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Lo sfogo del Dragone

 

Questa sera Shiryu non riesce a prender sonno, è turbato, inquieto...
Si dibatte nervosamente nel suo letto per ore poi, finalmente, scivola nelle braccia di Morfeo.
Il suo sonno però è tormentato, la sua anima freme e subito, in sogno, il volto dell'amata Seya che lo avvicina, nel mezzo della foresta, per poi scomparire improvvisamente nel nulla, senza lasciare traccia...
Si sveglia di soprassalto e, senza badare a nulla, si precipita fuori dalla sua casa con addosso solamente una tunica e, scalzo e disarmato, attraversa a grandi falcate la Kioskas per scomparire all'esterno sotto lo sguardo esterrefatto di alcuni viandanti.
Raggiunta la foresta, continua a correre, senza tener conto di niente, superando persino la fatica e il dolore.
Poi, giunto sulla loro collinetta, si ferma.
Ripensando all'accaduto, crolla in ginocchio ed inizia un tristo monologo.
"Colui che affermò che la lontananza è il fascino dell'amore, per me fu pazzo... Che ne sapeva dell'amore?
COSA POTEVA MAI SAPERE, LUI, DELLA SOFFERENZA CAUSATA DALLA LONTANANZA?
(gridando)
Come poteva mai immaginare come ci si può sentire, lontani dal proprio amore?...
Come poteva sapere come mi sento io? (con voce tremolante)
No, la lontananza non è il fascino dell'amore...
La lontananza è cosa tremenda per il mio cuore d'innamorato!

Non poter vedere il suo viso,
inebriarmi col profumo della sua pelle,
odorare i suoi capelli,
perdermi nei suoi occhi,
sfiorare le sue labbra...
ah, quale strazio!"

Poi un fruscio lo distoglie per qualche istante dai suoi pensieri, si volta di scatto, in un lampo d'ira causato dalla situazione... si sta per gettare contro qualunque cosa esca da quei cespugli tremolanti ma poi, alla luce della luna riconosce Artax, il suo cavallo che l'ha seguito dalla Kioskas.
"Sei qui per prenderti gioco di me, amico mio?"
Un nitrito della bestia funse da risposta...
"Lo so che è un amore appena sbocciato ma, come lo spiego al mio cuore che non deve sentirsi così?
La solitudine stasera non mi dà tregua... ma presto sarà di nuovo giorno e potrei rivedere il suo dolce viso... Artax, fedele amico, riportami alla Kioskas, riconducimi a casa..."
Montando in sella al cavallo, nella sua mente affiora un ricordo di sua madre che, da piccolo, soleva dirgli... Omnia vincit amori: et nos cedamus amori ... piccolo mio...
"Come avevi ragione madre mia!"
E afferrando fortemente le redini, imbocca la via del ritorno.


Shiryu


 

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