Respiro degli Dei
Mi soffia sul viso e sussurra canti,
parole arcaiche dell’alba del mondo;
bacia le vette scoscese dei monti,
vanesia molesta la calma del lago.
Lei dona la Vita, la porta con sé,
a volte uccide di silenzio assordante;
risveglia, riscuote, arruffa le chiome,
ingrossa le onde spumose dei mari:
è dolce sogno se brezza leggera,
o incubo nero per naufraghi persi
nell’impetuoso e straziante vortice
da cui, soffocati, non fanno ritorno.
E’ nei deserti tempesta di sabbia,
nella calura furiosa rabbia
e pugni di polvere negli occhi neri
di genti d’oriente - pelle di ebano.
In notti oscure la odi piangente,
che ulula al mare il suo dolore,
sembra si fermi, o forse riprende,
ride, urla e strilla, strepita, muore.
Flebil lamento, compagna per via,
le notti violentate da lei, l’ipocrisia
di chi vuole afferrarla, rapirla.
Respiro degli Dei,
chi mai potrà capirla?
Aria...
Merenwen
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