Lilli
Lilli
ricorda i tempi di bambole dai capelli di grano e vesti di sacco,
Lilli ricorda e ride felice.
Oh! Si, quei campi di girasoli che erano i grandi ombrelli dei bimbi
dalla pioggia e le grida di genitori crucciati.
Quello era il loro mestiere, grandi ombrelloni, ma l'avevano a te
soltanto confidato.
Lilli ripensa alle notti di tempesta, aggrappate alle gambe della nonna,
perchè quello era il loro mestiere, forti gambe, l'ancora dei bimbi
rifugiati dalle maree cattive di paure di abissi troppo scuri.
Quello era il loro mestiere ma l'avevano a te soltanto confidato.
Lilli sorride nei sogni delle vecchie feste al paese, quando le donne
ballavano e gli uomini bevevano e tutti, anche la luna, rideva. E loro
piccini allungavano le mani e ricevevano dai visi tondi e gioiosi
qualche dolcetto.
Perchè questo era il loro mestiere, vecchie feste paesane, il rintanarsi
di piccoli uomini a contare il tesoro di pane e marmellata, i soldini di
pezzi di cioccolato, questi erano i loro mestieri, ma li avevano a te
soltanto confidati.
Lilli si ferma, rivede, il fuoco che brucia, la gente che grida e loro,
piccini che piangon senza ragione.
Perchè questo è il tuo mestiere, fuoco del terrore, bruciare ogni cosa
sul tuo cammino, bruciare case e mammine, padri e bambini.
Questo era il suo mestiere, fuoco bugiardo, così bello eppur terribile
beffardo... ma questo mestiere l'ha rilevato a tutto il mondo disperato.
Ora Lilli cammina in una strada luminosa, dietro ha la sua vita di
ricordi, davanti una porta.
Perchè questo è il suo mestiere, strada di girovagare,
lasci una via per un'altra trovare.
Acer
|