio guidare dall’istinto i miei passi mi riconducono qui. Posso vedere le torri della Rocca sopra le cime degli alberi.
Mi stendo sull’erba fresca e verde come uno smeraldo appoggiando la testa sui palmi della mani e chiudo gli occhi. Le mie vibrisse si muovono al vento leggero pronte a cogliere qualsiasi vibrazione. Mi sembra quasi di sentire un odore conosciuto, un che si selvatico ma non come il mio. Un odore che mi racconta di muscoli potenti di una coda che frusta l’aria e di zoccoli che battono il terreno. Zan, strano essere, come me non riesce a star fermo in un solo luogo per molto tempo e dopo aver percorso insieme alcuni tratti di queste terre ci siamo separati di comune accordo. La solitudine è una compagnia a cui è difficile rinunciare a volte.


ZAN DELLE NUVOLE
Aria calda...immobile...silenzio innaturale.
Trascino svogliatamente i miei passi, ho cavalcato tutta la notte... questo misconosciuto sentiero mi ha condotto fino al mare, un'insenatura nelle rocce appuntite e taglienti dove spesso Xar approda con la sua barca...
....mi sono rinfrescato, ho riposato sotto un tetto di stelle e ho parlato alle onde e al vento.
Sto tornando indietro... non so perché... non so neanche dove di preciso... intangibile e inspiegabile la forza che mi anima.
Il busto lucido di sudore... schiuma bianca sul dorso... il capo chino a cercare inutile scampo da un sole oggi implacabile...
... Con lo zoccolo continuo a fare cerchi nella polvere intorno all'orma che ho scorto, lì, fermo sul sentiero con gli occhi fissi a terra e i pensieri altrove. Un felino... grande... leggiadro... una femmina.
Un fremito mi assale, conosco bene questa creatura... le tracce sono fresche... i muscoli impazziscono.
Batto il terreno fino a farlo tremare, una vampata mi attanaglia il collo, mi annebbia... passo una mano sulla fronte e con il sudore se ne va anche la fatica.
Al galoppo mi butto nella macchia, l'ebbrezza della caccia mi toglie il respiro... e dinnanzi a me ti vedo già...... De'nalia.

DE’NALIA
Il vento mi parla te, centauro ribelle, e sento il terreno che rimbomba sotto il tuo peso. Accavallo le gambe e mi allungo sull’erba tagliata da poco. Questo luogo ha dunque il potere di attirare le anime erranti.
La mia coda flessuosa disegna arabeschi nell’aria, sono indecisa e ho voglia di giocare con te... come il gatto con il topo.
Con un balzo mi rimetto in piedi e mi tuffo nel verde del giardino, tra piante di cedro profumate, querce secolari e alti cespugli di fiori dai colori dell’arcobaleno.
Mi arrampico su uno degli altissimi tronchi veloce come uno scoiattolo grazie ai miei artigli uncinati, passo da un ramo all’altro non facendo più rumore di un filo d’erba mosso dalla brezza.
Preda o predatrice? Io non lo so, ma in questo momento voglio giocare, la cosa mi eccita e so che piace anche a te.
Prendimi se ti riesce!
Agguanto un frutto rosso, dall’aria appetitosa e vi affondo i miei denti aguzzi, assaporandone il dolce succo. Qualche goccia scorre dalla mia bocca lungo il collo... e finalmente miei occhi ambrati, dalla pupilla verticale, scorgono una scia di polvere in lontananza... Ti vedo già...... Zan delle Nuvole.


KALNAR IL DRAGO
Furia.. questa notte la mia parte oscura.. che pure tanto tengo nascosta.. è venuta fuori con tutta la sua potenza!
I muscoli del mio corpo di drago si gonfiano, il mio colore rosso rispecchia la mia rabbia, i miei occhi divengono come il fuoco che questa notte brucia nel mio corpo...
Esco dalla mia tana distruggendo ogni albero e cosa che incontro.
Mi levo in volo.. sfrecciando a velocità altissime, fra le case della valle dei sogni, per scendere dalle nuvole ad arrivare alle isole.. qui continuo il mio volo, lanciando fiammate in cielo, e volando tra gli alberi della foresta, spezzando e distruggendo quelli che mi ostacolano.
Arrivo nel regno dei non morti.. qui la mia rabbia si fa veramente cieca.. tutto ciò che incontro si trasforma in cenere.. ho passato qui giorni e giorni alla ricerca di Linnea.. senza risultati!
Il mio volo si fa cieco.. non so dove sono.. non so più ciò che faccio, vedo soltanto persone o animali fuggire, ho perso il controllo di me stesso.. nel mio cuore fiamme e odio.. per tutto.. per tutti..
Poi d'improvviso vedo una donna.. e due occhi.. è ferma.. e mi guarda.. la mia ceca rabbia mi ordina di attaccare.. di distruggere.. mi avvicino a lei.. e.. quando le sono vicino.. lei mi parla.. non ha paura di me.. vuole aiutarmi..
Sto per spazzarla via.. ma qualcosa mi frena.. i suoi occhi.. le sue parole..
Pian piano mi calmo.. il fuoco in me si spegne.. i miei artigli smettono di raschiare la terra.. e la mia mente riacquista la lucidità perduta..
"Mille grazie Milady.. avete salvato me e Fantasy.." le dico.. e crollo.. sfinito.. al suolo..


ZAN DELLE NUVOLE
Lecco il sudore intorno alla bocca con inimmaginabile piacere. Rimango appoggiato all'albero, i denti digrignati per la fatica e il respiro che mi pugnala il petto.
Il sole è già tramontato da tempo qui al Giardino... umidità... silenzio...
Le mie dita accarezzano nervosamente alcuni solchi sulla corteccia del tronco.
Un sorriso mi distende il viso... questi segni non appartengono alla millenaria storia di quest'albero... sei qui non è vero?
Le narici dilatate colgono il sottile odore che hai lasciato, un brivido mi percorre la schiena. Guardo in alto, guardo le enormi fronde mosse da un timido venticello che a stento mi dà sollievo e rido al pensiero che in questo momento magari mi stai osservando.
Vicino ai miei zoccoli erba bagnata da un esile rigagnolo, odo a stento il rumore di un fiume... o forse una cascata... Muovo i miei passi in quella direzione... questa notte riposerò.


DE’NALIA
Non sono più di un ombra tra le foglie verdi e ti vedo mentre scruti i segni lasciati dai miei artigli.
Vedo il sudore che imperla la tua schiena e i lunghi capelli che ricadono sulle spalle.
Avrei voglia di saltarti in groppa all’improvviso e farti paura! ... ma mi trattengo perché anche se fremo voglio giocare ancora un po’.
Desideroso di frescura, in questa serata così afosa, ti volti e prosegui verso la polla d’acqua dove un fiumiciattolo riversa i propri flutti. Non ti vedo in faccia ma so che i tuoi occhi mi cercano. Salto da un ramo all’altro e finalmente ti vedo sulla riva dormire con il respiro regolare.
Non resisto, è più forte di me. Mi calo dall’albero e cammino verso di te a quattro zampe, quasi attaccata al terreno, cercando di confondermi con le ombre. La punta nerissima della tua coda, la schiena equina poderosa... fin dove sembra fondersi con il torace di un uomo, i muscoli del petto, le braccia massicce e delineate, la spalle quadrate, il collo, il mento, la bocca... il tuo respiro caldo...
Come un lampo il cielo si illumina e pare incendiarsi! Il sole ha deciso di far compagnia alla luna?
Non ragiono, l’istinto prende il controllo di me e con un balzo sono di nuovo nel verde degli alberi cercando la cima più alta.
I miei occhi acuti trovano un varco tra le foglie e si ritrovano a fissare una bestia enorme che percorre con potenti colpi delle sue ali membranose i cieli di Arcano. La sua furia è tale che penso che anche l’acqua della laguna prenderà fuoco. Un rumore di zoccoli attrae la mia attenzione, anche Zan fissa l’orribile mostro.


ZAN DELLE NUVOLE
Me ne sto lì a guardare quella cometa che sfolgora nel cielo... Kalnar...
I pensieri si accavallano uno sull'altro senza darmi tregua, ancora non so se quello che vedo è reale o....
Mi volto e mi vedo ancora sdraiato vicino al fuoco, le radici di Venisia hanno fatto il loro gioco... nella mia tribù sono ben conosciute tanto per lenire la fatica e il dolore quanto per le loro proprietà allucinogene.
Averle trovate ai bordi di questo laghetto è stata una sorpresa, non ho saputo resistere...nella mia terra lontana gli Anziani le usano per conversare con lo Spirito della Terra.
Mi chiedo dove fosse diretto con tanto impeto Kalnar... verso ovest... ma perché...???
Barcollando torno al fuoco... che è divenuto mille fuochi... apro la mia sacca... infiniti spiriti giocosi si mettono a danzare intorno a me... estraggo un sacchetto, la Polvere della Dama, e lo poso con rituale gestualità sopra una pietra vicino al falò.
Improvvisamente, da un bagliore, si erge una figura sinuosa, fatta di fiamme in mezzo alle fiamme... accompagnata da un canto paradisiaco mi racconta storie di guerrieri, di terre lontane che ben conosco...
L'aura di Seryn è vicina e potente... mi raggiunge... mi parla... la Valle è in fermento... tutti raccolti per riportare la nostra Regina nella sua terra...
So bene dove sono diretti, conosco quei luoghi bui palmo a palmo.
Chiudo gli occhi e non sono più io... sono vento nel vento, sono il buio della notte, la luce della luna.
Mentre flutto alto nel cielo ti vedo...guardi incuriosita il mio corpo barcollante vicino al fuoco... sono intorno a te... sento il tuo nervosismo... mai potresti immaginare che sia così vicino.
Ti sfioro appena, a stento trattieni il fiato, ti porto odore di muschio e di corteccia, le tue unghie affondano nel legno... ti accarezzo in ogni luogo nello stesso istante... la schiena inarcata a cercare un piacere a cui non vuoi abbandonarti... mordi le labbra fino a farle sanguinare... inebriata lasci la presa e cadi al suolo.
Il tonfo mi riporta in me... ti vedo stesa a terra ansimante... i nostri sguardi ci trovano... in un istante sono al galoppo verso la costa... lascio al vento la mia ultima parola... De'nalia...
Troverò Xar, lui mi condurrà ai confini del Regno dei Non-Morti... amici, sto per raggiungervi...


DE’NALIA
Ti guardo andartene, orgoglioso e risoluto... dove vai Zan? Cosa ti lega a quella Valle? Cosa ti lega a quell’elfa?
Sento il sapore del mio stesso sangue sulla lingua. Sono De’nalia, senza terra, senza padroni, senza meta, senza... ringrazio il sole che non puoi vedere il mio volto imbronciato e i mie pugni stretti.
Ti odio! Non ti cercherò più e ti eviterò come le gazzelle con le fonti avvelenate!
A meno che non abbia di nuovo voglia di giocare... mi passo la lingua sulle labbra e già pregusto il nostro prossimo incontro... mi hai fatto venire voglia di cacciarti.
E’ l’alba, e i raggi del sole illuminano il Giardino del Mago così che la rugiada rifletta i mille colori dei fiori. Ho già dimenticato il Drago, il centauro... cerco ancora qualcosa che soddisfi la mia curiosità...
Comincio a correre mi piace sentire il vento sul mio volto!



DE’NALIA
L'essere era apparso in un gran boato, fumo e odore di zolfo ma sembrava perso nei suoi pensieri. Non mi ha neppure guardata quando ho provato a parlargli... forse non ha capito... beh! non sarebbe la prima volta d'altronde lo sanno tutti che chi non è figlio della savana non riesce a concentrarsi nemmeno per assaporare il silenzio.
Sbuffo...
Un fruscio a alcuni metri da me attira la mia attenzione. Qualcuno oltre me, ha assistito all'apparizione del mostro.
La mia coda ondeggia da destra a sinistra e quatta quatta mi avvicino al cespuglio... mi fermo e spicco un balzo!
Meeeowr! Chiunque tu sia preparati ad essere mangiato! Ciò che è preda è commestibile e ho una gran fame!


KANDI
Dal cespuglio osservo la creatura dalle ali possenti. La foresta si risveglia di colpo, ogni volta che il suo muso guarda in giù, mentre lingue di fuoco lambiscono gli alberi... Mi ha vista, la mia tunica azzurra sbuca dal cespuglio trascinata dal vento. Incontro il suo sguardo...e di colpo non mi fa più paura. Occhi bellissimi brillano incredibilmente su quella maschera devastata dal furore...e piano piano sento placare la sua furia, inaspettatamente...
Muovo un passo, vorrei andare da lui...ma una forma felina spicca all'improvviso un balzo verso di me!
Il cuore mi salta in gola...troppa è stata la sorpresa...
Un rapido movimento, riesco ad evitare l'assalto... (grazie a te, Drago Vator, amico mio di un tempo, per avermi insegnato come difendermi, io che non so attaccare).
E' una creatura bellissima, gli occhi felini mi osservano, le narici fremono annusando l'aria che le trasmette l'odore del mio corpo...e i denti risplendono bianchi, completamente scoperti dal muso deformato da un ringhio... meooooooooowrrrr....
Aspetta...Aspetta, le sussurro, mentre tendo le mani in segno di pace...
Non se lo aspettava, il suo corpo era solo pronto per un altro balzo, che avrebbe seguito il mio tentativo di fuga...
I suoi occhi famelici diventano prima curiosi, poi...dolci, sì!!!
Mi avvicino, la carezzo...da quanto tempo nessuno ti accarezzava?
Sono una donna, tu sei una gatta...noi siamo amiche, ma tu lo avevi scordato!!!
Ah, Fantasy...ci vuole ancora tanto amore, qui dentro...


DENALIA
La creatura ammantata di azzurro ha un odore familiare che mi riporta a ricordi di carni arrostite sul fuoco e racconti di fate e folletti... eppure non ricordo di averla mai vista... non sono mai stata nelle terre di Arcano prima che venissero sommerse... eppure dovrò trattenere la mia fame.
La sua mano fresca accarezza la mia criniera e sussurra parole che non capisco con un tono quasi melodioso che mi ipnotizza. Senza che me ne accorga la mia gola comincia a vibrare e ne esce un rumore sordo e attutito. L'umana sorride sollevata.
Può essere forse la mia compagna di viaggio? A volte dopo anni che si viaggia da soli le cose perdono la loro giusta prospettiva e si ha bisogno di qualcun altro, oltre se stessi, per rendergli la giusta dimensione... e poi mi sono accorta che ho cominciato a parlare da sola! Cosa molto preoccupante..
Farò uno strappo alla regola del Branco e se gli andrà le chiederò divagabondare insieme a me...
GRRRROOOOOOWLLL!!!
L'umana si ritrae sorpresa.
Non ci siamo, così non va... cerco di parlare come loro ma non sono molto brava...
GRRRROOOOOOWLLL!!!
Questa volta non sono io, è il mio stomaco, forse farei bene ad allontanarmi, non vorrei addentare qualcosa di lei a cui tenesse eccessivamente.
Hey, tu! Senza-Pelo! Mi capisci? Io devo cacciare o farò qualcosa di molto scortese a chiunque mi capiti a tiro!
GRRRROOOOOOWLLL!!!
Macchè...niente da fare, solo un altro ringhio.
Improvvisamente mi immagino quella donna così gentile che rosola su un fuoco scoppiettante... Non è colpa mia se in questo giardino non c'è nemmeno un passero!


KANDI
eheheheh....
va beh, ci ho provato!!!
Mangiami pure, sono già arrostita...è stato Karnal, nemmeno con lui aveva funzionato...


DENALIA
Malgrado l'umana si sia accorta che la guardo come farebbe lei con una tavola imbandita, non si ritrae. Non sento la sua paura. Dovrei mettere in un angolo la mia fame? Questa donna è per me un curioso enigma e il bisogno di soddisfare la mia curiosità è più forte dell'istinto di predatore. Guarda verso l'orizzonte è mormora un nome... Edwin? e chi è Edwin? Ho deciso, la seguirò, voglio proprio vedere dove mi condurrà questa strana guida che ho trovato. La Rocca domina la foresta sottostante in cui ci troviamo, un ombra sembra passare da una delle strette finestre. Strano luogo, così silenzioso... gli unici rumori sono i nostri respiri e il fruscio lieve l'acqua del ruscello.


KANDI
Siamo in attesa, l'una di una prossima azione dell'altra.
Ad un tratto, uno scatto felino...sobbalzo, ma lei è diretta alle mie spalle.
Le sue unghie, sguainate come piccole spade, hanno afferrato una creatura dietro di me, che non conosco...fa parte di questo strano e ancora sconosciuto luogo.
I suoi denti hanno azzannato la gola, la morte è stata istantanea... e soltanto ora capisco quanto la mia vita sia stata appesa a un filo.
Avevi fame...le mie radici non ti sarebbero piaciute.
Ora è soddisfatta, la sento tranquilla mentre le accarezzo il morbido manto, è pronta a seguirmi.
Intorno a noi ardono ancora piccoli fuochi, il mio mantello è andato in fiamme, ma la notte è calda...
Ci incamminiamo senza una meta precisa, respirando l'odore acre del fumo.
Edwin...credo che dovrai aspettare ancora un po', prima che io ti raggiunga.
Alzo gli occhi, vedo una Rocca davanti a noi...
Una figura attraversa rapida una finestra, chiamando un nome...la voce è sicura, un po' minacciosa..."De'naliaaaa"...
La mia nuova amica ha un sobbalzo nervoso, intuisco che questo è il suo nome.
Ma perché questo timore? Chi è colui che si cela dietro quei muri, e che sembra avere un strano potere sugli abitanti di Fantasy?
Ecco dove andremo, De'nalia...andremo a scoprire chi è il Grande Saggio, ed il motivo per cui siamo stati portati qui...
Forse tu lo sai, ma non puoi parlare la mia lingua, piccola, magica, misteriosa creatura...
E cercheremo anche di scoprire quale sarà la nostra sorte, a Fantasy...
Andiamo...


DE'NALIA
Mi lecco i baffi. Finalmente la mia fame è saziata e l'umana guarda con un misto di sollievo e spavento i resti della creatura che mi ha fatto da colazione. Mi accarezza sicura, forse per me è il momento di fare un po’ di toilette e levarmi il sangue dagli artigli...
'De'nalia!' Qualcuno chiama il mio nome... chi è oltre a Zan che lo conosce? Le mie orecchie si drizzano in direzione della Rocca. La costruzione in pietra scura veglia sul giardino e mi pare di intravedere un'ombra alla finestra. Anche l'umana lo ha sentito e negli occhi le leggo che vuole soddisfare la mia stessa curiosità. Che luogo è mai questo che ci ha attirati come il canto insistente di una sirena? Il mio vagabondare sembra un unica catena di eventi che mi ha portato qui, in queste terre. E' ora di scoprire il loro segreto e sia il mio istinto ferino che quello della donna ci dicono che la risposta alle nostre domande è all'interno di quell'edificio innaturale.
Ci guardiamo negli occhi, nessuna di noi parla la lingua dell'altra ma in un qualche modo sento che vogliamo la stessa cosa. Raccolgo la mia lancia dalla punta aguzza che avevo lasciati nei cespugli e saliamo la collina. Il mattino in queste lande è magico e misterioso ed è una promessa di fantastiche avventure.
Ecco la Rocca, la cui strana architettura fatta di geometrie impossibili disorienta i viandanti. Torri e bastioni vegliano sul giardino e davanti a noi un portale di pesante legno scuro. Un corvo gracchia impaziente da uno dei comignoli. Io le vorrei dire di entrare scalando il muro ma lei sembra decisa a usare usanti i l pesante attente a forma di drago. Prima che possa fermarla le ante dell'enorme porta si aprono leggermente con uno scricchiolio poco rassicurante. Il vento... mi dico.


KANDI
Ecco la Rocca... avanzo decisa verso il pesante portone, mentre De'nalia cerca invano un valico nascosto nel muro.
Lei mi guarda preoccupata, mentre sollevo il battente e lo lascio echeggiare, in quel silenzio che ci stordiva più del frastuono.
Un rumore sordo, e già vorrei fuggire, mentre il portone piano piano si apre...
Le torce illuminano a malapena l'ampio salone.
Avanziamo lentamente, guardandoci intorno, caute, quasi senza respirare...
Ad un tratto, alcune figure emergono dal buio, ci afferrano, ci trascinano in avanti, dove finalmente vediamo... donne, elfe, arciere, guerriere...che formano una sorta di cerchio, entro il quale sta seduto un uomo, avvolto in un ampio saio.
Una di loro si rivolge a De'nalia..."Che ci fai con la sconosciuta?"
La riconosco, è Trinity, una piratessa di Vent...
"E tu che vuoi, qui?"
Io guardo dentro il cerchio, scruto sotto quel cappuccio... e dal buio emerge uno sguardo, fra il divertito ed il beffardo, mentre un sopracciglio si inarca come per domanda...
Abbasso gli occhi, la testa, le mani...non so più che fare...


DE'NALIA
Trinity... questo è il nome della piratessa che ci guarda con occhi fiammeggianti. Nel mio vagabondare in queste Terre l'ho incontrata solo in un occasione mentre saccheggiavo la sua dispensa. Per fortuna Zan mi aveva offerto un passaggio e avevo potuto seminare i loro cavalli... questi umani... perché mai si ostinano ad accumulare provviste superflue?
Solo il Mago avrebbe potuto conoscere il mio nome e io so che è contrariato che io abbia cacciato nel suo giardino. Noi felini siamo nati per infrangere le regole, è la nostra natura.
Le amazzoni frenano la loro rabbia, e ben volentieri ci infilzerebbero con le loro spade. L'uomo incappucciato le trattiene con un gesto della mano e sotto il suo ghigno beffardo si legge una profonda prostrazione malamente nascosta.
Il mio istinto mi pone una strana domanda "Perché se ne stanno tutti rintanati in questa rocca?".
Non ho tempo per star dietro ad un istinto di seconda categoria e le lame delle loro armi mi innervosiscono troppo.
Una gomitata veloce nello stomaco di una guerriera, una bastonata in testa all'altra con il legno della mia lancia e con una piroetta sono di nuovo all'esterno dell'edificio.
Alcune amazzoni si precipitano sulla soglia e io mi preparo a combattere fino all'ultimo sangue come una vera figlia del Popolo Leone.
.... ma le amazzoni non varcano l'uscita... inveiscono contro di me urlando la loro frustrazione ma non escono! Che mistero è mai questo?
Ad un tratto l'uomo vestito con il saio si affaccia sotto l'arcata facendosi largo tra le donne infuriate.
"De'nalia, voglio i tuoi servigi e quelli della donna che era con te, se non tornerai nella Rocca avrà un destino peggiore della morte"
Che posso fare... non mi rimane che tornare nella bocca del Drago e scoprire cosa vuole da noi un uomo che ha sempre avuto la fama di cortese e ospitale e che adesso pare essersi trasformato un crudele ricattatore. D'altronde non si può vivere per sempre.


KANDI
Mi sento vinta, ancora una volta...
Mi lascio scivolare a terra, mentre De'nalia, al contrario, reagisce prontamente, attaccando come una piccola leonessa...
Due mosse assestate con maestria ed è libera, una piroetta ed è fuori dal portone, pronta a difendersi ancora strenuamente.
Ma nessuno pare abbia intenzione di inseguirla, come se sapessero già che non fuggirà...
Ad un tratto, la figura incappucciata si spinge sulla soglia, chiama De'nalia e la invita a ritornare...hanno me, come ostaggio...
Ed a questo punto avviene una cosa inattesa, che mi conferma quanto è davvero grande, l'amicizia, è il sentimento più grande che esista, e c'è, a Fantasy!!!
De'Nalia, anzichè andarsene indisturbata...ritorna verso il portone, non vuole abbandonarmi al mio destino!!!
Ma io la chiamo....sono fuori!
Mentre le amazzoni rincorrevano lei, ed io ero rimasta distesa a terra sola, sono scivolata verso una piccola fessura ad un lato del grande salone... nessuno badava a me, per un istante.
Con uno sforzo l'ho attraversata, e mi sono ritrovata a terra, dall'altro lato della Rocca.
Una corsa rapida sull'erba fresca, ed ecco...ho visto De'nalia, l'ho chiamata.
Le tendo la mano e scappiamo, protette dal buio, inseguite solo da urla di rabbia.
Un sorriso...non dimenticherò mai quello che stavi facendo per me.
Ma non ci allontaneremo troppo, la voglia di sapere adesso è tanta, più di prima...


DE'NALIA
L'umana mi sorprende e proprio mentre sono decisa a rientrare nelle tetre mura della Rocca mi chiama alle mie spalle. E' fuggita!
Mi volto ancora verso la grande porta dell'edificio dove l'uomo incappucciato e circondato da amazzoni ci guarda con rabbia e stupore. Mostro loro la lingua e li canzono con un gesto eloquente. Marameo!
Corriamo lontane e già io penso a quale sarà la nostra prossima meta... La donna si blocca d'un colpo e si volta indietro pensierosa.
Credo di sapere cosa la tormenta. Vorrebbe sapere cosa sta succedendo nella Rocca e perchè non ci hanno seguite.
Perchè il Mago aveva quell'espressione di sconforto dipinta negli occhi? Sono domande che incuriosiscono anche me e quasi quasi vorrei rientrare in quella fortezza... sento odore di sortilegio... la magia non ha un aroma nel vero senso della parola ma quando la respiro sento come un infuso di ginepro solleticarmi il naso... anche se forse è solo il ricordo di quell'odore.
L'umana studia le figure ormai lontane ferme sulla soglia della Rocca, vede il Mago incurvarsi sotto il peso di chissà quale maledizione.
Dalle ampie vesti che la avvolgono prende un libro dalla copertina in pelle quasi nera. Noto che sul frontespizio è inciso lo stesso fregio a forma di drago che compare sulle mura della Rocca. La donna deve aver preso quell'oggetto prima di fuggire. L'aspetto è di un grimorio, anche se non ne ho visto poi così tanti in vita mia e sò che ogni mago li custodisce come la loro stessa vita. Uhm... io non lo aprirei... puzza di qualcosa di malvagio... infinitamente cattivo...


KANDI
Esce qualcosa dalla tunica...un libro, con uno strano disegno sulla copertina sciupata dagli anni.
Come faccio ad averlo? Ricordo...una specie di fatina volava sopra di me, mentre ero distesa a terra. Credevo che fosse lì per sorvegliarmi.
Mormorava qualcosa... Kalnar... Aluna... deve essere stata lei, a darmi il libro, mentre tutti erano distratti da De'nalia.
Ora capisco... Kalnar è il drago che distruggeva Fantasy, era furioso perchè Aluna era chiusa nella Rocca. Deve amare molto Aluna...
Mentre guardo il libro, incerta sul da farsi, sento un galoppo... E' un cavallo... no, un uomo... un centauro!
De'nalia si agita, l'ha sentito...i suoi occhi brillano nel buio, impazienti.
"De'nalia...tu non sei alla Rocca, sei qui!" Scalpita per la gioia. Poi mi guarda, guarda il grimorio che stringo in mano.
"Ciao, io sono Zan delle nuvole... e tu chi sei? Chi sei, umana, che stringi in mano il libro del Grande Saggio? Perchè è in mano tua?"
Sembra spaventato.
Io guardo il libro...che me ne farò? Non posso usarlo, non sono una maga, ma mi sarà comunque utile. Ora capisco... l'uomo col saio è disperato perchè ha perso la sua arma. Ha paura... di me? Questo pensiero fa affiorare un sorriso sulle mie labbra...
Mi avvio verso la Rocca, ora non ho più paura. Lui è là, sulla porta, mi aspetta.
Gli tendo il libro...
"E' tuo, è giusto che lo conservi tu...ma ti chiedo una cosa, in cambio. Tu hai creato tutto questo, perchè ora lo vuoi distruggere? Lascia libere le tue creature come lo erano un tempo, e Fantasy sarà di nuovo una terra felice...ti ameranno..."
Una mano si allunga verso il libro, che non sprigiona più quel non so che di malvagio di prima, mentre Aluna vola fuori, felice, verso il cespuglio dove ancora giace Kalnar stremato...
Lo guardo...non vedo i suoi occhi, ma vedo il suo sorriso.
Si gira, se ne va senza parlare, ma non ce n'era bisogno.
Ci incontreremo ancora, Grande Saggio...
Mi incammino verso l'alba... nella direzione opposta a quella dove ho visto recarsi De'nalia e Zan..


DE'NALIA
Il mio uomo-bestia è tornato da me. Lui non ha bisogno di parlarmi per capire ciò che sono, la sua missione è compiuta ed è tornato a correre per le praterie di Fantasy.
Lo vedo che si ritrae di fronte al libro che l'umana tiene saldamente tra le mani... la avverte della sua malvagità... ma lei ha già preso la sua decisione e torna verso la Rocca.
Dove vai stolta umana!! Togli al cobra i suoi denti velenosi e allora potrai attaccarlo e vincerlo! La vedo che parla al saggio e rende nelle sue mani adunche il libro nero.
Forse è solo un impressione ma da lontano mi sembra di vedere un'ombra scura confondersi nelle tenebre che grida la sua sconfitta e giura eterna vendetta.
Il Mago è tornato in sè e l'ombra misteriosa non ha più potere su di lui, le parole della donna hanno toccato il suo cuore e hanno rimosso l'influsso nefasto di cui era preda.
L'ombra che aleggia sulla Rocca grida ancora, un grido che non si ascolta con le orecchie ma che ferisce l'anima, e poi svanisce come fumo.
Zan non se ne è accorto e mi porge la sua mano, io la afferro e gli balzo in groppa, portami verso altre avventure, vagabondo!
In lontananza vedo l'umana farsi sempre più piccola ed allontanarsi nella direzione opposta alla nostra. Addio strana amica, forse un giorno ci rincontreremo, in un altro luogo, in un altro tempo...
 

     
     

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