|
Il
serpente e lo smeraldo
 |
Prologo:
Gli abitanti del regno di Fantasy si sono suddivisi in due fazioni,
Dakar e Namir, le loro intenzioni sono comunque pacifiche, e le
"battaglie" fra i due gruppi si limitano a scherzi di sapore
goliardico. Oppure
cercano di primeggiare gli uni sugli altri nell'arte del commercio e
nell'arte della scrittura. |
Poi un giorno un'abitante di Namir si impossessa dello
stendardo di Dakar; all'inizio sembra uno scherzo come i tanti messi in
atto finora, purtroppo, però, a causa di qualche parola presa male o di
intenzioni fraintese, fra due abitanti delle opposte fazioni, accade
l'inevitabile; il Druido di Namir sfida la Fata-guerriera di Dakar e si
appresta all'isola di Sume per commbattere contro di lei.......
GLENAA
ALLORA VOLETE IL SANGUE........................
KADIYA hai affilato bene tutte le lame?
Che la battaglia abbia inizio allora, non avremo nessuna pietà.
DRUID
Una cosa è certa... se Kandi ora combatte lontano, se Iante ancora lotta
col suo Vampiro, non vi azzardate a toccare le sponde di Egos altrimenti
trovate me, il mago... dimmi dove ti trovi, questa è guerra! Se usi la
spada come la lingua probabilmente sarà uno scontro meno noioso degli
altri.
Non ti preoccupare, non toccherò il tuo meraviglioso volto, non è mia
consuetudine deturpare un prezioso dono della natura.
Sarà il fuoco delle formule magiche ad annullare la tua mente, saranno i
miei serpenti ad avvolgere dolcemente il tuo corpo fra le loro spire e a
donargli uno stato di piacere e torpore che ti renderà completamente
indifesa. Poi sarò io a decidere il tuo destino...
GLENAA
la cosa sta cominciando a stuzzicarmi... sono sull'isola di Sume... ti
sto aspettando.
Non dimenticare che oltre alla spada, uso anche la magia... stai
attento...
E' stata una come me a chidere Merlino in una torre di cristallo e a
quanto ne so è ancora là.
DRUID
Il Druido giunse sulle rive rocciose di Egos, lontano dall'insenatura
dove giace il villaggio dei pescatori. Era troppo irato per
attraversarlo, venire salutato da coloro che lo hanno accolto
rispondendo con uno sguardo torvo...
Poche parole sussurrate al vento e improvvisamente l'aria si
materializzò attorno a lui, riflettendo la luce in una miriade di colori
sgargianti.
Poi, come minuscoli cristalli, migliaia di particelle andarono ad
aggregarsi davanti al "Karkari" poco oltre lo sperone di roccia, sospesi
sull'oceano. Il Druido fece un passo avanti e pose il suo piede calzato
di morbido cuoio sulla piattaforma generatasi al suo comando. Il suo
sguardo rimase fisso di fronte a lui quando rivolse le palme delle mani
in avanti facendo muovere quello straordinario veicolo sopra le placide
onde, veloce, sempre più veloce.
"Sto arrivando, Glenaa"
GLENAA
I giorni della tranquillità sono finiti. Per una sciocca ripicca,
cominciata con uno scherzo, siamo arrivati a combattere fra di noi.
Va bene, se è questo che volete... Certo che è stupido farci del male
per niente, ma tant'è, al punto in cui siamo arrivati è difficile
tornare indietro.
Eppure stavamo così bene in queste isole, sì, a volte c'è stata qualche
scaramuccia, ma erano scherzi, e ci siamo divertiti, ed ora... Una
specie di campanello di allarme mi sta avvisando che sto per ricevere
visite. Un druido... nel posto da cui vengo i druidi e la mia gente
erano amici... qualcuno anche qualcosa di più. E qua, cosa devo
aspettarmi da questo druido, lo sento nella mia mente, è furente... non
viene in pace.
Alzo il coperchio della cassapanca dove avevo riposto le armi, guardo la
mia spada, l'elsa di smeraldo brilla alla luce della fiaccola sulla
parete, la sollevo in alto, sento la sua forza, la sua magia... non
vorrei usarla... non la metto alla cintura, l'appoggio alla parete
vicino al camino.
Mi siedo di nuovo, le fiamme nel camino sembrano danzare, qualche
scintilla vola su in alto, chissà dove stanno andando... La luce del
fuoco gioca con miei capelli, del suo stesso colore.
Si sta avvicinando, adesso sento più chiaramente i suoi pensieri, la sua
forza... d'accordo druido, ti sto aspettando, ma non sarò io la prima a
colpire... appoggio le spalle indietro, chiudo gli occhi... dovrai
essere tu ad attaccare...
Il calore del fuoco e la stanchezza presto hanno il sopravvento, e piano
piano scivolo nel sonno... e con me i miei ricordi di giorni felici e da
ricordi si trasformano in sogni. Scorci di mura antiche, torri
affacciate sulla baia di Kidwelly, e dietro, le verdi colline del
Galles, uno splendido pomeriggio d'estate, l'erica mossa dal vento
sembra avere lo stesso movimento delle onde del mare.... un uomo ed una
donna, sdraiati su quel mare verde, la spada della donna abbandonata a
terra, dimenticata... l'odore del salmastro arriva fin lì e si mescola
all'odore dei fiori, o forse è solo nei miei ricordi.
Il rosso dei capelli della donna assume riflessi d'oro sotto il sole,
poi il sole scompare ed appare un viso... la sua risata, la sua voce, la
sua forza... ricordi... sogni... poi la fine di tutto, scacciata da
quella
terra che ho amato, e che ancora amo, senza neppure il tempo di dire
addio.
Il dolore è insopportabile, mi sveglio e mi accorgo che sto piangendo...
"Asciuga le lacrime, Glenaa, non è questo il momento... un altro druido
sta per arrivare... e questa volta devi combattere.."
DRUID
Il mare rimaneva quieto al calar del sole rosso all'orizzonte. Il Druido
discese dall'ellisse di luce che stava morendo con l'oscurità e pose
piede sulla roccia di Sume. Il verde rigoglioso e selvaggio di quella
terra gli fece tornare alla mente un'epoca lontana, quando era felice
con gli elfi, prima che il suo spirito guerriero lo rendesse arido e
spietato e gli facesse scoprire tutto il dolore e la gloria della
guerra. Si mosse verso l'interno di quel territorio così ostile eppure
così familiare, estraendo il lungo drusus, il pugnale degli antichi
gladiatori.
Pochi passi però e senti qualcosa trattenerlo, una sensazione che gli
fece chiudere gli occhi, odorare l'aria attorno a lui. Sintonizzò la sua
mente con ciò che gli stava intorno e carpì i rumori più reconditi della
natura, le voci degli spiriti.
Qualcosa non andava, sentì improvvisamente che le piante, le rocce, le
acque di quella terra lo temevano e giudicavano, avvertiva le entità
guida che lo seguivano gridare e inveire contro gli esseri invisibili
del bosco imponendo silenzio e rispetto per il Mago.
Poi nulla...
Si voltò e diede uno sguardo contemplativo tutto intorno.
Glenaa era là, lo stava osservando. Anche lui la sentiva ma non riusciva
ad avvertire il suo spirito guerriero. Si sentì profondamente a disagio,
aveva combattuto tanto nella sua vita e mai aveva colpito un essere
imbelle.
"Se non combatterà distruggerò tutto intorno a lei e della sua terra non
lascerò che cenere!"
Questo disse il Druido e mentre lo pensava non potè fare a meno di
provare un senso di vergogna per la crudeltà di quelle parole: per la
prima volta.
Proseguì comunque con passo deciso il suo cammino verso la capanna della
fata cercando un buon posto dove attenderla e sfidarla.
GLENAA
Sono ancora seduta, quando il sole oramai tramonta. Guardo dalla
finestra l'incanto di questo cielo rosso sopra l'isola di Sume. E' uno
spettacolo meraviglioso, che entra nell'anima, il sole che si riflette
sul mare e si avvicina sempre più all'acqua, il cielo che assume colori
dall'azzurro, all'arancio, al rosso intenso...Quante volte mi sono
fermata sulla spiaggia, ad aspettare che il sole scomparisse piano
piano...
All'improvviso mi scuoto da questi pensieri, i miei sensi sono all'erta,
qualcuno è arrivato all'isola, qualcuno non invitato.
Sento tutta l'isola che si ribella a questa presenza, una presenza
malvagia, crudele. E' arrivato... il mio avversario è approdato
sull'isola. Sta venendo a cercarmi. Ma... non è solo, qualcuno o
qualcosa lo accompagna... spiriti!!!
Sono dentro di lui, nella sua anima, e fuori di lui gli fanno da guida.
Cosa sto per affrontare?, pensavo fosse una battaglia alla pari, ma non
è così... Non ho molte speranze, ma devo affrontarlo ugualmente, devo...
sento i suoi pensieri, sono pensieri di distruzione.... non posso
permettere che accada, devo difendere i miei compagni e questa terra. Ho
promesso di farlo quando sono arrivata e sono stata accolta, ed ora non
posso tirarmi indietro, anche se questo significherà la mia sconfitta.
Spero solo che si accontenti della vittoria su di me. Guardo la spada,
l'impugnatura di smeraldo ha dentro i riflessi rossi del fuoco, o forse
sono riflessi di sangue... presagi... sono tentata di lasciarla dov'è,
di uscire senza armi, ma la cosa malvagia che si avvicina alla mia
capanna sembra deridermi, sente già il gusto della vittoria... Bene, non
vincerai senza combattere, non ho nessuna intenzione di renderti tutto
più facile... afferro la spada ed esco...
DRUID
"Ecco. Qui credo vada bene" - il Druido era giunto in un ampio spazio
praticamente libero dagli alberi. L'erba vi cresceva corta e folta e
aveva un colore di intenso smeraldo. A Ovest il campo si trasformava in
un'erta rocciosa e pressoché impraticabile mentre sul lato opposto, a
circa 30 metri alla destra del mago, un ruscello ricco di acque scorreva
veloce verso il mare. Non sarà stato più largo di 5 metri e
probabilmente era il rivo che attraversava il villaggio di Sume. A Nord
e a Sud solo bosco, fitto e intricato.
Il Druido unì le palme delle mani distendendo le braccia in avanti.
Glenaa doveva ormai essere vicina e lui l'avrebbe individuata. Chiuse
gli occhi, si concentrò nel tentativo di percepire l'aura della
fata-guerriera. Ma non ci riuscì.
Qualcosa impediva ai suoi incantesimi di divinazione di avere effetto,
forse proprio la natura del suo avversario.
Un onda di sangue ribollente invase la mente del Mago, ma subito dopo la
fiducia nelle sue forze gli schiarì la mente e lo riportò alla calma. Si
chinò e raccolse un piccolo ciottolo in mezzo all'erba, lo mise in bocca
e lo ingoiò rapidamente. Un sussurro si diffuse nel pianoro e le ombre
gelarono per un istante prima di tornare mobili al vento della sera.
Le pupille del Druido divennero sottili e allungate, come quelle di un
aspide letale, il suo volto si sfigurò in un espressione di acuto dolore
e la bocca si aprì a mostrare i denti serrati. In quell'istante la sua
pelle si spaccò in più punti con uno schiocco raccapricciante. Nuova
pelle si fece spazio nelle fratture del tessuto vivo, pelle di colore
quasi nero, della consistenza della pietra.
"Ora sono pronto" - pensò riprendendosi dal tremendo sforzo. Disegnò
nell'aria ampie figure con il Drusus per saggiarne la bilanciatura e
quindi si mise in impaziente attesa.
Non dovette attendere molto che i rami degli alberi di fronte a lui
cominciassero muoversi in maniera innaturale.
Il duello stava per iniziare!
GLENAA
Mi avvicino ad una nicchia sulla destra della porta, nascosta alla vista
da un folto intreccio di edera, con la mano faccio scattare un
meccanismo nascosto al suo interno, mi sposto per accedere al piccolo
pertugio che si è appena aperto sotto la soglia, afferro il pugnale che
vi è nascosto, e lo allaccio alla caviglia, sono pronta...
Percepisco quelle presenze malvagie fino nell'anima, so che l'isola
intera cercherà di proteggermi, e questo mi è di conforto.
Mi sembra quasi di sentir bisbigliare l'erba e le pietre e gli alberi.
Passo sul retro della capanna, cercando con la mente la direzione da
seguire... dovrò attraversare il bosco di faggi, bene, il bosco mi è
amico e so che ne trarrò forza.
Stringo la spada, quasi per accertarmi che sia ancora al suo posto; lo
smeraldo, la fredda pietra di cui è composta l'elsa, è divenuto caldo,
quasi brucia a contatto della pelle, la magia che vi è contenuta si è
attivata.
Sono arrivata alla fine del bosco, sento che i miei poteri sono
aumentati... ma non sono ancora sufficienti, devo raggiungere il
massimo, altrimenti non ho nessuna speranza di vincere, e la lotta
potrebbe essermi fatale.
Di fronte a me scorre il ruscello che attraversa l'isola, so che troverò
nelle sue acque la forza che ancora mi manca.
Mi avvicino ed entro in acqua senza esitare, vado avanti fino al centro,
dove l'acqua è più profonda e dove potrò entrare in contatto con la
grande madre.
Sento il potere dei quattro elementi che mi pervade, mi penetra il corpo
e l'anima, sento le voci degli spiriti dell'isola che sussurrano magie e
incantesimi, so che approvano la mia decisione...
Mi muovo per uscire dall'acqua, estraggo la spada e la sollevo in alto,
la lama riflette gli ultimi raggi di sole del tramonto...
" Eccomi Druido, sono pronta. Sto arrivando..." so che non può sentirmi,
e questo mi permetterà di coglierlo di sorpresa, avrò un po' di
vantaggio su di lui... devo riuscire a sfruttarlo al massimo...
Per un attimo la mia mente torna al sogno di prima, sento il profumo
dell'erica, ma è solo un' attimo, scruto nelle ombre che ormai hanno
invaso la radura... eccolo, bene è arrivato il momento, lui non mi ha
ancora vista, si è nascosto, avrebbe voluto cogliermi di sorpresa... la
sorpresa ci sarà...
DRUID
Il Druido era immobile al limite dello spazio erboso. Teneva gli occhi
chiusi nel tentativo di captare ogni suono irregolare attorno a lui, i
suoi sensi si amplificarono straordinariamente, cogliendo le più sottili
vibrazioni nell'aria e nel terreno sotto i suoi piedi.
E di nuovo qualcosa si intromise...
I grilli frinivano con più forza, le lepri battevano le loro zampe sui
rami secchi e la nottola sbatteva le grandi ali rinunciando
all'arboricola appena catturata.
Egli aumentò la sua concentrazione, la fronte divenne madida per la
tensione, i muscoli serrati ormai da tempo indefinibile cominciavano a
bruciare e a dolere. Quando improvvisamente un movimento dell'aria lo
fece voltare di scatto.
Un lampo d'acciaio illuminò per un istante due occhi gelidi e
determinati. La lama della pesante spada si schiantò con incredibile
forza sulla spalla sinistra del Druido, facendo schizzare una miriade di
schegge di pietra dal corpo del Mago.
Il colpo era stato davvero formidabile, superando l'ossidiana magica che
ricopriva la sua pelle e penetrandola fino al muscolo sottostante.
Per un istante il Druido pensò alla fortuna che finalmente girava anche
a suo favore; l'incantesimo aveva retto abbastanza e ora la spada era
incastrata nel suo corpo come in un ceppo di legno umido. Il dolore era
irrilevante nei suoi pensieri.
Afferrò con impressionante velocità il polso della guerriera con la mano
destra libera dal drusus e la serrò rapacemente.
"Bel colpo, fata" - disse l'incantatore con tono sinceramente ammirato -
"ora però viene il mio turno. Attenta, ti farò male."
La mano che stringeva Glenaa divenne improvisamente di colore rosso vivo
e una fiammata incandescente divampò feroce dalle sue dita avvolgendo il
braccio della donna.
GLENAA
Mi avvicino, protetta da ogni spirito che abita sull'isola....il druido
resta immobile, non riesce a vedermi... alzo la spada e sferro il mio
primo attacco.
Sento la lama che fatica ad entrare, eppure il colpo è stato
fortissimo... schegge di ossidiana vengono scagliate lontane, ma di cosa
è fatto questo essere?, poi sento la lama che penetra nella carne,
finalmente cedevole, poi si ferma, come bloccata da una morsa, cosa sta
succedendo?
La voce del druido è ferma e crudele, come la mano che adesso sta
trattenendo il mio polso.
Sento un calore improvviso partire da quella mano, sempre più forte, il
calore diventa fiamma, il dolore è terribile, stringo i denti, e senza
mollare l'elsa della spada, invoco l'aiuto della grande madre... le
acque da cui traggo la maggior parte della mia forza, mi vengono in
aiuto, e il dolore si ferma, il fuoco si spegne.
" Bene Druido, siamo di fronte finalmente. Questo è solo l'inizio " Con
uno strattone estraggo la lama dalla sua spalla, e con la stessa
violenza sferro un secondo attacco, stavolta abbasso la mira, lo
raggiungo sul fianco... ancora schegge volano da ogni parte, una di esse
si conficca nel mio braccio, non perdo tempo a toglierla, nonostante il
dolore, prima che la lama si blocchi nuovamente, la tiro via e ancora
tento di colpire, ma stavolta il colpo lo raggiunge di striscio.
Con la spada ancora in alto, faccio un salto indietro, tolgo la scheggia
di ossidiana dal braccio e la scaglio sul terreno, ai miei piedi, mi
fermo un istante, abbasso la spada e respiro profondamente...
DRUID
"Così ti farai male" - ammiccò sornione il Druido.
Glenaa lo aveva ripetutamente colpito ma l'incantesimo pellepietra era
troppo potente per lei che sembrava non possedere armi magiche per
attraversare del tutto la sua difesa.
"Ti posso dire che nel momento in cui ti sei allontanata da me hai già
perduto"
Il volto della fata mostrò un accenno di sconforto.
"Non ci può essere battaglia fra magia e spada, non lo hai ancor
capito?"
Così dicendo gettò per terra il drusus. Guardandola dritta negli occhi
distese le braccia lungo i fianchi, e contraendo tutti i muscoli del
corpo pronunciò poche incomprensibili parole.
"Sei un essere che prende il suo potere dall'acqua, giusto?"
La sua chioma si sollevò verso l'alto separandosi ciocca a ciocca,
capello per capello; sembrava aver assunto vita propria.
"Non ti consiglio di toccarmi ulteriormente se non vuoi rimanere
folgorata all'istante."
Di nuovo le palme delle sue mani compirono l'incantesimo e due sfere di
luminosa e guizzante energia avvolsero le sue dita come lo zolfo sulla
punta di un fiammifero. Scariche elettriche attrversavano il suo volto,
le sue pupille e i suoi denti; tutto il corpo era avvolto da cerchi di
luce azzurrognola.
Al mago tornarono in mente i ricordi delle battaglie passate, delle
centinaia di vittime che aveva lasciato dietro di sè in tutti i suoi
viaggi. Vittime che erano andate inconsapevoli incontro alla morte nella
vana ricerca della gloria terrena, di bottino, di facili prede. Ora
aveva di fronte a sè una creatura strana, diversa da tutti coloro che
aveva affrontato. Lei lo aveva sfidato per pura sfrontatezza. Il Druido
sentiva ora che lei non era mai stata certa della vittoria. Sentiva che
lo temeva, eppure lei continuava a combattere ed era pronta a morire
così, in una maniera che neanche ad un demone si poteva augurare.
Fermò il suo attacco. Glenaa stava eretta di fronte a lui con una
fierezza che rendeva la sua paura ancora più nobile. Era pronta ad
attaccare di nuovo.
"Sappi che è finita" - annunciò conciso il Karkari - "ma prima dimmi:
per cosa combatti tu, Glenaa?"
GLENAA
Sento il peso della spada nelle mani... nelle spalle, per un attimo
penso che sarebbe quasi dolce poter abbandonare la lotta, arrendersi,
lasciarsi andare nelle braccia della morte... posare le armi... Ma non
posso, non sarebbe giusto nei confronti di chi mi sta aiutando, di chi
si aspetta di essere protetto dalla mia spada...
Alzo la testa e le spalle sono pronta ad attaccare di nuovo... Sento la
foresta dietro di me, sento le sue voci che mi spingono a combattere;
poi la voce del Druido mi giunge come ovattata, nascosta in mezzo ad
altre mille voci, non riesco a capire cosa stia dicendo cerco il suo
sguardo nel buio, non riesco a vedere i suoi occhi.
Con un movimento improvviso getta a terra il drusus, so che sta per
sferrare un attacco, ma cosa devo aspettarmi? La sua magia è potente,
molto più potente della mia, e lui lo sa, mentre alza le palme delle
mani e pronuncia parole a me incomprensibili... mentre accende un
incantesimo di fuoco... il suo corpo è percorso da scariche elettriche
che lacerano il buio. Sa che prendo la maggior parte delle mie forze
dall'acqua, e quello che sta facendo adesso sa che può distruggermi se
solo oso avvicinarmi. Stringo più forte la spada, finché non sento lo
smeraldo che mi lacera la pelle delle mani, il dolore scaccia la paura
che stava per assalirmi.
" Druido, so bene che le sole armi non possono vincerti, ma ricorda che
anche io possiedo la conoscenza..."
Resto ferma di fronte a lui, aspetto il suo attacco e sono pronta a
difendermi.
Il silenzio è assoluto, anche gli spiriti tacciono, tutto sembra
sospeso, anche la vita, in attesa di ciò che sta per accadere.
Ma qualcosa cambia, il druido ferma il suo attacco per pormi una domanda
"per cosa combatti Glenaa?"
Mi sento spiazzata, ero pronta ad affrontare i fuochi dell'inferno ma
non a rispondere a questo, perché mai vuole saperlo?, che cosa può
interessare a quest'essere delle ragioni che mi spingono a
fronteggiarlo?
"Perché?, vuoi veramente saperlo? e sei certo che riusciresti a capire
le mie ragioni?
Oppure con la tua domanda stai solamente cercando di spezzare la mia
concentrazione e la mia volontà? Comunque sappi che i motivi per cui lo
faccio hanno radici profonde e lontane, sia nei luoghi che nel tempo,
sono dettate dai sentimenti, e sono una lunga storia, ma non credo che
tu sia disposto ad ascoltare veramente; inoltre credi che riusciresti a
comprendere motivi che siano diversi dalla sete di potere, o dalla
crudeltà fine a se stessa? "
DRUID
"Non combatti per gloria, ne per sete di potere. Sei solo un'altra
ottimista che lotta solo per difendersi." - il Mago manteneva la sua
posizione pronto a sferrare l'attacco decisivo.
"Non dubito più che tu abbia delle buone ragioni per avermi sfidato; non
le comprendo e forse non voglio sentirle. Sappi però che io non sono un
animale assetato di sangue e la morte del mio avversario non mi allieta
quanto tu credi. Mi basta vincere."
"Imparerai che un lottatore deve attaccare per primo se non vuole essere
sopraffatto!"
Detto questo, il Druido si tese come un arco, la testa rivolta
all'indietro, le braccia tese verso il suolo, la schiena inarcata allo
spasimo.
Uno scatto repentino e tutto il suo corpo si ripiegò come una tagliola
toccata da un incauto animale, le mani giunte e protese in avanti a
focalizzare in un punto tutta l'energia accumulata.
Il lampo di accecante energia scoppiò dirompente verso Glenaa che ne
venne investita con un boato assordante. L'aria, improvvisamente
scaldata a 40.000 gradi, scatenò le sue molecole, schiantando masse di
particelle, le più calde contro le più fredde, in un susseguirsi di urla
termiche che fondevano l'ossigeno intorno alla fata guerriera.
Glenaa sentì che ormai era finita per lei, i suoi muscoli si
contrassero, le armi le caddero e le vesti si lacerarono. Le mancava il
respiro, per poco la sua mente non cedette quando si accorse che era
illesa...
L'odore di ozono ancora impregnava l'atmosfera circostante. Il Druido
stava in piedi accanto a lei, il suo volto segnato dalla tremenda fatica
dell'incantesimo.
"Sai quanto è difficile controllare una simile energia?"
Glenaa sollevò lo sguardo e fisso quegli occhi gelidi che non
comprendeva.
GLENAA
La risposta del druido alle mie parole, non è quella che mi aspettavo,
ma è comunque arrogante e maligna.
Cerco la forza per attaccare, ma la spada ha il peso di cento nelle mie
mani; osservo il druido che si sta preparando per il suo attacco...
forse l'ultimo... non ho paura, sono solo triste per non poter mantenere
le promesse fatte, non riuscirò a proteggere l'isola dalla malvagità di
quest'essere; gli spiriti che la abitano sembra che abbiano sentito i
miei pensieri, e silenziosi aspettano il succedersi degli eventi sulla
lora terra.
Abbasso la spada, fino ad appoggiare la punta in terra e aspetto la
fine.
L'energia sprigionata dalle mani del druido mi investe con tutta la sua
forza, sento il fuoco che mi circonda, la potenza del fulmine che mi
butta a terra, non cerco neppure di reagire, sarebbe inutile e
servirebbe solo a prolungare la mia agonia, se deve essere la fine, che
arrivi in fretta.
L'aria intorno a me è irrespirabile, fuoco puro; la gola mi brucia, la
luce è accecante e non riesco a vedere più niente... poi,
all'improvviso, tutto finisce... sono ancora viva!! Cosa è successo?
cerco di muovermi, ma un dolore ad una caviglia, terribile come una
morsa, mi costringe a terra... sento il mio corpo dolorante in più
punti, probabilmente contusioni dovute alla caduta, ma sono illesa, il
fuoco non mi ha neppure sfiorata.
Ovattata, come se provenisse da una grande distanza, mi arriva la voce
del druido: "Sai quanto è difficile controllare una simile energia?"
Ma cosa sta dicendo?; scuoto la testa per cercare di riprendermi e di
capire le sue parole... Alzo gli occhi verso di lui, non riesco a
distinguerlo perfettamente, sulle sue labbra scopro un sorriso, ma è
solo sulle labbra o anche negli occhi? è un sorriso o un ghigno?
Cerco la spada, lo smeraldo brilla di luce propria, ma è troppo lontana
per pensare di raggiungerla. Il druido segue il mio sguardo, il sorriso
sparisce dal suo volto.
Provo di nuovo ad alzarmi, ma mi sembra di essere stata investita da un
uragano, alzo lo sguardo, di nuovo a cercare i suoi occhi... adesso si è
avvicinato e riesco a vederlo. Sta osservando i miei inutili sforzi, lo
sguardo serio, quasi grave, non c'è traccia di derisione nei suoi
occhi...
"Bene Druido, hai vinto... i tuoi poteri sono troppo potenti perchè io
possa sperare di riuscire a fermarti... cosa vuoi adesso? la mia resa
incondizionata? Eccola..."
Allungo la mano verso la caviglia e sciolgo i lacci che tengono il
pugnale, poi lo getto ai sui piedi, non si muove, sembra che neppure
l'abbia visto.
"Cos'altro vuoi da me?" Quasi grido "vuoi che strisci di fronte a te?
vuoi che ti chieda pietà? sai che non lo farò mai, hai la mia resa, puoi
avere la mia vita, ma non avrai mai la mia dignità.." ho voglia di
piangere; poi vedo la sua mano che lentamente si avvicina...
DRUID
Il Druido si avvicinò alla giovane ormai indifesa. Si piegò verso di lei
poggiando un ginocchio a terra. Le toccò la caviglia con le dita andando
a sfiorare la piaga provocata dal suo fulmine. Glenaa trasalì ma non
emise alcun lamento.
"Sai?" - esordì con voce stanca - "in tutta la magia appresa negli anni
non conosco nulla capace di guarire questa lieve piaga".
"Vuoi conoscere il motivo per cui non ti ho uccisa?" - il Mago rimaneva
con lo sguardo assorto - "Perché non sono ancora un assassino, perché tu
non sei un essere che merita la morte. Inoltre, credo che farti del male
mi avrebbe precluso la possibilità di lasciare quest'isola senza radere
al suolo ogni albero e senza prosciugare ogni fonte d'acqua. Gli spiriti
del luogo ti vogliono bene ma conoscono anche la mia anima e non mi
hanno ostacolato nella battaglia forse perché sapevano che non ti avrei
uccisa."
L'incantatore si rialzò e rivolse un ultima frase alla fata guerriera:
"Rispondi solo a questo e ti lascio libera. Dov'è Kandi?"
GLENAA
Il mio primo istinto è paura, vedo la mano del druido che si avvicina e
vorrei fuggire, non so cosa aspettarmi... poi la sua mano mi tocca la
caviglia, sfiora appena la ferita che lui stesso ha provocato, e il suo
gesto mi provoca come una scossa, in parte dovuta al dolore, in parte...
non so.
La voce che sento è stanca, le prime parole non riesco neppure a
distinguerle, continuo a guardarlo, come in trance; non sono le parole
di un essere crudele, eppure sono sicura di non essermi sbagliata
quando ho deciso di affrontarlo... è strano quello che sento e non
riesco a dargli un nome; vorrei fuggire, vorrei arrivare alla spada per
afferrarla e con essa riprendere a combattere, vorrei non aver mai
iniziato questa stupida lotta... e tutte queste sensazioni in contrasto
fra di loro creano nella mia mente un groviglio di emozioni che mi fa
star male.
E per un attimo sento di nuovo l'odore dell'erica.... perché quest'uomo
mi riporta alla memoria ricordi tanto lontani?, tanto dolci e al tempo
stesso crudeli...
Sta ancora parlando, ma la mia mente è altrove... cerco di scuotermi ed
è quasi con un sorriso che mi rivolgo a lui "Cosa hai detto? Dov'è Kandi?
non ne ho idea, probabilmente è ancora legata nella stiva di
Kadiya; ma, sinceramente, non ne so molto di più. La cattura di Kandi,
anche se per vari motivi può esser tornata utile a Dakar, non è comunque
una mia idea. Kadiya da sola l'ha pensata e messa in atto."
Aspetto una risposta o un commento alle mie parole, ma non arriva.
Il druido continua a guardarmi, e i suoi occhi sembrano sondarmi
l'anima, ma adesso non ho più paura... sento che qualcosa è cambiato.
"E' per trovare Kandi che sei venuto sulla mia isola? che mi hai quasi
uccisa?"
Niente, nessuna risposta, continua a guardarmi come se mi vedesse solo
adesso, sto per aggiungere ancora qualcosa, ma all'improvviso si muove e
si avvicina a me...
DRUID
Il Druido prese il volto di Glenaa fra le mani affondando le forti dita
nei suoi meravigliosi capelli.
I loro occhi erano vicinissimi e il mago poteva sentire il profumo
selvaggio di quella donna che aveva combattuto con tanta furia.
Improvvisamente la sua espressione espresse rabbia e dolore
profondissimi, al di là di quanto la fata guerriera avesse mai visti in
tutta la sua esistenza.
"Ero venuto qui per prendermi il bene più prezioso che io cerchi. Il
dono che credevo avrei potuto estirpare dalla tua anima."
"Per tanti anni ho combattuto e vinto anche i demoni, ho interrogato i
morti, invocato gli Dei per venire in possesso del segreto delle vostre
razze. Il segreto che mi renderebbe libero dal tempo e dalla
corruttibilità del corpo. Un mago può vivere secoli, ma prima o poi
dovrà comunque cedere all'inevitabile Signora."
Il mago cominciò a stringere la testa di Glenaa con forza crescente, in
preda all'odio. Lei sentì le tempie pulsare e la paura riempirgli il
cuore di fronte a quegli occhi profondissimi e spiritati. Poi il dolore
cessò, le mani del Druido abbandonarono la stretta e caddero inerti
lungo i suoi fianchi. Il suo volto si distese ma lo sguardo rimase fisso
su di lei.
"Ho capito lottando con te che il tuo potere deriva da un'entità
superiore che te ne ha fatto dono. L'immortalità che io cerco si trova
ancora oltre, quindi non c'è più motivo che io resti su quest'isola, o
che ti combatta ancora. Non mi puoi essere di aiuto."
"Sento che altri demoni stanno per giungere su queste terre. Io
osserverò, osserverò e sceglierò colui che dovrò affrontare per
risolvere il mio enigma."
"Addio Glenaa, spero di non averti mai più sulla mia strada, perchè la
mia benevolenza e pazienza calano per quanto aumenti il mio potere. Non
mi intralciare o tornerò."
Il corpo del Druido divenne lentamente inconsistente. Divenne un fumo di
color smeraldo, sinuoso come le spire di un serpente. Gli occhi, ormai
tristi ma privi di rancore, rimasero a guardare Glenaa ancora per un
istante prima di dissolversi nell'aria fredda della notte ma profumata
come l'erica dopo la pioggia autunnale.
GLENAA
Solo pochi istanti, ma sono sembrati un'eternità, i suoi occhi sono
passati dal desiderio, attraverso la collera fino alla rassegnazione,
poi....... è svanito nell'aria, e il tempo ha ripreso a scorrere come se
niente fosse accaduto.
So che ci rivedremo un giorno Druido, perché quello che stai cercando ti
porterà di nuovo sulla mia strada.
Non ci sono stati vincitori, e tutt'e due ne siamo usciti vinti.
Raccolgo la spada e il pugnale e mi avvio verso casa, per curare le mie
ferite.
La caviglia mi sorregge appena..... ma è l'anima che sta
sanguinando......
|