Velocità
Lo
scalpitio degli zoccoli sulla terra nuda, lo sbuffare delle froge che
riscalda l'aria, l'ansimare del cavaliere.
Spronare la bestia, fino al massimo, oltre il culmine.
Spronare te stesso fino al limite, oltre il buonsenso.
Il sudore dello stallone, libero dalla sella, cavalcare alla maniera
dei barbari.
La potenza dei suoi muscoli racchiusa nella mia presa, stringere il
suo crine fino a strapparlo.
Più forte, più veloce, più potenza.
Gridare di rabbia, scalciare più crudelmente, deve essere più
rapido, più indolore
Il nitrire del destriero, stanco, una cometa senza energia che brucia
più splendente per consumarsi ed esplodere al punto di arrivo.
Eccola, la gigantesca quercia, vecchia come il tempo, resistente come
la paura, inevitabile come il delirio.
Fisso lo sguardo sulla scura corteccia, ci siamo quasi, dammi di più,
più veloce, non guardare, lascia che il dolore ti accechi, non
guardare, sta per finire, non guardare.
Grido.
Lo schianto è forte, la corteccia perde poche schegge, le gambe del
cavallo sono spezzate.
La sua testa si contorce all'indietro, colpendomi proprio mentre la
forza dell'impatto mi fa appiattire contro il suo corpo sudato.
Volo all'indietro, la velocità è persa, è affogata nel sangue del
mio inconsapevole compagno.
Le dura ossa dell'animale hanno spezzato le mie, lo so mentre
precipito cristallizzato nel secondo di più alta consapevolezza da
quando ho incominciato questa folle corsa.
Il contatto del mio sangue con l'aria deve avere un effetto
esilarante, sto ridendo.
La terra mi accoglie con un tonfo sordo, il mio collo sarà una facile
preda per la potenza di questo scontro.
Fermo... dolorante... il cielo da questa posizione è più blu...
senza badare alle macchie cremisi che mi oscurano gli angoli della
vista.
La quercia non ricorderà mai tutto questo... il cavallo non ha più
memoria, lì nelle terre morte... io...
oh Dea... io... rido...
rido più forte
sono ancora vivo....
Draven
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