Ankira si presenta
Era passato
poco tempo da quando mi venne consegnata la missiva in cui si diceva che
avevo ricevuto un'umile casetta a Ylea... non sapevo ancora bene la
storia degli hammers della pianura, di chi governava questa cittą, ma
sentivo parlare alle locande dove mi fermavo per la notte, che tanto
tempo prima vi era stata un grande scontro tra gli hammers che credevo
un popolo tanto pacifico... e che una madras aveva sfidato la grande
imperatrice.
La madras di Ylea.
Non sapevo molto delle kioskas e dei loro abitanti... abitavo nel centro
di Nosambra quando la mia madrina, che mi aveva accolto in casa sua dopo
avermi trovato sul margine della foresta pochi anni prima, che avrei
dovuto farmi una vita con degli essere uguali a me... degli hammers
appunto.
Ormai ero sotto le mura di Ylea, e avevo paura.
Non proprio paura, un vago sentore di male oscuro, potente.
Chiusi gli occhi e rividi nella mia mente il sogno che per tante notti
mi teneva sveglia a pensare alle mie origini.
Prima di passare il portone, tirai fuori gli strumenti per dipingere.
Dipingere era sempre stata l'arma per sconfiggere le mie paure e la mia
madrina, Kasha, mi aveva raccomandato di affrontare le mie paure con la
tavolozza e colori.
Smisi di dipingere e misi tutto a posto.
Guardai il portone.
Non avevo paura. Ero rassegnata.
"A noi due, kioskas" dissi.
Ed entrai
Buonasera a tutti, sono Ankira l'Artista e sono al servizio vostro...
non conosco le abitudini degli hammers, e l'unica parola che conosco in
lingua hammers č Aikydo.....
Vi saluto,
Ankira
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