Bolle di sapone
Ricordi passati mentre il tramonto imbrunisce la carta da
parati consunta
l’aria è calda, afosa, piccole gocce di sudore imperlano la fronte
scendono lente, a segnare solchi come piccoli fiumi quasi aridi
una goccia cade sul tavolo e nell’immagine tonda i sogni si fondono.
Ridente, sognante come libellula vagabonda su prati verdi,
lussureggianti foreste ed immensi boschi
veloce vola schivando foglie spinta da uno zefiro tiepido
leggera si posa fra arcobaleni di mille colori sulla mano abbandonata.
Il fiume scorre lento, in pace, lo stormire delle foglie, la dolce
carezza dell’erba sulle gambe
osservo persa in milioni di pensieri il mio paradiso
il mio mondo è qui, racchiuso in una bolla di sapone che vorrei fosse
eterna.
Un piccolo sasso piatto vola, leggere come farfalla sfiora l’acqua
uno, due, tre volte
ma poi come un macigno a cui ho legato i miei sogni lentamente affonda
ed io lo osservo affogare silenzioso insieme ai miei desideri sul fondo
chiaro del Kruill.
Lacrime calde, lente rotolano, sanno di sale e di amaro
di una vita passata, di una maschera caduta ed infranta che non potrà
più essere
di un mondo di carta caduto in cui ho lasciato i miei sogni più belli
di una bolla di sapone bellissima e perfetta ma destinata a scoppiare.
Seya
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