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 Bois de Rose
 

 

Perdonatemi mia Signora,
se prima parlo di colei, figura incappucciata per non farsi riconoscere, che bussa sempre di notte, due timidi colpi col battente sul pesante portone ed io che apro.
Ogni volta mi domando a quali rischi e pericoli vada incontro la vostra devota ancella per consegnarmi queste preziose missive di cui mi fate dono.
Non potrò mai ringraziarla abbastanza per questo, mi consola il pensiero che lei vi serva con lo stesso Amore che la mia deteriorata piuma proclama di Voi.
Oh sole dell'anima mia, ho logorato i miei occhi leggendo infinite volte in segreto le vostre parole al fianco della fedele compagna che la notte mi dà il piacere della sua natura.
Ora però devo sbrigarmi a rispondere perchè la sua sempre più tremolante fiamma ha consumato quasi tutta la cera.
Delle vostre pergamene conosco ormai le più piccole pieghe, ho assaporato ogni traccia di profumo che la vostra candida mano dimentica quando su esse scorre leggiadra e veloce.
Voi siete regina non per l'illusoria bellezza delle parole ma perchè sedete sul trono del mio cuore.
Oh se voi stessa poteste vedervi con gli occhi con cui vi vedo io, al vostro cospetto la stessa imperatrice impallidirebbe.
Sacrificio per il mio cuore non è esservi fedele ma abbandonarvi, non è peso cantare le vostre lodi ma tacerle si!
Ogni notte esploro la profondità dei miei sentimenti e solo un nome, il vostro, riesce a colmare l'abisso di vuoto che li circonda.
Come può la mia mente fermare questa piuma, essa scriverebbe il Vostro nome anche senza le mie mani.
Come può tacere la mia lingua quando nei miei occhi brilla senza posa il vostro nome, si che ogni hammers potrebbe leggerlo.
Stringendo i pugni, mi domando come posso incatenare il vostro nome nel mio cuore, quando esso ha ali per volare libero nel cielo azzurro e tutti lo conoscono.
Ogni momento brilla intorno al sole infinito, il mio cuore non ha conosciuto più la notte da quando i miei occhi vi hanno visto.
Perdonatemi ancora, solo ora avvolto completamente dal silenzio con il freddo che mi penetra la carne percepisco i vostri pensieri, allungo una mano e mi par di sfiorare le vostre vermiglie guance, vi comprendo.
Il vostro umile cuore considera vanità e presunzione affidare quanto di più intimo e segreto i nostri cuori possiedono alle voci di corte e di piazze, per questo non voglio più crearvi imbarazzo... senza la vostra volontà.
Vi prego con gocce di rugiada agli occhi, affidate ancora una volta, l'ultima, il pensiero all'amica devota se il vostro nome posso pronunciare in un unico suono senza che la piuma ricorra alla sapienza del Verbo come ha fatto sopra dove lo vedo brillare.
Vi devo lasciare Amore mio, la fiamma sussulta... è la buonanotte con cui mi saluta la candela, mia preziosa e utile compagna notturna.
Intorno a me si spande un aroma soave e potente di orchidee che avvolge e cullerà il mio sonno.
 
 

 Shademar
 

 

 

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