Il pagliaccio
E sono qui, seduto nella mia piccola stanza solitaria, lo specchio che
uso di solito per vestirmi è davanti a me, l'armadio con tutti i miei
abiti alla mia destra; e son qui seduto che guardo nello specchio un
artista, un giullare, un cantastorie, un giocoliere, un pagliaccio...
tutte queste persone sono sedute davanti allo specchio ed io le guardo.
Belli i visi dei bimbi che ridevano vedendomi fare i miei giochini,
belli i visi degli adulti che sognavano mentre raccontavo loro le mie
storie; di come la grande Diamante conquistò Krymenia, del coraggio
dell'Imperatrice e molte altre; storie d'amore, storie di morte e di
forza, tutte messe li per voi...
Belli i visi che mi guardano mentre mi esibisco, eppure ora non li
rivedo, vedo solo il pagliaccio davanti allo specchio, vedo quest'abito
colorato... non è ridicolo? si, io lo trovo ridicolo... ormai è però
rovinato... in più punti ho dovuto rammendarlo, il che lo rende ancor
più ridicolo se possibile.
Raccolgo da terra la ma chitarra, si è rotta una corda... dovrò
arrangiarmi con le altre 5 che mi restano, beh, non si può fare
altrimenti.
Sull'appendiabiti è appesa la mia spada col suo fodero, ormai è li da
troppo tempo, sarà tutta arrugginita e non oso tirarla fuori; ma a
pensarci sono dei bei simboli, una chitarra a cui manca una corda, un
abito tutto rovinato ed una spada arrugginita; se a questo si aggiunge
che non ho ancora una casa il quadro è completo... che pagliaccio
ridicolo che sono, non ho un letto dove dormire ma ho una scrivania su
cui scrivere... coperta di polvere, nulla mi riesce più di scrivere.
Riguardo il mio viso allo specchio, il trucco ormai si scioglie sotto le
lacrime calde, l'immagine di un pagliaccio che piange mi arriva come una
rivelazione, la luce si apre sul mio corpo sciogliendo anche le carni,
la pelle e le ossa, lasciando solo tutto quello che ho dentro: amore,
odio, gioia... no, il trucco si scoglie e rimane solo un pagliaccio,
rimane un pagliaccio per quello che è ora: un uomo vuoto.
Steve
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