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La canzone del viandante.

 

Ho posato l’abito di guerra per riflettere
e mentre piangevo ho pianto le lacrime in un braciere,
i carboni urlavano d’ira mentre l’odio si spegneva.

Ho trafugato le lacrime di tenebra dal mio cuore
per nasconderle seppellendole nella cenere
e ora sollevo il capo, e le stelle, che non ho mai osservato,
mi accecano mentre le sento insinuarsi dentro di me.

Ho trascinato l’ascia di guerra del passato
e l’ho inchiodata su un albero assaporandone la ferita,
mi sono battezzato con la sua linfa nella brezza della notte.

Ho buttato via gli occhi del passato in una voragine
e lì in fondo, tra i miasmi gorgoglianti della terra,
ho sentito consumarli da falangi di mostri.

Ho trascinato via il mio corpo lungo l’ultimo sentiero
e ora guardo il cielo sull’altezza di una roccia
sognando che forse domani alle prime luci dell’alba,
una pioggia mattutina mi risveglierà dal torpore
distruggendo il mio bozzolo di pietra.

Ho sognato il nuovo giorno per dimenticare
ma oggi ho dovuto disfare il vecchio bagaglio
per prepararne uno nuovo
nascondendoci dentro i simboli del passato.

Ho iniziato a correre ma non fuggo
perché la vita di fra poco avrà il gusto di ieri
e l’ebbrezza della scoperta ... e forse, solo un giorno mi fermerò.

 

Thoronghil

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