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Paradox

 

Camminavo pensierosa per il vialetto di selce che conduce alla biblioteca e pian piano memorizzavo ogni particolare di quel piccolo giardino che mi stava intorno.
Lo vedevo già coperto di neve candida, quando i primi fiocchi sarebbero scesi su Arcano, e di fiori variopinti in primavera... quando una figura gentile mi comparve dinnanzi, sorridente.
I capelli biondi, il lungo mantello poggiato sulle spalle ed un sorriso enigmatico sul volto...
Sorpresa, ma non spaventata, fissai il ragazzo...
C'era qualcosa... nel profondo degli occhi... qualcosa che tentavo di ricordare, che mi riportava al passato...
Un cavallo bianco lo attendeva paziente legato ad un albero poco lontano.
"Chi siete, Cavaliere?" azzardai...
E la sua voce mormorò alcune frasi:
" Vagabondo fra le genti, vago e cerco voci e sentimenti.. Giullare o menestrello, quel che il giorno mi dà io son quello. So legger parole dietro altre, e gioir del mondo bello, insomma sono, un ritornello. Vengo dal Paese che nessun sa, là dove il Sogno è realtà. Varco questa Terra a cuor felice, ogni luogo poi mi si addice. Quì il profumo dell'avventura, così non certo è la paura, di quel dire, di donne ardite. Nascondo nel medaglio il mio segreto, e come l'Odisseo, ascolto.. "
Ancora quella strana sensazione... eppure lo conosco....
Paradox era il suo nome. Era appena giunto a Klivia. Un Artista...
Mi seguì in biblioteca, e lo vidi sfogliare alcuni volumi con mano tremante dall'emozione.
Antichi volumi, che narravano di una Laguna che non c'è più...
Gli sorrisi altrettanto misteriosa, e sussurrai di rimando: "Sono lieta che tu sia qui, Paradox... Arcano ha una perla in più..." :-))

 

Kristal

     
     

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