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Le due facce

 

Mosche e moscerini ronzavano sopra e attorno i corpi straziati e mutilati, alcuni si trovavano gią in evidente stato di decomposizione, e ben poco rimaneva di loro; l'odore nauseabondo mi costringeva ad accelerare il passo.
Tutte le amazzoni morte per quell'unico ideale, quello di noi tutti da quando esiste il mondo, dall'inizio alla fine dei nostri giorni.
Altri corpi vidi lungo il sentiero, ma questa volta senza cattivi odori; il sangue versato per lo stesso scopo da un altro gruppo di amazzoni.
S'intuiva che la battaglia qui era stata combattuta da poco tempo prima, i corpi erano ancora intatti ed il sangue ancora rosso vivo; volti che mi fissavano senza vedermi,occhi aperti e inespressivi, lo sguardo era quello della morte.
Cercai di spostare una salma dal sentiero, sembrava impagliata, benchč doveva essere morta da poco, il suo corpo era gią irrigidito.
Trascinandola segnava una scia tra le foglie secche del suolo.
Mentre lo facevo osservavo la sua testa penzolante ed i suoi lunghi capelli.
Rammentai l'incontro avvenuto tempo addietro con una straordinaria amazzone, cominciai a pensarla mentre mi trovavo in quella circostanza straziante.
Ricordavo i suoi occhi, due perle nelle quali si specchiava il mio volto affascinato; la sua voce come il suono di un'arpa arrivava al mio udito e la sua immagine un fiore di loto che dischiude i suoi petali sulla superficie di un lago.
Vidi il bene e il male nello stesso momento; prima l'odio, la battaglia e la morte delle amazzoni, e gli dei che s'impadronivano della loro essenza abbandonandone l'involucro.
Poi, il ricordo.
La bellezza, la poesia diletto dell'anima e del corpo; l'amore, quello vero e unico che dona senza chiedere, e che ti inebria senza ingannarti.


Vedam




 

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