Comandante
Non sarei
entrato dalla finestra, questa volta.
Non era una visita di piacere, era una visita formale.
Per troppo tempo ero stato negligente, per troppo tempo avevo evitato i
miei doveri.
Era ora di guardare in faccia la verità.
Mi feci annunciare dalle amazzoni di guardia, accompagnato dalla mia
inseparabile sorella Rue, probabilmente l'unica persona verso la quale
non avevo errato nella mia breve vita.
Entrai nella sala del trono, Myrt era lì, altera e fiera, in armatura da
battaglia, l'amazzone guerriera nella sua forma più scintillante.
"Salute e gloria a te, mia Madras" la salutai, incrociando le mani sul
petto e inchinandomi.
"Salute a te, Comandante" mi rispose, lei, sorpresa del mio tono così
formale "Qual buon vento?" continuò, tentando di spezzare la tensione.
"Vento di cambiamenti, mia signora" dissi deciso.
"E' troppo tempo che manco dalla Torre dei Dragoni, e i pochi momenti
che vi passo, li spendo ad evitare i miei doveri, a dare ordini dei
quali ormai non comprendo più il significato" era così difficile dirlo,
ma dovevo.
"La pace è la cosa più bella di questo mondo, Myrt, ma senza guerra, non
c'è bisogno di me alla Torre"
La guardai fisso negli occhi "Comprendimi, non desidero altro che
restare con te, e lo farò, ma proprio per questo non posso deludere
quegli uomini che contano su di me"
Myrt mi guardò pensierosa, indecisa sulle mie intenzioni "Cosa intendi
fare dunque? Abbandonare?"
Sorrisi.
Più di una volta ci avevo pensato.
Andare via, lontano, fare in modo che tutti si dimenticassero di me.
Ma avevo subito abbandonato l'idea: Arcano era la mia terra, lì c'erano
i miei amici, lì c'era Myrt.
Avevo qualcos'altro in mente.
"Non sarò più il comandante dei Dragoni" dichiarai, "ma se tu vorrai
accettare la mia proposta, diventerò il Campione di Klivia"
Mi guardò stupita.
"Sarò pronto al tuo richiamo, e correrò per combattere al tuo fianco,
ogni volta che avrai bisogno di me" salii velocemente le scale che ci
separavano, per parlarle all'orecchio "...ogni volta che avrai bisogno
di me" ripetei, in un tono diverso, per farle comprendere le mie
intenzioni.
Indietreggiai nuovamente, con un altro inchino.
"Sarò Draven, Il Dragone Ramingo. Cosa rispondi?"
Draven
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