bordo_op.gif (351 byte)

Il serpente e lo smeraldo

Prologo:

Gli abitanti del regno di Fantasy si sono suddivisi in due fazioni, Dakar e Namir, le loro intenzioni sono comunque pacifiche, e le "battaglie" fra i due gruppi si limitano a scherzi di sapore goliardico. Oppure
cercano di primeggiare gli uni sugli altri nell'arte del commercio e nell'arte della scrittura.

Poi un giorno un'abitante di Namir si impossessa dello stendardo di Dakar; all'inizio sembra uno scherzo come i tanti messi in atto finora, purtroppo, però, a causa di qualche parola presa male o di intenzioni fraintese, fra due abitanti delle opposte fazioni, accade l'inevitabile; il Druido di Namir sfida la Fata-guerriera di Dakar e si appresta all'isola di Sume per commbattere contro di lei.......


GLENAA

ALLORA VOLETE IL SANGUE........................
KADIYA hai affilato bene tutte le lame?
Che la battaglia abbia inizio allora, non avremo nessuna pietà.

DRUID

Una cosa è certa... se Kandi ora combatte lontano, se Iante ancora lotta col suo Vampiro, non vi azzardate a toccare le sponde di Egos altrimenti trovate me, il mago... dimmi dove ti trovi, questa è guerra! Se usi la spada come la lingua probabilmente sarà uno scontro meno noioso degli altri.
Non ti preoccupare, non toccherò il tuo meraviglioso volto, non è mia consuetudine deturpare un prezioso dono della natura.
Sarà il fuoco delle formule magiche ad annullare la tua mente, saranno i miei serpenti ad avvolgere dolcemente il tuo corpo fra le loro spire e a donargli uno stato di piacere e torpore che ti renderà completamente indifesa. Poi sarò io a decidere il tuo destino...

GLENAA

la cosa sta cominciando a stuzzicarmi... sono sull'isola di Sume... ti sto aspettando.
Non dimenticare che oltre alla spada, uso anche la magia... stai attento...
E' stata una come me a chidere Merlino in una torre di cristallo e a quanto ne so è ancora là.

DRUID

Il Druido giunse sulle rive rocciose di Egos, lontano dall'insenatura dove giace il villaggio dei pescatori. Era troppo irato per attraversarlo, venire salutato da coloro che lo hanno accolto rispondendo con uno sguardo torvo...
Poche parole sussurrate al vento e improvvisamente l'aria si materializzò attorno a lui, riflettendo la luce in una miriade di colori sgargianti.
Poi, come minuscoli cristalli, migliaia di particelle andarono ad aggregarsi davanti al "Karkari" poco oltre lo sperone di roccia, sospesi sull'oceano. Il Druido fece un passo avanti e pose il suo piede calzato di morbido cuoio sulla piattaforma generatasi al suo comando. Il suo sguardo rimase fisso di fronte a lui quando rivolse le palme delle mani in avanti facendo muovere quello straordinario veicolo sopra le placide onde, veloce, sempre più veloce.
"Sto arrivando, Glenaa"

GLENAA

I giorni della tranquillità sono finiti. Per una sciocca ripicca, cominciata con uno scherzo, siamo arrivati a combattere fra di noi.
Va bene, se è questo che volete... Certo che è stupido farci del male per niente, ma tant'è, al punto in cui siamo arrivati è difficile tornare indietro.
Eppure stavamo così bene in queste isole, sì, a volte c'è stata qualche scaramuccia, ma erano scherzi, e ci siamo divertiti, ed ora... Una specie di campanello di allarme mi sta avvisando che sto per ricevere
visite. Un druido... nel posto da cui vengo i druidi e la mia gente erano amici... qualcuno anche qualcosa di più. E qua, cosa devo aspettarmi da questo druido, lo sento nella mia mente, è furente... non viene in pace.
Alzo il coperchio della cassapanca dove avevo riposto le armi, guardo la mia spada, l'elsa di smeraldo brilla alla luce della fiaccola sulla parete, la sollevo in alto, sento la sua forza, la sua magia... non vorrei usarla... non la metto alla cintura, l'appoggio alla parete vicino al camino.
Mi siedo di nuovo, le fiamme nel camino sembrano danzare, qualche scintilla vola su in alto, chissà dove stanno andando... La luce del fuoco gioca con miei capelli, del suo stesso colore.
Si sta avvicinando, adesso sento più chiaramente i suoi pensieri, la sua forza... d'accordo druido, ti sto aspettando, ma non sarò io la prima a colpire... appoggio le spalle indietro, chiudo gli occhi... dovrai essere tu ad attaccare...
Il calore del fuoco e la stanchezza presto hanno il sopravvento, e piano piano scivolo nel sonno... e con me i miei ricordi di giorni felici e da ricordi si trasformano in sogni. Scorci di mura antiche, torri affacciate sulla baia di Kidwelly, e dietro, le verdi colline del Galles, uno splendido pomeriggio d'estate, l'erica mossa dal vento sembra avere lo stesso movimento delle onde del mare.... un uomo ed una donna, sdraiati su quel mare verde, la spada della donna abbandonata a terra, dimenticata... l'odore del salmastro arriva fin lì e si mescola all'odore dei fiori, o forse è solo nei miei ricordi.
Il rosso dei capelli della donna assume riflessi d'oro sotto il sole, poi il sole scompare ed appare un viso... la sua risata, la sua voce, la sua forza... ricordi... sogni... poi la fine di tutto, scacciata da quella
terra che ho amato, e che ancora amo, senza neppure il tempo di dire addio.
Il dolore è insopportabile, mi sveglio e mi accorgo che sto piangendo...
"Asciuga le lacrime, Glenaa, non è questo il momento... un altro druido sta per arrivare... e questa volta devi combattere.."

DRUID

Il mare rimaneva quieto al calar del sole rosso all'orizzonte. Il Druido discese dall'ellisse di luce che stava morendo con l'oscurità e pose piede sulla roccia di Sume. Il verde rigoglioso e selvaggio di quella terra gli fece tornare alla mente un'epoca lontana, quando era felice con gli elfi, prima che il suo spirito guerriero lo rendesse arido e spietato e gli facesse scoprire tutto il dolore e la gloria della guerra. Si mosse verso l'interno di quel territorio così ostile eppure così familiare, estraendo il lungo drusus, il pugnale degli antichi gladiatori.
Pochi passi però e senti qualcosa trattenerlo, una sensazione che gli fece chiudere gli occhi, odorare l'aria attorno a lui. Sintonizzò la sua mente con ciò che gli stava intorno e carpì i rumori più reconditi della natura, le voci degli spiriti.
Qualcosa non andava, sentì improvvisamente che le piante, le rocce, le acque di quella terra lo temevano e giudicavano, avvertiva le entità guida che lo seguivano gridare e inveire contro gli esseri invisibili del bosco imponendo silenzio e rispetto per il Mago.
Poi nulla...
Si voltò e diede uno sguardo contemplativo tutto intorno.
Glenaa era là, lo stava osservando. Anche lui la sentiva ma non riusciva ad avvertire il suo spirito guerriero. Si sentì profondamente a disagio, aveva combattuto tanto nella sua vita e mai aveva colpito un essere imbelle.
"Se non combatterà distruggerò tutto intorno a lei e della sua terra non lascerò che cenere!"
Questo disse il Druido e mentre lo pensava non potè fare a meno di provare un senso di vergogna per la crudeltà di quelle parole: per la prima volta.
Proseguì comunque con passo deciso il suo cammino verso la capanna della fata cercando un buon posto dove attenderla e sfidarla.

GLENAA

Sono ancora seduta, quando il sole oramai tramonta. Guardo dalla finestra l'incanto di questo cielo rosso sopra l'isola di Sume. E' uno spettacolo meraviglioso, che entra nell'anima, il sole che si riflette sul mare e si avvicina sempre più all'acqua, il cielo che assume colori dall'azzurro, all'arancio, al rosso intenso...Quante volte mi sono fermata sulla spiaggia, ad aspettare che il sole scomparisse piano piano...
All'improvviso mi scuoto da questi pensieri, i miei sensi sono all'erta, qualcuno è arrivato all'isola, qualcuno non invitato.
Sento tutta l'isola che si ribella a questa presenza, una presenza malvagia, crudele. E' arrivato... il mio avversario è approdato sull'isola. Sta venendo a cercarmi. Ma... non è solo, qualcuno o qualcosa lo accompagna... spiriti!!!
Sono dentro di lui, nella sua anima, e fuori di lui gli fanno da guida.
Cosa sto per affrontare?, pensavo fosse una battaglia alla pari, ma non è così... Non ho molte speranze, ma devo affrontarlo ugualmente, devo... sento i suoi pensieri, sono pensieri di distruzione.... non posso permettere che accada, devo difendere i miei compagni e questa terra. Ho promesso di farlo quando sono arrivata e sono stata accolta, ed ora non posso tirarmi indietro, anche se questo significherà la mia sconfitta. Spero solo che si accontenti della vittoria su di me. Guardo la spada, l'impugnatura di smeraldo ha dentro i riflessi rossi del fuoco, o forse sono riflessi di sangue... presagi... sono tentata di lasciarla dov'è, di uscire senza armi, ma la cosa malvagia che si avvicina alla mia capanna sembra deridermi, sente già il gusto della vittoria... Bene, non vincerai senza combattere, non ho nessuna intenzione di renderti tutto più facile... afferro la spada ed esco...

DRUID

"Ecco. Qui credo vada bene" - il Druido era giunto in un ampio spazio praticamente libero dagli alberi. L'erba vi cresceva corta e folta e aveva un colore di intenso smeraldo. A Ovest il campo si trasformava in un'erta rocciosa e pressoché impraticabile mentre sul lato opposto, a circa 30 metri alla destra del mago, un ruscello ricco di acque scorreva veloce verso il mare. Non sarà stato più largo di 5 metri e probabilmente era il rivo che attraversava il villaggio di Sume. A Nord e a Sud solo bosco, fitto e intricato.
Il Druido unì le palme delle mani distendendo le braccia in avanti. Glenaa doveva ormai essere vicina e lui l'avrebbe individuata. Chiuse gli occhi, si concentrò nel tentativo di percepire l'aura della fata-guerriera. Ma non ci riuscì.
Qualcosa impediva ai suoi incantesimi di divinazione di avere effetto, forse proprio la natura del suo avversario.
Un onda di sangue ribollente invase la mente del Mago, ma subito dopo la fiducia nelle sue forze gli schiarì la mente e lo riportò alla calma. Si chinò e raccolse un piccolo ciottolo in mezzo all'erba, lo mise in bocca e lo ingoiò rapidamente. Un sussurro si diffuse nel pianoro e le ombre gelarono per un istante prima di tornare mobili al vento della sera.
Le pupille del Druido divennero sottili e allungate, come quelle di un aspide letale, il suo volto si sfigurò in un espressione di acuto dolore e la bocca si aprì a mostrare i denti serrati. In quell'istante la sua pelle si spaccò in più punti con uno schiocco raccapricciante. Nuova pelle si fece spazio nelle fratture del tessuto vivo, pelle di colore quasi nero, della consistenza della pietra.
"Ora sono pronto" - pensò riprendendosi dal tremendo sforzo. Disegnò nell'aria ampie figure con il Drusus per saggiarne la bilanciatura e quindi si mise in impaziente attesa.
Non dovette attendere molto che i rami degli alberi di fronte a lui cominciassero muoversi in maniera innaturale.
Il duello stava per iniziare!

GLENAA

Mi avvicino ad una nicchia sulla destra della porta, nascosta alla vista da un folto intreccio di edera, con la mano faccio scattare un meccanismo nascosto al suo interno, mi sposto per accedere al piccolo pertugio che si è appena aperto sotto la soglia, afferro il pugnale che vi è nascosto, e lo allaccio alla caviglia, sono pronta...
Percepisco quelle presenze malvagie fino nell'anima, so che l'isola intera cercherà di proteggermi, e questo mi è di conforto.
Mi sembra quasi di sentir bisbigliare l'erba e le pietre e gli alberi.
Passo sul retro della capanna, cercando con la mente la direzione da seguire... dovrò attraversare il bosco di faggi, bene, il bosco mi è amico e so che ne trarrò forza.
Stringo la spada, quasi per accertarmi che sia ancora al suo posto; lo smeraldo, la fredda pietra di cui è composta l'elsa, è divenuto caldo, quasi brucia a contatto della pelle, la magia che vi è contenuta si è attivata.
Sono arrivata alla fine del bosco, sento che i miei poteri sono aumentati... ma non sono ancora sufficienti, devo raggiungere il massimo, altrimenti non ho nessuna speranza di vincere, e la lotta potrebbe essermi fatale.
Di fronte a me scorre il ruscello che attraversa l'isola, so che troverò nelle sue acque la forza che ancora mi manca.
Mi avvicino ed entro in acqua senza esitare, vado avanti fino al centro, dove l'acqua è più profonda e dove potrò entrare in contatto con la grande madre.
Sento il potere dei quattro elementi che mi pervade, mi penetra il corpo e l'anima, sento le voci degli spiriti dell'isola che sussurrano magie e incantesimi, so che approvano la mia decisione...
Mi muovo per uscire dall'acqua, estraggo la spada e la sollevo in alto, la lama riflette gli ultimi raggi di sole del tramonto...
" Eccomi Druido, sono pronta. Sto arrivando..." so che non può sentirmi, e questo mi permetterà di coglierlo di sorpresa, avrò un po' di vantaggio su di lui... devo riuscire a sfruttarlo al massimo...
Per un attimo la mia mente torna al sogno di prima, sento il profumo dell'erica, ma è solo un' attimo, scruto nelle ombre che ormai hanno invaso la radura... eccolo, bene è arrivato il momento, lui non mi ha ancora vista, si è nascosto, avrebbe voluto cogliermi di sorpresa... la sorpresa ci sarà...

DRUID

Il Druido era immobile al limite dello spazio erboso. Teneva gli occhi chiusi nel tentativo di captare ogni suono irregolare attorno a lui, i suoi sensi si amplificarono straordinariamente, cogliendo le più sottili vibrazioni nell'aria e nel terreno sotto i suoi piedi.
E di nuovo qualcosa si intromise...
I grilli frinivano con più forza, le lepri battevano le loro zampe sui rami secchi e la nottola sbatteva le grandi ali rinunciando all'arboricola appena catturata.
Egli aumentò la sua concentrazione, la fronte divenne madida per la tensione, i muscoli serrati ormai da tempo indefinibile cominciavano a bruciare e a dolere. Quando improvvisamente un movimento dell'aria lo fece voltare di scatto.
Un lampo d'acciaio illuminò per un istante due occhi gelidi e determinati. La lama della pesante spada si schiantò con incredibile forza sulla spalla sinistra del Druido, facendo schizzare una miriade di schegge di pietra dal corpo del Mago.
Il colpo era stato davvero formidabile, superando l'ossidiana magica che ricopriva la sua pelle e penetrandola fino al muscolo sottostante.
Per un istante il Druido pensò alla fortuna che finalmente girava anche a suo favore; l'incantesimo aveva retto abbastanza e ora la spada era incastrata nel suo corpo come in un ceppo di legno umido. Il dolore era irrilevante nei suoi pensieri.
Afferrò con impressionante velocità il polso della guerriera con la mano destra libera dal drusus e la serrò rapacemente.
"Bel colpo, fata" - disse l'incantatore con tono sinceramente ammirato - "ora però viene il mio turno. Attenta, ti farò male."
La mano che stringeva Glenaa divenne improvisamente di colore rosso vivo e una fiammata incandescente divampò feroce dalle sue dita avvolgendo il braccio della donna.

GLENAA

Mi avvicino, protetta da ogni spirito che abita sull'isola....il druido resta immobile, non riesce a vedermi... alzo la spada e sferro il mio primo attacco.
Sento la lama che fatica ad entrare, eppure il colpo è stato fortissimo... schegge di ossidiana vengono scagliate lontane, ma di cosa è fatto questo essere?, poi sento la lama che penetra nella carne, finalmente cedevole, poi si ferma, come bloccata da una morsa, cosa sta succedendo?
La voce del druido è ferma e crudele, come la mano che adesso sta trattenendo il mio polso.
Sento un calore improvviso partire da quella mano, sempre più forte, il calore diventa fiamma, il dolore è terribile, stringo i denti, e senza mollare l'elsa della spada, invoco l'aiuto della grande madre... le acque da cui traggo la maggior parte della mia forza, mi vengono in aiuto, e il dolore si ferma, il fuoco si spegne.
" Bene Druido, siamo di fronte finalmente. Questo è solo l'inizio " Con uno strattone estraggo la lama dalla sua spalla, e con la stessa violenza sferro un secondo attacco, stavolta abbasso la mira, lo raggiungo sul fianco... ancora schegge volano da ogni parte, una di esse si conficca nel mio braccio, non perdo tempo a toglierla, nonostante il dolore, prima che la lama si blocchi nuovamente, la tiro via e ancora tento di colpire, ma stavolta il colpo lo raggiunge di striscio.
Con la spada ancora in alto, faccio un salto indietro, tolgo la scheggia di ossidiana dal braccio e la scaglio sul terreno, ai miei piedi, mi fermo un istante, abbasso la spada e respiro profondamente...

DRUID

"Così ti farai male" - ammiccò sornione il Druido.
Glenaa lo aveva ripetutamente colpito ma l'incantesimo pellepietra era troppo potente per lei che sembrava non possedere armi magiche per attraversare del tutto la sua difesa.
"Ti posso dire che nel momento in cui ti sei allontanata da me hai già perduto"
Il volto della fata mostrò un accenno di sconforto.
"Non ci può essere battaglia fra magia e spada, non lo hai ancor capito?"
Così dicendo gettò per terra il drusus. Guardandola dritta negli occhi distese le braccia lungo i fianchi, e contraendo tutti i muscoli del corpo pronunciò poche incomprensibili parole.
"Sei un essere che prende il suo potere dall'acqua, giusto?"
La sua chioma si sollevò verso l'alto separandosi ciocca a ciocca, capello per capello; sembrava aver assunto vita propria.
"Non ti consiglio di toccarmi ulteriormente se non vuoi rimanere folgorata all'istante."
Di nuovo le palme delle sue mani compirono l'incantesimo e due sfere di luminosa e guizzante energia avvolsero le sue dita come lo zolfo sulla punta di un fiammifero. Scariche elettriche attrversavano il suo volto, le sue pupille e i suoi denti; tutto il corpo era avvolto da cerchi di luce azzurrognola.
Al mago tornarono in mente i ricordi delle battaglie passate, delle centinaia di vittime che aveva lasciato dietro di sè in tutti i suoi viaggi. Vittime che erano andate inconsapevoli incontro alla morte nella vana ricerca della gloria terrena, di bottino, di facili prede. Ora aveva di fronte a sè una creatura strana, diversa da tutti coloro che aveva affrontato. Lei lo aveva sfidato per pura sfrontatezza. Il Druido sentiva ora che lei non era mai stata certa della vittoria. Sentiva che lo temeva, eppure lei continuava a combattere ed era pronta a morire così, in una maniera che neanche ad un demone si poteva augurare.
Fermò il suo attacco. Glenaa stava eretta di fronte a lui con una fierezza che rendeva la sua paura ancora più nobile. Era pronta ad attaccare di nuovo.
"Sappi che è finita" - annunciò conciso il Karkari - "ma prima dimmi: per cosa combatti tu, Glenaa?"

GLENAA

Sento il peso della spada nelle mani... nelle spalle, per un attimo penso che sarebbe quasi dolce poter abbandonare la lotta, arrendersi, lasciarsi andare nelle braccia della morte... posare le armi... Ma non posso, non sarebbe giusto nei confronti di chi mi sta aiutando, di chi si aspetta di essere protetto dalla mia spada...
Alzo la testa e le spalle sono pronta ad attaccare di nuovo... Sento la foresta dietro di me, sento le sue voci che mi spingono a combattere; poi la voce del Druido mi giunge come ovattata, nascosta in mezzo ad altre mille voci, non riesco a capire cosa stia dicendo cerco il suo sguardo nel buio, non riesco a vedere i suoi occhi.
Con un movimento improvviso getta a terra il drusus, so che sta per sferrare un attacco, ma cosa devo aspettarmi? La sua magia è potente, molto più potente della mia, e lui lo sa, mentre alza le palme delle mani e pronuncia parole a me incomprensibili... mentre accende un incantesimo di fuoco... il suo corpo è percorso da scariche elettriche che lacerano il buio. Sa che prendo la maggior parte delle mie forze dall'acqua, e quello che sta facendo adesso sa che può distruggermi se solo oso avvicinarmi. Stringo più forte la spada, finché non sento lo smeraldo che mi lacera la pelle delle mani, il dolore scaccia la paura che stava per assalirmi.
" Druido, so bene che le sole armi non possono vincerti, ma ricorda che anche io possiedo la conoscenza..."
Resto ferma di fronte a lui, aspetto il suo attacco e sono pronta a difendermi.
Il silenzio è assoluto, anche gli spiriti tacciono, tutto sembra sospeso, anche la vita, in attesa di ciò che sta per accadere.
Ma qualcosa cambia, il druido ferma il suo attacco per pormi una domanda "per cosa combatti Glenaa?"
Mi sento spiazzata, ero pronta ad affrontare i fuochi dell'inferno ma non a rispondere a questo, perché mai vuole saperlo?, che cosa può interessare a quest'essere delle ragioni che mi spingono a fronteggiarlo?
"Perché?, vuoi veramente saperlo? e sei certo che riusciresti a capire le mie ragioni?
Oppure con la tua domanda stai solamente cercando di spezzare la mia concentrazione e la mia volontà? Comunque sappi che i motivi per cui lo faccio hanno radici profonde e lontane, sia nei luoghi che nel tempo, sono dettate dai sentimenti, e sono una lunga storia, ma non credo che tu sia disposto ad ascoltare veramente; inoltre credi che riusciresti a comprendere motivi che siano diversi dalla sete di potere, o dalla crudeltà fine a se stessa? "

DRUID

"Non combatti per gloria, ne per sete di potere. Sei solo un'altra ottimista che lotta solo per difendersi." - il Mago manteneva la sua posizione pronto a sferrare l'attacco decisivo.
"Non dubito più che tu abbia delle buone ragioni per avermi sfidato; non le comprendo e forse non voglio sentirle. Sappi però che io non sono un animale assetato di sangue e la morte del mio avversario non mi allieta quanto tu credi. Mi basta vincere."
"Imparerai che un lottatore deve attaccare per primo se non vuole essere sopraffatto!"
Detto questo, il Druido si tese come un arco, la testa rivolta all'indietro, le braccia tese verso il suolo, la schiena inarcata allo spasimo.
Uno scatto repentino e tutto il suo corpo si ripiegò come una tagliola toccata da un incauto animale, le mani giunte e protese in avanti a focalizzare in un punto tutta l'energia accumulata.
Il lampo di accecante energia scoppiò dirompente verso Glenaa che ne venne investita con un boato assordante. L'aria, improvvisamente scaldata a 40.000 gradi, scatenò le sue molecole, schiantando masse di particelle, le più calde contro le più fredde, in un susseguirsi di urla termiche che fondevano l'ossigeno intorno alla fata guerriera.
Glenaa sentì che ormai era finita per lei, i suoi muscoli si contrassero, le armi le caddero e le vesti si lacerarono. Le mancava il respiro, per poco la sua mente non cedette quando si accorse che era illesa...
L'odore di ozono ancora impregnava l'atmosfera circostante. Il Druido stava in piedi accanto a lei, il suo volto segnato dalla tremenda fatica dell'incantesimo.
"Sai quanto è difficile controllare una simile energia?"
Glenaa sollevò lo sguardo e fisso quegli occhi gelidi che non comprendeva.


GLENAA

La risposta del druido alle mie parole, non è quella che mi aspettavo, ma è comunque arrogante e maligna.
Cerco la forza per attaccare, ma la spada ha il peso di cento nelle mie mani; osservo il druido che si sta preparando per il suo attacco... forse l'ultimo... non ho paura, sono solo triste per non poter mantenere le promesse fatte, non riuscirò a proteggere l'isola dalla malvagità di quest'essere; gli spiriti che la abitano sembra che abbiano sentito i miei pensieri, e silenziosi aspettano il succedersi degli eventi sulla lora terra.
Abbasso la spada, fino ad appoggiare la punta in terra e aspetto la fine.
L'energia sprigionata dalle mani del druido mi investe con tutta la sua forza, sento il fuoco che mi circonda, la potenza del fulmine che mi butta a terra, non cerco neppure di reagire, sarebbe inutile e servirebbe solo a prolungare la mia agonia, se deve essere la fine, che arrivi in fretta.
L'aria intorno a me è irrespirabile, fuoco puro; la gola mi brucia, la luce è accecante e non riesco a vedere più niente... poi, all'improvviso, tutto finisce... sono ancora viva!! Cosa è successo? cerco di muovermi, ma un dolore ad una caviglia, terribile come una morsa, mi costringe a terra... sento il mio corpo dolorante in più punti, probabilmente contusioni dovute alla caduta, ma sono illesa, il fuoco non mi ha neppure sfiorata.
Ovattata, come se provenisse da una grande distanza, mi arriva la voce del druido: "Sai quanto è difficile controllare una simile energia?"
Ma cosa sta dicendo?; scuoto la testa per cercare di riprendermi e di capire le sue parole... Alzo gli occhi verso di lui, non riesco a distinguerlo perfettamente, sulle sue labbra scopro un sorriso, ma è solo sulle labbra o anche negli occhi? è un sorriso o un ghigno?
Cerco la spada, lo smeraldo brilla di luce propria, ma è troppo lontana per pensare di raggiungerla. Il druido segue il mio sguardo, il sorriso sparisce dal suo volto.
Provo di nuovo ad alzarmi, ma mi sembra di essere stata investita da un uragano, alzo lo sguardo, di nuovo a cercare i suoi occhi... adesso si è avvicinato e riesco a vederlo. Sta osservando i miei inutili sforzi, lo sguardo serio, quasi grave, non c'è traccia di derisione nei suoi occhi...
"Bene Druido, hai vinto... i tuoi poteri sono troppo potenti perchè io possa sperare di riuscire a fermarti... cosa vuoi adesso? la mia resa incondizionata? Eccola..."
Allungo la mano verso la caviglia e sciolgo i lacci che tengono il pugnale, poi lo getto ai sui piedi, non si muove, sembra che neppure l'abbia visto.
"Cos'altro vuoi da me?" Quasi grido "vuoi che strisci di fronte a te? vuoi che ti chieda pietà? sai che non lo farò mai, hai la mia resa, puoi avere la mia vita, ma non avrai mai la mia dignità.." ho voglia di piangere; poi vedo la sua mano che lentamente si avvicina...

DRUID

Il Druido si avvicinò alla giovane ormai indifesa. Si piegò verso di lei poggiando un ginocchio a terra. Le toccò la caviglia con le dita andando a sfiorare la piaga provocata dal suo fulmine. Glenaa trasalì ma non emise alcun lamento.
"Sai?" - esordì con voce stanca - "in tutta la magia appresa negli anni non conosco nulla capace di guarire questa lieve piaga".
"Vuoi conoscere il motivo per cui non ti ho uccisa?" - il Mago rimaneva con lo sguardo assorto - "Perché non sono ancora un assassino, perché tu non sei un essere che merita la morte. Inoltre, credo che farti del male mi avrebbe precluso la possibilità di lasciare quest'isola senza radere al suolo ogni albero e senza prosciugare ogni fonte d'acqua. Gli spiriti del luogo ti vogliono bene ma conoscono anche la mia anima e non mi hanno ostacolato nella battaglia forse perché sapevano che non ti avrei uccisa."
L'incantatore si rialzò e rivolse un ultima frase alla fata guerriera: "Rispondi solo a questo e ti lascio libera. Dov'è Kandi?"

GLENAA

Il mio primo istinto è paura, vedo la mano del druido che si avvicina e vorrei fuggire, non so cosa aspettarmi... poi la sua mano mi tocca la caviglia, sfiora appena la ferita che lui stesso ha provocato, e il suo gesto mi provoca come una scossa, in parte dovuta al dolore, in parte... non so.
La voce che sento è stanca, le prime parole non riesco neppure a distinguerle, continuo a guardarlo, come in trance; non sono le parole di un essere crudele, eppure sono sicura di non essermi sbagliata
quando ho deciso di affrontarlo... è strano quello che sento e non riesco a dargli un nome; vorrei fuggire, vorrei arrivare alla spada per afferrarla e con essa riprendere a combattere, vorrei non aver mai iniziato questa stupida lotta... e tutte queste sensazioni in contrasto fra di loro creano nella mia mente un groviglio di emozioni che mi fa star male.
E per un attimo sento di nuovo l'odore dell'erica.... perché quest'uomo mi riporta alla memoria ricordi tanto lontani?, tanto dolci e al tempo stesso crudeli...
Sta ancora parlando, ma la mia mente è altrove... cerco di scuotermi ed è quasi con un sorriso che mi rivolgo a lui "Cosa hai detto? Dov'è Kandi? non ne ho idea, probabilmente è ancora legata nella stiva di
Kadiya; ma, sinceramente, non ne so molto di più. La cattura di Kandi, anche se per vari motivi può esser tornata utile a Dakar, non è comunque una mia idea. Kadiya da sola l'ha pensata e messa in atto."
Aspetto una risposta o un commento alle mie parole, ma non arriva.
Il druido continua a guardarmi, e i suoi occhi sembrano sondarmi l'anima, ma adesso non ho più paura... sento che qualcosa è cambiato.
"E' per trovare Kandi che sei venuto sulla mia isola? che mi hai quasi uccisa?"
Niente, nessuna risposta, continua a guardarmi come se mi vedesse solo adesso, sto per aggiungere ancora qualcosa, ma all'improvviso si muove e si avvicina a me...

DRUID

Il Druido prese il volto di Glenaa fra le mani affondando le forti dita nei suoi meravigliosi capelli.
I loro occhi erano vicinissimi e il mago poteva sentire il profumo selvaggio di quella donna che aveva combattuto con tanta furia. Improvvisamente la sua espressione espresse rabbia e dolore profondissimi, al di là di quanto la fata guerriera avesse mai visti in tutta la sua esistenza.
"Ero venuto qui per prendermi il bene più prezioso che io cerchi. Il dono che credevo avrei potuto estirpare dalla tua anima."
"Per tanti anni ho combattuto e vinto anche i demoni, ho interrogato i morti, invocato gli Dei per venire in possesso del segreto delle vostre razze. Il segreto che mi renderebbe libero dal tempo e dalla corruttibilità del corpo. Un mago può vivere secoli, ma prima o poi dovrà comunque cedere all'inevitabile Signora."
Il mago cominciò a stringere la testa di Glenaa con forza crescente, in preda all'odio. Lei sentì le tempie pulsare e la paura riempirgli il cuore di fronte a quegli occhi profondissimi e spiritati. Poi il dolore cessò, le mani del Druido abbandonarono la stretta e caddero inerti lungo i suoi fianchi. Il suo volto si distese ma lo sguardo rimase fisso su di lei.
"Ho capito lottando con te che il tuo potere deriva da un'entità superiore che te ne ha fatto dono. L'immortalità che io cerco si trova ancora oltre, quindi non c'è più motivo che io resti su quest'isola, o che ti combatta ancora. Non mi puoi essere di aiuto."
"Sento che altri demoni stanno per giungere su queste terre. Io osserverò, osserverò e sceglierò colui che dovrò affrontare per risolvere il mio enigma."
"Addio Glenaa, spero di non averti mai più sulla mia strada, perchè la mia benevolenza e pazienza calano per quanto aumenti il mio potere. Non mi intralciare o tornerò."
Il corpo del Druido divenne lentamente inconsistente. Divenne un fumo di color smeraldo, sinuoso come le spire di un serpente. Gli occhi, ormai tristi ma privi di rancore, rimasero a guardare Glenaa ancora per un istante prima di dissolversi nell'aria fredda della notte ma profumata come l'erica dopo la pioggia autunnale.

GLENAA

Solo pochi istanti, ma sono sembrati un'eternità, i suoi occhi sono passati dal desiderio, attraverso la collera fino alla rassegnazione, poi....... è svanito nell'aria, e il tempo ha ripreso a scorrere come se niente fosse accaduto.
So che ci rivedremo un giorno Druido, perché quello che stai cercando ti porterà di nuovo sulla mia strada.
Non ci sono stati vincitori, e tutt'e due ne siamo usciti vinti.
Raccolgo la spada e il pugnale e mi avvio verso casa, per curare le mie ferite.
La caviglia mi sorregge appena..... ma è l'anima che sta sanguinando......

 

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)