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Scoprire Arcano

 

Il passo lento di Darkpoisons avanza inesorabile verso la mia meta, come l’alba che ormai si annuncia su un cielo cupo e carico di nuvole portatrici di tempesta.
Sento la stanchezza in ogni fibra della mia carne ma ormai sono vicino ed è un conforto pensare che potrò ristorarmi e riposare, dopo il lungo viaggio.
Dal cielo, l’acuto fischio di Anthares, il mio regale falco, mi annuncia che la Kioskas è vicina.
Infatti, dopo alcuni minuti, eccomi di fronte ad un massiccio portone.
Smonto da Darkpoisons e prendendolo per le redini, mi avvicino alla porta, scoprendo che è socchiusa.
Spingo ed entro.
Una lunga via si presenta ai miei occhi ed in lontananza, scorgo i contorni di un’ampia piazza.
Il rumore degli zoccoli del possente frisone nero risuona nel vuoto quieto della strada sgombra e presto, giungo al centro del piazzale.
Non c’è nessuno, a cui chiedere un aiuto, un informazione, per sapere dove riposarmi.
Con un fischio, richiamo Anthares che viene a posarsi sulla sella, mentre mi stiracchio, cercando di cancellare inutilmente un po’ di fatica.
Il grido del falco mi avverte di una presenza, e mi giro di scatto, sfoderando Orodreth, il grosso spadone a due mani che mi accompagna da sempre.
Una figura, avvolta in un mantello blu notte, mi si avvicina, nel ormai pallido chiarore del giorno che nasce su Arcano.
- Chi siete?-
- Non abbiate timore, straniero - mi risponde abbassando il cappuccio che le nasconde il viso.
Tratti gentili dal mistico fascino, un sorriso che irradia calore e luce, come tutta la sua persona.
Ripongo la mia arma, portando la mano al cuore e inchinandomi a salutare colei che mi è ormai a pochi passi.
- Perdonatemi, madama. Ma… -
Non faccio in tempo a finire la mia frase che sento una lama serrarsi contro la mia gola, mentre un braccio dalla presa d’acciaio mi agguanta il polso e mi blocca nei movimenti.
- Ma cosa… - lancio sorpreso.
Un gesto della lady fa allentare la presa.
- Lasciate guardia, non è un nemico. Potete tornare alla vostra postazione. -
Mi massaggio il collo, finalmente libero e mi giro per vedere quale fulminea creatura è riuscita ad avere la meglio su di me.
Non riesco a vedere nulla se non un’ombra che si allontana rapida nella strada, verso il gran portale da cui sono entrato.
- Perdonate il trattamento ma la situazione che stiamo vivendo ci rende diffidenti agli stranieri.
- Non preoccupatevi milady, capisco le vostre motivazioni. In ogni caso, il vostro sistema di sorveglianza è lodevole, visto che sono riusciti a sventare la mia sorveglianza - rispondo lanciando un’occhiataccia a Anthares, che fa il vago a modo suo.
- Avete certo fatto un lungo viaggio. Venite. Vi conduco dove potrete ristorarvi. -
- Permettetemi di presentarmi - dico, cercando di riassettarmi e rendermi un minimo presentabile, scrollando via la polvere ed il fango dal mantello e togliendomi i guanti.
- Il mio nome è Skylander, Sky per gli amici e per le dame. Sono un viaggiatore, un avventuriero…-
- Sono Kristal, madras di questa Kioskas dove vi trovate. -
Prendo la mano che mi porge e la porta delicatamente alle labbra, sfiorandola appena.
- Sono onorato di far la vostra conoscenza, milady. E saluto il vostro ruolo - rispondo inchinandomi.
- Conoscete dunque la gerarchia del potere di Arcano? -
- Sì, madama. La fama di Arcano va ben oltre i suoi confini ed ho preferito informarmi sugli usi e costumi di questo popolo prima di avventurarmi sulle sue terre. -
- Siete saggio in ciò, straniero. -
- Vi ringrazio.-
- Ora seguitemi, vi porterò ai vostri alloggi, in attesa che riceviate una dimora, se la vostra intenzione è rimanere fra noi. -
La vedo allontanarsi a piedi, facendomi cenno di seguirla ma la raggiungo e la fermo.
- Non posso permettere alla Madras ed una dama sì incantevole di fare la strada a piedi. Montate in sella al mio cavallo e guidatemi fino alla destinazione. -
Sorride silenziosa e con agilità, sale su Darkpoisons, mostrando una destrezza che non sospettavo.
- Madras Kristal, la vostra grazia va di pari passo con la vostra bellezza. -
Sorride nuovamente ed attraversiamo il portone, in direzione di Nakir, la Kioskas che mi accoglierà fra le sue possenti mura.
Il sole è ormai alto, nascosto dal grigiume dei nembi ma non mi importa.
Sono elettrizzato dalla nuova esperienza che sto vivendo, anche se non so ancora quanto e se mi fermerò a lungo… vedremo.
L’unico pensiero che ho adesso è mettere qualcosa sotto i denti, lavarmi e fare una sana dormita. Il resto verrà dopo.
E’ con queste idee che mi avventuro nella foresta che separa le due Kioskas, nel risveglio della natura che porta il giorno.

 

Skylander


 

 

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