De
pugna
Rullo di tamburi e bandiere che
sventolano al vento.
I soldati in marcia come un perfetto orologio che scandisce l'ora della
morte.
L'inevitabilità è solo una conseguenza delle azioni di pochi uomini.
E' l'idea che faremo ciò che sarà... semplicemente perché è così.
Ed il vento si inginocchia di fronte al ritmo artificiale degli uomini.
Potresti sorprenderti, ma non c'è nulla di più statico del disegno
generato dalla fantasia degli uomini.
E l'estro diventa dogma.
L'immaginazione un semplice atto pratico.
Non c'è nulla di nuovo nella testa.
E' solo un mero calcolo.
Ognuno chiudendo la porta alle proprie spalle.
Tutti salvaguardando i propri averi dietro mura di trenta metri.
E' un po' come essere re nella propria cella di mattoni.
Sovrano di un regno grande quanto le tue tasche.
Cosa non si fa per provare la sensazione di essere... liberi.
Io sento già i primi cannoni che annunciano l'apertura delle danze.
E centinaia di voci che intonano una romantica canzone di morte.
Prepareremo i bagagli nel frattempo.
Costretti a lasciare il nostro piccolo impero... così piccolo eppure
così... completo.
Ma lasceremo una candela accesa così che chi arriverà saprà che qui
un grande uomo ha lasciato un segno... un ricordo di se.
Continueremo a vivere anche quando ce ne saremo andati.
Così sapranno che non ci siamo mai arresi.
Si sentiranno vincitori... ma non saranno mai i nostri padroni.
E allora per noi non sarà stata una sconfitta, ma l'inizio di un nuovo
viaggio che ci porterà dove potremo edificare nuovi monumenti segno
della nostra grandezza.
Sento le fucilate ed i colpi alle porte.
Credo sia il momento di andare.
Si sentiranno vincitori... ma non saranno mai i nostri padroni.
Koma
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