bordo_op.gif (351 byte)

Il Demone

 

Fiamme.. lingue di fiamma altissime... e Ombre, anche se non avrebbero dovuto esserci, con tutto quel fuoco... era questa la natura del Piano di Esistenza su cui spadroneggiava il Granduca Abigor.. ma quel piano di esistenza era poco, per il suo potere, e decise di fare un tentativo.
Pronunciò delle parole, suoni incomprensibili per un qualsiasi orecchio umano o semiumano.. il potere richiesto per questo incantesimo era enorme, ma su quel Piano il potere del Granduca Abigor era praticamente infinito e non se ne preoccupò, l'incantesimo venne pronunciato e un portale, un condensato delle più alte lingue di fiamma e delle più cupe ombre di quel luogo, si aprì e Lui, il Demone, vi entrò con un ghigno di malvagia soddisfazione dipinto sul volto...
Apparve sulla cima di una torre, sapeva che non poteva trasporre ancora il suo corpo in questo piano, occorreva avere un potere molto elevato anche sul piano di destinazione e ancora non lo aveva, perciò ammantò la sua essenza con una maschera di magia, in modo da apparire, a un osservatore superficiale, uno degli Maghi Scuri che vivevano in quel luogo.
Solo degli esseri con particolari poteri, come quelli che governavano quel piano, potevano vedere la sua vera natura poichè nulla poteva essere celato a quegli esseri.
Fu proprio perchè il signore degli inferi di quel pianeta vide ciò che lui era davvero che lo chiamò a se, fu così che il Granduca Abigor entrò a servizio di Nather, poichè egli possedeva l'unica cosa che lui rispettasse, un potere maggiore del suo.
Passarono i secoli, le capacità di combattimento del Demone crescevano di giorno in giorno, insieme alle conoscenze della magia di quel Piano, fino a che un giorno accumulò abbastanza potere da portare il suo corpo in quella dimensione; allora pronunciò altre parole, in una lingua sconosciuta agli abitanti di quelle terre, una lingua antica come il Multiverso stesso, e l'avatar che lui aveva usato si squarciò, per cambiare nel suo vero corpo: le dita sottili del Mago cambiarono, per diventare degli artigli possenti, sia alle mani che ai piedi, da suo capo spuntarono cupe corna e grandi ali nere sorsero dalla sua schiena, l'esile fisico del Mago si plasmava fino a diventare alto e possente, con una muscolatura impossibile da paragonare a qualsiasi essere mortale.
Il potere bruciò come una fiamma blu sulla punta degli artigli, ma lui non lo sostenne e andò spegnendosi, poi emise un grido, acuto e agghiacciante e spiccò un altissimo volo...
Avrebbe mostrato ai mortali un potere in cui molti di loro neanche credevano, e avrebbe sparso Dolore e Morte ovunque, lui, il Granduca Abigor, l'ultimo signore degli Antichi Demoni sarebbe diventato il primo dei nuovi, e avrebbe mostrato a tutti il potere delle tenebre...

Abigor Granduca Infernale

     
     

Cerca nella Biblioteca

bordo_op.gif (351 byte)