Il canto dell'addio
Lento il vento
soffiava
e a me
la sua canzone
portava;
con soavi parole
di suoni sibilanti,
d’una storia d’amore
ella parlava;
triste, malinconica
canzone.
Là,
dove soffia
il vento,
in un dì primaverile,
due cuori
si uniron
con un tripudio
di gioia e dolcezza
e la speme
di si raggioso giorno
come quello
alimentava,
nei giorni futuri,
il desio
dei due giovani.
Molto tempo è trascorso
da quel giorno lontano
e i due cor
ancor battean
forti e giocosi
e testimone
era il vento,
ma proprio
quel giorno
fu reo
del tragico tonfo,
di una caduta
inaspettata.
Lotte e guerrieri
rombaron fieri
e del loro orgoglio
furon travolti,
una guerra senza senso
sfociò in quel luogo
e tra scherni e provocazioni
si dieder sul capoccio
con dei bastoni.
Ora la pace
è tornata
solo perché
una ragazza è andata,
più s’è vista
in quelle contrade
e le giornate
non più come prima
sono allietate.
Ma il giovan
Guerriero,
dopo quel fatto
rimase scioccato,
per colpa del suo orgoglio
e dell’ira
che gli girava attorno,
la cosa che più amava
perse per sempre,
ora lo sguardo è vuoto,
il corpo immoto,
seduto s’un ceppo nel bosco
che attende
il suo ritorno.
Fu così che il vento,
con il suo sibilante accento,
raccolse il loro racconto
e cantando
fece il giro del mondo.
Il silenzio è la mia voce, l'ombra la mia strada, solo la morte è segno
della mia presenza.
Sephir Nwyre
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