Viaggiando per Arcano
Un'anima
libera non potrà mai rimanere rinchiusa a lungo nei confini di una
terra.
"Salve capo, pesantuccio l'allenamento di oggi"
"Già, devono essere pronti a tutto se vogliono sopravvivere contro i
ribelli. Non voglio che qualcuno ci lasci per inesperienza, ecco perché
li metto a dura prova... beh, che notizie mi porti da Kolise?"
"Le solite cose, offrimi da bere e te ne parlerò"
Mi incamminai insieme a Dardel fino alla locanda e gli offrii da bere.
In quel mentre arrivò Vladimir, si sedette vicino a noi e attese che
finissi di parlare con il capo esploratore per poi parlarmi.
"Ora vado vecchio mio, ero venuto qui giusto per salutare alcune
persone. Alla prossima e grazie per la birra, anche se non sarà mai come
quella del barilotto degli esploratori"- sorrise e uscì dalla locanda.
Rimasi seduto a sorseggiare la birra quando Vladimir mi si avvicinò.
"Posso parlarle, comandante? Avrei alcune cose importanti da riferirle."
"Va bene, parla pure... e poi non usare tutti questi formalismi, non mi
si addicono proprio."
"Ehm... preferirei farlo in un luogo dove le orecchie non abbiano muri"
Mistero, ecco cosa suscitavano in me quelle parole.
Il mio istinto ormai era infallibile, stavano per arrivare guai.
Uscimmo dalla locanda e ci fermammo su un camminamento delle mura tra
due torri di guardia.
Lì sicuramente nessuno ci avrebbe udito.
"Ora parla, qui nessuno ascolterà a parte me."
"Ricordi la notte sull'unione nel castello diroccato?"
"Si, come potrei dimenticare, mi rivelasti molte cose sia sul mio
passato sia sul nostro legame di parentela."
"Già, beh... ricordi che ti dissi che cercavo una donna?"
Annuii senza molta convinzione... chissà cosa voleva dirmi, di sicuro
nulla di buono.
"Beh, ora ho trovato quella donna, e posso affermare con certezza che è
una Van Cloud anche lei."
"Cioè? Scusa, ma non eravamo rimasti solo io e mio fratello?"
"Tu, tuo fratello e tua sorella minore."
Allora non mi ero mai sbagliato: i ricordi confusi, quelle strane
sensazioni... avevo veramente una sorella.
"Esatto, il piccolo fagotto che portarono via gli altri amici di tuo
padre e di tua madre."
"Ho una sorella... beh, ormai ci sono abituato a notizie così: prima mio
fratello, poi tu, ed ora mia sorella."
"Beh, ad ogni modo si trova qui ad Arcano, e non è un caso. Col tempo
capirai anche perché pure lei è qui. Ora però dobbiamo raggiungerla
prima di tuo fratello... visto che tu non vuoi prendere il posto che ti
spetta sul tuo pianeta toccherà a lei, bisogna evitare che tuo fratello
la trovi e la usi per avere ciò che gli fu negato."
"Ma scusa, che senso ha tutto ciò? Governare un regno che non c'è più"
"Forse a te sembrerà così ma la gente, la tua gente, aspetta ancora il
ritorno di un sovrano giusto che li guidi alla rinascita."
"Capisco"
Qualche ora dopo ero nella Kioskas imperiale in attesa di essere
ricevuto dall'imperatrice.
"Comandante Shadow, ormai sembra che lei sia di casa da queste parti."
"Le chiedo perdono per il disturbo, somma guida di Arcano, ma ho una
domanda importantissima da porle."
"E sia, sentiamo cosa hai da dire."
"Lei sa che io non sono di Arcano, sa anche che ho giurato di proteggere
questa terra anche con la mia vita se necessario, sa anche che mantengo
sempre la parola data."
"Continua, non ti fermare"
"Lei non abbandonerebbe mai i suoi sudditi, giusto?"
"Io combatto in prima linea con le mie amazzoni, come potrei
abbandonarli?"
"Le chiedo scusa per la sfrontatezza, comunque c'è un popolo che attende
una guida, una guida che è l'erede dello scomparso sovrano. Io sono
quell'erede, ma non sono in grado di assolvere tale compito... però qui
ad Arcano c'è una persona che potrebbe svolgere tale compito forse nel
migliore dei modi, quella persona è mia sorella."
"Un fratello che tenta di ucciderti ed una sorella mai vista, che
famiglia strana che hai guerriero... ora dimmi, cosa vuoi a questo
punto? Non sei venuto qui solo per raccontarmi dei tuoi parenti."
"Ho bisogno del permesso di andare a cercare questa donna, potrebbe
essere la salvezza del mio popolo e forse anche della mia anima."
"Quanto tempo impiegheresti?"
"Una settimana, un mese, un anno, non so nulla di certo a parte la mia
sicurezza nel fatto che tornerò qui... perché questa ora è la mia casa."
"E sia... potrete partire sia tu che tuo cugino, i vostri uomini faranno
in modo di non far sentire la mancanza di due dei più valorosi guerrieri
di questa terra. Hai un anno di tempo Comandante, un anno di tempo al
termine del quale, se non sarai di ritorno, sarai bandito per sempre da
questa terra."
"Sono pronto a correre il rischio, con il suo permesso partirei subito."
"Vai pure, io non ti trattengo. Ricorda, un anno solo."
Uscii lentamente mentre l'imperatrice Nimira mi diceva: "Faresti meglio
a salutarla, è capace di fartela pagare se sparisci senza avvisarla."
"Allora si parte?"- mi disse Vladimir appena uscii dal palazzo.
"Si, ma prima dobbiamo fare un salto a Kolise."
Kolise, la mia prima casa ad Arcano... passeggiai per i rioni dei
guerrieri di Betris, una volta ero uno di loro.
Alcuni mi salutarono solo per i gradi che portavo, altri, miei cari
amici, mi abbracciarono: un loro vecchio amico era tornato.
Li salutai tutti tranne Licht, il mio caro amico nonché loro comandante,
dopo le nozze era sparito per un po'.
Certo che era strano pensare che Licht si era sposato.
Mi congedai dai vecchi amici e mi incamminai verso la sede delle
amazzoni di Mokada.
Incontrai Seya a spasso con il suo compagno, mi salutò affettuosamente e
mi presentò il guerriero; mi disse che Kethry era come al solito sul
campo di allenamento.
Lentamente la salutai e mi recai da Ket.
Sull'orlo del campo mi fermai ad osservarla allenarsi, ormai era un po'
che non ci parlavamo come un tempo, lei aveva la testa altrove ed io non
avevo il tempo...
Mi voltai, avevo capito che ormai non era più mia.
Mi chiesi perché, non avevo risposte, la colpa era stata della mia
assenza... ma che importanza aveva ormai, le cose non sarebbero mai più
state come prima.
Con una fitta al cuore dissi a Vladimir: "Andiamo cugino, abbiamo molta
strada da fare."
Camminai lentamente sperando che mi fermasse.
Chissà se un giorno sarei tornato, pensai...
Shadow
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