Regalo
di una notte di settembre
Sai cosa,
mia signora? Hai ragione.... questo io sono... un girovago senza
meta... perché sono troppe le stelle nel cielo...
E se tu non vuoi essere la mia luna... allora cercherò una stella
diversa...
Tu mi hai aperto la porta di casa e mi hai offerto un rifugio... ed
una coppa di vino da bere tutto d'un fiato con la speranza che ne
sarebbe arrivata un'altra...
Ma ero già troppo brillo e pieno di te al primo sorso per vedere
più in là della sedia alle tue spalle.
Mia signora... mi perdonerà per questo... ma io mi congederò da
lei presto... e definitivamente... perché non ho trenta pezzi
d'argento per barattare la mia anima e donarla a lei... semplicemente
perché quella l'ho già lasciata vicino la coppa che mi ha porto
quella notte.
Sparirò dalla sua vita così come ci sono entrato... stringendo la
sua mano tra le mie e sfiorandola con un tenero bacio ed una lacrima
di malinconia.
Ecco cosa sono io... mia dama... io sono l'inaspettato... sono solo
una parentesi che decidiamo di chiudere presto perché non siamo in
grado di scriverci tante belle parole dentro... io sono la speranza
che qualcosa possa cambiare... ed il dubbio che niente accadrà.
E questo è il mio testamento ed insieme il mio epitaffio.
"Qui Koma passò e soffiò all'orecchio della dama parole così
pudiche... da farle sembrare l'imbarazzo fatta lettura.
Qui Koma si sedette e sorseggiò dalla coppa di chi gliela porse senza
voler nulla in cambio.
Qui Koma è passato e si è portato dietro un mantello fatto di
lucciole che danzano.
Qui Koma è rimasto fino a che a mezzanotte... le campane non gli
hanno ricordato che un'altra notte stava cominciando e che i sogni
erano già nel cuore della sua ospite cortese.
Qui Koma ha lasciato una lettera bianca dove una dama ha letto quello
che voleva e dove un sorriso si è mascherato da lacrima.
Qui Koma è passato... e qui Koma vi saluta."
Koma
|