|
Paradisea
Molte lune
sono passate da quando ti ho vista per la prima volta, luminosa nelle
tenebre, graziosa e perfetta in mezzo a tutto quel caos...
Eri lì, streghetta, rossa e urlante, e in un attimo, un effimero battito
del mio cuore, eri già alta e diritta, i tuoi capelli erano nuvole
ondulate del bronzo più leggero mai esistito.
E in quel viso pallido e serio, i tuoi occhi... oh, i tuoi occhi!
Per i tuoi occhi, mia strega, dimenticai l'Universo.
A che pro osservare gli astri, quando non c'era stella, non c'era un
sole più luminoso di quelli che potevo scorgere nei tuoi dolci mari
scuri?
A che pro invocare la Dea, se una sola tua parola, un tuo cenno potevano
darmi l'amore di secoli di devozione?
E tu, Paradisea, così innocente, ignara del tuo potere, crescevi, ma non
ricevevi neppure le briciole dell'amore che davi.
Non capivi, mia strega, e soffrivi, ed ogni tua lacrima era per me
un'agonia.
Ma non era che un attimo, e già il tuo piccolo cuore si accendeva di
gioia quando una foglia danzava nel vento, o il sole tramutava in fili
d'oro una ragnatela.
Ed io ti guardavo........
Non ti importava del domani, non saresti stata più felice se avessi
avuto mille corteggiatori.
Eri forte, strega, ma non lo sapevi.
Ti desideravo, mia strega, oh, se solo avessi potuto...
Un lampo improvviso accecante pervase dentro di noi, e di nuovo la luce,
il cosmo intero prese dimora nei tuoi occhi e nel tuo cuore, e mai, mai,
o strega, mi sarei immaginato di poter essere tanto ammaliato.
Ma adesso, Paradisea, le tue fantasie si stanno avverando di nuovo!
Paradisea mia, l'amore che ti ha sostenuta finora, sarà adesso la tua
fortezza.
L'amore passionale il tuo vero Demone eterno.
Abigor Granduca Infernale
|