A mio padre
E S'avvicinò senza parlare,
scorgendomi sola, nel silenzio, a pensare.
Disse: "Parlami, si, racconta del tuo più grande amico,
svelami chi è il tuo custode del bene più antico"
Lo guardai, per nulla sorpresa allo strano quesito,
e risposi veloce, serena, senza fremito:
"Così ti racconto, senza fretta,
ma sappi che costui non è una persona perfetta.
S'arrabbia, a volte perde un poco il controllo,
come spugna che nell'acqua di tristezza è a mollo.
Testardo, non ammette d'aver sbagliato,
ma poi s'arrende, sorridendo, ai voleri del fato.
Orgoglioso per la sua famiglia, il suo mondo, ostinatezza pura,
questa è la sua malattia a cui però, per fortuna, non esiste cura"
"Ma cos'ha allora di speciale quest'uomo?"
disse lui e non mi piacque il suo tono.
"Stolto superficiale finisci di ascoltare!"
Ma calmai il furore e continuai a raccontare.
"è un amico" gli dissi "vero e leale,
che in ogni istante protegge dal male.
Mi vuol bene, e ti giuro, un bene sincero
e con me cantando porta lo zaino sul nostro sentiero.
Con una corda m'accompagna, scalando sulla più bella vetta
e mi dice: <Ascolta il vento, ascolta il mondo, la vita è perfetta!>
Ama i suoi figli, sua moglie in maniera che non puoi neppur immaginare
ama così tanto che i suoi occhi argentati li vedi brillare.
Racconta favole con voce calma e pacata,
ma la mia storia preferita e quando la vita da lui vien narrata"
Mi ascoltò con stupore poi disse: "Dimmi chi è
se principe o re!
svela il nome di questo segreto arcano!
Dimmi chi è che ti stringe così forte la mano!"
Mi voltai per andare,
avevo finito di raccontare.
Ma per volere di misteriosa forza che gentil tocca
mi fermai piano e schiusi la bocca.
Un sibilo ne uscì contento,
andando ad unirsi all'impetuoso vento
in una canzone... è mio padre.
Acer
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