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 Vi amo!
 


Un’ennesima notte senza il dolce conforto del sonno ristoratore… Mystryl non riesce che poco ad illuminare la camera in cui sola mi trovo.
La casa troppo silenziosa, il cuore troppo triste, la malinconia che ancora una volta mi lacera.
Mi sollevo rassegnata dal giaciglio che quasi non riconosco come mio.
Lentamente raggiungo ancora una volta la scrivania, unica testimone delle notti cupe ove solo lo scrivere pare acquietarmi.
A piedi nudi mi muovo come se priva di volontà, il freddo del pavimento non è per me percettibile, così come i suoni di Klivia che spesso mi hanno rasserenata.
Prendo tra le mani l’ennesima pergamena, so quanto questo possa far sorridere, persona riceverà quanto mi appresto a scrivere eppure è per me il solo modo per salvarmi da questo oceano cupo in cui da troppo tempo navigo nel silenzio.
Mi siedo ed intinto il pennino corrono lesti i miei pensieri…
“Mio dolce Betris, il nefasto destino che troppo spesso da me vi allontana è dettato solo da ciò che il dovere ci impone!
Risulta egualmente doloroso poiché il desiderio di condivisione ci accomuna, ma solo l’egoismo del voler vedere l’altro ce lo rende amaro, null’altro!
Sapete bene che lo considero (il dovere) la prima mia direttiva di vita, comprendete quindi che la sofferenza in questa consapevolezza mi risulta meno violenta seppur l’animo non si placa totalmente!
Vi sono missioni in cui è necessario separare le nostre esistenze, vi sono giorni che troppo lentamente passano… ma il tempo non si arresta, attenderò il vostro ritorno dunque!
Questa Zaira per la prima volta non trova in se le giuste parole …evidente si para innanzi ai miei occhi la sola verità che questa prostrazione racchiude!
La mente mia poco lo accetta, ma la breccia oramai aperta lascia liberamente fluire in se i preziosi sentimenti che l’orgoglio ha cercato per troppo tempo di tenere celati!
Vi amo Driz_do_Urden!
Possa il mio sorriso raggiungere il vostro cuore lontano e riscaldarlo nelle notti in cui il freddo della foresta vi avvolge, darvi ulteriore coraggio nelle difficoltà che davanti il vostro cammino si mostreranno e vi permetta alfine di tornare finalmente nelle nostre amate terre e tra le braccia che aperte vi attenderanno!
Vostra Asjah“

Il sonno per lungo tempo negato mi coglie, la testa appoggio sulla scrivania, la mancina tocca senza che me ne renda conto l’ampolla che contiene l’inchiostro che cade macchiando la pergamena e coprendo quei pensieri che per tanto ho serbato nell’animo mio.
Domani tutto sarà diverso, un nuovo giorno inizia a brillare sulle nostre amate Kioskas mentre questa amazzone finalmente pare aver trovato la quiete.
 

 

 Asjah

 

 

 

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